Hands on Game of Thrones

Provato il gioco di ruolo ispirato a Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

hands on Game of Thrones
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Che travagliato lo sviluppo del gioco di ruolo basato sull'immaginario di Game of Thrones! Il modesto team francese Cyanide ha acquisito tre anni fa i diritti delle saga letteraria convinto di poterne trarre un paio di videogiochi per la nicchia di appassionati, mentre ora si ritrova a dover sostenere una pressione inimmaginabile dovuta al successo delle due stagioni della serie televisiva firmata HBO. Tale situazione determina una duplice conseguenza: una esposizione globale senza paragoni per la software house cresciuta a suon di Cycling Manager, ma anche un'impostazione tutt'altro che adatta alla moltitudine dei telespettatori appassionatisi al ciclo de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco tramite il piccolo schermo. Alcune scelte di gameplay e l'impasto grafico suonano a festa per i fan degli RPG vecchia scuola alla Neverwinter Nights, precedenti di una decade alla pomposità di uno Skyrim o al mash-up action di Kingdom of Amalur, ma come reagiranno tutti gli altri a cui giustamente interessa questo tie-in?. Per conoscere la risposta al nostro interrogativo non vi resta che seguirci nel nostro hands-on del gioco di ruolo occidentale in uscita a fine Maggio su Playstation 3, Xbox 360 e PC.

Focus on Focus Interactive

Abbiamo provato nei giorni scorsi l'intera line up 2012 del publisher francese Focus Home Interactive: Game of Thrones è il loro prodotto di punta, ma anche la nuova IP Of Orcs and Men è interessante, così come il simil-Diablo digital delivery Realms of Ancient War. Non c'è solo fantasy: Il Testamento di Sherlock Holmes è la nuova avventura dell'investigatore inglese d'epoca vittoriana.
Aspettatevi quindi ulteriori informazioni nei giorni a venire!

Da un trono all'altro

Il Continente di Westeros nell'anno 298 vede riuniti i Sette Regni sotto un'unica corona. Il dominio del Re Robert Baratheon è, però, ridotto ai soli territori meridionali, in quanto l'imponente Barriera li separa dal gelido Nord ove dimorano esseri barbarici noti come Bruti. Il robusto sovrano risiede nell'esotica metropoli di Approdo del Re, consigliato dall'ambiziosa sposa Cersei della casata dei Lannister e da John Arryn, condottiero che si fregia del titolo di Mano del Re.
La situazione precipita vertiginosamente al momento della morte di quest'ultimo quando il Re chiama a sostituirlo Ned Stark, signore di Grande Inverno, anzichè un Lannister come vorrebbe la moglie. Gli echi della guerra che sfocerà a seguito dell'assassinio di Robert Baratheon per decidere chi siederà sull'iconico Trono di Spade non sembrano interessare a due semplici cavalieri come Mors e Alester, mentre forse avrà un significato per il lettore e potenziale giocatore.
Abbiamo infatti descritto le premesse del primo libro A game of Thrones e l'incipit della serie televisiva: un appassionato non dovrebbe avere avuto difficoltà nel ripercorrere i preludi della guerra tra i pretendenti al trono di Westeros, mentre un neofita forse potrebbe già arrendersi a lasciare il gioco sugli scaffali. Per quanto la trama raccontata in Game of Thrones è parallela agli eventi di libri e serial (sopra raccontati e minimamente spoilerati) in quanto coinvolge personaggi tutt'altro che apparentati coi Lannister o o gli Stark, solo un fan dell'universo scaturito dalla penna di George Martin può apprezzare tutti i richiami, le citazioni, le ricostruzioni architettoniche e le interazioni disseminate dal team di sviluppo nell'arco dei 17 capitoli di cui è composto il titolo.
In ossequio alla struttura dei romanzi, Cyanide ha addirittura tentato di riprodurre i microframmenti narrativi in cui si segue la storia di un singolo personaggio sottoforma di capitoli giocabili focalizzandosi di volta in volta su uno dei due eroi del gioco. Inizieremo a ridosso della Barriera con il Guardiano della Notte Mors e lo scorteremo nei dintorni del Castello Nero contro i Bruti per circa un'ora e mezza, quindi ci impadroniremo del nobile Alester di ritorno al proprio regno una volta appresa la notizia della morte del padre: i due finiranno per non meglio precisati motivi ad unire le forze e seguire il medesimo percorso pur mossi da obiettivi differenti, permettendo anche in missioni di cooperazione in cui alternare i due personaggi (nessun secondo giocatore, sia chiaro!).
Mors è un abile spadaccino che ha deciso di prendere il nero e unirsi alla banda di sbandati che sorveglia i confini settentrionali di Westeros. E' un tipo dai modi spicci e tenebrosi, votato principalmente all'uso della violenza. Non conosce la parola pietà...
All'opposto Alester è il primogenito della casata reale dei Sarwick, il quale ha trascorso gli ultimi quindici anni in esilio volontario; nel mentre è stato introdotto nella congrega dei Preti Rossi, una delle ultime sette in grado di padroneggiare la magia e in particolare l'elemento fuoco. Le sue parole sono più melliflue, ponderate, votate più al gioco di grigi della politica che al bianco e nero della spada. Tra i due non sembrano, però, esserci grosse differenze nel combattimento: non è intenzione degli sviluppatori compensare le abilità guerriere di Mors con le doti magiche di Alester, ma bilanciarli rispettivamente così che ognuno possa proseguire in solitaria.

