Hands on End of Nations

Il primo Beta Weekend

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Il panorama degli RTS è sempre in fermento, con nuovi titoli che spesso si sovrappongono nelle uscite. Ultima frontiera del genere sono gli MMORTS, che fanno di un mondo persistente in perenne guerra il loro punto forte. E' così che Petroglyph ha sviluppato End of Nations, uno strategico in tempo reale che si può fregiare di tutte le caratteristiche dei MMO, edito da Trion Worlds, già distributrice di RIFT. Il gioco è in fase beta ed abbiamo quindi avuto modo di provarlo nel corso del primo Week-End di prova, per farci una prima idea di ciò che avremo di fronte all'uscita del titolo completo, previsto comunque nel 2012.

Shadow Revolution Vs Liberation Front

End of Nations ci mette davanti ad una situazione caotica, che vede l'intero pianeta in conflitto perenne. I contendenti sono due: la fazione denominata Shadow Revolution e la sua controparte, il Liberation Front. I primi sono costituiti prevalentemente da ex ufficiali degli eserciti mondiali che non hanno altro scopo se non quello di distruggere l'ordine polico e sociale attualmente in vigore, per creare un mondo nuovo; i secondi si professano difensori della libertà e della democrazia, in lotta continua per l'emancipazione del mondo. A conti fatti, tenendo conto del gameplay, la scelta dell'una o dell'altra fazione ci porterà ad utilizzare mezzi, armi e stili di gioco differenti, e qui entra in gioco anche la scelta della classe.

"Il concetto di livello d'esperienza è legato alla struttura da MMO di End of Narions. Con il completamento delle missioni proposte dal titolo acquisiremo punti esperienza e denaro, in base a quanto avremo realizzato sul campo di battaglia"

Gli Shadow Revolution distinguono tra i Wraith, che hanno come caratteristiche principali la velocità ed il self-healing, ed i Phantom, unità Stealth che puntano molto sul danno in attacco. Il Liberation Front gli oppone la classe dei Patriot, specializzata nel buff e debuff e pronti a schierare unità tattiche come i bombardieri, e gli Spartan, che vantano unità dall'alto potenziale difensivo ed offensivo, come ad esempio il Colossus Tank, uno dei più potenti mezzi a disposizione in End of Nations.
Il gioco ci permetterà di creare quattro profili differenti, quindi non avremo problemi a sperimentare varie tipologie di unità e di strategie.
Una volta creato il nostro Comandante (il profilo di gioco), saremo catapultati nella cosiddetta War Room. Qui avremo una mappa dell'intero globo e l'insieme delle missioni a cui sarà possibile partecipare in base alla campagna che avremo sbloccato. End of Nations si basa sia sul PvP che sul PvE, con missioni di vario genere che vanno dalla difesa ad oltranza di una struttura dalle ondate nemiche, allo scontro per la distruzione di un HeadQuarter avversario.
Sicuramente una struttura del genere risulta adeguata ad ogni tipologia di giocatore, permettendo anche a chi cerca un'esperienza più classica, senza che la componente "Massiva" prenda il sopravvento, di divertirsi con il titolo Trion Worlds. Una buona "modularità" dell'offerta ludica è quindi uno dei punti di forza del prodotto, che tuttavia si dimostra in certi momenti un po' sbilanciato sul fronte della difficoltà. Ad esempio nelle operazioni di difesa strutturate secondo il classico schema "orda" l'Intelligenza Artificiale dispone di mezzi attualmente troppo incisivi, e annichilisce il quartetto di giocatori umani con discreta semplicità. Su un massimo di circa 40 ondate difficilmente allo stato attuale si supera al massimo la ventesima, con i mezzi che il livello di gioco al momento consente di utilizzare. End of Nations si distingue quindi per una certa difficoltà, comunque ben apprezzata, dato che il sistema di gioco non risulta mai frustrante ed il senso di sfida stimola costantemente a cercare di migliorarsi.
Interessante a suo modo la possibilità di giocare il titolo senza dover necessariamente interagire con la community degli utenti o entrare in qualche gilda. Nel corso di questo primo Beta Weekend il sistema di matchmaking ci ha aiutato a trovare gli utenti per affrontare le varie missioni sbloccate, in maniera efficacissima e funzionale. Anche chi cerca un'esperienza occasionale, ed in qualche modo più "solitaria" che "sociale", potrà trarre il meglio da End of Nations.

