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Hands on Garden Warfare: Plants vs Zombies

In attesa dell'imminente review, vi raccontiamo l'ultimo incontro con le agguerrite piante di PopCap Games

hands on Garden Warfare: Plants vs Zombies
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Manca poco meno di una settimana al rilascio di Plants vs Zombies: Garden Warfare, sparatutto online di Popcap Games ispirato alla saga ormai multimilionaria di tower defense. Che gli sviluppatori di Seattle fossero molto talentuosi lo sapevamo già, ma passare da un genere strategico ad uno più votato all'azione non è certo un compito semplice. Al fine di fugare ogni dubbio, Electronic Arts ci ha invitato nei suoi studi di Guildford per una prova diretta della versione definitiva del gioco su Xbox One, che, lo ricordiamo, sarà rilasciato anche Xbox 360 il 27 febbraio, e solo successivamente su PC, con data ancora non annunciata. In attesa del nostro verdetto definitivo, che troverete su queste pagine settimana prossima, ecco un parere preliminare sull'eterna battaglia tra Piante e Zombie.

Sparapiselli e mangiacervella

Come ormai ben noto, l'offerta di Plants versus Zombies: Garden Warfare si declina solo ed esclusivamente online, con la proposta di diverse modalità competitive, e una cooperativa, da giocare contro l'intelligenza artificiale. Dal classico deathmatch a squadre si passa quindi ad una rivisitazione in salsa tower defense di una modalità competitiva a punti di controllo, nella quale alle meccaniche da sparatutto in terza persona si affianca un elemento strategico, ed una divisione dei singoli scontri in più "capitoli". Gli sviluppatori hanno lavorato con grande impegno al sistema di classi, naturalmente partendo dalla solida base offerta dagli originali Plants versus Zombies. Dalla parte delle Piante troviamo quindi il Peashooter, classica unità di fanteria in grado di sparare singoli colpi piuttosto potenti, il Chomper, in grado di attaccare solo da vicino e di compiere brevi tragitti sottoterra, il Sunflower, capace di curare i compagni ma discreto anche nell'attacco, e il cactus, che fa le veci del cecchino.

I non morti possono invece contare sul Foot Soldier, fante dotato di arma a raffica, sull'Engineer, fornito di un potente lanciagrante, sullo Scientist, perfetto per gli attacchi ravvicinati grazie al fucile a pompa, e infine sull'All Star, giocatore di football corazzato e dotato di mitragliatrice pesante. Sebbene vi siano delle differenze di fondo, si nota una certa simmetria tra le classi, ma a fare davvero la differenza sono le tre abilità di cui ognuno dei personaggi è dotato. Queste ultime, innanzitutto, non sono disponibili sin da subito, bensì si sbloccano progressivamente solo dopo aver speso qualche tempo con ogni personaggio. Elencarle tutte sarebbe inutilmente noioso, dunque ci limiteremo a sottolineare come il gameplay di Garden Warfare si sia rivelato molto più profondo delle aspettative, proprio grazie alle abilità speciali di ogni personaggio, che tendono a compensarne le debolezze intrinseche, senza però dimenticare il bilanciamento tra le due fazioni.
Mettendo ad esempio a confronto il Chomp e lo Scientist, entrambe classi da danno ravvicinato, scopriamo come il primo abbia a disposizione la possibilità di muoversi sottoterra per portarsi vicino ai nemici e ingoiarli in un sol boccone, soffrendo tuttavia di un successivo rallentamento dei movimenti per qualche secondo. In questo frangente potrebbe tornare utile un'altra delle sue abilità speciali, che permette di colpire i nemici con un getto rallentante, così da concedersi qualche istante per portarsi in salvo.
Lo Scientist, armato invece di fucile a pompa, gode di un teletrasporto perfetto per portarsi alle spalle dei nemici e coglierli di sorpresa. Come tuttavia abbiamo scoperto, il teletrasporto non è poi così facile da utilizzare, dato che fino a quando non se ne saranno assimilate le caratteristiche, sarà difficile prevedere dove si finirà ogni volta che lo si attiva. Questi sono solo due esempi validi per dimostrare come Garden Warfare nasconda una grande profondità soprattutto nel sistema di classi, e nelle abilità di ciascuna.
I primi momenti spesi con un nuovo personaggio saranno molto probabilmente goffi ed impacciati, e, in questo senso, l'idea di sbloccare progressivamente le abilità è ottima per facilitare l'apprendimento. Una volta presa confidenza, tuttavia, cominceranno le sperimentazioni, e proveremo sia a combinare insieme più abilità che a giocare di squadra. Se infatti ogni singolo personaggio rappresenta già di per sé un piccolo mondo da scoprire, dove Garden Warfare trova la sua migliore espressione è proprio nel lavoro di squadra. Anche in questo caso, imparare a coordinarsi con i propri compagni, e soprattutto comprendere come sfruttare le proprie abilità con il giusto equilibrio tra beneficio personale e vantaggi per la propria fazione, è un procedimento progressivo, e fatto di piccole improvvisazioni e scoperte.

Sebbene il gioco difetti di una modalità singolo giocatore, gli sviluppatori hanno lavorato molto bene anche per restituire un continuo senso di crescita e progressione. Completando le partite, infatti, si andrà ad accumulare una valuta di gioco adatta ad acquistare delle "buste di figurine" virtuali, che conterranno varianti delle classi di base, potenziamenti alle armi e personalizzazioni estetiche per i personaggi.
Tutto questo è accompagnato dall'atmosfera scanzonata e cartoonesca che da sempre caratterizza il brand Piante contro Zombie: il che si traduce in un ottimo design ed in una realizzazione grafica che -grazie all'impiego dell'engine Frostbite 3- riesce anche a galvanizzare l'aspetto puramente estetico, con animazioni di qualità e un polygon count più che rispettabile.

Garden Warfare: Plants vs Zombies Le ore spese in compagnia di Plants versus Zombies: Garden Warfare ci hanno pienamente convinto, grazie al gameplay divertente eppure tutt'altro che superficiale, forte anche di un bilanciamento apparentemente solido. Nei prossimi giorni continueremo a testare a fondo l'ultima fatica di Popcap, per giungere al verdetto conclusivo la prossima settimana. Rimane infatti da provate a fondo la qualità delle due principali modalità offerte, e la cooperativa, da giocare contro l'intelligenza artificiale in una sorta di mix tra il tower defense e il survival a ondate. Di certo, questa ulteriore prova ha ulteriormente rafforzato le nostre speranze per un nuovo ottimo lavoro da parte di una delle software house più atipiche e vulcaniche dei nostri tempi.