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Speciale Forza Horizon

Uno sguardo approfondito alla demo Xbox Live

speciale Forza Horizon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Forza Horizon è un capitolo assolutamente atipico per la serie Forza Motorsport, e il percorso di avvicinamento all'uscita, fissata per fine Ottobre, non ha mai dato l'opportunità di saggiare completamente le qualità della nuova produzione di Playground Games, in partnership con Turn 10, storico team che ha dato i natali all'intera saga.
La pubblicazione di una demo, quindi, è giunta quasi inaspettata, offrendo l'opportunità di provare finalmente con mano la bontà del gioco nelle sue tante sfaccettature, rappresentate dalla guida in strada, su sterrato e dalla moltitudine di eventi offerti dal festival che compare nel titolo.
Non ci siamo quindi lasciati scappare l'occasione di giocare alla demo nella maniera più approfondita possibile, con un occhio molto critico e soprattutto con metodo, testando il modello di guida con tutte le periferiche supportate, quelle cioè che vanno a comporre l'offerta presente attualmente sul mercato: il classico controller di Xbox 360, la Microsoft Speed Wheel e un volante vero e proprio, dotato di cambio e pedaliera.

Un Forza inedito

L'ultima fatica di Playground Games prende nettamente le distanze dalla serie Forza Motorsport regolare, e il diverso approccio si nota subito, sin dai primi attimi di gioco, durante i quali si verrà catapultati in un soleggiato mattino sulle colline del Colorado, mentre ci si avvicina al primo della moltitudine di eventi che comporranno l'intera nostra esperienza al festival Horizon.
La costante presenza della radio, decisamente invasiva, i bonus per le acrobazie e legati alla distruzione degli elementi dello scenario quali cartelli e staccionate, la segnalazione che compare al termine della prima gara, che sottolinea il fatto che abbiamo percorso solamente una delle oltre duecento strade disponibili, sono tutti fattori che concorrono nel formare un'idea ben precisa nella mente del giocatore: molte delle convinzioni su cosa è Forza Motorsport vanno lasciate alle spalle.
Correre tra i canyon del Colorado è ben diverso rispetto a gareggiare sulle salite di Laguna Seca, così come scorrazzare liberamente nell'ampia mappa non ha nulla a che vedere con la rigida struttura presente in Forza Motorsport 4, basata su anni consecutivi della propria carriera di pilota.

Ciò che dalla serie regolare torna è il modello di guida, necessariamente alleggerito e semplificato per venire incontro ad un'utenza in parte differente, e per potersi adattare alla presenza di chilometri e chilometri di sterrato. Simile è anche lo stile dell'interfaccia grafica, benché questa sia più pacchiana e con tinte che virano spesso verso il rosa e il viola. Infine le somiglianze si estendono al motore grafico, il quale è stato rivisto, spostando ancora più in là la lancetta della qualità delle ricostruzioni poligonali delle vetture, allontanando a dismisura l'orizzonte visivo ma pagando il prezzo più classico nell'eterno dualismo dell'ottimizzazione del software: il calo del frame rate dai sessanta ai trenta fotogrammi al secondo.

Visivamente impressionante

Il dimezzamento del frame rate si nota sin dal primo istante: la fluidità di Forza Motorsport 4 è solo un ricordo, ma Horizon è comunque molto stabile nel portare i sui trenta frame al secondo su schermo, con un altissimo numero di effetti e con un orizzonte visivo che ha davvero dell'incredibile, come si potrà notare raggiungendo il primo degli eventi speciali, intitolato Mustang Vs. Mustang e già entrato nella storia: una folle corsa in discesa tra una muscle car e un vero e proprio aereo, con una sola regola, rappresentata dall'obbligo di dover necessariamente passare attraverso tutti i checkpoint per poter tagliare regolarmente il traguardo.

I trenta frame al secondo, però, ben si sposano con un modello di guida più permissivo, in grado di garantire il divertimento e il piacere al volante in ogni condizione, senza arrivare a lambire il grado di simulazione offerto da Forza 4, fattore che sicuramente abbasserà la barriera di ingresso per quella fascia di utenza che ha sempre preferito titoli meno impegnativi. Con il serio pericolo, però, di non soddisfare gli appassionati, quella vera e propria tribù che negli anni ha sostenuto le produzioni di Turn 10, fino a elevare il prestigio della serie per poter guardare negli occhi senza vergogna anche sua maestà Gran Turismo.
La presenza umana è un altro taglio netto con il passato: in Forza Horizon i partecipanti al festival sono il vero e proprio cuore pulsante dell'evento e compaiono quindi in gioco sotto forma di pilori, appassionati e semplici curiosi, con una qualità delle animazioni di tutto rispetto. Fattore che negli altri titoli di guida è sempre passato in sordina, come elemento collaterale e non dominante. Qui invece si trovano personalità di spicco, creatori nonché uniche entità in grado di dominare i centinaia di cavalli presenti sotto al cofano della moltitudine di mezzi disponibili.