L'essenza del Gameplay

End of Nations risulta essere un RTS abbastanza dinamico e veloce. In missione saremo catapultati sulla classica mappa e dovremo conseguire gli obbiettivi del caso. Non ci saranno strutture da costruire, ma solo mezzi da comandare, il tutto sarà incentrato esclusivamente sulla battaglia e quindi sulla tattica di gioco, più che sulla grande strategia. Le risorse necessarie a produrre unità, qui sottoforma esclusivamente di rinforzi che ci verranno inviati quando li richiederemo senza limiti di sorta, si renderanno disponibili dopo la conquista di particolari punti della mappa, i Resource Point, di importanza vitale per conseguire la vittoria. In pratica la formula è quella del celebre Might & Magic, qui applicata con discreto successo ad uno strategico militaresco.

"End of Nations ci mette davanti ad una situazione caotica, che vede l'intero pianeta in conflitto perenne. I contendenti sono due: la fazione denominata Shadow Revolution e la sua controparte, il Liberation Front"

L'importanza dei Resource Point è fondamentale: senza non si avrà la possibilità né di richiamare i rinforzi, né quella di utilizzare le abilità speciali proprie del comandante; fortunatamente quelle delle unità saranno sfruttabili comunque. Da segnalare che le unità aeree, pur essendo un buon supporto a quelle di terra, e non attaccabili da tutte le unità, non potranno conquistare nessuna zona della mappa, e quindi il loro uso dovrà essere ben delimitato: ricognizione e supporto sono funzioni perfette per unità del genere, ma per non incorrere in una sconfitta prematura non ci si può certo affidare alle unità aeree come testa d'ariete.
Sul versante strategico attico va specificato che il numero di unità controllabili direttamente sarà limitato ad un massimo di dieci, a cui vanno aggiunte sei strutture da realizzare sul campo di battaglia, che prendono sostanzialmente l'identità dei vari tipi di torrette difensive che sono presenti nel gioco. Il numero limitato di mezzi fa si che la "squadra" da mandare in campo vada scelta con cura e razionalità, ma non solo, dato che molto si dovrà puntare sui potenziamenti a cui ogni unità del gioco potrà accedere. Queste avranno numerosi parametri modificabili dalle cosiddette "mods": dai punti vita ai punti corazza, passando per la gittata di tiro arrivando al danno massimo inflitto. E' bene quindi notare che tutti mezzi a nostra disposizione saranno ben differenziati, conferendoci la possibilità di utilizzare praticamente sempre un nostro preciso stile di gioco.
Un limitazione strategica alla composizione della squadra viene da un punteggio massimo che non potrà essere superato rendendo di fatto impossibile schierare ad esempio dieci tank potenziati e portandoci a trovare un certo equilibrio delle parti, alternando magari le più economiche unità di fanteria specializzata ai vari mezzi pesanti. Certamente questo è un punto a favore del bilanciamento: End of Nations si rende maggiormente godibile da tutti, anche da chi è ai primi livelli d'esperienza. Una scelta coraggiosa, insomma, che rende questo MMO poco incline ad ospitare eserciti ultra-potenziati, e mantiene sempre costante il bilanciamento delle partite. Ovviamente ci sono leggere fluttuazioni, legate proprio al progresso del proprio profilo in-game, ma in generale una struttura di tal fatta stimola anche gli utenti a sperimentare nuove configurazioni, rapportandosi magari con quelle dei compagni per allestire una coalizione ben diversificata e dinamica, adatta ad affrontare ogni tipo di forza nemica.

