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Hands on Ghost Recon Future Soldier

A Colonia prova diretta di Kinect e del Multiplayer

hands on Ghost Recon Future Soldier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

All’E3 di quest’anno Ubisoft aveva finalmente mostrato la prima sequenza giocata di Ghost Recon Future Soldier, seguito dell’acclamato shooter tattico concepito dalla fertile mente di Tom Clancy. L’impronta fortemente strategica che ha fatto la fortuna della serie, nonostante qualche smussatura evidente, è fortemente avvertibile, al di là delle novità che rendono il tutto più semplice ed intuitivo possibile. A questa Gamescom Everyeye ha potuto dare un’occhiata non solo al single player giocato in tempo reale, ma al multiplayer 5vs5, analizzando dal vivo l’utilizzo di Kinect, supportato dal titolo a pieno regime.

Tanta, tanta sabbia

La demo si apre in un paesaggio molto simile a quello già visto a Los Angeles: distese sabbiose a perdita d’occhio, dove -mimetizzati alla perfezione (grazie anche all’utilizzo di una speciale mimetica ottica che rende i nostri protagonisti quasi invisibili, in perfetto stile Metal Gear Solid)- tre “ghost” strisciano verso il loro obiettivo. Quello che colpisce subito è la mobilità dei tre soldati: camminano, si acquattano e saltano con delle animazioni molto più convincenti di quelle a cui siamo stati abituati dal brand. Quasi avessero preso lezioni dal “collega” Ezio Auditore, non tanto per le possibilità di movimento, quanto per la straordinaria fluidità e l’incredibile realismo con cui i protagonisti si spostano. Il sistema di copertura è stato semplificato sulla base del modello di Gears Of War: anche in Future Soldier basta la semplice pressione del tasto A sul pad 360 per prendere posizione contro il muro più vicino. Le possibilità di assalto strategico sono state leggermente rivisitate: è possibile adesso organizzare un attacco multiplo segnalando i bersagli ai compagni (ricordiamo che in ogni missione dovremo gestire altri due compagni, oltre al nostro personaggio). Una volta apparsi i primi nemici sullo sfondo delle dune, armati e pericolosi, è partita l’organizzazione per un’eliminazione veloce e silenziosa. Nessun problema per i tre ghost, quindi, che in pochi secondi hanno sgominato un’intera pattuglia e si sono diretti verso il capannone dismesso. La nuova tuta offre una serie di tecnologie ambientali per operare al 100% anche in condizioni critiche, come in questo caso in una compromettente tempesta di sabbia. Grazie ad un visore termico specifico, i nostri soldati riescono a penetrare nel capannone eliminando i nemici rimasti fuori, resi innocui dalla sabbia che in breve tempo si è alzata impedendo la visuale. Una volta dentro, un enorme aereo cargo appare in procinto di prendere il volo, probabilmente con qualcosa di estremamente importante al suo interno. E’ per questo che ci viene dato l’ordine di abbatterlo non appena accelera verso la pista di decollo. Coordiniamo le tre bocche di fuoco verso il motore sinistro, che dopo qualche secondo esplode, facendo precipitare il cargo verso un punto non troppo distante dalla nostra posizione. Anche in questo caso il sistema di mira appare pressoché invariato rispetto ai precedenti capitoli, con la mira di precisione che si attiva alla pressione dello stick analogico destro: forse non la più comoda delle configurazioni, ma comunque efficace una volta digerita. Sfortunatamente la demo finisce proprio quando il nostro team giunge nei pressi dei rottami precipitati, lasciando intendere un sicuro ulteriore svolgimento del livello di gioco.

Better With Kinect?

La parte della dimostrazione focalizzata sull’utilizzo del Kinect all’interno di Future Soldier era davvero risibile. I programmatori non hanno mostrato nulla più che il menù delle armi selezionabili, che attraverso un comodo gesto del braccio potevano essere smontate in tutte le parti principali, permettendo al giocatore di cambiare qualsiasi componente, dalla canna al tipo di mirino ottico. Oltre alla selezione manuale (nel vero senso del termine), abbiamo ammirato anche quella vocale, in grado di riconoscere alla perfezione e senza nessun intoppo tutti i comandi in lingua inglese impartiti dal tester. Dopo una veloce panoramica è venuto il momento di testare il Kinect su qualche bersaglio: come saprete è impossibile utilizzare Kinect in una vera e propria missione: ci si limita infatti a testare l’arma appena assemblata in uno spazio virtuale fittizio, con tanto di sagome nemiche immobili. Di conseguenza la difficoltà nel mirare, ricaricare e girarsi intorno è ridotta quasi a zero, rendendo l’utilizzo della periferica Microsoft decisamente convincente (al di là del macabro gesto di saluto che si deve compiere per sparare). Peccato però che la periferica di movimento non possa essere utilizzata in azione, a tutto svantaggio del fascino di questa opzione.

Multi-Ghost

Oltre alla classica modalità cooperativa fino a tre giocatori, allo stand Ubisoft abbiamo avuto occasione di provare la modalità competitiva 5vs5. Nello specifico abbiamo testato un team-deadmatch particolare, con alcuni obiettivi strategici che, se completati, influivano in maniera consistente sul punteggio finale. Sfortunatamente i primi riscontri sulla qualità grafica del comparto multigiocatore sono negativi: i modelli poligonali sono molto più semplici rispetto a quelli ammirati nell’avventura, con alcune texture ridotte all’osso. Nonostante la partita scorra senza alcun rallentamento e non si registri un aliasing troppo invadente, l’eccessiva differenza estetica tra il single player e il multi non è giustificabile, nemmeno se si considera la grandezza delle mappe di gioco: essendo molto schematiche infatti bastano poco più di un paio di minuti per muoversi già agevolmente. Future Soldier online però diverte, come ogni titolo della serie. E’ impegnativo, realistico e induce il giocatore ad adottare uno stile di gioco ponderato per sfruttare al meglio di tutte le possibilità. L’effetto del rinculo è evidente, dando la sensazione che si controlli un’arma vera e non un fucile di plastica; questo però potrebbe facilmente infastidire quei giocatori che cercano un divertimento immediato e alla portata di tutti. E’ comunque difficile dare un giudizio certo dopo 2 partite online sulla stessa mappa e con la stessa modalità. Tuttavia, al di là della deriva realistica, da quello che abbiamo potuto testare fino a questo momento al titolo Ubisoft potrebbe mancare carattere. Ci sono pochi elementi distintivi in grado di allontanarlo dalla massa di giochi di guerra online, soprattutto se si pensa a ciò che uscirà sugli scaffali entro la fine dell’anno.

Ghost Recon: Future Soldier E’ tanto tempo che i fan di Ghost Recon aspettano un seguito. Ubisoft ha deciso di accontentarli proponendo Future Soldier, che però almeno per il momento non lascia a bocca aperta. Non fraintendeteci: il gioco c’è ed ha basi solidissime, ma la perdita d’identità è evidente, e confermata anche dalla deriva del multiplayer. Tutto si giocherà sulla profondità strategica dell’avventura single player, che avremo modo di saggiare in futuro.

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