Hands on Europa Universalis IV

Provata con mano la beta single player del Grand strategy di Paradox Interactive

hands on Europa Universalis IV
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Europa Universalis e Paradox Interactive. Paradox Interactive ed Europa Universalis. L'uno non esisterebbe senza l'altro e viceversa: il publisher svedese ha fatto presa sul pubblico grazie allo strategico storicamente accurato, mentre il desiderio di realizzare quest'ultimo spinse un gruppo di amici a mettere in piedi una software house nel lontano 1999.
Paradox Interactive nel frattempo è cresciuta prendendo molto seriamente il mestiere di publisher lanciando ogni anno nuove IP e seguiti apprezzatissimi dalla fanbase PC. Eppure i ragazzotti di Stoccolma non hanno mai smesso di pensare alla serie dalla quale tutto ebbe inizio: dopo un terzo episodio puntuale in ogni sua variante storica e profondissimo nell'aspetto gestionale, il compito che attende Europa Universalis IV è di quelli tosti. Riuscirà a superare il predecessore? Diverrà il nuovo alfiere di Paradox oppure sarà "soltanto" a livello degli altri strategici della compagnia?
In attesa dell'uscita fissata per Settembre, abbiamo trascorso alcuni pomeriggi in compagnia della closed beta: si tratta di una versione in stadio di sviluppo molto avanzato, comprensiva di tutte le nazioni e gran parte delle feature pensate per il videogame, anche se molte linee di testo sono assenti e i bug innumerevoli. Poco male dato che a 5 mesi dalla release tutto quello che resta da fare è correggere i bug, testare a più non posso il codice e rifinirlo in ogni suo particolare. Un lavoro che, conoscendo Paradox, sarà svolto con la massima dedizione...

Il grande teatro del mondo

Europa Universalis IV non stravolge certo il gameplay del terzo episodio. Il mappamondo in stile Risiko è ancora il teatro delle guerre e delle azioni della vostra nazione, sia esso un impero sul quale non tramonta mai il sole o una giovane democrazia in cerca della propria indipendenza. Il periodo storico va ancora una volta dal 1444 al 1789, dalla scoperta dell'America e l'inizio delle turbolenze tra i Comuni italiani alla rivoluzione francese che metterà in discussione l'equilibrio dinastico tra le grandi potenze. Il periodo storico corrisponde a quello che i professori di liceo definiscono Storia Moderna, un periodo assolutamente centrato sul continente europeo.
Il Grand Strategy Paradox ambisce in primis a ricreare nella maniera più fedele possibile gli attori e i fatti del periodo storico di riferimento. Il giocatore si troverà così ad agire per il bene militare e commerciale della propria nazione, mentre tutt'intorno i vicini cresceranno o decaderanno secondo un algoritmo che rispetta i giochi di potere del secolo di riferimento. La conoscenza della Storia fa anche da cartina tornasole alle vostre imprese: se per esempio giocando nei panni dei nascenti Stati Uniti allo scoccare dell'anno 1783 l'Inghilterra manterrà ancora un presidio nel Nuovo Continente allora forse la vostra ribellione dalla madrepatria non è stata condotta nel migliore dei modi.

