Rezzed 2013

Hands on Ether One

Un'avventura schizzata e paranoide si mostra al Rezzed

hands on Ether One
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Basato a Manchester, White Paper Games è uno studio giovanissimo che ha aperto i battenti due anni fa con l'annuncio di un gioco molto particolare. Ether One si è mostrato al pubblico al recente Rezzed e ci ha stupito per l'efficacia narrativa, l'attenzione ai dettagli e l'impronta decisamente retrò delle meccaniche di gioco. Al minuscolo stand dove veniva presentato, gli sviluppatori avevano approntato anche un PC armato di Oculus Rift, le cui impressioni le trovate nel nostro articolo dedicato. Un'avventura grafica in prima persona che strizza l'occhio a Myst, Amnesia e Inception: sarete in grado di curare le menti dei vostri pazienti entrando direttamente nelle loro teste?

Un singolo oggetto

Il protagonista senza nome di Ether One è un dottore di un istituto psichiatrico futuristico in cui i pazienti più gravi vengono sondati e aiutati direttamente nei mondi onirici e schizzati che ha generato la loro follia. Minimalista ed esplorativo, il gioco White Paper inizia spiegandoci i semplici comandi per interagire con l'ambiente, portandoci verso il nostro primo paziente. Il solito blocco WASD per muoversi insieme al mouse, il tasto E per interagire col mondo, il tasto sinistro del mouse per usare l'oggetto trasportato e quello destro per esaminarlo. Nient'altro. Il primo impatto è stato quanto mai positivo: il lato artistico è davvero peculiare per un gioco simile. Quasi cartoonesco, i paesaggi e le ambientazioni di Ether One sono molto colorati ed essenziali nei loro tratti, mentre i - pochi - personaggi che incontreremo sono tratteggiati come quelli dei fumetti orientali, dando al tutto uno stile molto deciso quanto estraniante. Compiendo i primi passi, ci accorgiamo che il gioco è cosparso di molti piccoli dettagli, come note, diari, oggetti nascosti e cassetti o ripostigli da aprire, che accompagnano l'incedere lento e ragionato tipico del genere. Per questo ci è subito venuto in mente lo storico Myst, soprattutto quando siamo entrati nella mente del paziente: eravamo sulla cima di una collina e di fronte a noi un mare infinito bagnava le coste di un paesaggio marittimo molto rilassante. Ma ovviamente la mente di un pazzoide rilassante non lo è affatto. Proprio i piccoli dettagli di cui sopra, se nello studio del dottore avevano sempre una coerenza, nella testa di uno psicopatico stridevano decisamente col resto. Un pulsante che apre un muro, oggetti che non dovrebbero trovarsi nel luogo in cui sono, strane bolle di energia o altre comparizioni spettrali e una voce fuori campo che cerca di comunicare con noi rendono l'atmosfera inquietante e paranormale nonostante l'aspetto placido. Il faro in lontananza ci ha riportato più che mai alla mente l'avventura Cyan, ma anche quello Zork che ai tempi faceva da antagonista. Tutto questo, ovviamente, non è casuale, come ci ha spiegato il lead designer durante la prova: "Vogliamo tornare alle origini dell'avventura grafica, quando bastava un piccolo dettaglio per affascinare chi giocava. Per questo abbiamo introdotto l'inventario limitato e molti testi da leggere per aver ragione degli enigmi che di volta in volta vi troverete davanti".
“Inventario limitato”, fra l'altro, sembra un eufemismo bello e buono. Infatti si può trasportare un solo oggetto alla volta in qualunque momento, anche se alcuni enigmi posti vicini ne richiedono diversi per essere risolti. Alla nostra obiezione ci è stato risposto che si consiglia di armarsi di carta e penna per annotarsi i vari punti d'interesse e i testi di alcuni diari che si trovano. Dobbiamo ammettere che una simile risposta secca non ci ha convinto affatto, nonostante noi per primi avessimo completato Legend of Grimrock armati di matita e foglio a quadretti: è risultato fin da subito frustrante tornare indietro per cercare un oggetto da porre nel luogo appena scoperto, per poi magari scoprire che era quello sbagliato. Senza dilungarci troppo su queste scelte poco ortodosse, il breve spezzone di giocato è stato molto piacevole da superare. I quattro o cinque enigmi erano molto ben congegnati e mai frustranti (se non fosse per l'unico oggetto trasportabile), pur implicando la lettura attenta dei testi e l'ascolto preciso dei radio-diari lasciati dal folle in cui siamo entrati. Abbiamo dovuto anche esaminare alcuni oggetti da vicino per scoprire un codice da inserire in una serratura, ruotandoli liberamente nella loro tridimensionalità. Tale codice era inciso su un piatto di bronzo citato in un diario precedente (insieme a una data utile più avanti): non ci siamo sorpresi a vedere che le postazioni di gioco venivano abbandonate ben prima del termine della demo dalla maggior parte della gente!

Ether One metterà alla prova le vostre capacità mnemoniche, logiche e intuitive, ponendovi di fronte a enigmi che ci son sembrati molto ben confezionati, in ambienti piuttosto aperti e ricchi di elementi con cui interagire. L'incedere lento è stato spezzato verso la fine, quando risolvendo un enigma abbiamo posto la mente del paziente di fronte a un errore logico. Di certo il malato non l'ha presa molto bene: la stanza ha cominciato a mutare forma (molto bello l'effetto di morphing in real-time), mentre pian piano abbiamo perso il controllo del personaggio. Siamo stati risucchiati all'interno di una porta e trasportati lungo il confuso percorso di follia della mente ospite, in un'alternanza destabilizzante di paesaggi e momenti del suo passato, confusi dalla patologia di cui soffriva, che starà a noi comprendere per poter concludere la prima parte dell'avventura. La seconda arriverà più avanti infatti (in un probabile Ether Two), dato il modello di sviluppo frammentato che ha concesso a White Paper di poter autofinanziare il progetto. Non dovrebbe mancare molto all'uscita, anche se la data "Early 2013" sul sito ufficiale non lascia molto ben sperare. Attendiamo fiduciosi perchè nonostante il dannato inventario Ether One sembra davvero un'avventura che merita di essere vissuta.

Ether One Di recente il genere delle avventure grafiche è davvero in fermento. Tra Walking Dead, Resonance, Gemini Rue e Kentucky Route Zero (solo per citarne alcuni) stiamo assistendo a un ritorno di fiamma. Il futuro si prospetta anch'esso interessantissimo con Broken Age, Dreamfall Chapters e questo Ether One all'orizzonte. Il prodotto White Paper ci ha stupiti per le atmosfere dissonanti e oniriche: un viaggio attraverso una mente paranoica e inquietante, alla ricerca degli elementi che l'hanno deviata in un susseguirsi di enigmi basati sull'esplorazione e sulla logica associativa (o dissociativa) della stessa persona in cura. Peccato solo per quel difetto dell'inventario: che in un'avventura -già lenta per definizione- non troviamo molto saggio limitare il giocatore in questo modo. Tuttavia siamo sicuri che White Paper Games abbia in mano un prodotto dalle ottime possibilità, perchè intriga fin dalle sue premesse e dopo l'ora circa in cui abbiamo risolto i primi momenti ci è spiaciuto lasciare quegli strani luoghi. Chissà che cosa cela l'ultima porta che ci è stata aperta dal paziente e in cui siamo stati forzati ad entrare, tra le urla del povero dottore intrappolato in una mente che non trova pace.