Hands on FIFA 12

David Rutter ci introduce alla prima prova su strada

hands on FIFA 12
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • PSVita
  • Pc
  • Psp
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Oggi si gioca! E' la prima cosa che ci dicono i tipi di Electronic Arts non appena mettiamo piede nei loro uffici milanesi.
Bene, bene: dopo aver preliminarmente ricevuto le prime novità riferite a FIFA 12 via videoconferenza, ora si fa sul serio e tra le nostre mani sudaticce finisce un codice pre-alpha, due sole squadre (Arsenal e Chelsea), un misero stadio ed opzioni risicatissime. Sufficiente comunque per saggiare le migliorie al gameplay del calcistico sviluppato da EA Vancouver, il quale dopo aver sbaragliato la concorrenza del rivale PES ora si ritrova a dominare il mercato, ma non per questo si è adagiato sugli allori. Ci sono notevoli migliorie, come ci ha spiegato il producer David Rutter, ed alcuni comparti di gioco sono stati riscritti da zero. Chiaro segno di non voler arrestare l'eclatante rincorsa, non dopo il vibrante climax dell'anno passato. FIFA 2011, infatti, fu il coronamento di un sogno inseguito per cinque lunghi anni, fatto di un ripensamento costante delle logiche arcade del prodotto, procedendo secondo miglioramenti piccoli di anno in anno.
E adesso che si fa? La necessità di seguire l'evoluzione del calciomercato e degli undici messi in campo da ciascuna formazione impone a FIFA una iterazione annuale, ma questo non impensierisce minimamente Rutter. "In circa quindici anni che realizzo videogiochi di calcio, io e il mio team non abbiamo mai trovato un motivo per vedere scemare il nostro interesse. Ogni volta che esco per strada, ogni volta che vedo dei bambini dare un calcio al pallone, ogni volta che vedo un match in televisione, accade qualcosa e devo riuscire a tradurla nel gioco". Il reale che non finisce mai di ispirare il virtuale, questo suona bene.

Storie di attacco e difesa

FIFA 12 sarà diverso. Sarà - sensazionalismi inclusi - il più grande passo in avanti del franchise rispetto all'edizione 2008. Le novità sono davvero davvero molte, incredibili se si pensa al già ottimo status raggiunto l'anno passato: pian pianino saranno tutte svelate, già all'E3 sapremo dirvi di più. Il perchè del mostrare un codice così prematuro tanto alla stampa quanto alla community è presto detto: si vuole saggiare la bontà o meno della strada intrapresa. In palio non c'è solamente la buona riuscita dell'edizione 2012, bensì gran parte del futuro prossimo di FIFA.
La parola chiave quest'anno diventa la difesa, bistrattata fino ad ora mentre si incoraggiava la fase d'attacco in maniera poco calzante con le economie dello sport, specie per quanto concerne il football italiano così improntato all'ostruzione e al pressing. Il team guidato da Rutter ha lavorato proprio sulla maniera attraverso cui le squadre orchestrano la fase difensiva, implementando un lock-on sul portatore di palla allo scopo di metterlo sotto pressione; la logica quindi si trasla da una violenza efferata nei tackle ad una più morbida pressione, sino a quando l'avversario non sbaglia da sé e ci permette di sottrargli facilmente la sfera. Da quanto provato il sistema funziona, esalta certo una chiusura a riccio e impone alla squadra in fase d'attacco la continua ricerca di nuovi spazi: in questo senso l'omaggio al calcio italiano è lapalissiano. Le partite si concludono con un numero molto basso di goal (un paio, non di più), segno della difficoltà anche solo di inquadrare lo specchio della porta; Rutter non può che esserne entusiasta: "la difesa tattica è un passo avanti molto importante raggiunto quest'anno. Abbiamo preso un aspetto immutato in FIFA da sedici anni e lo abbiamo rimosso. Perchè lo abbiamo fatto? Credo che le meccaniche difensive in precedenza non fossero autentiche, simulative, realistiche rispetto allo sport: era sufficiente premere un tasto, creando così una gabbia all'interno del gioco condizionando il comportamento dei giocatori".
Parimenti, però, la fase di attacco è stata rivista. Non riscritta come l'offerta difensiva, ma sensibilmente migliorata. Si comincia con il sistema di dribbling, grande innovazione da FIFA 10, sbandierato come un fluido movimento a 360° da FIFA 11 ed ora fattosi nettamente più evanescente. Vi è l'intenzione di legarlo intimamente al movimento, di concedere al giocatore il beneficio di procedere a larghe falcate o giochicchiare con il pallone nel giro di qualche metro semplicemente modulando l'intensità del tocco dell'analogico. Si può quindi proteggere il pallone girando la schiena ed agitandolo tra le gambe in attesa che il compagno si smarchi e riceva il nostro passaggio.
"Volevamo approfondire le meccaniche di dribbling - ci dice Rutter - con un sistema chiamato precision dribbling, il quale permette un controllo molto pulito. Puoi effettivamente andare in giro trascinando il pallone, un'abilità propria dei calciatori professionisti. Questo permette anche di scardinare una difesa capace di contenere le avanzate di fuoriclasse come Messi".
Precision Dribbling e Tactical Defense sono uno opposto all'altro: da un lato la maggiore padronanza del pallone incentiva l'uno contro uno per ubriacare il difensore, ma quest'ultimo può sempre contrapporre una pressione costante. Più che una sfida calcistica, le due squadre misurano la propria saldezza di nervi: sarà l'attacco ad impigliarsi tra le maglie di una difesa serrata o piuttosto quest'ultima a sbrodolarsi di fronte ai dribbling avversari?
Ulteriore novità è il sistema Vision, secondo il quale ciascun attaccante possiede una propria visione di gioco, traslitterata in FIFA 12 come un settore circolare più o meno ampio. Dal momento che la build testata comprendeva solamente due squadre non ci è stato possibile saggiare la bontà di tale feature, ma sulla carta ci sembra alquanto notevole, impepando di strategia la simulazione. Non tutti i calciatori hanno il medesimo occhio, né la stessa intelligenza quando si tratta di calibrare i passaggi; succede così quindi che un talento come Fabregas abbia un cono di quasi 360°, mentre il discreto centrocampista Park possegga un'estensione di circa la metà.

