Hands on Evolve

Provato lo sparatutto 4 contro 1 di Turtle Rock

hands on Evolve
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I più attenti avrebbero persino potuto prevederlo, l'annuncio di Evolve da parte di Take Two Interactive e Turtle Rock Studio. Esattamente un anno fa, infatti, l'IP fu acquistata dal publisher di New York nel corso dell'asta fallimentare di THQ, per la cifra tutto sommato ragionevole di 10,8 milioni di dollari. Il tempo dunque di prendere le redini dello sviluppo, ed eccoci qui, all'alba del 2014, con un bel progetto Next-Gen in arrivo su Pc, Ps4 e Xbox One.
In verità Evolve è in sviluppo da parecchi anni, e zompetta nella mente dei creatori di Left 4 Dead almeno dal 2010, quando i rapporti con Valve si scoprirono terribilmente incrinati. Solo ora, grazie al nuovo publisher, il titolo dei ragazzi californiani vedrà finalmente la luce, dopo uno sviluppo travagliatissimo anche se passato sotto silenzio.
Per Turtle Rock Studio, Evolve sarà quindi un banco di prova importantissimo: il team dovrà dimostrare che la trascinante formula di Left 4 Dead è tutta “farina del proprio sacco”, e che il successo dei due sparatutto cooperativi non è solo merito delle attenzioni di Valve. In seguito alla prova che abbiamo potuto effettuare in prima persona il quel di Londra, diremmo proprio che il dubbio verrà fugato non appena i giocatori scenderanno in campo. Definito da Danny Bilson, quando ancora il progetto era in mano a THQ, “uno sparatutto brillante e innovativo”, Evolve è uno shooter che vuole uscire dagli schemi, proponendo alcune idee inedite e ben studiate.

Gameplay Asimmetrico

Se non avete mai giocato a Left 4 Dead correte subito a rimediare. L'esperienza cooperativa proposta dal titolo Valve è una delle più ritmate, assuefacenti e ben ponderate di sempre. Quattro giocatori devono coordinarsi e collaborare per superare livelli infestati da zombie e aberrazioni di ogni tipo, in un vortice di situazioni al limite, fughe disperatissime e assalti epici.
Ora provate ad immaginare la stessa situazione: un manipolo di quattro affiatatissimi cacciatori, che devono procedere guardandosi a vicenda le spalle. La minaccia, stavolta, non è un'orda di non morti, ma un'unica, terribile e letale creatura. Controllata, in Evolve, da un quinto giocatore.
Lo sparatutto online di Turtle Rock Studio, insomma, stravolge le regole e propone una struttura asimmetrica, mescolando quindi dinamiche cooperative e competitive.
La trovata è sicuramente interessante, meglio studiata e più curiosa rispetto a tanti altri esperimenti di gameplay che mettono in lotta due fazioni contraddistinte da caratteristiche molto diverse: forse solo lo Spy Vs Mercenaries di Splinter Cell è riuscito nell'impresa di proporre un'esperienza tutto sommato interessante, mentre sia Dead Space 2 che il più recente Arkham Origins sembrano aver incappato in qualche difficoltà.
Nel caso di Evolve una moderata fiducia si respira grazie al bilanciamento certosino: entrambi gli schieramenti -il bestione solitario da una parte e i quattro hunter dall'altra- combattono ad armi pari, ed il successo della partita dipende davvero dalle tattiche usate. Per il team è determinante l'affiatamento, per il mostro un po' di spavalderia e la conoscenza meticolosa delle tempistiche d'attacco.

Le emozioni proposte ai giocatori dai due lati della barricata, insomma, sono diametralmente opposte: ora il brivido della caccia, l'urgenza di pianificare un assalto ben ponderato e coordinato, ma anche ritmi di gioco belli intensi (tutti gli Hunter hanno in dotazione un Jetpack con cui possono planare ma anche effettuare uno sprint) ed una visuale in prima persona; ora invece una sensazione di potenza accentuata, in “stile Predator”, oltre ad un'inquadratura “Third Person” ed un avanzamento sicuramente molto diverso rispetto a quello dei cacciatori.
L'obiettivo, dunque, è quello di proporre partite tesissime ed evidentemente molto differenziate: una lotta snervante fra una squadra affiatata e una bestia terribile.
Per gli amanti delle esperienze in solitaria, il team ha comunque confermato la possibilità di giocare aiutati dall'IA (ma sarebbe come affrontare da solo gli stage di L4D), oltre a rimarcare la presenza di una modalità storia che seguirà un qualche sviluppo narrativo. L'esperienza principale sarà però veicolata dall'Hunt Mode, il 4vs1. Ci saranno, conferma Turtle Rock, altre modalità, e varie opzioni per personalizzare le partite, così da garantire una buona varietà ed un discreto replay value. Ma per scoprire tutta l'offerta contenutistica del prodotto arriverà il tempo: il nostro “primo contatto” ha la forma di una battuta di caccia classica.

