E3 2010

Hands on Final Fantasy Gaiden

Provato con mano all'E3 2010

hands on Final Fantasy Gaiden
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS

Gli showfloor Nintendo e Square-Enix ci hanno permesso, durante l’ultimo E3, di provare con mano l’ultima fatica della software house giapponese celebre per i suoi RPG. The 4 Heroes of Light è infatti il sottotitolo di quella che si presenta come l’ultima incarnazione della fortunata serie di Final Fantasy, in questo caso in un episodio espressamente dedicato al Nintendo DS.
Andiamo ad analizzare insieme i dettagli e le impressioni avute dopo una decina di minuti di conoscenza con quello che potrebbe sembrare un classico gioco di ruolo di stampo giapponese.
Prima di parlare nei dettagli della nostra prova giocata, vediamo di descrivere gli aspetti generici dello sfondo narrativo sul quale va a poggiarsi questo nuovo episodio di Final Fantasy, perfettamente allineati con quelli di ogni produzione del genere, ed incapaci (o forse semplicemente nolenti) di offrire qualcosa che non sappia di già sentito. Il protagonista, Brandt, vive in una città di nome Horne, afflitta purtroppo da un male di cui non si conosce chiaramente né origine, né entità. E’ compito del ragazzo, come ogni eroe che si rispetti, trarre dal re le informazioni necessarie e partire per l’avventura che gli permetterà - presumibilmente - di eliminare il cattivo di turno riportando pace e amore nella casa di ogni singolo abitante del regno.
Dalla nostra breve prova sono emersi due distinti aspetti di gioco: quello esplorativo/dialogico e quello incentrato sul combattimento. Nel primo abbiamo dovuto, semplicemente, raggiungere il castello del re per ottenere alcune indicazioni sul primo luogo da visitare per dare inizio all’avventura (in questo caso, una caverna). La location in cui abbiamo mosso i primi passi nel mondo di questo nuovo Final Fantasy, è stata rappresentata proprio dalla città di Horne, che si è mostrata dinamica, vitale e ricca di NPC dai quali trarre informazioni o con i quali fare semplicemente quattro chiacchiere.
La seconda fase di gioco ha invece caratterizzato l’inizio dell’avventura fuori dalla città. Una volta che abbiamo deciso di abbandonare Horne (non che avessimo altra scelta..), ci viene offerta l’opportunità di saggiare le caratteristiche del sistema di combattimento, conseguenza di uno dei numerosi incontri casuali che costellano il titolo. Lo scontro si è svolto esattamente come ci saremmo aspettati da un qualsiasi RPG proveniente dalla terra del Sol Levante: un’inquadratura posizionata direttamente alle spalle dei personaggi ci permette di guardare frontalmente i nemici e di attaccarli con un comodo menu orizzontale posizionato sulla parte inferiore del touch screen. Tutte le azioni possibili sono direttamente controllabili con l’ausilio del pennino, e prima di attaccare dovremo dare almeno un ordine ad ognuno dei quattro personaggi presenti sul campo, che avanzeranno uno dopo l’altro la loro offensiva per poi lasciare spazio a quella nemica.
La demo si è conclusa con l’esplorazione della caverna e lo scontro di un Minotauro nel cuore di essa.
Una delle caratteristiche che più ci ha stupito per la cura realizzativa, è stata quella riguardante il sistema di Jobs presente nel gioco. Durante il corso dell’avventura sarà possibile accumulare numerosi tipi (oltre 20) di copricapo, che permetteranno, a chi l’indossa, di cambiare classe a piacimento guadagnando la possibilità di apprendere abilità sempre nuove. Si potrà passare, ad esempio, da guerriero a mago o da cavaliere a ladro (o insomma, cambiate i due termini con le classi che più vi aggradano), rendendo così quasi infinite le possibilità di personalizzazione e dando un sincero contributo alla longevità offerta dal gioco.
Menzione d’onore merita poi il lato visivo del titolo: un plauso ai grafici di Square-Enix per essere riusciti a costruire un mondo fantasy di rara bellezza, con colori vivi e mai troppo accesi, immersi in un sottofondo di malinconia che pervade i tratti di ogni singola location provata. Uno stile grafico mai visto prima che si sposa perfettamente con le potenzialità del portatile Nintendo, e che riesce ad esprimere alla perfezione l’atmosfera fiabesca di cui questo nuovo episodio di Final Fantasy vuole farsi latore.
Di sicuro, si tratta di uno degli spettacoli visivi più belli mai visti su Nintendo DS.

Di contro, è doveroso notare come ogni caratteristica concettuale sia già stata assaporata nei profili ludici di produzioni analoghe: partendo dal battle system fino ad arrivare al sistema di Jobs, dagli incontri casuali alla gestione dei menu, dai negozi alle locande, tutto si presenta esattamente come sarebbe stato scritto in un “manuale del classico RPG”, non lasciando alcuno spazio all’innovazione, alla sperimentazione o all’originalità.
Non che sia per forza un male, intendiamoci, soprattutto per chi fa dei canovacci ruolistici il proprio pane quotidiano.

Final Fantasy: the Four Heroes of Light La nostra prova con The 4 Heroes of Light ci ha convinti. Il gioco, da quello che abbiamo potuto vedere, appare come un contenitore delle più comuni ed ovvie caratteristiche dei jRPG: ci troverete i classici fiumi di dialoghi, i personaggi un po’ stereotipati, le città colme di NPC, le battaglie casuali, sempre a turni, i menu da organizzare, gli HP, gli MP, le classi... Insomma, niente a cui non siamo già abituati già da tempo. Non basti questo, però, per ritenere il nuovo Final Fantasy immeritevole di attenzione: complice un lato grafico ad altissimi livelli, l’ultimo lavoro di Square-Enix sembra capace di portare sugli schermi dei nostri Nintendo DS una di quelle storie epiche e fiabesche, che nonostante non conosca particolari picchi di originalità potrà comunque regalare innumerevoli ore di sano divertimento digitale.

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