E3 2010

Hands on Fallout: New Vegas

Viva Las Vegas. Prova diretta allìE3 2010

hands on Fallout: New Vegas
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Las Vegas, Nevada, un fiore al Neon che splende nel mezzo del nulla, intrappolata fra la le montagne della Sierra ad ovest e con il deserto del Mojave che la circonda come un’immenso mare di sabbia. Da sempre terra di azzardi, Vegas è stata negli anni la capitale del gangsterismo, e sinonimo stesso di Casino. I ragazzi di Obisdian, sviluppatori dei due Fallout originali, hanno deciso di rileggere la città del peccato secondo la loro personalissima visione post - apocalittica. A cosa assomiglierebbe Las Vegas dopo un Olocausto Nucleare? Con Fallout New Vegas, nuovo episodio della saga iniziata tre anni fa con Fallout 3, andremo a scoprire i luoghi più remoti della costa Ovest, abbandonando l’area intorno a Washington DC che avevamo imparato a conoscere nel gioco precedente.
Qui all’E3, Bethesda ha portato una demo in uno stadio piuttosto avanzato di sviluppo che ci ha pemesso di testare un paio di sequenze, idealmente, poste circa a metà del gioco completo, in uscita, ricordiamolo, entro questo Ottobre.
Come era lecito aspettarsi, il primo impatto con New Vegas si consuma in un Casino. Dopo aver preso confidenza con i comandi (in tutto e per tutto identici a quelli di Fallout 3), possiamo entrare in un fatiscente palazzo che probabilmente molti anni prima, doveva essere il fiore all’occhiello di qualche magnate del gioco d’azzardo. L’ambiente è una specie di delirio partorito da un arredatore folle, metà kitch spinto e metà bidonville, con un tetto pieno di buchi, spazzatura ovunque e tende di raso rosa strappate che cadono dalle pareti macilente ed ammuffite. Qui possiamo decidere se cercare un lavoro, parlando con il manager del locale, oppure darci al gioco, con Blackjack, Roulette e Slot Machines. In questa Demo per l’E3 era preimpostata una routine per cui il giocatore vince comunque, per cui non possiamo dirvi nulla riguardo l’eventuale realismo dei minigiochi, tuttavia, per strafare, appena abbiamo tentato di barare, rubando le fiches dal tavolo o muovendo le puntate durante la partita. Ovviamente siamo stati scoperti e “gentilmente” allontanati dai tavoli verdi da due gorilla poco propensi a discutere; qui avremmo potuto ingaggiare uno scontro a fuoco o cercare di fuggire, come sempre la scelta riguardo cosa fare sta al giocatore e ogni decisione, buona o cattiva che sia, avrà influenza sull’andamento del gioco. Per cui se ci facciamo una reputazione di bari, molto difficilmente otterremo acceso ai Casino più prestigiosi e le persone cominceranno a non fidarsi di noi.
Dopo aver completato questa fase introduttiva siamo passati ad una sequenza più action, in cui, dopo essere usciti dall’abitato principale di New Vegas, ci viene chiesto di difendere un villaggio dalle continue razzie di un gruppo armato noto come “Legionari” che semina il terrore nella regione. Anche qui gli appassionati di Fallout (o di Oblivion) non troveranno nulla di diverso nell’interazione con i personaggi e l’accettazione o meno delle varie quest dipenderà solo da come risponderemo nei dialoghi e sarà del tutto a nostra discrezione approfondire un determinato evento oppure tirare dritto per la nostra strada. Appena imboccato il sentiero che porta all’accampamento dei Legionari entriamo, finalmente, in contatto con la maggiore novità di New Vegas, la possibilità di organizzare un party di personaggi che ci seguano per darci manforte durante la nostra avventura. Questo significa che non solo non saremo più soli mentre scorrazziamo per le Wasteland ma che anche il gameplay di Fallout subirà una drastica modificazione. Nella demo losangelina avevamo un solo compagno ma, anche qui, le interazioni sembrano molto profonde e dettagliate, oltre al classico scambio di inventari, possiamo dargli ordini in fase di attacco e difesa, decidendo quanto dev’essere aggressivo o come farlo posizionare sul campo di battaglia. Tuttavia non avremo a che fare con semplici bot, se terremo un personaggio di carattere aggressivo per troppo tempo confinato nelle retrovie potrebbe abbandonarci, mentre altri comprimari, insoddisfatti delle nostre scelte (per esempio se siamo troppo violenti o abbiamo comportamenti contrari alla loro morale) possono ribellarsi e diventare dei nemici. I rapporti fra il giocatore ed i suoi alleati, dunque, rappresentano la vera spina dorsale di New Vegas, e pongono le basi per successive evoluzioni del franchise che potrebbero essere decisamente interessanti.
Tecnicamente il gioco è mosso dallo stesso motore grafico di Fallout 3, leggermente ottimizzato e con qualche bug grafico corretto, l’HUD ora ha una colorazione giallastra, anziché verdina come nell’episodio precedente, mentre il PipBoy mantiene la sua centralità nella gestione delle statistiche, dell’inventario e per visualizzare informazioni vitali come le quest attive, la mappa e l’equipaggiamento sia del nostro personaggio che del party. Purtroppo, data la brevità della demo, non abbiamo potuto approfondire troppo l’evoluzione delle statistiche, i nuovi bonus/malus introdotti e la gestione delle classi; in ogni caso gli sviluppatori ci hanno assicurato che New Vegas, seppur non sarà una rivoluzione, porterà tanti piccoli miglioramenti e un generale ribilanciamento di alcune classi ritenute troppo potenti o troppo deboli, per rendere l’esperienza RPG ancora più immersiva ed appagante.

Fallout: New Vegas New Vegas non rivoluziona il solido impianto ludico di Fallout 3, ma cerca di espanderlo con una nuova ambientazione, che ci porta ad esplorare la Costa Ovest degli Stati Uniti post-bomba atomica. Si conta inoltre la presenza di un party non solo gestibile direttamente dal giocatore, ma anche reattivo rispetto alle dinamiche interne che possono formarsi in un gruppo di persone che combattono per la loro sopravvivenza. Benvenuti nella Nuova Repubblica di California. Attenti agli orsi bicefali!

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