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E3 2013

Hands on FIFA 14

Provato il calcistico EA nella sua edizione Next Gen

hands on FIFA 14
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Fifa 14 è un bel salto. Generazionale, naturalmente, ma anche concettuale. Vuoi perché le aspettative dei fan sono sempre più elevate, vuoi per via di una concorrenza, quella espressa da Pes 2014 e Fox Engine, quasi inaspettate e dai valori produttivi davvero significativi. In quel di Los Angeles si apre dunque una nuova era di calcio digitale, per ora asincrona, dato il mancato supporto di Pro Evolution Soccer alle nuove console, ma che potrebbe trasformarsi in una sanissima battaglia per il dominio dei pad dei più sportivi negli anni a venire. Dopo un succulento hands on della versione Xbox 360, oggi abbiamo provato la controparte per Xbox One. Un altro goal per EA Sports?

Tocco di fino

Al di là del fattore emotivo, intrinseco quando si tratta di testare un prodotto su una piattaforma tanto attesa, Fifa 14 prosegue sicuro su di un sentiero tracciato da Rutter e soci diversi anni fa. I pilastri della presentazione sono stati Living Stadium, intelligenza artificiale e la nuova biomeccanica dei giocatori. Partiamo da quest’ultima: come ribadito nella precedente anteprima, anche la versione Xbox One di Fifa 14 fa suo il concetto di Precision Movements, espandendolo a dismisura grazie alla versatilità di EA Ignite. Gli esempi, estranei al pur ottimo Fifa 13, davvero si sprecano, in un crescendo che non potrà che fare la felicità degli appassionati più incalliti e da chi in un videogioco di calcio esige come primo elemento la verosimiglianza. Partiamo da un esempio classico: il contrasto. In Fifa 13, durante la fase di pressione o addirittura premendo il pulsante per il tackle, l’avversario aveva ben poche possibilità di difendere con cognizione la palla. In Fifa 14 per Xbox One, invece, l’avatar può anche sfuggire agli interventi reagendo con tempismo, magari alzando il piede quel tanto che basta per evitare il contatto, o lasciando scorrere in mezzo alle gambe una palla proveniente da dietro, per non perdere la fluidità della corsa. L’elemento discriminante e di rottura con il recente passato è però la protezione della palla, che regala non solo una prospettiva di gioco totalmente diversa, più compressa e con spazi meno aperti, ma senza dubbio più appagante, con una battle of possession finalmente implementata a dovere. Il centrocampo, finalmente, funge da filtro e motore dell’economia di gioco, e grazie alla possibilità di coprire il pallone -premendo e rilasciando LT, giochicchiando con la suola, facendogli scudo con schiena e basso ventre, armeggiando con le braccia- dà un senso diverso allo svolgersi della manovra, con ritmi più veritieri, meno schizofrenici e più incline alle geometrie che allo scavalcamento forsennato.

Pro Instincts definisce quella parte dell’intelligenza artificiale che regola la capacità di predizione dei giocatori. In buona sostanza, siano attaccanti che difensori, i calciatori virtuali sono in grado di pensare, pronosticare e reagire sulla base non più di singoli input situazionali, ma di uno spettro più ampio di step. In linea generale, la propensione all’inserimento è marcatamente evidente, così come all’elusione dell’offside, alla sovrapposizione cattiva; in difesa, centrali e laterali si aiutano con il giusto tempismo, coprendosi e raddoppiando come mai era capitato di vedere finora. D’altro canto, in questa prima build next gen alcuni difensori “dimenticano” di rientrare in tempo, lasciando buchi non accettabili su piattaforme così performanti. C’è da dire che i giocatori avvertono l’importanza della partita e del momento, anticipando una rimessa laterale, o facendo altrettanto con gli inserimenti durante i corner. Una feature sicuramente interessante. Altro giro: capita che per potere proteggere meglio la sfera, il ricevitore allarghi un braccio od una gamba per ostacolare il tentativo di anticipo dell’avversario, in piena autonomia. Altresì, capita così che un attaccante, durante un calcio d’angolo, si stacchi con tempismo dal difensore per correre incontro al pallone, ed aiutandosi con braccia e spalle, riesca ad insaccare con una zuccata d’anticipo assolutamente eccezionale. Sempre sulle palle volanti, profondamente rivisitate, fantastica la possibilità, in determinate condizioni, di superare gli avversari con un tocco di petto confezionato a regola d’arte: un esempio che non vuole sottolineare il carattere circense di alcuni tocchi, quanto la possibilità di poter realmente fare ciò che si desidera. Il first touch control, ora presenta anche sul dribbling, amplia sì la possibilità di errore, ma regala tocchi destro-sinistro, interno-esterno collo davvero superlativi, che cambiano spesso l’evoluzione di un’azione. Affinata, rispetto alla versione current gen, anche la fisica del pallone. Pure Shots, letteralmente, spacca. Le aggiunte di lob liftati, staffilate ad effetto e tiri ad uscire con traiettoria spiovente, frutto di postura, caso, caratteristiche del giocatore e velocità, sono su un altro pianeta rispetto a quanto ammirato finora, uno stacco netto che fa bene al cuore dei tanti appassionati di Fifa. Living Stadium: finalmente, dopo anni e anni di richieste, anche il contorno è stato preso in seria considerazione: stadi, spalti, e movimenti degli spettatori poligonali sono stati infatti totalmente riscritti. Il pubblico, ad esempio, si esalta e deprime contestualmente con quanto accade sul manto erboso, con animazioni ad hoc, diseguali e suddivise in modo da ricreare quanto più un effetto eterogeneo. EA Sports ha garantito chicche importanti per gli stadi e per ricreare la giusta atmosfera: un tentativo assolutamente apprezzabile.
Lato tecnico: su Xbox One, Fifa 14 lascia il segno. La modellazione dei calciatori è sicuramente di pregio, tuttavia è la potenza bruta di Ignite a stupire quando si parla di motore fisico e animazioni. Il nuovo motore inscena una struttura collisionale impensabile su current gen, ed un ventaglio di animazioni sopraffino. Il gap generazionale è più che evidente, con una modellazione di giocatori e delle divise ufficiali di valore assoluto. Alcune ciliegine rendono poi il tutto ancora più galvanizzante, come il terreno di gioco, e le zolle e fili d’erba che potrebbero alzarsi ad ogni cross dei più scarponari.

FIFA 14 Fifa 14 sbarca finalmente su Xbox One. L’emozione è forte, ma lo è ancora di più il lavoro di EA Sports che prosegue sulla via del perfezionamento ancora in atto su current gen. EA Ignite regala scorci fisici e di intelligenza artificiale media di un altro livello, mentre la cosmesi viene sostenuta da una texturizzazione più accurata e da modellazioni poligonali decisamente più ricche. In attesa di PES 2014, pericolosamente in palla, e delle nuove feature riguardanti la carriera, Fifa 14 si conferma come uno degli sportivi più attesi dell’anno.