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Hands on FIFA 14

Ad un passo dalla release analizziamo nuovi scampoli di FIFA 14

hands on FIFA 14
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il momento fatidico si avvicina ormai sempre di più: tra poco più di due settimana ogni appassionato (o quasi) avrà tra le mani la sua bella e fiammante copia di FIFA 14, pronta per riscaldare le fredde serate a venire. Tra queste fila possiamo chiaramente distinguere un buquet decisamente vario di giocatori: ci sono quelli che si fionderanno immediatamente online, quelli che andranno a spulciare i roster e le tattiche per verificarne la validità; o ancora i "fissati" dell'Ultimate Team e i manager incalliti, che si lanceranno con chissà quale squadretta di terza divisione alla conquista dell'Europa.
Ci perdonino gli altri ma questo articolo è rivolto proprio a loro, spesso bistrattati e lasciati in disparte perché desiderosi di "giocare offline", "in single player", "contro la CPU!!". Quasi dei tabù al giorno d'oggi. Cari affezionati di Carriere, Skill Games ed altri ammenicoli, oggi Everyeye.it vuole coccolarvi, perché questo hands on di FIFA 14 verterà proprio sulle amate/odiate modalità single player, eccezion fatta per Ultimate Team il cui test richiede decisamente più tempo.

Skilled as i want it to be

Ad accoglierci in FIFA 14, una volta esaurite le procedure di caricamento, una gradevole nuova grafica e disposizione dei menù, in linea con quanto mostrato in questi ultimi mesi da Windows Mobile e, non a caso, da Xbox One. Minimale e molto elegante, il nuovo layout guida con piacevole delicatezza all'interno delle varie possibilità, rimarcando in prima posizione la facoltà di scendere in campo in una Partita Veloce e relegando via via a spazi sempre più contenuti le opzioni meno "richieste" (ad esempio le modifiche al profilo di salvataggio). L'organizzazione risulta piuttosto funzionale e visivamente gradevole, donando un tocco di freschezza in un settore della produzione che ne aveva particolarmente bisogno.
Passando alle modalità vere e proprie siamo stati più che felici di trovare rinnovata la sezione "Skill Games", che già lo scorso anno aveva dato modo ai player più forti di testare se stessi e a quelli meno smaliziati di imparare qualche fondamentale in più. Stilisticamente anche in questo caso si nota un certo restyle, che segue l'andamento dei menù principali caratterizzando una piacevole continuità. Le novità più interessanti, tuttavia, si denotano soltanto giocando, dato che la strutturazione delle competizioni presentate si differenzia dall'offerta di FIFA 13. Non si tratta, fortunatamente, di cambiamenti radicali: più che altro di un raffinamento generale ed un certo approfondimento. Nella fase di tiro, ad esempio, ci verrà chiesto di perfezionare anche il colpo di testa; nella fase di passaggio l'uno-due sulla corsa da fermi e in movimento. Piccole aggiunte che caratterizzeranno una fase di apprendimento ancor più dettagliata e profonda, per quanto ancora leggermente criticabile nel nucleo propedeutico. Ci accorgeremo immediatamente, infatti, di trovarci di fronte a spiegazioni non sempre dettagliate delle prove, talvolta incapaci di darci gli strumenti necessari per permetterci di sfruttare al meglio una delle tante possibilità di un gameplay tanto sfaccettato. Avrebbero fatto comodo, in questo caso, dei mini-videotutorial (come usa fare ormai da anni PES) per dimostrare oltre che raccontare testualmente cosa dovremmo fare. Segnaliamo infine per i giocatori più smaliziati un certo accrescimento della difficoltà in queste particolari prove. Ora anche il bronzo (il primo step) non sarà sempre una passeggiata, mettendo alla prova -specie con comandi manuali- esperti a qualunque livello.
Provando e riprovando, soprattutto alla luce delle aggiunte e degli hint introdotti quest'anno, ci siamo accorti di poter effettivamente trarre grande giovamento dalla sezione. Acuendo lo spirito di osservazione è possibile venire a capo in maniera molto più accurata di diverse piccole cose che durante una partita non appaiono altrettanto evidenti, migliorando significativamente (sul lungo periodo) il proprio gioco. Una vera e propria manna dal cielo per chi sente costantemente il bisogno di migliorare se stesso.

