TGS 2013

Hands on God Eater 2

Tornano gli Aragami di Namco-Bandai, in un secondo capitolo conservativo ma sempre interessante

hands on God Eater 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
  • Psp
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nello stand Namco-Bandai del Tokyo Game Show (uno dei più estesi e ricchi di novità), la demo di God Eater 2 veniva presa d'assalto dai numerosi appassionati del brand: probabilmente l'unico che in un modo o nell'altro è riuscito a contrastare lo strapotere di Monster Hunter, ancora quotatissimo in Giappone ma appunto assalito dagli Aragami di Namco. Laddove niente ha potuto il Lord of Arcana di Square-Enix, God Eater è riuscito sicuramente meglio, grazie ad un gameplay molto più rapido e orientato verso l'azione, e ad un art design ispirato.
Mentre anche Soul Sacrifice sembra cavarsela benino (la versione Delta è in arrivo sul portatile Sony), la serie sviluppata da Shift si appresta ad arricchirsi grazie a questo secondo episodio, che raggiungerà il mercato nipponico questo novembre, in versione PsVita e PSP.
Ancora non si sa nulla di una pubblicazione occidentale, ma considerati i precedenti pensiamo che sia molto probabile vedere God Eater 2 sui nostri scaffali entro l'estate del 2014.
In attesa di conferme, vi proponiamo comunque le nostre impressioni.

Di nuovo a caccia

God Eater 2 non stravolge la formula del suo predecessore, ed anzi la recupera integralmente, proponendoci una storyline ambientata 3 anni dopo quella dell'originale ma con le stesse premesse. In un mondo distrutto dall'avvento degli Aragami, immensi bestioni che hanno decimato la popolazione e devastato le città, noi impersoniamo un cacciatore, che sfida le enormi creature grazie ad un'arma speciale, dotata di una propria volontà e connessa biologicamente con il nostro avatar.
L'impalcatura che sorregge la produzione è sempre la stessa: dopo aver creato il proprio personaggio e selezionato l'equipaggiamento, si viene catapultati in un HUB centrale, in cui è possibile gestire i membri del party (anche giocando offline si è comunque supportati da tre compagni gestiti dalla CPU), sviluppare il protagonista e selezionare la missione da intraprendere.

Scesi in campo, le mappe appaiono sostanzialmente delle stesse dimensioni di quelle del primo capitolo, con arene comunque molto ampie anche se un po' spoglie. Da questo punto di vista il quarto capitolo di Monster Hunter sembra aver fatto decisamente meglio, e God Eater 2 si presenta invece come una versione aggiornata del primo capitolo, puntando soprattutto sulle aggiunte quantitative e sull'introduzione di nuove armi e nuovi mostri, invece che sulla rifinitura delle dinamiche di gioco. Gli scenari sono davvero molto simili a quelli del vecchio episodio, tutti abbastanza prevedibili e dalla conformazione del tutto regolare. Anche il colpo d'occhio non raggiunge livelli eccellenti, e sicuramente non impegna l'hardware di PsVita. Del resto non è un mistero che la piattaforma di riferimento per lo sviluppo sia proprio PSP: il publisher non se l'è sentita di puntare tutto su una console che ha una base installata infinitamente inferiore rispetto a quella della precedente, e non possiamo dargli torto. Questo significa che dovremo accontentarci di un comparto tecnico con luci ed ombre: sicuramente ottimo, il lavoro sulle texture non basta a nascondere modelli poligonali abbastanza scarni. Per fortuna la scena si viene arricchita da effetti speciali ben realizzati ed un filtro anti-aliasing che non compromette la fluidità. Resta inteso che Soul Sacrifice e la sua imminente versione Delta sono decisamente più solidi dal punto di vista grafico e tecnico.
Appena si comincia lo scontro con gli Aragami, comunque, God Eater 2 torna a conquistarci. Il gameplay è sempre rapidissimo e frenetico, i fendenti di spada si susseguono rapidamente, componendo combo molto spettacolari ed articolate. Schivate, affondi in scatto, persino un po' d'attenzione per il gioco aereo: God Eater 2 è un action indiavolato, lontanissimo dalle tempistiche d'attacco più riflessive della saga Capcom.
Chi ha giocato al primo episodio sa poi che il titolo Namco-Bandai riesce a mescolare senza soluzione di continuità sia gli scontri corpo a corpo che quelli a distanza, dal momento che il God Arc (l'arma che viene “saldata” al vostro braccio all'inizio dell'avventura) può trasformarsi in un enorme cannone. Premendo uno dei dorsali si passa quindi a bersagliare gli Aragami con i vari proiettili che abbiamo costruito, ciascuno con un effetto particolare.
La demo del TGS ci ha permesso di provare, inoltre, una delle nuove forme del God Arc inserite in questo secondo episodio: nel nostro caso, si trattava di una lancia micidiale. Proprio come nel concorrente Monster Hunter, la lancia si rivela un'arma dalle dinamiche interessantissime: permette infatti di punzecchiare le bestie con affondi rapidi e precisi, ma anche di gestire al meglio le distanze, con passi evasivi e affondi in allungo.
Il combattimento contro un gigantesco bestione dalle zampe retrattili ci ha tenuto parecchio impegnati. Oltre ad una serie di attacchi tutto sommato regolare (cariche a testa bassa e spanciate), l'Aragami usava le gambe come una sorta di molla, per schizzare da una parte all'altra dell'arena. L'intelligenza artificiale dei compagni si è rivelata abbastanza deludente in questi casi, costringendoci a sacrificare parte dei punti vista per resuscitarli qualche volta di troppo, ricorrendo poi agli oggetti curativi per non incappare in un game over anticipato. A tal proposito, l'interfaccia resta la stessa di sempre, forse un po' macchinosa, con la necessità di premere il tasto select per raggiungere la barra di selezione degli oggetti.

Ottima invece la possibilità di gestire liberamente la telecamera, grazie all'introduzione del secondo stick analogico. Uno dei più grandi difetti del primo God Eater è stato finalmente risolto, e la gestione libera dell'inquadratura si sposa sicuramente meglio coi ritmi intensi dell'azione.
La conclusione della battaglia ha messo fine alla nostra prova, che purtroppo non ci ha permesso (anche a causa della barriera linguistica) di capire meglio il sistema delle Blood Arts: si tratta di abilità speciali legate direttamente al personaggio, che possono essere acquistate e potenziate grazie ad una serie di missioni secondarie inserite appositamente. Per valutare la qualità di questo aspetto, ma anche la quantità di missioni, mostri e side-quest dovremo ovviamente attendere la versione finale, si spera diretta presto sul mercato occidentale.

God Eater 2 God Eater 2 si conferma uno dei più interessanti “cloni di Monster Hunter”, rivendicando una sua unicità grazie ai ritmi intensi del gameplay, che abbraccia gli insegnamenti degli action game più frenetici. Questo secondo capitolo non stravolge l'interessante formula di gioco, accettando il rischio di apparire meno fresco. Su PsVita, l'esperienza complessiva è solida, anche grazie alla presenza del secondo stick che permette di controllare liberamente la telecamera, seguendo con attenzione l'azione di gioco. C'è da dire però che lo sviluppo parallelo su PSP ha tarpato le ali al titolo, sia da un punto di vista meramente visivo, che per quanto riguarda dimensioni e densità delle arene. Un seguito quindi regolare, per cementare la passione dei vecchi fan.

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