Hands on Firefall

Messe le mani sull'MMO-Shooter di Red 5 Studios

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Al Penny Arcade Expo di Seattle del 2010 Red 5 Studios presentò Firefall, in quell'occasione lo scetticismo verso la piccola softco californiana ebbe la meglio sulla sorpresa dell'inaspettato annuncio. Mark Kern, ex team lead di World of Warcraft, Scott Youngblood, game designer della serie Tribes, e James Macauley, ideatore della dashboard di Xboxlive, non esibirono garanzie sufficienti sul progetto che stavano sviluppando. Tutto sommato si trattava dell'ennesimo MMO, per di più free to play ed apparentemente di basso profilo, che si sarebbe infranto contro le dure leggi di mercato. Fortunatamente Red 5 Studios continuò lo sviluppo di Firefall senza modificare di una virgola i contenuti promessi in origine, con risultati così buoni da suscitare l'interesse del colosso asiatico The9 Limited (gestore dell'online gaming su territorio cinese). Ad un paio di mesi dal lancio noi di Everyeye.it ne abbiamo testato le potenzialità, e siamo pronti a descrivervi quanto visto.

The Chosen

Sebbene Orson Scott Card, famoso scrittore di fantascienza noto per “Il ciclo di Ender”, abbia partecipato alla stesura della storyline, quanto finora visto in Firefall non si distingue certo per originalità. Va però sottolineato come il background storico sia stato curato nei dettagli, così come il successivo svilupparsi degli eventi che acquista spessore di quest in quest. L'azione catapulta il giocatore in un presente fissato in avanti di duecento anni, in un futuro incerto per il pianeta Terra con gli esseri umani impegnati a sopravvivere nel conflitto contro la razza aliena dei Chosen. Questi esseri aracnoidi sono giunti da chissà dove perché interessati al Crystite: un minerale in grado di produrre energia pulita e molto potente. L'impronta dello scrittore statunitense -già percepibile- diventa evidente quando, dopo il rituale passaggio attraverso un character editor affatto innovativo, si prende parte all'azione partendo da Copacabana, fulcro degli eventi pve e delle poche quest per ora disponibili. Da membri di un piccolo team di mercenari si dovrà tentare il tutto per tutto per fermare la devastante avanzata dei Chosen, ovviamente avendo a disposizione armamenti distruttivi e all'avanguardia.

L'azione è strutturata come un'interessante fusione tra il lore classico di ogni mmorpg e l'anima dinamica e più veloce degli action shooter, con la possibilità di impostare il gioco sulla visuale first o third person. Il gameplay che ne deriva è dinamico e divertente, la prospettiva di poter gruppare uno o più compagni di gioco e lanciarsi nell'abbattimento di alieni grossi e cattivi è a dir poco esaltante. Una volta scesi in campo gli unici momenti piatti sono dovuti dalla necessaria gestione del proprio personaggio nei rispettivi insediamenti umani. Nella fattispecie è fondamentale la scelta della classe che si vuole giocare perché, dall'una all'altra, cambia radicalmente l'approccio all'azione. Senza dimenticare che in ogni momento sarà possibile cambiarla con una delle cinque disponibili, così da aumentare notevolmente lo spessore di gioco. Ognuna di esse è legata all'esoscheletro meccanico -chiamato Battleframe-indossato dal personaggio, quindi modificherà vistosamente non solo l'equipaggiamento a disposizione ma pure l'estetica del personaggio, nonché il ruolo e la capacità di fuoco. Dunque alternarsi tra Medic, Assault, Dreadnaught, Engineer e Recon, sarà fondamentale per la sopravvivenza del gruppo, soprattutto considerando che nel pvp i ruoli sono del tutto simili a quelli visti in Battlefield, per poi avvicinarsi alla concezione più classica di qualsiasi mmorpg nel pve (con il Dreadnaught tank ed il Medic healer, tanto per fare un esempio).

Crystite and Rocket booster

Sembra un paradosso ma nella closed beta il comparto pvp funziona meglio di quello pve. In questo momento il player versus environment soffre a causa di lag, di fatto risulta spesso impossibile portare avanti un progress già di per se limitato -essendo appunto una beta- in poche decine di quest, peraltro tutte concentrate nel raccogliere e sottrarre il Crystite alle forze aliene. Nel pvp invece le cose vanno sensibilmente meglio: le quattro mappe a disposizione -Moisture farm, Sunken harbor, Orbital Comm Tower e Blackwater- offrono per ora soltanto il classico Deathmatch e Sabotage (dove attaccanti e difensori si contendono le risorse in campo). Tuttavia l'indovinato level design dei battleground permette una varietà invidiabile di situazioni, con strutture che si prestano a dovere alla presenza dei propulsori di cui sono dotati i Battleframe, quindi studiate per lo scontro a terra quanto in aria. Questi propulsori, dovuti probabilmente dalla partecipazione in Firefall di Youngblood, aggiungono una componente verticale all'azione piuttosto forte, per niente fuori luogo e decisamente indovinata (feature invece limitata alla componente esplorativa nel pve).

Il comparto tecnico è di tutto rispetto e si allontana dallo standard qualitativo carente che di norma si vede nei free to play. Realizzato in cel-shading si avvicina molto a quanto visto in Borderlands, tanto che è praticamente impossibile non rievocare gli scenari creati da Gearbox. Al pari della softco texana anche Red 5 Studios ha dato grande importanza alla progettazione degli armamenti, già dai primi minuti di gioco è evidente come questi soddisferanno qualsiasi aspettativa futura da parte del giocatore. Difatti ogni classe avrà a disposizione un'arma primaria personalizzata (dal gatling del Dreadnaught al fucile da cecchino del Recon) un'arma secondaria ed alcune abilità speciali (come il devastante colpo a terra dell'Assault, o la barriera protettiva del Dreadnaught). Per adesso l'unica nota negativa di uno sviluppo tecnico complessivamente valido e convincente è il già citato character editor, alquanto povero di contenuti e poco stimolante; scelta probabilmente voluta per dar spazio ai successivi vanity item previsti dal modello freemium dopo il lancio del prodotto.

Firefall Le aspettative intorno a Firefall sono decisamente orientate verso un prodotto di grossa levatura, quindi ben al di sopra di quanto ci si aspetta di norma dal settore free to play. Inoltre Mark Learn ha dimostrato grande considerazione verso le opinioni dei giocatori, elaborando di volta in volta soluzioni pratiche alle critiche ed ai suggerimenti ottenuti dalla fan-base. Questo modo di sviluppare sta generando intorno al progetto di Red 5 Studios un'ondata di attenzione che in pochi possono vantare. Il rischio è che, una volta completato, Firefall non riesca a mantenere le premesse finora viste. Tuttavia la cura posta nel design, ricco di citazioni e dettagliato, ed il gameplay coinvolgente, che non ci ha mai annoiato nonostante le diverse ore di gioco, fanno ben sperare. Sarà interessante vedere come la softco californiana affronterà l'annoso problema del leveling, se le quest proposte sapranno offrire qualcosa di innovativo dal classico binomio “kill and gathering”.

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