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Hands on FIFA 12

Mani su FIFA 12, di nuovo!

hands on FIFA 12
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • PSVita
  • Pc
  • Psp

Fifa 12 ormai è di casa. Quest'anno EA ha ben deciso di mostrare frequentemente il suo pupillo, consapevole di un tasso qualitativo che dà da pensare, soprattutto alla concorrenza.
La sfida? Migliorare il già eccellente capitolo dello scorso anno ascoltando praticamente tutti: fan, detrattori, professionisti che campano di tornei e competizioni, pseudo-giocatori della domenica, simpatizzanti del partito "assistito per la vita". La base? Gli stessi hardware di sempre, comunque prestanti e volenterosi, ma dal fiato tecnologico piuttosto corto. Il risultato -in prospettiva, e considerando lo stato di avanzamento della build testata- è il miglior Fifa di sempre. Punto e a capo.
Parliamo di gap: fra Fifa 11 e Fifa 12 scorre un abisso considerevole, zeppo di chicche tecniche, opzioni migliorate e modalità meglio gestite e più approfondite. Non mancano poi le definizioni trendy quali Impact Engine, Pro Player Intellingence, Precision Dribbling, Tactical Defending, guarnite dal sempre più speziato Personality+. Tutto molto bello, ma in sostanza? Pad alla mano, il gioco vale una candela pronta a spegnersi ogni 12 mesi? La risposta pare scontata. Non stiamo parlando di un corposo passo in avanti, quest'anno, ma di una piccola e vigorosa rivoluzione, di quelle capaci di ipnotizzarti davanti allo schermo per ore, di quelle che fanno vivere emozioni veraci. Basti gettare una rapida occhiata al nuovo sistema difensivo per capire la portata e innamorarsi delle novità imbastite da Rutter e soci. Basti ammirare il ritmo di gioco, i nuovi movimenti, le collisioni armoniose e durissime. Questo è, per ora, Fifa 12. Pura passione, al servizio di chi ama Fifa o più semplicemente il calcio.
Il gioco uscirà il prossimo 30 Settembre 2011 su tutte le piattaforme. Ci sarà ovviamente Fifa 13, ma la vera svolta è adesso, qui, a portata di mano.
Gli appassionati possono gioire in tutta serenità.

Il gioco...

