E3 2010

Hands on Fable 3

Ritorniamo ad Albion. Per la terza volta.

hands on Fable 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

Fable III, annunciato per la prima volta alla Gamescom dell'anno scorso, si mostra finalmente con qualcosa di più concreto di un trailer cinematico. Dopo la presentazione di Molyneaux durante la press conference di Microsoft, che come sempre non è riuscito a trattanersi dal dire almeno un paio di volte "extraordinary", oggi abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano l'ultima fatica dei Lionhead, ponendo nello stesso tempo qualche domanda a uno dei producer del gioco. 



Project Ego è ancora nell'aria, inutile negarlo, addirittura la build che ci viene mostrata ha come nome in codice Ego3; Molyneaux ed il suo team non si sono ancora dati pace, dopo due mezzi fallimenti, culminati con il deludentissimo Fable II, hanno fatto una mezza ammissione di colpa, dichiarando che, forse, i loro titoli precedenti erano stati leggermente over - hyped. Leggermente non è la parola che avremmo usato noi, ma qui a Los Angeles si guarda al futuro e gli errori del passato, se ci sono stati, non contano più. Il terzo capitolo delle favola di Lionhead prende corpo in una Albion decisamente cambiata rispetto a quella cui eravamo abituati. La tecnologia sta prendendo, poco a poco, il sopravvento sulla magia, mentre nuovi governanti sembrano decisi a imprimere una svolta decisa nella sonnacchiosa viva dei paesini di provincia. Nel ruolo del figlio (o della figlia) dell'eroe del gioco precedente, nel frattempo assurto al rango di Sovrano di Albion, dovremo percorrere il nostro personalissimo cursus honorum, parallelamente a quello di nostro fratello che, con il proseguo del gioco diventerà speculare a noi, un po' come accadeva, con una meccanica assai simile, in Black & White, dove il dio Nemesis, all'ultimo livello era esattamente il nostro opposto. Per cui se ci comportaremo bene, ci troveremo davanti un malefico signore delle Tenebre, mentre se decideremo di scegliere il lato oscuro, il nostro maggior nemico sarà un eroe senza macchia né paura. Stando alle parole dei produttori (e dello stesso Molyneaux, che come sempre, non ha lesinato commenti e visioni metafisiche) ogni nostra decisione influirà sul mondo di gioco sia a livello micro che macro, se, in quanto Principi Regnanti, decideremo di tassare una particolare regione con imposte vessatorie, dovremmo notare un vistoso calo nelle condizioni di vita dei cittadini, mentre ogni singolo personaggio dovrebbe avere una sua propria personalità e comportarsi in maniera più realistica rispetto ai due giochi precedenti. Abbiamo usato il congiuntivo perché qui all'E3 nulla di tutto questo è stato mostrato, al di la del solito trailer dai toni trionfalistici, le due demo proposteci da Lionhead si limitavano a mostrare aspetti del tutto marginali del gioco, nascondendo per l'ennesima volta queste fantomatiche nuove meccaniche che dovrebbero rivoluzionare il concetto stesso di RPG occidentale.
La prima demo è ambientata in una cittadina e abbiamo potuto testare l'interazione con i personaggi non giocanti, esattamente come nei capitoli precedenti dobbiamo piazzarci davanti all'NPC e premere il tasto A, per poi scegliere un'azione (si, c'è il peto) fra quelle disponibili, man mano che aumenta l'intimità si modificano anche le opzioni, tuttavia non siamo davanti a nulla di trascendentale; anche la piccola quest che abbiamo affrontato, sedurre un marito infedele, si riduce al classico cash & carry, raccogli un oggetto, portalo da un'altra parte, tutto finito. Il secondo livello, invece, ci porta in un dungeon infestato da un misterioso veleno simile al petrolio, da cui fuoriescono demoni neri pronti a farci la pelle, inutile dire che il nostro compito sarà scoprire da dove proviene l'infestazione e, se possibile, mettergli fine. La struttura dei sotterranei è piuttosto carina, con un bel level design e un buon numero di nemici, tuttavia, anche qui, non abbiamo notato innovazioni di sorta, l'uso della spada resta legnoso e poco controllabile, mentre gli incantesimi, sono banalotti e privi di personalità. I nemici sono leggermente più interessanti, oltre ai demoni neri abbiamo affrontato armature magiche, spritelli dell'oltretomba e un paio di altre creature magiche, in ogni caso, un livello del genere se fosse stato inserito in Fable II non avrebbe suscitato alcuno stupore, il concept è praticamente identico, senza novità sostanziali.Secondo i Producer, dal punto di vista tecnico, la demo è completa circa al 60%, e tutti i bug grafici e tecnici (come compenetrazioni poligonali, glitch e un v - sync da ottimizzare) saranno risolti nelle ultime settimane di sviluppo, a noi però il gioco non ha fatto una grande impressione, il motore (identico a quello di Fable II) non è stato modificato, e la sensazione generale è di scarsa ottimizzazione unita a un design estetico che non si può definire troppo ispirato.
Mettendo però da parte le considerazione tecniche, che sulle build dell'E3 lasciano sempre il tempo che trovano, però quello che pare mancare in Fable III è un'idea ludica di fondo che lo distingua dalla massa di action RPG che girano sul mercato, l'integrazione di un sistema pseudo gestionale potrebbe essere interessante, ma ci sembra strano che in Lionhead siano ancora così abbottonati. Ottobre comunque è vicino e entro il 26 (data di uscita, in esclusiva su Xbox 360, di Fable III) tutti i nostri dubbi forse saranno dissolti, oppure dense nubi si staglieranno sopra gli studi di Lionhead.

Fable 3 Luci e ombre. Non possiamo dire che Fable III ci abbia convinti del tutto: il combact system legnoso, la grafica non ottimizzata e, più in generale, poca innovazione, sembrano tarpare le ali a un progetto che, ormai, è arrivato al terzo tentativo senza essere ancora riuscito a correggere i suoi difetti di gioventù. Albion ci aspetta, bisognerà vedere se avrà senso tornarci.

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