David Rutter

E' l'artefice del sorpasso di FIFA su PES, ma sa che nel Sud dell'Europa la sua creatura è seconda in termini di vendite al rivale Konami. L'inasprimento della difesa dovrebbe essere un regalino ai giocatori italiani e il concetto lo ripete più volte sia nel corso della presentazione che durante l'intervista. Atteggiamento paterno, si direbbe...
Classe 1972, inglese (inglesissimo, a giudicare dall'accento), aggiorna con costanza il suo Twitter: da Parigi atterra a Milano e scrive “It is HOT here =)“, poi al termine dell'hands-on commenta “Game seems to be going down really well =)”.
La cosa che apprezza maggiormente di FIFA? “Gli uccellini che svolazzano nello stadio”. Ha risposto davvero così!

Spalla contro spalla

Grandi novità coinvolgono anche il motore grafico. Il pacchetto di aggiustamenti e perfezionamenti va sotto il nome di Impact Engine. Questo vuol dire una fluidità maggiore, più dinamica e realistica. Si insiste molto sulla concatenazione dei movimenti e quindi delle animazioni: un passaggio segue un dribbling segue un tiro.
Non c'è ostacolo all'azione di gioco, a meno che non si frapponga tra noi e la porta una casacca dell'altra squadra. FIFA 12 appare molto più fisico dei predecessori, ricalcola gli impatti tra un calciatore e l'altro, intensifica i contatti spalla contro spalla, si dimostra attento nell'annichilire anche la minima compenetrazione poligonale. In linea quindi con le ulteriori complicanze dovute ai nuovi sistemi offensivi e difensivi, la possibilità di proteggere il pallone con la schiena (nel gergo cestistico si direbbe "spalle a canestro") dovrebbe tornare molto utile. Così come l'approfondimento dell'engine fisico correlato non all'intera anatomia, ma a singole parti del corpo. La conseguenza più invitante riguarda infortuni e fratture: dolorosissime, al replay fanno male quasi quanto gli X-Ray dell'ultimo Mortal Kombat; se si tratta di un'amichevole è sufficiente la sostituzione, ma cercate anche solo di immaginare quale importanza possa avere lo stiramento di un muscolo o la slogatura di un'articolazione durante la modalità Carriera.

FIFA 12 FIFA 12 supera in modo in aspettato le enormi conquiste di FIFA 11. Da un primo test possiamo sicuramente dire che il gioco ha guadagnato in fisicità, bilanciando ulteriormente la fluidità delle animazioni con la durezza maschia del calcio. In difesa il sistema di lock on rivoluziona uno schema tale da mettere pressione all'attaccante, in attacco la gestione della palla rende più avvincenti i dribbling. Cambia il tono dei menù, dei replay, cambia il fattore pressing e la strategia dei passaggi di gioco (grazie all'inedito Vision). Il gioco si ripresenterà all'E3, ma il grosso dei dettagli sul titolo (Carriera e online) saranno svelati a Luglio. Per il momento possiamo dire che le novità ci sono e funzionano, resta da vedere quale impatto avranno sulla lunga distanza.

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