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Hands on Dust 514

Provata la beta del primo Free-to-Play in arrivo su Ps3

hands on Dust 514
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il cammino che separa ogni titolo dotato di una forte componente online dal lancio sul mercato è ormai sempre più spesso caratterizzato da una fase beta, durante la quale viene messo alla prova il netcode di gioco e le infrastrutture di rete, che dovranno essere in grado di reggere il carico degli utenti previsti nei mesi a venire.
Anche Dust 514, quindi, è conforme a questo passaggio durante il suo processo produttivo e una beta privata è già disponibile da numerose settimane, prima solo per una ristrettissima cerchia di utenti, per poi espandersi fino a raggiungere potenzialmente tutto il pubblico iscritto al servizio Playstation Plus.
Dal 22 Agosto, infatti, il client di gioco è scaricabile ed installabile da chi ha un account a pagamento attivo e il periodo di beta sarà aperto fino al 5 Settembre.
Non ci siamo quindi lasciati scappare l’occasione di provare quello che verrà ricordato come il primo first person shooter free-to-play della storia di Playstation 3, con una particolare attenzione ai controlli, aspetto che il team CCP ha tenuto in grandissima considerazione grazie alla versatilità delle periferiche che il gioco è in grado di supportare.

Camera di stasi

Il primo approccio con Dust 514 prevede la creazione di un personaggio, al quale dare un nome univoco e da collocare nella situazione geopolitica dell’universo di EVE Online, scegliendone la razza e la fazione: tutti i background sono incredibilmente dettagliati, mutuati direttamente dall’MMO di CCP che può vantare centinaia di migliaia di iscritti, e la scelta diventerà determinante proprio quando i server di Dust e EVE verranno a tutti gli effetti uniti, quindi le corporazioni in lotta nel gioco su PC diventeranno le stesse presenti su Playstation 3, con i nuovi utenti console che andranno ad infoltire l’una o l’altra fazione.
Creato il personaggio si apparirà direttamente dentro la propria stanza, nella quale muoversi liberamente per avvicinarsi a uno dei molti schermi disponibili, il primo dei quali permette di attivare il matchmaking rapido, in modo da entrare subito nel primo campo di battaglia disponibile e adatto alle proprie caratteristiche.

In alternativa si può iniziare a personalizzare il proprio avatar, scegliendo tra differenti configurazioni delle armi di base, in modo da ottenere dei profili da richiamare rapidamente ad ogni respwan, secondo necessità.
Chiudono il ventaglio di opportunità disponibili un’ampia, sebbene ancora in sviluppo, serie di classifiche e grafici in grado di fornire un’istantanea sulle proprie prestazioni in missione e sull’andamento della galassia nella sua globalità, così come numerose opzioni, tra le quali spiccano quelle per la configurazione del sistema di controllo.

Libertà di scelta

A differenza di molti altri first person shooter su console, relegati al solo uso del pad, Dust 514 amplia al massimo le possibilità, non solo permettendo di utilizzare il Move, accompagnato ad un classico DualShock o al Navigation Controller, ma anche di un semplice mouse USB.
Se utilizzando un pad, quindi, i controlli sono di tipo classico, anche se manca la possibilità di rimapparli a piacimento ed è necessario intervenire leggermente sulla sensibilità per ottenere la reattività adeguata ad un FPS frenetico, ben diversa è l’esperienza utilizzando le altre due periferiche.
Playstation Move non è nuovo per quanto riguarda il supporto in campo shooter, ed è stato sfruttato già in svariati altri titoli di successo, tra i quali è il caso di citare due seguiti illustri quali Killzone 3 e Resistance 3.
Anche nel caso di Dust 514 il funzionamento con Move è simile: puntando il controller verso il Playstation Eye si potrà muovere direttamente il mirino, senza però andare a ruotare la visuale; avvicinandolo però al bordo dello schermo si potrà effettivamente spostare il punto di vista, continuando nel contempo a muovere il proprio personaggio con l’altra mano, utilizzando l’analogico presente sul DualShock o sul Navigation Controller.
Ovviamente è necessario un periodo di apprendimento, soprattutto se si è abituati da lungo tempo a giocare solamente con il pad, ed anche in questo caso risulta praticamente obbligatorio un aumento della sensibilità dal pannello delle opzioni, restringendo anche la zona di schermo nella quale viene mosso il solo mirino, in modo da risultare più reattivi nelle situazioni nelle quali non basta puntare ma è d’importanza cruciale spostarsi lateralmente o nascondersi per evitare il fuoco nemico.

Move da un vantaggio competitivo tangibile rispetto all’uso del pad, anche se risulta molto carente utilizzando le armi dotate di zoom: in questo caso, infatti, anche con la sensibilità al massimo è difficile inquadrare un obiettivo in maniera precisa, con il risultato che per i cecchini Move si trasformerà rapidamente dal paradiso ad un incubo.
Ultima scelta, non meno importante, il mouse, supportato direttamente dalla beta e con un suo pannello di configurazione apposito che permette di variare alcuni parametri quali la sensibilità è le azioni associate ai tasti e alla rotellina.
Giocare a Dust 514 con il mouse fa guadagnare in precisione e rapidità, al punto che, com’è facile intuire, il divario si allarghi di molto, soprattutto utilizzando armi da fuoco dotate di zoom che offrono un sostanziale moltiplicatore d’ingrandimento.
Il rovescio della medaglia è la necessità di avere una base d’appoggio per il tappetino, soluzione non sempre comoda soprattutto per chi ha la console connessa al televisore in salotto e di solito gioca comodamente sul divano.

