Hands on Ethan: Meteor Hunter

Seaven Studio ci propone un platform che più classico non si può

hands on Ethan: Meteor Hunter
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    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

La prima sensazione che si prova già dopo le prime decine di minuti spesi giocando a Ethan: Meteor Hunter è quella di essere di fronte ad un gioco con due anime: una che cerca di proporre quella ventata di novità ed aria fresca, necessaria per emergere nella scena indie attuale, e un'altra che non potrebbe essere più ancorata alla tradizione. Per certi versi, Meteor Hunter sembra un gioco trasportato di peso dall'epoca d'oro del platform a 16-bit, quando le software house di tutto il mondo erano solite dare sembianze antropomorfe a qualsiasi animale o oggetto gli passasse per la testa, alla ricerca di una mascotte ufficiale e di facili entrate.

Topi da Meteorite

Dei quattro mondi presenti nel gioco finale, solo dieci livelli della prima ambientazione sono disponibili nella versione Alpha che abbiamo avuto modo di provare, ma tanto è bastato per scoprire molte cose del progetto di Seaven Studio: Meteor Hunter si presenta infatti come il più classico dei platform, in cui tempismo, abilità e velocità di pensiero saranno le migliori armi a disposizione del giocatore. Per la verità, in alcune sezioni, il suo 'omaggio' ai classici del genere risulta fin troppo predominante, regalando la sensazione che il roditore protagonista, Ethan, non faccia nulla di più rispetto a quello che Mario e soci combinavano nelle loro scorribande più di vent'anni fa; anzi, forse qualcosa in meno. Alla formula di Meteor Hunter vanno infatti tolti tutti quei power up, oggetti utilizzabili e costumi improbabili che abbiamo imparato a conoscere nell'epoca d'oro del platform, ma va tuttavia aggiunta la sua più interessante peculiarità: la possibilità di fermare il tempo a proprio piacimento. Lontana dall'essere un elemento inedito in campo videoludico, questa capacità risulta sottesa alla raccolta di particolari oggetti la cui forma riprende in tutto e per tutto il classico simbolo di 'pausa': tramite il loro utilizzo, infatti, l'ambiente intorno a noi (Ethan compreso) si bloccherà, e avremo la possibilità di muovere e ruotare solamente alcuni elementi precisi dello scenario, come travi, blocchi o trampolini.

Questo ci permetterà di oltrepassare ostacoli troppo duri per le sole capacità fisiche del nostro topolino, come grosse pozze di acido o pavimenti piastrellati di seghe circolari, così come di risolvere gli enigmi ambientali approntati dal team di sviluppo: tramite il potere di Ethan potremo infatti muovere i vari elementi a nostra disposizione premendo tasti, costruendo ponti o azionando meccanismi. Nella risoluzione dei puzzle dovremo tenere anche conto dei materiali costitutivi delle varie pedane e piattaforme che andremo ad utilizzare, come legno (poco indicato nell'attraversamento di muri di fiamme) o metallo (da evitare in prossimità di scariche elettriche) con la necessità, in alcuni casi, di sfruttare queste caratteristiche nella giusta sequenza.

PROVACI ANCORA, ETHAN

In generale, il livello di sfida proposto è sempre buono (collezionare tutti i pezzi di meteora sparsi per i livelli è già un'impresa), con picchi di difficoltà durante gli ultimi stage, che rendono necessaria la perfetta conoscenza del tragitto da affrontare: questo è possibile solamente addentrandosi in lunghe sezioni di trial and error, in cui il superamento di un ostacolo porta alla morte per mano di quello immediatamente successivo, fino alla memorizzazione di comandi, tempistiche e trabocchetti sparsi per i livelli che ci permette di arrivare all'agognato checkpoint, per poi ricominciare il tutto fino all'uscita del livello. Dato che gli stage in sé non si dimostrano lunghissimi, questo tipo di approccio permette al cronometro di proseguire la sua corsa indisturbato, ma ci auguriamo che nella versione definitiva del gioco trovi posto un design degli stage più esteso e meno lineare. Risulta invece buona sin da ora la varietà di situazioni: sempre all'insegna dei classici del genere troviamo quindi uno stage alla guida di un mezzo volante, a trasformare il tutto in un simpatico sparatutto vecchia scuola, così come la tradizionale fuga senza sosta.

Ciò che proprio sembra aver bisogno di una revisione è innanzitutto l'aspetto grafico: a tocchi di classe come i buoni effetti di luce, proiettati da pezzi di meteore o fiamme sugli oggetti circostanti, e le animazioni di morte del nostro protagonista contestualizzate all'ambiente, rispondono purtroppo movimenti incompleti e legnosi. Anche a livello fisico qualcosa è da rivedere, con gli elementi mossi dal potere di Ethan che si comportano in modo adeguato rapportandosi ad appoggi e ostacoli circostanti, ma un protagonista che a volte risponde a leggi naturali tutte sue: questo è particolarmente fastidioso negli stage più avanzati, dove è richiesta una precisione millimetrica durante i salti e un tempismo nei comandi tarato sul decimo di secondo. Giudizio sospeso sul sonoro (a tutto vantaggio dell'unica, banale e ripetitiva traccia di sottofondo) ancora in fase embrionale, con effetti (soprattutto quelli legati al salto e alla raccolta di meteore) abbastanza imbarazzanti e che sanno di riciclato.

Ethan: Meteor Hunter Giudicare un gioco ancora in fase Alpha è sempre rischioso: è facile essere smentiti su tutta la linea di fronte alla versione finale, ma è possibile anche trovarsi di fronte ad un disastro non preventivato. Attualmente Meteor Hunter si trova in perfetto equilibrio tra queste due opzioni. L'evidente natura work-in-progress del comparto tecnico e la mancanza di carisma del personaggio principale possono infatti già essere tralasciati in favore di una struttura platform in grado di fornire un elevato livello di sfida, con una necessità di riflessi, tempismo e precisione fuori dal comune. La presenza di enigmi ancora semplici ma interessanti e la buona varietà delle situazioni proposte, ci lasciano ben sperare sull'effettiva bontà di una versione definitiva, che potrebbe aggiungersi a quella schiera di titoli che difende ancora a spada tratta il glorioso nome del platform gaming.