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Hands on Escape Plan

Un particolare Puzzle Game al lancio di PsVita

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In occasione della Gamescom, proprio nel corso della sua conference, Sony presentò al pubblico un titolo decisamente particolare, che seppe incantare la platea grazie ad uno stile davvero unico. Stiamo parlando di Escape Plan, stravagante Action Puzzle dal tratto artistico ricercato e brillante. Coniugando una comicità da slapstick ad un look profondamente “noir”, il prodotto dei Fun Bits ci ha incuriositi fin da subito, lasciandosi giocare per qualche istante a margine del keynote. All'evento londinese di presentazione della Line Up, ovviamente, non poteva mancare questo piccolo gioiellino, e noi di Everyeye non ci siamo fatti scappare l'occasione per un secondo Hands On.

Lame e precipizi

Escape Plan è in buona sostanza un Puzzle Game, in cui con rapide carezze sul touchscreen o sul touchpad di PsVita è possibile interagisce con i personaggi principali e con il mondo di gioco, in modo da condurre Lil e Laarg (i due buffi protagonisti), fuori dal macabro centro di ricerche in cui sono confinati.
Il control scheme è davvero essenziale: basta passare il dito su uno dei due personaggi per “spingerlo” a camminare, mentre con un rapido tocco sulla sua silhouette gli imponiamo di fermarsi. Come Lemmings del nuovo millennio, infatti, sia Lil che Laarg si dimostrano poco attenti agli stimoli ambientali, limitandosi a proseguire in avanti senza curarsi delle molte insidie disseminate nelle stanze. E pensare che i due sono persino piuttosto fragili. Basta un mattone su cui inciampare perchè si fracassino il cranio a terra, in una pozza di sangue nero che macchia come inchiostro il pavimento. Ma non sono solo i mattoni, che dobbiamo temere: precipizi, trappole elettriche, ghigliottine e punte acuminate sono all'ordine del giorno. Ecco dunque che con un paio di colpetti sulle superfici sensibili al tocco si deve in qualche modo liberare la strada per ai due personaggi. Basta un tap sul retro della console per interagire con gli elementi posizionati sullo sfondo, ad esempio abbassando delle passerelle appoggiate al muro o spingendo “verso lo schermo” delle piattaforme a comporre un camminamento. Toccando invece il touchscreen è possibile interagire con gli elementi in primo piano, spingendo in profondità piccoli detriti che intralciano il cammino o ruotando gli ingranaggi di trappole machiavelliche.
A livello di varietà e level design, Escape Plan mostra buone soluzioni. Dopo aver metabolizzato i controlli di base, il gioco si diverte a stuzzicare il videoplayer con nuovi elementi. Si incontrano ad esempio dei distributori di elio, che “gonfia” letteralmente i protagonisti e gli permette di fluttuare: il controllo passa a questo punto ai tilt sensor della console, che deve essere ruotata per direzionare delicatamente Lil e Laarg. In alcune stanze, poi, è necessario coordinare i movimenti dei due protagonisti, sfruttando le loro peculiarità: Laarg, ad esempio, può sfondare con la sua massa assi di legno e pareti pericolanti, ma è opportuno che Lil gli prepari un morbido atterraggio, se non vuole imbrattare di sangue l'intera stanza.
Proseguendo, scopriamo anche dispenser di una strana bevanda gasata: una volta ingurgitata, con un pizzico sul protagonista (toccando entrambe le superfici sensibili di Playstation Vita), il nostro si produrrà in un rumoroso e poco elegante tremito intestinale, che tuttavia gli farà eseguire un rapido scatto in avanti: utile per superare trappole a tempo o percorrere lunghe distanze in breve tempo.
Escape Plan, per quanto abbiamo avuto modo di provare, incuriosisce con soluzioni sempre nuove, lasciando al giocatore il piacere di scoprire strani modi di interagire con l'ambiente. C'è però da mettere in conto una risposta ai controlli non sempre reattiva, per un titolo dal ritmo particolare, che procede piuttosto lentamente e senza impennate. La dimensione quasi sempre cerebrale dei puzzle disseminati nelle stanze si scontra di tanto in tanto con un approccio che punta più al Trial and Error che alla soluzione elegante e immediata. Probabilmente il team di sviluppo ha voluto puntare coscientemente su questo aspetto, dal momento che in certi casi le morti brutali di Lil e Laarg strappano più di un sorriso, ma in fin dei conti un approccio del genere “sporca” leggermente la purezza che ogni Puzzle Game dovrebbe avere. C'è tuttavia da dire che il processo di “apprendimento” è sempre stimolante. Gli elementi architettonici con cui interagire sono ben amalgamati con l'ambiente, non sempre visibili al primo colpo d'occhio, e quindi il giocatore viene costantemente invogliato a sperimentare, “toccando” con curiosità ogni angolo delle stanze.
La struttura di Escape Plan, poi, vuole avvicinarsi agli standard dettati da Angry Birds e simili, proponendo una valutazione in stelle per ogni stanza, basata sul tempo impiegato per superarla. In certi casi questo approccio funziona, soprattutto quando bisogna mostrare colpo d'occhio, intraprendenza e rapidità per destreggiarsi direzionando entrambi i protagonisti (che si alternano premendo un'icona virtuale agli angoli superiori dello schermo). Altre volte, invece, il superamento di certe stanze è molto meccanico: in questi casi, la necessità di recuperare tre stelle allunga la longevità in maniera molto meno elegante. In ultimo, bisogna citare che ad ogni morte, il contatore numerico stampato sulla pancia di Lil e Laarg aumenta di una unità: probabilmente questo aspetto sarà legato all'ottenimento di qualche trofeo.

