Hands on Fifa 10

Una prova approfondita, su di un codice avanzato

hands on Fifa 10
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp

Un sogno che si avvera? Fifa 10 conclude un percorso di sviluppo che ha portato la serie, nel corso del tempo, a divenire un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di calcio virtuale. Anno dopo anno, le introduzioni iniettate nel gameplay hanno di fatto stravolto gerarchie e dinamiche di gioco, alla strenua ricerca di una strada propria, peculiare e unica, che distanziasse il prodotto EA dalla filosofia Konami, in modo sempre più perentorio e marcato.
Una strada rischiosa e pregna di pericoli, quella dell’innovazione. Ma da giocatori, prima ancora che da giornalisti, non possiamo che compiacerci degli azzardi di EA. Al di là degli ovvi ed inevitabili confronti, che divoreranno pagine e pagine anche di Everyeye.it, Fifa 10 già da ora è la prova tangibile che il miglioramento delle strutture ludiche, in ambito calcistico, è possibile, e che va ricercato con dedizione. Alla fine il lassismo ad oltranza non paga mai. Una lezione che confidiamo Konami abbia fatto propria. Perché quest’anno presentarsi al calcio d’inizio con un prodotto infinitamente divertente ma lacunoso come PES 2009, potrebbe rivelarsi assai più che controproducente.
Laddove Fifa 09 rappresentava la consapevolezza dei propri punti di forza, Fifa 10 è il primo, pesantissimo tassello verso la simulazione calcistica definitiva.

La build -completa al 75%- che abbiamo provato ha fornito un unico responso: a prescindere dagli orientamenti storici e di cuore che appartengono ad ognuno di noi, Fifa 10 merita di essere atteso come mai era capitato in passato. Anche da chi si professa PESsaro a livello genetico.

La premessa che David Rutter, Lead Producer del gioco, ha posto ancora prima di dare inizio alla presentazione italiana è la seguente: la visione alla base di Fifa non necessita alcun stravolgimento, “solo” una rifinitura costante, puntuale, che vada a tamponare le falle evidenti dell’edizione della scorsa stagione. Ritornano dunque l’Arena e le classiche modalità, eccezion fatta per la tanto richiesta modalità di allenamento prevedente l'inserimento di un numero di calciatori a discrezione del giocatore, che quindi può optare per degli uno contro uno fino agli undici contro undici per impratichirsi col sistema di controllo.
Pad alla mano, a stupire è di primo acchito la generale fluidità di gioco, nettamente migliorata grazie ad una preziosa serie di accorgimenti. Innanzitutto i giocatori sono reattivi nella giusta dose, andando incontro al pallone, scattando, proponendosi in modo intelligente e non limitandosi, sopratutto in fase difensiva, ai soliti tackle ma pressando, allungando il piede per intercettare un pallone o cambiando postura per raggiungere o solamente sfiorare la sfera (magari in tuffo, o con la punta del piede, o col ginocchio). Non capita più di vedere un passaggio filtrante che saluta tutti passando a mezzo metro da un difensore, con quest'ultimo che si limita a guardare il pallone arrivare all'avversario senza nemmeno provare ad intervenire. L’orientamento realistico si evince anche e soprattutto dalla fisicità -concreta, tangibile, verosimile- che li caratterizza: in Fifa 10 la prestanza atletica gioca un ruolo fondamentale, in tutte le fasi di gioco. In copertura, duranti gli allunghi sulle fasce, nei dribbling, in fase di anticipo o negli stacchi aerei. Gli scambi di cortesia, soprattutto a centrocampo, con colpetti ai polpacci, sgambetti involontari, figli magari di un pressing troppo marcato, si sprecano, regalando uno scorcio di calcio reale assolutamente affascinante. La troppa foga viene sanzionata dall’arbitro con una frequenza maggiore rispetto a Fifa 09, ma altresì questa perfezionata gestione delle collisioni apre un mondo di infinite possibilità soprattutto nell’utilizzo dei falli tattici.
Il peso dei calciatori, e il movimento intelligente delle braccia, si trasforma in un’arma essenziale in special modo quando ci si deve difendere dalla velocità di un Cristiano Ronaldo. Prendergli il tempo, posizionando il difensore davanti alla palla, o sbilanciarlo giocando di spalla trova finalmente il giusto compimento, andando a tamponare così il semplice abbozzo di Fifa 09.

