Hands on Entropy

Un promettente MMO spaziale in early access

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Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il 2014 non sarà soltanto l'anno di maturazione della next gen, ma anche quello segnato dal grande ritorno delle simulazioni spaziali. Dopo un decennio di calma piatta a causa dello scetticismo delle major, il fenomeno indie e il crowd funding stanno dando vita a progetti che, senza mezzi termini, stanno facendo brillare gli occhi a tutti gli appassionati del genere. Tra uno Star Citizen che continua a rubare la scena e un No Man's Sky che gioca completamente fuori dalle regole, Entropy si presenta come un progetto sostanzialmente più classico, ma non meno ambizioso e meritevole di attenzioni. Allo sviluppo ci sono i ragazzi norvegesi di Artplant, gli stessi di Battlestar Galactica Online, browser game dedicato alla versione moderna della celebre serie TV fantascientifica, nonché uno dei pochi giochi, insieme alla mod Diaspora, a renderne appieno le atmosfere. Dalla loro esperienza nasce un free roaming spaziale nella migliore tradizione classica (quella della saga di X, per intenderci), dove centinaia di sistemi solari attendono solo di essere esplorati, e starà al giocatore scegliere se farlo in veste di pirata, commerciante, cacciatore di taglie, minatore, o di tutto un po'.
È bene sottolineare che, al momento, Entropy è disponibile su Steam grazie al programma Early Access, il quale sta avendo un successo più che incoraggiante in questi giorni. Simile al crowd funding, prevede il rilascio a pagamento di un gioco ben prima del suo completamento, chiedendo alla community un vero e proprio "atto di fede". Così come per Starbound e DayZ, altre produzioni famose ad aver aderito al programma, attualmente giocare a Entropy è un'esperienza complessa e ricca di momenti frustranti, ma il fascino della scoperta, fortunatamente, non ne risente.

Seconda galassia a destra

La personalità, in Entropy, non è da sottovalutare. Per quanto nelle centinaia di potenziali ore di gameplay successive al tutorial tutto quello che vedrete saranno le terga della vostra astronave, il gioco di Artplant comincia con una creazione del proprio alter ego che ricorda da vicino quelle solitamente proposte dai giochi di ruolo. Si modella un volto, si scelgono origini e un nome (andando, naturalmente, ad influenzare anche una distribuzione di punti abilità sulla quale torneremo più avanti), tutto questo in nome della natura persistente e costantemente connessa del gioco. Il successivo tutorial (purtroppo notevolmente compromesso dai bug, perlomeno durante le nostre prove) è essenziale nel riassumere le diverse attività offerte ai novelli esploratori dello spazio, che si dividono tra combattimento, attività mineraria e traffici commerciali. Una volta presa confidenza con i controlli tramite mouse e tastiera, tutto sommato efficaci per gestire la complessa interfaccia, ci si trova liberi nelle profondità dello spazio, senza una vera e propria traccia da seguire.
Ancora non ci è dato di sapere se future e più complete versioni del gioco offriranno una trama e missioni più strutturate, ma al momento, una volta completato il tutorial (ammesso che vi riusciate, a causa dei bug), Entropy vi lascerà completamente liberi. Una prospettiva familiare per tutti coloro che conoscono bene la storica saga di X, ma potenzialmente spaventosa per i meno avvezzi al totale free roaming nelle profondità dello spazio, e resa ancor più complessa dalla natura ancora incompleta del gioco. Al momento, la prima regola di Entropy è esplorare, in lungo e in largo, i sistemi solari visibili sulla mappa: un'attività fondamentale a prescindere dalla professione prediletta. In caso si tratti di combattimento, visitare le remote stazioni sarà indispensabile per trovare nuove missioni (queste ultime, infatti, sono condivise con gli altri giocatori del server, e potrebbero non essere sempre disponibili per tutti), mentre minatori e commercianti dovranno necessariamente studiare con attenzione l'andamento del mercato e trovare le coordinate dei giacimenti più ricchi.