Una volta avviato il codice da Steam ci vengono offerte diverse possibilità. I neofiti troveranno sicuramente utile la sezione Tutorial grazie alla quale apprendere le basi strategiche e interiorizzare il sistema di controllo: zoom-in e zoom-out, spostamento delle truppe, gestione della flotta sono comandi basilari della serie impartiti inviando alcuni reggimenti alle calcagna dei soliti ribelli irlandesi; gli aspetti macro-gestionali di una nazione, incanalati attraverso le statistiche nella parte alta dello schermo (Stabilità, Prestigio, Potere Militare, ecc...), sono spiegati in maniera non puntualissima raccontando il processo di unificazione della Spagna pre-1492, la scacciata degli arabi da parte del re di Castiglia, nonchè gli albori delle scoperte geografiche e della colonizzazione dei territori extra-europei.
Chi invece è già un giocatore navigato degli Europa Universalis o degli strategici firmati dalla software house svedese potrà sin da subito imbarcarsi nella modalità Single Player. Dopotutto certe meccaniche si imparano meglio sul campo, sferzati dalle lance degli staterelli confinanti oppure zigzagando tra le opzioni a disposizione per potenziare ciascuna provincia (le unità territoriali di Europa Universalis IV) da noi controllata.
La partita può essere avviata raccogliendo le statistiche di una delle 250 nazioni presenti nell'anno 1444 e conducendola fino alla vigilia del XIX secolo: in questo caso l'approccio è alquanto libero, tant'è che il giocatore può impostare gli obiettivi che più gli aggradano, assoggettando i territori confinanti o mantenere un assetto neutrale potenziando così la propria rete commerciale. Altrimenti la schermata di avvio ci offre alcune milestone da cui iniziare a giocare: si tratta di eventi storici ben stampati nell'immaginario collettivo come l'assedio di Vienna da parte degli Ottomani nel 1683, la guerra di successione spagnola, piuttosto che la Guerra d'indipendenza americana. Per ciascuno di essi sono segnalati le nazioni chiave del periodo, gli attori in ascesa e quelli che conosceranno un infausto declino di lì a qualche decennio. La scelta della nazione da guidare determina la difficoltà della partita: ritrovarsi a inizio XVI secolo nei panni della Repubblica di Venezia non si è rivelata una passeggiata di salute, stretta com'era la Serenissima tra gli Sforza a Ovest, gli Asburgo a Nord e gli arabi-turchi a Sud.
Nel corso dell'hands-on abbiamo avuto modo di intravedere alcune novità di questa quarta iterazione. Le aggiunte e revisioni apportate da Paradox non stravolgono affatto la formula, ma la rendono sicuramente più profonda, accurata e accattivante. Ora, ad esempio, ciascuna ribellione avrà le proprie pretese, peculiari forme di guerriglia e una ideologia (politica o religiosa) alla base. Di conseguenza non sempre la repressione nel sangue sarà la strategia più corretta o meglio accolta dai vostri compatrioti: starà a voi scegliere se accontentare il malcontenti e perdere punti Prestigio, oppure impegnarvi in estenuanti campagne militari interne a spese della Stabilità della nazione.
Il movimento delle armate e sopratutto delle flotte di navi non si appoggerà più a regioni precedentemente determinate, ma si snoderà attraverso rotte storicamente certificate: tuttavia la necessità di zoomare a più non posso così da eseguire azioni di spostamento delle truppe/navi, sopratutto tra province di piccola estensione e dai confini frastagliati.

"La politica è la culla dove si sviluppa la guerra"

Vale la pena spendere due parole sull'aspetto grafico. Europa Universalis IV è mosso dal Clausewitz 2.5, già visto all'opera in Sengoku e Crusader Kings II: il confronto con Europa Universalis III lascia intendere diversi passi in avanti, sopratutto nella modellazione tridimensionale. La mappa politica inquadrata in tutta la sua estensione appare piatta quanto il tavolo del Risiko, ma zoommando fin nel particolare notiamo una miglior definizione nella modellazione delle unità militari e sopratutto delle flotte. Adesso è nettamente più chiaro quando le imbarcazioni si incontrano con propositi commerciali e quando hanno evidenti intenti bellici.
Esplorando la mappa fisica si notano con maggior efficacia i rilievi montuosi, le vallate e il corso dei fiumi. Uno sforzo di per sè non fondamentale in termini ludici, ma dall'evidente vantaggio di una maggior leggibilità del territorio.
Rispetto al terzo episodio scompaiono le rappresentazione poligonali dei centri abitati, probabilmente ritenute fuorvianti, mentre il look dei menù cede in immediatezza per via di cornici e greche fin troppo elaborate.
Il lato sonoro ci ha conquistato anche questa volta. Il compositore dei precedenti capitoli, Andreas Waldetoft, è tornato a dirigere l'orchestra responsabile delle musiche di Europa Universalis IV. La magniloquenza delle singole tracce e il mood strumentale spartiscono moltissimo con il precedente episodio, ma Waldetoft non si è affatto ripetuto cercando piuttosto nuove campionature, mettendo in mostra le tonalità argentine del flauto traverso e toccando anche questa volta vette qualitative elevatissime. Fidatevi di noi, il loop della colonna sonora durante le partite non vi infastidirà nemmeno in un occasione!

Europa Universalis IV Nel genere Grand Strategy Paradox Interactive è da diversi anni la protagonista assoluta e la serie Europa Universalis la sua punta di diamante. Il quarto episodio si presenta ai blocchi di partenza carico di aspettative: un'interfaccia più chiara e navigabile, un motore grafico ancora più tridimensionale e poche ma significative revisioni alla formula di gioco. L'approccio libero concesso al giocatore fa il paio con una ricostruzione digitale delle vicende storiche tra la metà del '400 e la fine del '700 infallibile: il compito è garantire la sopravvivenza della nazione che ci è stata affidata, proteggendola dalle mire espansionistiche dei vicini e assecondandone il suo progresso commerciale. Anche se il single player garantisce innumerevoli ore di gioco e infinite possibilità ludiche, Paradox è convinta che la formula di gioco possa dare frutti anche nell'ambito multiplayer fino a 32 giocatori. Ne parleremo domani, sempre su queste pagine.