Il realismo che dunque scaturisce dalle finezze del motore fisico, e dalle nuove animazioni, è semplicemente impressionante.
La velocità di gioco sancisce lo sposalizio tra tattica e spettacolarità, cui si aggiunge l’incidenza maggiore del gap intercorrente tra le squadre tecniche e quelle che puntano le proprie fortune sui contropiedisti.
Come da tradizione, ogni squadra ha le sue tattiche ed il suo stile di gioco: per fare un esempio pratico giocando contro l'Inter è facile notarne la costante ricerca di Ibrahimovic, o delle discese sulla fascia di Maicon. Ma il vero fulcro rimane la rinnovata intelligenza artificiale, capace di adattare i movimenti dei compagni sia allo sviluppo dell’azione che alle scelte fatte dal giocatore impostando la strategia. Già menzionati nel nostro precedente hands on i movimenti senza palla dei calciatori virtuali tracciano una linea di confine invalicabile da Fifa 09, soprattutto se si presta l’occhio alla difesa. Eliminata l’infausta tendenza ad avanzare quasi fino a centrocampo della scorsa edizione, i marcatori confessano diagonali puntuali, e raddoppi e rientri in posizione privi di sbavature, o comunque coerenti con l’avanzamento della manovra.
Inoltre non è raro vedere un terzino di spinta proporsi col giusto accanimento mentre il centrocampista più arretrato ne copre la posizione, o ammirare la punta che porta via i difensori per agevolare l'inserimento delle ali: tutto si muove in maniera armonica e con un realismo disarmante, e spesso bisogna studiare dei veri e propri schemi per trovare il varco giusto, anche perché è davvero difficile segnare riproponendo gli schemi rodati e fin troppi collaudati del vecchio (è proprio il caso di dirlo) Fifa 09. Ovviamente durante l'arco della partita è possibile variare lo schema utilizzato, magari sfruttando le debolezze sulle fasce degli avversari, agevolando così i colpitori di testa. Tutte le tattiche sono elencate in un nuovo pratico menu che evidenzia i giocatori chiave con le quali utilizzarle e i movimenti che li caratterizzano, in modo che anche i neofiti o i non adepti ai vari Capello, Sacchi e Mourinho possano farne un degno utilizzo.
Novità anche su questo fronte: l’incidenza dei cambiamenti sulle scelte strategiche, espresse come sempre in percentuale, è parsa evidente (ovviamente spaziando da un estremo all’altro), andando a modificare tangibilmente velocità dei passaggi, ampiezza della squadra e pressing.