In primis, mani avanti: non è stato possibile testare l'IA della CPU, né introdurci nei meandri opzionali del prodotto. Solo exbition match contro avversari "umani" (una definizione calzante per molti giornalisti delle altre testate, ma non per tutti), in una lotta serrata a chi metabolizzava prima e meglio la pletora di innovazioni introdotte.
La prima sventola ci colpisce dopo pochi istanti: le dimensioni del campo. Se sguazzate nei forum di mezzo web incarognendovi sull'ampiezza del campo di Fifa 12, qui c'è la risposta di Rutter in persona, e di chi l'ha giocato: è percettibilmente più ampio. Nulla di stravolgente, se non che si concilia con ancor più precisione col nuovo ritmo di gioco, già stravolto dalla gestione dei meccanismi difensivi e graziato da una più accurata gestione della palla, garantita dal Precision Dribbling. Un effetto onda, quindi, dove tutto è perfettamente concatenato, dove ogni elemento è coeso con una visione d'insieme che sprizza un sanissimo, e ancora più marcato, realismo.
E ancora, la velocità dell'azione: a prescindere di quale che sia il vostro stile di gioco, o le specificità del team in uso, il ritmo si compone sì di brusche accelerazioni, ma le geometrie di gioco finalmente acquisiscono un valore aggiunto importante. Gestione metodica della palla, il dettare tempistiche, l'imbeccare passaggi; Fifa 12 prende le distanze dalle schizofrenie che ancora cintavano lo scorso episodio, anche quando da "manuale" si passa in modalità assistita. E lo fa in maniera perentoria, per non dire bastarda: se non ti adatti, prendi goal a ripetizione, con gli avversari che ti saltano da tutte le parti neanche fossi un ectoplasma.
La nuova direttiva che governa la fase difensiva, ormai lo saprete, è di fatto un taglio netto con le precedenti simulazioni calcistiche, anche non targate EA. Dimenticatevi la pressione di uno/due tasti per sradicare la palla dai piedi del diretto contendente. Dimenticatevi gli automatismi, scritti da PES e dallo stesso Fifa stagione dopo stagione. Dimenticatevi la comodità. In pratica, si suda davvero anche in difesa, difesa che finalmente sale in cattedra alla stregua del sempre coccolato attacco. Prenderci la mano, anche per un veterano, è un calvario da non sottovalutare. Agognavate il realismo? il controllo totale? Eccovi serviti. Premendo X (o A) il difensore segue i movimenti del portatore di palla tramite un lock on del tutto invisibile, starà poi a noi regolare la distanza e soprattutto tentare di aggredirlo in tackle (quadrato o X) o in scivolata, studiandone i movimenti, non abboccando alla finte, focalizzandoci sulla palla e non sui piedi dell'avversario. Il tempismo, logicamente, è fondamentale. Ma non è tutto. Postura, angolazione da cui si tenta lo scontro, singole caratteristiche dei giocatori dovute al Personality+: all'inizio sono dolori, è inutile girarci intorno. Perché un singolo errore può causare lo scoordinamento del nostro avatar, perché un'entrata anticipata può essere letta con altrettanto anticipo e quindi neutralizzata solamente spostando la palla di lato, perché in area di rigore, se non si presta la dovuta attenzione, i penalty fioccano che è un piacere. La vetta di coinvolgimento toccata è però davvero senza pari, e tornare a Fifa 11, dopo solo qualche minuto, è del tutto impensabile. Senza contare l'effetto scenico, che sazia ampiamente l'appassionato: abbiamo visto Thiago Silva bersi un bel bicchierone di finte preziose di Nasri, entrando goffamente e per giunta dalla parte sbagliata, per poi tentare di riprendere l'avversario allungando le braccia per arrivare a spalle e maglietta. Gioco fermo, ammonizione ed estrema soddisfazione del videogiocatore.
Interessante la gestione del secondo giocatore in pressing, richiamabile di default con R2 (RT). L'uomo non si getta a capofitto sull'avversario -ricordate l'effetto "grumo" di Fifa 11?-, bensì temporeggia tagliandogli la via di fuga più vicina. Ad onor del vero una tale configurazione dei tasti non ci è parsa comodissima, neppure dopo svariate ore di gioco, segno che una ricombinazione sia più che necessaria. Dovendo gestire in autonomia contrasti, distanze, scivolate e raddoppi, una comoda configurazione può fare la differenza fra una sconfitta ed un trionfo.
A far da giusto contraltare alle novità difensive, ecco il Precision Dribbling. Nonostante i progressi compiuti da Fifa 09 in avanti, la gestione dello "stretto" è sempre stata uno dei talloni d'Achille della simulazione EA. Fifa 12 pone una pietra angolare per lo sfruttamento a 360° dei giocatori a disposizione, modificando animazioni e aumentando oltremodo i micro-tocchi di palla, indispensabili per un controllo autentico della sfera. I risultati si palesano a patto di modificare il proprio approccio, non temendo di sperimentare anche quando in mezzo a due avversari, magari rallentando pesantemente il proprio incedere per puntare tutto sul gioco di gambe e sull'intempestività dei difensori. Finte e acrobazie varie tornano come sempre per i più funambolici, ma fortunatamente non sono l'unico metodo per saltare un avversario. Incrementato in efficacia il gioco di sponda, con una predisposizione naturale più accentuata per certi tipi di giocatori e soprattutto sfruttabile con cognizione di causa.
Due parole quindi sull'Impact Engine. Le collisioni sono davvero da brivido: realistiche e particolareggiate, contemplano una casistica di più ampio respiro rispetto a Fifa 11, dove algoritmi meno rifiniti davano spesso risultati grossolani o comunque poco verosimili. Lo scontro di cosce, ginocchia e spalle, oltre a causare potenzialmente un numero saporito di infortuni, ricopre un ruolo basilare nello sviluppo del filtro di centrocampo e nell'economia difensiva, soprattutto quando si deve fronteggiare avversari più agili o meglio preparati tecnicamente. In pratica si chiude un cerchio già aperto in Fifa 11, con buoni risultati. Permangono però delle pecche, che confidiamo vengano risolte prima delle chiusura del codice: in buona sostanza non è raro incappare in scontri fortuiti imbarazzanti (veri e propri capitomboli), dovuti allo scontro di due giocatori in quel momento fuori dal nostro controllo, che magari possono pregiudicare lo svolgersi dell'azione. Il concetto di base è comunque valido, resta solo da rifinirne le applicazioni. Altro punto, la gestione delle ostruzioni, che in Fifa 12 tornano con prepotenza proprio per la fisicità accentuata. E' vero che gli arbitri fischiano il fallo con più solerzia, ma è altrettanto chiaro che l'ostruzione non fischiata pregiudica spesso il buon esito di un'azione promettente (esempio classico: rientro con l'esterno, angolo alto dell'area di rigore, anticipo netto sul difensore che impatta, fermandosi, contro il nostro uomo. Un fallo andrebbe sanzionato con più decisione).
Tamponata la falla dei cross dalla fasce mediante un incremento della reattività dei difensori e soprattutto con l'aggiunta di alcune animazioni (ovviamente, non per tutti) modello "o la va, o la spacca" che faranno la gioia di chi racimolava goal su palle da fermo con troppa facilità.
Da rivedere, invece, l'IA dell'estremo difensore, che denuncia alcune perplessità soprattutto sulle palle basse, dove sfoggiano un'invidiabile reattività elefantiaca. Lo stesso Rutter ha confermato che la debacle è riconducibile all'incompletezza del codice, per cui gli appassionati possono dormire sonni moderatamente tranquilli.
Infine, la stamina. Croce e delizia di Fifa 11, la stanchezza dell'avatar è più che tangibile già nei tempi supplementari. Vedere un Ibra arrancare al 115°, con una reattività finalmente decurtata e uno scatto assai meno penetrante gettano una luce interessante soprattutto sulla Carriera.