Anima Nera

A livello stilistico la direzione intrapresa da Fun Bits è sicuramente vincente. Escape Plan è un titolo tutto in bianco e nero, ed il colpo d'occhio è fortemente espressivo, con una scala di grigi densa e continua, che valorizza in maniera eccezionale i dettagli dell'ambientazione. Il character design è di quelli immediatamente riconoscibili, iconici e brillanti. Le silhouette dei due personaggi sono accattivanti, le loro buffe animazioni “riempiono” lo schermo, con una forza tale da rendere meno evidente qualche leggerezza a livello di design concettuale. I movimenti e le espressioni “apatiche” dei protagonisti, nonché l'esibita bicromia, hanno anche l'effetto di creare una certa distanza dall'esagerata violenza di alcune “morti”. Le chiazze di sangue, nere come l'inchiostro, e le inaspettate e virulente esplosioni, riescono così a risultare divertenti, sottolineando il carattere fortemente umoristico della produzione.

Escape Plan Escape Plan è un titolo molto particolare: brillante dal punto di vista stilistico, ci propone un Gameplay tutto tattile, strutturandosi come un puzzle game machiavellico. In certi momenti l'approccio agli enigmi, quasi tutti da superare “esplorando” con i polpastrelli le ambientazioni, per saggiare le reazioni di oggetti e protagonisti, diverte e fornisce un notevole incentivo a proseguire nell'avventura, altre volte invece l'operazione appare un po' meccanica. Per valutare quale dei due aspetti sia prioritario bisognerà attendere la realease ufficiale, saggiando attentamente la struttura di tutte le stanze, nonché l'influenza del sistema di rating sul replay value. Al momento, il comparto stilistico resta la chiave di volta della produzione, capace di strappare macabri sorrisi e in grado di valorizzare al meglio l'attenta ricerca per il dettaglio che si legge in ogni stage. Lil e Laarg hanno già dimostrato di saper “bucare lo schermo”; resta da valutare se la loro avventura sarà densa anche dal punto di vista ludico e concettuale. Restate con noi per scoprirlo, in occasione della release ufficiale, all'esordio di Playstation Vita.

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