Retaggio delle nuove finezze del motore fisico, anche la gestione dei falli è stata pesantemente rivista. Tanto per iniziare gli arbitri sono diventati molto più razionali, non andando ad ammonire quasi mai nei primi contrasti di gioco ma prediligendo dei richiami verbali, salvo poi prodursi in un equo festival di cartellini qualora il giocatore dovesse reiterare comportamenti scorretti.
Inoltre è finalmente possibile battere le punizioni rapide, evitando così di spezzare il gioco, come accadeva nei vecchi capitoli per un banalissimo fallo a centrocampo, magari per far partire un contropiede rapido cogliendo così di sorpresa la difesa avversaria. Implementato anche un rapido e comodissimo menu in game per scegliere il tiratore preferito, altra pesante assenza nelle versioni precedenti.
Lo spirito evolutivo ha abbracciato anche l'intelligenza artificiale dei portieri, che finalmente reagiscono alle situazioni in modo realistico ed intelligente. Capitava infatti spesso nell'edizione 2009 di vedere respinte corte, magari proprio sul piede dell'attaccante avversario quando nella realtà un comune portiere avrebbe messo il pallone in calcio d'angolo; oppure uscite sconsiderate su calcio d'angolo, suggellate da gol presi in modo assurdo sul primo palo o situazioni di uno contro uno gestite goffamente. Ma se il passato è triste, il presente non potrebbe essere più sorridente: ora i portieri coprono con competenza il loro palo, non rischiano parate dozzinali prediligendo quindi il corner ad una respinta della palla a centro area, mentre negli uno contro uno sono decisamente più difficili da battere, soprattutto per via del nuovo sistema di uscita, che miscela velocità ad un’ oculata copertura dello specchio.
Anche il sistema di tiro ha subito notevoli variazioni: dimensioni della sfera meno generose, pallone più pesante, il tutto gestito da una fisica implementata, che rende le bordate (ovviamente da posizioni ideali, e con giocatori liberi da contrasti e caratterizzati da una postura corretta) più secche e decise, indirizzate verso traiettorie verosimili. E' sempre possibile poi scegliere tra varie modalità di tiro, che prevedono quello normale o quello ad effetto, magari con l'interno o l'esterno del piede; più ficcanti e precisi i passaggi, beneficianti di un set di animazioni ancor più ricco.
Per ultimo poi abbiamo lasciato la ciliegina sulla torta, il fiore all'occhiello del gameplay di Fifa 10: il sistema di dribbling a 360 gradi. La vecchia direzionalità a 8 vie è ormai un ricordo: spostamenti e cambi di direzioni sono realmente a 360 gradi, il che si traduce in una piccola ma essenziale rivoluzione nel sistema di controllo, soprattutto nello stretto. La dinamica dei dribbling, così come l’approccio cambiano dunque radicalmente. Di fatto è possibile confezionare una qualsivoglia magia per liberarsi del diretto avversario, spostando la palla da un piede all'altro (altra importantissima novità introdotta), o magari puntandolo per saltarlo con una finta alla Cristiano Ronaldo; sfruttando la velocità dell’attaccante e spostando il pallone quel tanto che basta per mandare a vuoto l’intervento del marcatore. Oppure si può ricorrere in toto al 360 dribbling, magari temporeggiando per subire un raddoppio, per poi infilarsi in quei pochi centrimetri sbadatamente concessi dai due avversari. Perché quei centimetri, finalmente, esistono, sono lì, a portata di scarpini, da divorare tramite dei microspostamenti dello stick. Dimenticate la legnosità del passato: la precisione di un tale sistema -unito alla solita configurazione delle finte, per i funamboli che non devono chiedere mai- rende l’esperienza equiparabile alla fluidità nello stretto del caro PES.
Tutto sta alla fantasia e alla bravura di chi ha il pad in mano. E' anche vero che in questa edizione è più difficile difendere, e anche il tackle più banale abbisogna del giusto tempismo, per non commettere fallo o per evitare l’aggiramento.
Abbiamo poi avuto modo di visionare qualcosa che ci ha lasciato decisamente basiti, ossia il nuovo sistema di creazione degli schemi sui calci piazzati. In poche parole durante i calci da fermo è possibile assegnare al D-Pad degli schemi che prevedono dei movimenti predefiniti e disegnati dal videogiocatore stesso, da far poi compiere ai calciatori. Nella sopraccitata modalità allenamento è infatti possibile gestire il movimento di ogni singolo giocatore a piacimento, registrarne lo spostamento per poi farlo riprodurre durante le normali partite. Un esempio pratico può essere il taglio di 3 giocatori verso il primo palo durante un corner, lasciandone uno appostato fuori dall'area di rigore pronto ad inserirsi quando i suoi compagni avranno creato il varco necessario portando via i difensori avversari. Le possibilità, in questo senso, sono davvero innumerevoli, dando modo a tutti i provetti tecnici di elaborare e sperimentare ogni soluzione capiti loro in mente.
Importanti aggiunte sono state apportare anche alla modalità manageriale che ora vede un più realistico esito delle partite giocate dalla CPU e finalmente un giusto bilanciamento delle squadre (niente più squadre di basso livello a dominare la Serie A; migliore gestione della fatica). Anche lo sviluppo del mercato poi segue quello che ne è il reale andamento e i giocatori migliori accetteranno offerte solo da grandi squadre. Eloquente è stato uno screenshot mostratoci da David che ci faceva notare come durante lo svolgimento di una stagione il Real Madrid abbia acquistato dal Milan Kakà per 68 milioni di euro.
Per quel che concerne l'aspetto tecnico il gioco non ha subito un restyling ai livelli di quello strutturale, sebbene le migliorie non manchino copiose all’appello, soprattutto sul fronte animazioni. Fantastici i volti dei giocatori, che godono di una maggiore espressività, e la definizione delle maglie. Gli stadi vantano un nuovo sistema di illuminazione che ovviamente va a riflettersi anche sul terreno di gioco: le luci dei riflettori regalano un effetto scenico di prima grandezza, gestendo in maniera dinamica il movimento delle ombre (anche su calciatori stessi). I mesi che ci separano dalla release saranno spesi invece nella definizione delle texture, già ampiamente avanti all’edizione 09 (soprattutto nella resa dei terreni di gioco), ma che a detta degli sviluppatori necessitano di un ulteriore grado di rifinitura.
Il sonoro come sempre presenta la telecronaca della ormai collaudata coppia Caressa-Bergomi, ma quello che colpisce è la varietà e la campionatura dei cori dei tifosi, corrispondenti a quelli reali delle varie squadre, e che finalmente non si limitano ai consueti “Italia! Italia!”. Tra l'altro la tifoseria ora partecipa in modo più attivo alle partite reagendo in tempo reale alle situazioni, ad esempio cercando di dare morale se la loro squadre è in svantaggio o festeggiando quando intorno al novantesimo sentono odore di vittoria. Inoltre la differenza tra il giocare in casa e in trasferta più evidente: il maggior numero di cori e di tifosi presenti per la squadra di casa lascia poco margine ai dubbi.

Fifa 10 FIFA 10 corre ormai contro sé stesso. Il grado delle innovazioni introdotte rende l’esperienza calcistica EA assolutamente irresistibile. Nei prossimi mesi ci saranno sorprese concernenti le modalità di gioco e dettagli sulla carriera da Professionista, ma il tutto passa davvero in secondo piano dopo averne saggiato la bontà estrema del gameplay. Manca ancora qualche mese alla release, ma se amate il calcio virtuale, davvero non vediamo come possiate rinunciare ad una simulazione di tale caratura. 1-0 per EA.