...e il contorno

L'EA Football Club è l'autolog declinato in salsa calcistica. In buona sostanza conterrà le statistiche tutte del videogiocatore, dandogli la possibilità di condividerle con gli amici. Scambiarsi i replay, messaggi, organizzare tornei e partite diviene quindi assai meno problematico, in un'ottica social assolutamente indispensabile nei moderni titoli a tripla A.
Interessante anche l'opportunità di contribuire, giocando, alle sorti della propria squadra del cuore, accumulando le proprie statistiche con gli altri estimatori del team in giro per il mondo, decretandone vittorie, promozioni, retrocessioni, tramite appositi tornei ancora da ufficializzare.
Buone nuove anche sul fronte carriera, con una pressione più marcata della stampa e della comunicazione in generale, che includono anche le critiche/richieste dei calciatori e dei commentatori, partita dopo partita, in un humus mediatico capace di osannare o stritolare il povero giocatore/allenatore. E ancora, possibilità di gestire al meglio gli infortuni (rimandando in campo, rischiando, anche giocatori non perfettamente guariti), e una più accurata implementazione della compravendita, dei prestiti, e quindi dell'intero calcio mercato, anche e soprattutto quello che si fonda sugli affari conclusi l'ultimo giorno utile per le contrattazioni, scandite da un timer entro il quale fare le proprie offerte.
Anche qui, ovviamente, vigila l'occhio infido della stampa, che potrebbe ostacolarci nel raggiungere un obiettivo di mercato capace di far spiccare il volo alla nostra compagine.

FIFA 12 Fifa 12 parte ovviamente da una base solidissima, eppure cerca in tutti i modi il colpaccio, riuscendo nell’impresa. La nuova gestione sia dell’attacco che della difesa, di concerto con le primizie degli algoritmi fisici, rendono l’esperienza di gioco familiare ed appassionante, seppur con una decisiva iniezione di realismo che davvero conduce il prodotto verso vette quasi inaspettate. Rimangono da valutare, con certosina precisione, la modalità single player, dove spicca ovviamente la Carriera. Dopo i problemi della scorsa edizione, ci riserviamo il diritto di sezionare la creatura di Rutter e soci con la massima attenzione in sede di recensione. Detto ciò, per chi ama il calcio virtuale, già da ora Fifa 12 rimane un appuntamento imperdibile.