Hands on Gears of War: Judgment

Due campagne single player per un Gears of War tutto nuovo.

hands on Gears of War: Judgment
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

I Gears. Gli ingranaggi di una macchina da guerra ormai rotta, stremata, privata della forza motrice dopo anni di combattimenti contro le Locuste, alieni sopiti negli abissi della terra che emersero per reclamarla. Il cosiddetto E-day è ricordato come il giorno più funesto della storia dell'uomo: in Gears of War Judgment rivivremo quei momenti di epica disfatta, che precedettero i tre capitoli usciti in esclusiva per Xbox 360. Il brand che ha definito una console e un'intera generazione di titoli, riscrivendo per sempre le regole dei Third Person Shooter, sta per tornare. Questa volta con un setting e una trama che si discosteranno dal percorso principale; almeno fino a quando non giocheremo Aftermath, la seconda campagna singleplayer di Judgment. Ma non sarà così facile ottenerla.

Declassificato

Quattordici anni prima degli eventi del primo Gears of War, le locuste emersero in superficie sconvolgendo il mondo. L'esercito degli umani subì gravi sconfitte e tribunali marziali improvvisati cercarono di stabilire i colpevoli da servire in pasto ai media e agli organismi di governo. Le vicende di una squadra in particolare verranno poi ricordate come centrali nelle cronache future: la squadra Alpha, capitanata dal tenente Damon Baird, protagonista indiscusso di questo prequel. I più attenti si ricorderanno del primo incontro tra Marcus e Baird, in cui quest'ultimo ebbe da ridire in merito alla promozione di Fenix come comandante della squadra Delta. Ebbene in questo nuovo capitolo scopriremo i motivi di quella reazione inconsulta.
Narrata a spezzoni, inglobata in una sovrastoria che racconta del processo subito dalla squadra di Baird per le negligenze commesse all'E-day, la campagna di Gears of War Judgment stuzzica da subito la curiosità di chi è minimamente interessato alle vicende dei Gears. Il setting partiolare infatti ci renderà protagonisti delle testimonianze dei quattro membri della squadra Alpha, interrogata da un severo ufficiale intenzionato a mettere alla gogna i soldati. Ma tutte le testimonianze contengono imprecisioni e dettagli omessi per volontà o distrazione, e starà ai giocatori portare alla luce i fatti per come sono veramente andati. Stiamo parlando della vera novità della campagna in singolo (o, ancor meglio, in cooperativa fino a 4 giocatori), ovvero le cosiddette Declassified Mission.

"La campagna del nuovo Gears of War Judgment presenta ottime novità per chiunque voglia tornare a imbracciare un fucile munito di motosega per fare a fette orde di alieni"

Le missioni a cui siamo abituati da ben sei anni di Gears potranno essere affrontate in due modi: decidendo di raccontare tutta o parte della verità di quel che è successo all'Alpha Team. Incontrando dei grossi murales col logo che tutti conosciamo potremo decidere se confessare o meno, cambiando radicalmente gli scontri del livello in corso e sbloccando alcuni bivi contestuali. Per farvi un esempio, una delle primissime possibilità sarà quella di svelare o meno che l'Alpha Team incontrò già quei Lambent che crearono grossi grattacapi a Marcus e soci nel secondo capitolo. Se accetteremo, gli alieni da massacrare saranno quindi tutti Lambent, aumentando esponenzialmente la difficoltà del livello. Si tratta quindi di accettare una sfida di gioco supplementare, che aumenterà di molto il punteggio della partita se superata. Ogni kill, ogni streak, headshot e gib conteranno infatti per incrementare il totale, fino al massimo consentito per ottenere tutte e tre le stelle del livello, tenendo presente che il punteggio è basato sui risultati della squadra e non del giocatore singolo. Ogni stella ottenuta potrà poi essere letteralmente spesa per sbloccare vari elementi aggiuntivi, sia in single che in multiplayer.