L'approccio narrativo è la chiave di volta dell'intera produzione: i ragazzi di Cyanide vanno particolarmente fieri del sistema di scelte e conseguenze messo in campo. Tutto parte da dialoghi e linee narrative ben scritte, fedeli ai linguaggi (volgari e nobili) dei personaggi di George R. R. Martin e ricchi di volubili sfumature. Chiunque incontriamo ha qualcosa da dirci, ce lo dice in italiano (avremmo voluto ascoltare le voci nostrane, ma la versione provata era unicamente in inglese) e lo fa senza lesinare sui termini: partecipare a queste conversazioni è fondamentale, poichè anche un sussurro può rivelare un opzione di risposta in più alle domande che ci vengono di volta in volta sottoposte. Il sistema di scelta ricorda non poco quello circolare di Mass Effect e in generale tende a proporre una risposta affermativa (del tipo: "certo, milady"), una negativa ("ma fottiti") e una né carne né pesce. Quanto rispettano la caratterizzazione del personaggio tali risposte? Ma sopratutto quali conseguenze hanno sulla trama raccontata? Gli effetti dovrebbero avere rilievo alcuni nel breve periodo (il suddetto dialogo), nel medio periodo (il capitolo dell'avventura affrontato) e nel lungo periodo (l'intero gioco: finali multipli?), ma per ora possiamo solo aggrapparci alle promesse dello sviluppatore e stringerla forte forte.
Per quanto riguarda gli ambienti esplorati possiamo dire che non troverà realizzazione concreta il sogno bagnato di esplorare in assoluta libertà i Sette Regni, ma un briciolo di essi senz'altro: il nostro hands-on ci ha dapprima introdotti nel Castello Nero nei pressi della Barriera e in seguito nei territori circostanti oltre il confine; un'altra missione si inabissava tra i meandri della fortezza e vicoli annessi della capitale Approdo del Re, mentre dovrebbero esserci altri due castelli di cui uno è Castlewood, la dimora di Alester e del suo casato.