Piccoli Alex Ferguson crescono

La seconda modalità a cui ci siamo dedicati in questo ultimo hands on prima della recensione (non chiedeteci la data di pubblicazione su Facebook, non la sappiamo!) è la sempreverde Carriera, senza troppi giri di parole la "preferita" di chi vi scrive. Al suo interno siamo rimasti anzitutto spiazzati dal restyle, che rimescola un bel po' la situazione "banner" all'interno della classica home page dando una sensazione prima straniante ma poi rinvigorente, come di game mode completamente nuova. In realtà la strutturazione di massima non cambia, anche perché trattasi oramai di un lavoro quasi decennale che non avrebbe minimamente senso rivoluzionare. Questo non vuol dire però che EA Sports abbia poltrito sugli allori, anche perché basta iniziare una nuova Carriera (come sempre selezionando il proprio ruolo tra Manager e Calciatore) per avere un quadro immediato delle novità, alcune indubbiamente più interessanti di altre. Notiamo, ad esempio, la possibilità di eliminare la primissima finestra di mercato -quella di Agosto- in maniera da impedire alla CPU di effettuare movimenti che vadano a stravolgere le rose come sono attualmente anche nei reali campionati. Sempre in termini di mercato ci accorgiamo ben presto di due rivoluzioni. La prima riguarda il sistema di ricerca dei giocatori, relegato ora a meccanismi di scouting molto vicini (se non identici) a quanto accade in Premier League. Ogni manager -Benitez, in Italia, ne è esempio vivente- potrà reclutare una rete di osservatori da sguinzagliare nel Mondo alla ricerca di talenti e giocatori già affermati in ogni ruolo. Il sistema, veramente molto completo, ci da la possibilità di modificare molti dei parametri, dal range d'età alla precisa posizione sul campo, finanche alle possibili condizioni contrattuali. Il "bello" viene poi, dato che non avremo modo di osservare l'Overall del calciatore selezionato, mai. Più accurato sarà lo scout maggiori saranno le informazioni riguardo alle singole capacità (precisione passaggio, potenza tiro...), ma mai e poi mai verrà svelato il valore globale di giocatori non in rosa. Si tratta di un espediente piuttosto interessante soprattutto per il giocatore più navigato, che si troverà coinvolto in un'attenta valutazione strategica, in larga parte svincolata dai semplici numeri e quindi molto più delicata.
Piccola svolta anche sul lato trattative, dato che quest'anno il sistema è stato nuovamente modificato. Il club, in sostanza, non proporrà alcuna cifra indicativa per il cartellino, così come il giocatore per il suo ingaggio. Dovremo essere noi in prima persona ad avanzare una prima offerta e poi passare ai vari negoziati, al rialzo o al ribasso. Si potrebbero inserire, a questo punto, persino altri club, stuzzicati magari dal giocatore particolarmente allettante o intenzionati a non permetterci di rinforzarci. Il tutto andrà quindi avanti alla stregua di un'asta, premiando il più intraprendente.
I sistemi (scouting e mercato), al netto di qualche ora abbondante di hands on, sembrano funzionare e convincere. Sulla lunga distanza (due, tre, cinque stagioni) bisognerà ovviamente stare a vedere se gli algoritmi rimarranno efficaci e le situazioni credibili. Con il codice in nostro possesso, ancora non completo, non ci sembra il caso di addentrarci in giudizi del genere. Per il resto tutto torna più o meno come prima, dalle possibilità di giocare in diurna e notturna qualsiasi partita sino alla facoltà di gestire a piacimento cambi, tattiche e quant'altro. Possiamo però dire che ognuna di queste meccaniche/possibilità vede almeno un minimo rinnovamento, se non tramite vere e proprie aggiunte/limature, grazie all'interfaccia particolarmente gradevole ed intuitiva. Attendiamo fiduciosi la versione definitiva per una disanima quanto più completa possibile.

Grazie a questo nuovo codice di FIFA 14 abbiamo naturalmente potuto metter mano anche al gameplay, per l'ennesima volta. Senza dilungarci ancora, in questa sede, preferiamo limitarci a dire che tutte le feature da noi ampiamente descritte (Pure Shot, Precision Movement...) collimano in un procedere dell'azione sempre molto vario e stimolante, grazie non solo alle novità garantite per il giocatore ma anche ad un certo "boost" per l'intelligenza artificiale. Per approfondire, casomai non l'aveste già fatto, tematiche di puro gameplay, vi rimandiamo al nostro ultimo hands on.

FIFA 14 Con un rinnovamento che parte dall’interfaccia e si estende, come abbiamo visto, ad alcune delle peculiarità più importanti nelle modalità più giocate, FIFA 14 vuole mettere quest’anno i puntini sulle “i”. Rinfrescando l’intero layout, garantendo sempre più libertà al videoplayer dentro e fuori dal campo ed ascoltando (se non tutte) gran parte delle iniziative più interessanti, EA Sports cerca di produrre un simulatore sportivo che sia la summa di questa generazione. Per quanto visto sino ad ora, anche in termini di gameplay, il dev team dovrebbe essere sulla strada migliore. Ma quando si parla di calcistici la situazione si fa sempre rovente e delicata ed è dunque meglio aspettare l’istante finale per emettere qualsiasi verdetto. Fino ad allora continuate a seguirci sulle pagine di Everyeye.it: molte sorprese attendono, da qui al day one, gli appassionati di FIFA.

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