In questo senso la mano dei People Can Fly, co-sviluppatori di questo capitolo insieme ad Epic, si sente. Bulletstorm è piaciuto nella sua pazza corsa al punteggio più elevato, e Gears abbraccia questa filosofia in modo non invadente o lesivo per l'immersione nel distopico mondo alternativo della serie; anzi, lo arricchisce, poiché durante un singolo atto ci porteremo dietro tutte le scelte compiute. Accetteremo di confessare che non avevamo più a disposizione proiettili per il Lancer nella prima Declassified dell'atto? Ebbene per tutto quell'atto il Lancer sarà praticamente inutile, anche una volta completata la Declassified relativa. Il bilanciamento di un simile sistema dovrà essere ben analizzato in sede di recensione, dato che l'intera esperienza single player si basa prorpio su di esso. In ogni caso la trama non cambierà di una virgola, nonostante la scelta di svelare o meno i dettagli. Sono state confermate però cutscene e retroscena aggiuntivi per chi scegliesse di intraprendere la strada più ardua nell'assumersi piena responsabilità durante il processo. Possiamo anche confermare con piacere che queste missioni alternative variano molto l'esperienza, spaziando tra la modifica del tipo di nemici da affrontare, all'introduzione di condizioni estreme per farlo, come  l'assenza di proiettili o le condizioni ambientali del livello. Inoltre è stato introdotto un sistema casuale di spawn dei buchi da cui emergono le locuste, in modo da aumentare ancor più la rigiocabilità del titolo. Il tutto ci è parso molto interessante dopo un terzo capitolo che lasciò qualcuno un po' amareggiato proprio nell'esperienza single player, a causa dell'assenza di novità concrete. Alla prova dei fatti l'introduzione di un punteggio competitivo ci è parsa una scelta pienamente azzeccata e che non lede il procedere classico del brand a cui tutti siamo affezionati. Una trama ben dettagliata e con differenti protagonisti sarà quindi fondamentale per il successo di Gears of War Judgment, ma solo in futuro potremo ragguagliarvi su questo aspetto.
Finora le novità sono decisamente interessanti per i sei atti del prequel....ma se vi dicessimo che ottenendo quaranta stelle sbloccherete una seconda campagna single player ambientata quattordici anni DOPO Gears of War 3?

Dopo la guerra c'è solo altra guerra

Dopo le Declassified Mission, è proprio Aftermath l'annuncio più importante a cui abbiamo assistito nella sede milanese di Microsoft. Pochi sono gli elementi certi, anche se abbiamo avuto modo di testare con mano anche questa novità. La situazione è confusa, ma controlleremo sempre Baird, che affiancherà personaggi più noti svelando i dettagli di quel che è successo alla squadra Delta dop la fine dell'ultimo capitolo. Questa seconda campagna è stata paragonata da Jim Brown -lead level designer di Epic- ad un grosso DLC incluso nel prezzo al day one. Forse non una definizione che ci fa proprio piacere sentire, ma va decisamente apprezzata una scelta simile in questi confusi tempi di download content che suonano più come una privazione che un'aggiunta. In tutto Aftermath aggiungerà circa due ore di gioco aggiuntive, a difficoltà normale. Da notare come proprio la difficoltà sia tarata decisamente verso l'alto a detta degli stessi People Can Fly, che avvisano di procedere con estrema cautela, poiché gli scontri appariranno da subito ardui e le scelte delle Declassified, se intraprese, rischieranno di sommarsi in maniera quasi insormontabile. E in effetti il gioco inizia da subito mettendoci contro Boomer, Lambent e Kantus, sconsigliando di prendere alla leggera questa nuova sfida.

Gears of War: Judgment La campagna del nuovo Gears of War Judgment presenta ottime novità per chiunque voglia tornare a imbracciare un fucile munito di motosega per fare a fette orde di alieni. Le introduzioni delle Declassified e dello spawn casuale offriranno sicuramente nuove sfide, portando una ventata di aria fresca in una serie che ne aveva davvero bisogno. Ci è parso che in questo prequel-sequel Gears stia tornando alle origini, a quando le cutscene erano ridotte all'osso e ogni angolo riservava una novità, un nuovo dettaglio, una nuova sfida che cambiava le carte in tavola. Sembra quasi un prodotto assimilabile a quell'ODST che tanto ci è piaciuto come digressione di un'altra famosa serie targata Micorsoft, in cui nuove meccaniche, una narrazione particolare di un evento noto ma mai esplicitato e un level design sopraffino lo elevarono a nuovo punto di riferimento del mercato console. E' ancora presto per dirlo, ma Gears of War Judgment potrebbe trovarsi proprio su questa strada.

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