O vinci, o muori

In Game of Thrones c'è anche spazio per la customizzazione e definizione del proprio stile di combattimento. Esso sarà determinato da poche ma significative variabili come ad esempio la scelta delle armi all'interno di un paniere preconfezionato: spada e scudo oppure ascia e tanto coraggio? Ciascuna lotta è impostata come uno scontro tra arma (generalmente spada) e armatura: indispensabile anzitutto conoscere punti di forza e punti di debolezza del nostro equipaggiamento.
Il personaggio controllato è scolpito anche dagli Attributi: forza, agilità, fortuna, resistenza e intelligenza. Manca un che di magico, ma sappiamo che all'epoca degli eventi narrati della gloriosa magia resta soltanto un pallido ricordo. Le Abilità sono il cuore pulsante del battle system del titolo Cyanide: c'è un diagramma ad albero da cui si snodano un paio di percorsi differenti attraverso cui sviluppare una particolare skill. Cosa vi ricorda? The Witcher 2 e mille altri RPG, giusto? In effetti un simile sistema è tutto fuorchè originale e lo stesso discorso vale per il sistema di combattimento: vi è un tasto per l'attacco semplice e un altro per l'attacco potente legato a doppio filo alla stratificazione delle Abilità: a ciascuna di esse, infatti, corrisponde un potere che il giocatore può equipaggiare sospendendo momentaneamente l'azione. In sostanza il gioco entrerà in pausa e si potranno selezionare tre poteri da inserire in altrettanti slot: occhio perchè dovrete fare i conti con una barra che si prosciuga ad ogni uso dell'abilità speciale.
Senza troppi giri di parole questo sistema di combattere non ci ha convinto più di tanto, perchè frammenta l'azione e annichilisce il feeling di potenza e insieme fragilità veicolato dallo scontro tra spade. Non capiamo perchè siamo tenuti ad equipaggiare ogni pochi secondi le abilità, anzichè deciderle precedentemente al combattimento e lasciare che tornino disponibili una volta che l'apposita barra si è ricaricata da sé. Aspettiamo, però, di provare diffusamente tale battle system decisamente vecchia scuola quando metteremo le mani sulla versione completa...
Le missioni di gioco saranno un misto di combattimenti e diplomazia, esplorazione e dialoghi, enigmi e scelte narrative: una missione visionata ambientata a Castlewood (il castello di Alester) richiedeva di infiltrarsi silenziosamente e trarre in salvo la sorella del Prete Rosso ingiustamente estromessa dall'eredità al trono da parte del fratellastro usurpatore. Mors ha al proprio fianco un cane, che è possibile controllare per alcuni tratti attraverso una visuale in prima persona: la sua principale funzionalità risiede nel sentire gli odori di altri animali, di oggetti impregnati di profumo e...persone; grazie a lui siamo in grado di identificare la stanza ove la principessa si trova. Purtroppo il canide non sarà utile nel combattimento: solo un'aggressione alle spalle contro guardie isolate è efficace, laddove un attacco frontale porta senza dubbio ad una lama conficcata nell'irsuto compagno. Nel caso di più nemici o si cerca di agire d'astuzia grazie al possesso di informazioni precedentemente raccolte, oppure - è il nostro caso - ingaggiare uno scontro mortale in cui il giocatore controlla un personaggio e l'IA l'altro.

Il comparto grafico stenta a convincerci. Per quanto negli ultimi mesi HBO Interactive sia intervenuta nel progetto concedendo generosamente (?) musiche, voci e volti dei personaggi, l'impianto rimane in gran parte frutto di suggestioni visive a partire dalla lettura dei libri: ad esempio la sala del trono ad Approdo del Re conserva al centro la ricostruzione del Trono di Spade, ma la foggia architettonica è ben diversa e meno imponente rispetto a quella conosciuta nella serie tv. Insomma, se il network statunitense fosse intervenuto prima forse si sarebbe riuscito a impostare in maniera migliore il comparto grafico che purtroppo non riesce a sfondare né a livello tecnologico né a livello artistico. L'illuminazione è buona e riesce a costruire un'atmosfera di comune decadenza e di imminente fragilità subito dopo fare i conti con animazioni di basso profilo, texture dei volti e del terreno da rivedere, clipping poligonale più esteso del sopportabile e infine un frame rate zoppicante anche sulla soglia dei 30 fps. Il risultato complessivo dovrebbe minimamente compensare con una cura e attenzione ai dettagli delle armature, ai ricami urbani di infime casupole e imponenti castelli e al tessuto sociale/politico dei Sette Regni. Minimamente però...

Game of Thrones Ci siamo: ancora poche settimane e gli appassionati si troveranno fra le mani il primo gioco di ruolo ispirato a Game of Thrones, libro e serie tv. Sviluppato dai francesi di Cyanide il videogioco per PC, Xbox 360 e Playstation 3 è parallelo agli eventi raccontati da George R. R. Martin e dagli sceneggiatori HBO, ma racconta due storie inedite destinate ad intrecciarsi: quella di Mors, ex cavaliere e ora Guardiano della Notte a difesa della Barriera; Alester, nobile Prete Rosso assente da casa da 15 anni e ora costretto a lottare per il trono vacante alla morte del padre. L'avventura dei due si evolverà secondo dialoghi a risposta multipla le cui scelte ponderate dal giocatore produrranno significative conseguenze nell'economia dell'intero gioco; il sistema di contro, invece, è assai debole, legato a concetti vecchi e abusati in ambito ruolistico. Colonna sonora, voci inglesi e volti degli attori della serie tv impreziosiscono la componente artistica, ma non riescono a risollevare un motore grafico davvero poco performante.

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