Tre esperienze diverse

Forza Horizon è forse uno dei titoli più completi per quanto riguarda il supporto alle periferiche di guida, con un'interfaccia che appare finalmente ottimizzata per ogni occasione, compreso il supporto vocale per la configurazione del GPS.
Per provare a fondo il modello di guida, quindi, abbiamo deciso di partire con il pad, il controller che qualsiasi acquirente possiede e che la stragrande maggioranza degli utenti utilizzerà poi a tutti gli effetti per godersi il gioco.
Provenendo da Forza 4 la guida con il pad in Horizon appare decisamente differente: le auto sono più nervose e si ha una sensazione molto diversa per quanto riguarda il contatto delle gomme sulle varie superfici: il modello di guida di Horizon non punirà praticamente mai un pilota per aver messo una ruota sull'erba, come accadeva invece in Forza 4, semplicemente perché i terreni alternativi all'asfalto giocano un ruolo decisamente centrale nell'intera esperienza di gioco, al punto tale che la prima gara vera e propria della demo si svolgerà proprio su sterrato.
E' proprio sui terreni sconnessi, però, che tutti i limiti del pad emergeranno, non riuscendo a trasmettere al giocatore tutte quelle informazioni sensoriali necessarie a coinvolgerlo completamente, spingendo quindi a voler provare a fare il salto di qualità.

Spento il pad e accesa la Speed Wheel, con il gioco che si adeguerà di conseguenza senza dover configurare nulla manualmente, l'esperienza sarà decisamente differente: il maggior raggio di sterzata offerto dal "volantino" senza fili prodotto da Microsoft permette una gestione della sterzata molto più progressiva, esattamente come accade per acceleratore e freno, grazie alla corsa maggiorata dei grilletti analogici.
Si inizierà quindi ad assaporare maggiormente la tenuta in curva dei vari mezzi, con l'opportunità di disabilitare numerosi aiuti in modo da aumentare il grado di simulazione.
Tra le opzioni da modificare c'è sicuramente la segnalazione delle curve: non guidando in pista ogni pilota potrà impostare la traiettoria preferita, imparando a conoscere progressivamente le varie aree che compongono la sezione del Colorado inclusa nella demo, offrendo quindi maggiore libertà nell'interpretazione delle curve, rendendo anche la vita più facile ai neofiti.
In ogni caso tra controllo della trazione, ABS e differenti modalità di cambiata, dall'automatico al manuale con frizione, si potrà trovare la propria configurazione preferita, che andrà anche ad incidere sul livello di difficoltà, permettendo di guadagnare di più per ogni gara vinta.
Proprio sul cambio, però, nascono alcuni dubbi per quanto riguarda la Speed Wheel: i pulsanti frontali si dimostrano davvero molto piccoli e sarà necessario un periodo di allenamento per imparare a gestire al meglio le marce manuali.
Aumentando ancora il tiro si passa al volante, vero e proprio requisito fondamentale per godersi al meglio uno qualsiasi dei capitoli regolari della serie Forza Motorsport.
In quest'ambito Horizon non tradisce le sue radici e bastano pochi chilometri di asfalto per capire che anche questa volta un buon volante è la scelta migliore: il supporto è completo, con il classico pannello nelle opzioni avanzate per gestire un buon numero di parametri, tra i quali la sensibilità, la zona morta e la potenza del Force Feedback.
Proprio quest'ultimo rappresenta nuovamente, come in Forza 3 e soprattutto 4, il vero veicolo delle sensazioni più estreme, che passano dalle mani del pilota fino ad arrivare al suo cervello, in modo che possa in perfetta simbiosi con il proprio veicolo.
In fuoristrada, poi, il Force Feedback diventa rabbioso e in maniera non dissimile a Dirt 3 cerca in ogni modo di dare veramente l'idea del terreno sconnesso, facendo sentire i cavalli di un Mitsubishi Lancer in pieno dopo un salto o mentre cerca di recuperare l'aderenza dopo una curva particolarmente stretta, facendo lavorare al massimo la trazione integrale.
Anche in Horizon, quindi, il volante sembra confermarsi come la scelta migliore, permettendo di utilizzare il cambio manuale con la massima libertà e dando la giusta soddisfazione a chi vorrà affrontare il gioco con un buon grado di simulazione, per un sistema di guida più permissivo rispetto al passato ma sicuramente non banale.

Forza Horizon La demo di Forza Horizon riesce a far sparire alcune delle nubi che si erano addensate sulla produzione di Playground Games e Turn 10, accumulate durante le prove alle fiere di settore o in press tour mai illuminanti. L’area ristretta e le endemiche limitazioni di una demo riescono solo in parte a trasmettere la visione del team, non riuscendo del tutto a dimostrare l’ampiezza dell’area di gioco, uno stato del Colorado ricostruito con grande perizia e che si preannuncia come sconfinato. Horizon, però, si conferma come un vero e proprio esponente della serie Forza, che ha preso una direzione differente anche grazie a scelte coraggiose da parte del team, come il dimezzamento del frame rate in favore di un impatto grafico superiore e la volontà di dare il massimo della libertà ai giocatori, senza necessariamente instradare l’esperienza verso canoni noti, ormai già visti e rivisti. Per avere la conferma finale della bontà del prodotto, quindi, si dovrà aspettare ancora qualche settimana, preparando ognuno la propria periferica di guida preferita, secondo la propria abilità e per dare più o meno spazio alla simulazione.

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