Inizio incoraggiante

Per quanto la natura del gameplay di Entropy sia tutt'altro che semplice, i ragazzi di Artplant hanno optato per un sistema di controllo piuttosto intuitivo, che divide nettamente l'esplorazione spaziale dalla gestione dell'interfaccia. Premendo infatti un tasto, sarà possibile passare dalla guida della nave tramite mouse alla gestione dei menu in sovraimpressione, magari decidendo di lasciare l'astronave in avanzamento. Quanto ai controlli in fase di combattimento, anche questi si sono rivelati piuttosto basilari, con i due tasti del mouse dedicati rispettivamente alle armi a raffica o ai lanciamissili, mentre la telecamera automatica si preoccupa (con una certa efficacia) di seguire adeguatamente le evoluzioni durante il dogfighting. La produzione di riferimento, inutile di dirlo, è sempre la saga di X, sebbene gli sviluppatori abbiano fatto un buon lavoro di semplificazione su interfaccia e controlli, a beneficio dell'accessibilità. Nonostante i bug e le mancanze di questo early access rendano complicati alcuni passaggi, il cargo della nave gestito tramite drag-and-drop e la possibilità di accedere ai menu senza perdere di vista l'azione rappresentano ottimi spunti, e permettono una discreta familiarità con il contesto già solo dopo qualche ora di gioco.

Attenzione tuttavia a non prendere eccessiva confidenza, e a sottovalutare la natura sostanzialmente punitiva del gameplay. Per quanto la nave di partenza sia assicurata a vita, le successive, a meno di non sottoscrivere costose polizze, saranno perse per sempre nel caso si incappi negli aggressivi pirati (già presenti sia in qualità di NPC, sia come giocatori in carne ed ossa), così come tutto il cargo posseduto al momento della distruzione. In altre parole, esplorare i sistemi con livelli di sicurezza rossi e gialli (ossia ostili e pericolosi) prima di aver armato a dovere la propria nave vi darà più di un brivido, ma potrebbe potenzialmente rovinarvi la giornata. Al momento attuale, l'aspetto più difficile da esplorare di Entropy non sono tanto le possibilità offerte dallo spazio, quanto piuttosto la condivisione dell'universo di gioco con altri partecipanti. Durante l'esplorazione può capitare di incrociare altre navi, ma, con l'unica eccezione di qualche scambio in main chat, al momento non è facile comprendere a quali conseguenze potrà arrivare la natura MMO del gioco, anche a causa della mancanza di infrastrutture dedicate. Il PVP è già attivo nei sistemi caratterizzati dai livelli di sicurezza più bassi, dove non è raro incrociare dei pirati, ma, chiaramente, solo un futuro supporto per combattimenti di gruppo e corporazioni (al momento appena accennato) potrà rendere davvero interessante l'aspetto condiviso dell'esperienza.
Dal punto di vista grafico, al momento Entropy è già in grado di sfoggiare un look di tutto rispetto, caratterizzato dal buon livello di dettaglio per le astronavi e da una discreta varietà stilistica in termini di sistemi da esplorare. Bug e imprecisioni non mancano, naturalmente, ma le prospettive per una futura versione finale sono decisamente interessanti anche dal punto di vista puramente grafico.

Entropy Così come per altri Early Access attualmente disponibili, acquistare Entropy rappresenta al momento attuale più un atto di fede che di vera consapevolezza, sebbene ottime prospettive, nel lavoro di Artplant, effettivamente ci siano. Molto incoraggiante, e da non sottovalutare, è anche l'affezione dimostrata dalla già nutrita community nei confronti del titolo, con i forum ufficiali di Steam che già brulicano di conversazioni dirette con il team di sviluppatori, e, soprattutto, preziose guide adatte a dribblare le mancanze del tutorial, e a muovere i primi passi nell'immensità della galassia (e che, naturalmente, vi consigliamo di consultare ancor prima di installare). Premettendo un'ottima conoscenza dell'inglese, Entropy può senza dubbio interessare a tutti gli appassionati di esplorazione spaziale dotati di molta pazienza, che tra l'attesa spasmodica per Star Citizen e la relativa delusione di X: Rebirth potrebbero trovare qui un interessante diversivo, perlomeno in prospettiva futura.

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