Obiettivi diversi

Le missioni di Dust 514 sono rappresentate da dei contratti offerti da differenti corporazioni, e sono strutturate a tutti gli effetti come degli scontri a squadre, ai quali partecipare su pianeti differenti che fungono da mappe di gioco.
Due le modalità disponibili, la prima della quali è un classico deathmatch a squadre, con la particolarità rappresentata da un monte massimo di cloni disponibili da utilizzare per il respawn, che caleranno in numero ogni volta che un giocatore verrà ucciso e dovrà rientrare in partita. Vincerà lo scontro la fazione che per prima ridurrà a zero il numero di cloni disponibili per gli avversari.
Schermaglia è invece la modalità più innovativa, nella quale si mixano tipologie di gioco differenti, provenienti da capture the flag e king of the hill, ormai onnipresenti in ogni FPS online: l’obiettivo è la difesa della propria base operativa, chiamata CCM, Centro di Comando Mobile, rappresentata da un nave che staziona a poche decine di metri sopra il campo di battaglia.
Ogni area di gioco è presieduta da più cannoni NULL, installazioni fisse che

"L’acquisto di ogni update sarà subordinato alla spesa di due tipologie di valuta; la prima verrà accumulata vincendo gli scontri, e di conseguenza chiudendo positivamente i contratti, mentre la seconda, chiamata Aurum, si potrà acquistare direttamente dal Playstation Store."

è necessario violare tramite un virus informatico, in modo da poterle controllare temporaneamente e che spareranno quindi in autonomia contro il CCM nemico, indebolendone progressivamente le difese fino a penetrarne lo scafo, abbattendolo.
Sarà quindi necessario organizzarsi in squadre, muovendosi in gruppetti verso i NULL vicini, con uno dei partecipanti che inserirà il virus nel sistema mentre gli altri gli copriranno le spalle.
Più cannoni NULL sotto il controllo della propria squadra permetteranno di concentrare il fuoco, risultando più efficienti e distruggendo il CCM nemico in molto meno tempo, decretando la fine della partita; ovviamente la squadra avversaria potrà a sua volta inserire il proprio virus in modo da riappropriarsi dell’uso di un cannone, capovolgendo le sorti del conflitto e richiedendo una buona dislocazione di tutti i compagni, in un alternarsi di attacchi e ripiegamenti in difesa ad alto tasso di strategia.

In missione

Dust dimostra quindi rapidamente la necessità di una buona organizzazione della squadra, grazie alla quale un attacco ben coordinato può fare la differenza rispetto ad un singolo uomo, benché particolarmente abile.
Le mappe sono discretamente ampie e sono spesso caratterizzate da superfici rocciose ondulate e con elevazioni molto differenti, in modo da offrire riparo o punti d’osservazione e mira privilegiati per gli aspiranti cecchini.
Molto buono il sistema di mappa automatica incluso nella parte sinistra dell’HUD, in grado di fornire un colpo d’occhio rapido sull’evoluzione del match, con segnali audio per ogni violazione di un cannone NULL portata a termine e vari elementi d’allarme, in caso di assalto alla base dei cloni della propria squadra.

Meno convincente il gameplay puro, che in base alle forze in gioco e alla mappa riesce a declinarsi in modi differenti, con scontri più lenti e ragionati e altri furiosi e a corta distanza, con l’inclusione dei mezzi che possono improvvisamente far cambiare le sorti di una partita. Il vero problema, almeno nella beta, è lo scarso feedback dato al giocatore dall’uso delle armi, che non riesce a fornire un riscontro netto sui colpi andati a segno rispetto a quelli sprecati. Fattore che viene sottolineato soprattutto salendo di livello ed iniziando ad utilizzare strumenti d’offesa differenti, che si allontanano dalle pistole, fucili di precisione e d’assalto presenti inizialmente.
Tutto l’equipaggiamento, comunque, è potenziabile ed utilizzando una determinata categoria di arma si aumenterà il proprie livello nella specifica skill, migliorando quindi caratteristiche come il danno e la riduzione del rinculo, minimizzato il quale sarà molto più semplice ferire ed abbattere un clone nemico.
L’acquisto di ogni update, in ogni caso, sarà subordinato alla spesa di due tipologie di valuta, la prima della quale verrà accumulata vincendo gli scontri, e di conseguenza chiudendo positivamente i contratti, mentre la seconda, chiamata Aurum, si potrà acquistare direttamente dal Playstation Store, non uscendo dal gioco ma con un’interfaccia integrata che permetterà di scegliere tagli differenti, per ora fissati ad un cambio che richiede due Euro per 400 Aurum.

Dust 514 Dust 514 appare come un esperimento interessante che, però, necessita ancora di alcuni mesi di lavoro per emergere dalla massa: attualmente il collegamento con l’universo di EVE Online è blando ed emerge solo marginalmente nella beta, offrendo ai tester un FPS coinvolgente ma non del tutto originale, con un aspetto estetico sicuramente al di sotto dei campioni della categoria e mancanze che si fanno sentire, come l’assenza di qualsiasi tipologia di killcam, in grado di mostrare la provenienza dei colpi che hanno ucciso il proprio clone. Sicuramente maggiori contenuti verranno aggiunti in futuro e l’unione dei server con la comunità di EVE scatenerà eventi che avranno svariati effetti nell’universo di gioco, non ultimo il lato economico, dettaglio delicatissimo per un free-to-play che punta al bacino di utenza il più grande possibile, per poi fidelizzare gli appassionati e convincerli a dare il loro contributo e supporto al gioco a lungo termine.

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