Questione di Skill

Anzitutto i quattro giocatori che comporranno la squadra dovranno scegliere una fra altrettante classi. Qui la selezione sembra piuttosto classica, ma c'è anche qualche novità: c'è ovviamente un Medico, che può curare i compagni ma anche lanciare dei dardi soporiferi per rallentare il bestione, una classe di Supporto (che può richiamare attacchi aerei e attivare uno scudo difensivo sui compagni), e l'immancabile “Assault”, a cui viene richieste semplicemente di far danno (se non con le armi principali, con le mine antiuomo. Ecco però spuntare anche un inedito “Trapper”: l'uso di trappole e marchingegni per ostacolare e limitare la creatura è il suo obiettivo.
Si tratta forse del ruolo che meglio permette di capire i ritmi di gioco di Evolve. All'inizio di ogni partita, la bestia avrà trenta secondi di vantaggio sui cacciatori: dovrà quindi cominciare ad attaccare la fauna locale, mangiando altre creature per accumulare l'energia necessaria ad “Evolversi”. Ci sono tre stadi evolutivi (attenti però: il processo di mutazione rischia di esporci ai colpi dei cacciatori), ognuno dei quali rende la creatura più resistente, potente, e gli permette di apprendere un'abilità in più rispetto alle due selezionate inizialmente.
Il compito della bestia, insomma, è quello di potenziarsi fino al suo stadio finale e poi eseguire il compito legato alla mappa (nel nostro caso era la distruzione di un generatore). Oppure, ovviamente, quello di distruggere tutta la squadra (i cui membri possono pure rianimarsi, ma proprio come in Left 4 Dead, vale la “Three-Strike Rule”, e chi muore per tre volte è eliminato).
L'obiettivo dei cacciatori, quindi, è quello di non lasciare respiro alla creatura, braccarla fin da subito, seguendo le sue tracce ed evitando che possa sfruttare la sua stazza e i balzi ferini per allontanarsi troppo.
La vittoria è tutta una questione di ritmo: chi agisce più in fretta, ha più possibilità di uscire vincitore. Anche la squadra, proprio come il bestione, potrà uccidere gli animali che prosperano sul pianeta inospitale (attenti però ai coccodrilli), per ottenere bonus temporanei alla velocità, alla difesa o all'attacco. Ma il loro compito principale sarà quello di stare alle calcagna del temibile avversario: ed ecco che il Trapper potrà ad esempio di creare una cupola di contenimento per tenere buona la sua preda, oppure arpionarla per impedirgli di usare gli attacchi in salto.
A leggere questo resoconto sembra quasi che la bestia debba fronteggiare una minaccia impari, ma chi deciderà di abbracciare il suo istinto selvaggio avrà dalla sua la possibilità di arrampicarsi su ogni superficie, più una serie di attacchi davvero letali contro un gruppo non proprio organizzato.

Il team ci conferma infine che i quattro personaggi che abbiamo potuto giocare sono solo alcuni dei cacciatori disponibili, e che nel gioco finale ne troveremo altri, appartenenti alle stesse classi ma con loadout diversi. Anche il giocatore che interpreterà la bestia avrà una gamma di creature fra cui scegliere. Per il momento l'unica presentata è il Goliath, un gigante bipede con una pelle coriacea e minacciose escrescenze ossee. Fra le sue abilità, un'agilità fuori dal comune, che gli permette di saltare da lontano sulla preda o di caricarla, una forza sovrumana, con cui scagliare rocce contro gli avversari, ed un alito davvero “letale”, nella forma di un soffio di fuoco in grado di bruciare i cacciatori.
Per il momento l'approccio a testa bassa del Goliath non ci ha convinto pienamente, ed il titolo sembra dare il meglio di proprio nel declinare le dinamiche co-op che hanno reso famoso il team di sviluppo. E' possibile però che con altri bestioni compaiano ad esempio skill pensate per il mimetismo, così da rendere più interessante la faccenda ed ancor più vario il gioco.
Al momento, comunque, Evolve funziona, e una nuova partita si incomincia sempre molto volentieri. L'unica incognita resta proprio quella della quantità di contenuti: bestie, mappe e modalità.
Sul fronte tecnico, l'uso del Cryengine (preferito al più leggero Source) si nota immediatamente, soprattutto per quel che riguarda una certa spettacolarità visiva: glitch di gioventù a parte (il gioco deve essere ovviamente rifinito), in certi scorci sembra di scorgere una ricchezza visiva simile a quella di Crysis 3, con vegetazione in movimento ed una perfetta gestione delle zone d'ombra. La stabilità del codice ci fa ben pensare per quel che riguarda l'ottimizzazione finale.
Anche il reparto artistico è solido: il design delle creature ostili e della fauna che popola le ambientazioni è tutto sommato riuscito, anche se forse si poteva scegliere una palette di colori un po' meno monotona ed un look dei personaggi non così “ipertrofico”.

Evolve Per chi ama il multiplayer in rete, Evolve potrebbe essere una gradita sorpresa. Il team ha dimostrato di saperci fare con gli sparatutto co-op, e almeno una delle “due metà” di questo nuovo shooter ci ha convinto senza riserve. Un po' meno interessante sembra l'esperienza nei panni del gargantuesco bestione, ma si tratta probabilmente di gusti personali: nel corso della lunga giornata passata assieme ad Evolve abbiamo conosciuto giocatori che padroneggiavano al meglio il Goliath, esaltandosi nel controllare una creatura potentissima, che deve sopravvivere, uccidere, crescere ed “evolversi” fino a diventare inarrestabile. Quello di Evolve, comunque, è un concept interessante e ambizioso, che deve ancora lasciarsi scoprire. Il primo impatto è superato con successo: ora sta alla mole di contenuti convincerci del tutto.

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