Proprio il concetto di livello d'esperienza è legato alla struttura da MMO di End of Narions. Con il completamento delle missioni proposte dal titolo acquisiremo punti esperienza e denaro, in base a quanto avremo realizzato sul campo di battaglia. Il passaggio dei livelli consentirà lo sblocco di unità e bonus migliori, mentre il denaro potrà essere investito nello shop interno del gioco, per l'acquisizione appunto delle unità, dei bonus e degli eroi sbloccati. Gli sviluppatori hanno tenuto molto a sottolineare come il gioco non privilegi, o almeno cerchi di non farlo, chi acquista i miglioramenti con denaro reale, l'unico mezzo di sostentamento per i produttori, dato che End of Nations non prevede un canone mensile. L'ammontare del denaro virtuale conferito con le missioni è buono, e consente -abbiamo potuto notare in questo primo Beta Weekend- di acquistare un discreto numero di unità sullo shop, mentre i bonus (ad esempio un boost per l'acquisizione di punti esperienza del 50%) saranno disponibili solo pagando con moneta reale. Per avere un riscontro più dettagliato del bilanciamento di questo aspetto del gioco necessariamente si dovrà aspettare l'uscita ufficiale, dato che il tempo limitato di questa beta non permette di fare valutazioni circostanziate di questo aspetto, dal momento che gli acquisti con moneta reale sono disabilitati.
Affiancato all'Armory, il luogo dove scegliere quali mezzi schierare e potenziare le unità, c'è il Research Lab, dove potremo spendere i punti relativi acquisiti per lo sviluppo più generale dei mezzi e delle strutture. Ciò aggiunge un grado ancora maggiore di profondità al gameplay, sicuramente ben strutturato, vivace e dinamico. Insomma: uno dei punti di forza di un titolo che, sul fronte tattico e strategico, sembra realizzato con cura e cognizione di causa.

Tecnicamente

La beta di End of Nations non ha dato particolari noie dal punto di vista tecnico, se non un problema nel self patching che all'inizio ci ha costretti ad un nuovo download del client di gioco. Oltre a ciò una sola volta non siamo stati in grado di connetterci ai server di gioco, ma il problema è durato davvero per pochi minuti. Facendo però un rapido controllo sul forum ufficiale si può vedere come in molti lamentino dei problemi principalmente di stabilità, ma ciò è comprensibile e scusabile, dato che si tratta pur sempre del primo evento pubblico di una beta.
Sul fronte grafico il giudizio è positivo. Il motore è assai scalabile, ed al massimo livello di dettaglio restituisce delle buone ambientazioni e un gradevole ventaglio di effetti che principalmente si concentrano sul versante delle esplosioni e dell'utilizzo delle variegate armi presenti nel gioco. Solamente al massimo livello di zoom (la visuale è la classica isometrica) si notano delle texture, specialmente di alcuni edifici, non comparabili per dettaglio a quanto realizzato per le unità, ma è un problema marginale dato che nel caos delle concitate battaglie ciò sarà difficile notare queste imperfezioni. Sulla configurazione di prova, un Q6600, con 4Gb di Ram e GeForce 550Ti non ci sono stati assolutamente problemi di ottimizzazione: alla risoluzione di 1680*1050, con dettagli medio-alti, il titolo è rimasto fluido anche nelle fasi più concitate, quando compaiono si schermo anche più di 50 unità per volta.

End of Nations End of Nations sembra essere un buon MMORTS. Dinamico, con un gameplay veloce e abbastanza profondo, legato soprattutto agli sviluppi ottenibili per le varie unità, il prodotto Trion Worlds è uno strategico fresco, che non viene facilmente a noia, sia in PvP che in PvE. Alla buona profondità si unisce una struttura “modulare” che permette di scegliere di fatto quanto entrare in sintonia con la community e quanto invece procedere in autonomia. Ovviamente l'impostazione da MMO fa sì che il titolo dia il meglio quando l'incontro/scontro con altri giocatori produce i suoi effetti, siano affiatate alleanze contro le cattivissime ondate gestite dalla CPU, o gli scontri all'ultimo sangue per l'assalto al Quartier Generale nemico e la conquista dei punti strategici della mappa. Il fatto che End of Nations sia free-to-play sembra essere un incentivo maggiore a giocarlo, ma bisognerà vedere al momento dell'uscita quanto influirà la possibilità di acquistare item, bonus e mezzi con soldi reali attraverso lo shop integrato. Per il momento sembra che i limiti imposti alla quantità di unità e di bonus equipaggiabili possano rendere comunque bilanciate le partite, e se tutto andrà per il verso giusto il successo di titoli “guerrafondai” come World of Tanks potrebbe replicarsi anche nel mondo degli MMO.