E3 2010

Hands on God of War: Ghost of Sparta

Il dio della guerra si prepara a sconvolgere ancora una volta la PSP

hands on God of War: Ghost of Sparta
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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Il Dio della Guerra si rimpicciolisce nuovamente

Servono forse presentazioni per il Dio della Guerra di Sony? Serve forse ricordare come il primo episodio, pur non rivoluzionando il mondo degli action in terza persona nel gameplay, tirando in ballo il fascinoso mondo mitologico dell’Antica Grecia seppe stregare milioni di videogiocatori in tutto il mondo? Il carisma di Kratos è tale che nel giro di pochi episodi ha saputo conquistare, è proprio il caso di dirlo, l’Olimpo delle mascotte videoludiche.
Dopo l’esordio su PSP con Chains Of Olympus e il recentissimo terzo episodio su PS3, i Ready At Dawn, capitanati dall’italiano Andrea Pessino, tornano a sporcarsi le mani nel sangue sparso dall’ira di Kratos in questo secondo episodio dedicato al portatile Sony. Ghost Of Sparta era presente all’E3 di quest’anno sotto forma di una corposa demo, grazie alla quale abbiamo potuto farci un’idea del gioco che sarà.

Nuovo episodio, nuova carneficina

Come i precedenti God Of War, Ghost Of Sparta vi farà vestire i panni di Kratos, indomabile guerriero spartano, riuscito persino a sconfiggere Ares diventando così un dio. In questo capitolo dell’epopea, che manterrà intatto il gameplay fondamentalmente legato al genere dei picchiaduro a scorrimento in 3D, verrà fatta luce sugli avvenimenti intercorsi tra il primo e il secondo capitolo della saga. Ciò significa che verremo a conoscenza di ciò che accade tra la conquista dell’Olimpo da parte di Kratos e la sua successiva esclusione per mano di Zeus. Non solo, ma la narrazione intersecherà anche le vicende legate alla mitica città di Atlantide. Per quanto si sappia ancora pochissimo della trama, la quale sicuramente ci riserberà qualche colpo di scena, possiamo fin da ora confermare la famosa città andata perduta come scenario del primo livello dell’avventura.
A bordo di una nave arenata sulla spiaggia di Atlantide infatti, abbiamo appreso le basi del gameplay tramite un tutorial ottimamente inserito nel gameflow e generoso di consigli solo nel reale momento del bisogno. Il set di comandi è perlopiù rimasto invariato con un tasto adibito al salto, due per gli attacchi, uno per la parata o schivata e uno per la presa sull’avversario. Tra una combo e l’altra insomma, l’unica vera novità mostrata in termini di mosse, era rappresentata dalla Hyperion Charge, tecnica che vede Kratos afferrare un nemico per scaraventarlo contro i suoi malcapitati colleghi o, al contrario, semplicemente per scagliarlo violentemente contro il terreno e riempirlo gli pugni.
Queste prime fasi di gioco, sempre ambientate a bordo del un vascello alla deriva, sono state esplicative circa l’immutato feeling della produzione. Ancora una volta ci troviamo di fronte a un gioco violento, capace di veicolare con estrema efficacia la fisicità dei colpi inferti dalle spade di Kratos. Inoltre l’apparente semplicità del setting dei controlli, da vita in realtà a un picchiaduro molto tattico dove spesso una buona parata è l’unico modo per penetrare le difese nemiche o dove una schivata con il giusto tempismo è di vitale importanza per salvarsi da un potente attacco. Naturalmente però, l’obbiettivo principale resta quello: inanellare combo non solo per aumentare più velocemente l’esperienza di Kratos, necessaria per sbloccare anche questa volta nuove abilità e poteri, ma anche per sbarazzarsi più velocemente di qualsiasi cosa si muova. Nonostante una certa difficoltà di fondo anche nei più normali scontri, la frenesia con cui ci si può sbarazzare delle orde di mostri regala sempre quell’immutato piacere di sentirsi realmente un guerriero spartano invincibile.
Naturalmente il discorso è completamente cambiato una volta che ci siamo trovati di fronte Scilla. Per chi mastica un minimo di mitologia greca, la suddetta creatura altro non è se un temibile mostro marino che seminerebbe il panico nello Stretto di Messina. Cambiato nell’aspetto rispetto all’iconografia classica e spostato di peso fino al porto di Atlantide, il mostro ha praticamente riempito lo schermo della PSP rendendo minuscole, a confronto, le dimensioni di Kratos. E’ stato uno scontro impegnativo dove ci siamo dovuti preoccupare di schivare i giganteschi tentacoli di Scilla, di liberarci di piccoli insetti occorsi in aiuto del nemico e di colpire il muso della bestia quando sufficientemente vicino.
Battuto il boss, non senza qualche maledizione e persino un game over, ci siamo insinuati nel cuore della città. Oltre ai classici minotauri e demoniaci soldati assortiti questa sezione è stata doppiamente rivelatrice. Da una parte si sono riconfermate le sezioni che tendono debolmente al platform o più in generale al gioco d’azione, con burroni da saltare e muri da scalare. Dall’altra siamo entrati in possesso del primo potere magico di Ghost Of Sparta. Raccogliendo l’Occhio Di Atlantide infatti, il nostro era capace di rilasciare per un breve periodo un potete e ampio raggio d’energia con cui carbonizzare qualsiasi oppositore. Naturalmente il suo utilizzo era vincolato a una barra di magia che sarà possibile riempire solo raccogliendo i globi azzurri.

La bellezza della perduta Atlantide

Poco prima che la demo terminasse abbiamo anche avuto modo di provare un set di armi alternativo alla coppia di spade di Atena. Armati di lancia e scudo, come un perfetto oplita spartano, abbiamo potuto saggiarne la maggior lentezza rispetto alle armi standard di Kratos, ma una potenza difensiva e offensiva indubbiamente maggiore.
Ghost Of Sparta, almeno stando alle parole degli sviluppatori, dovrebbe contenere un numero doppio di boss rispetto al Chains Of Olympus. Ciò significa che in generale l’avventura dovrebbe durare anche molto di più rispetto al capitolo precedente.
Abbandonando il territorio delle ipotesi tuttavia, abbiamo due solide certezze dalla demo provata all’E3. La prima è che tutto sommato il gameplay è rimasto, fortunatamente, invariato. La seconda è che graficamente Ghost Of Sparta promette di essere uno dei prodotti più impressionanti pubblicati su PSP. Il modello poligonale di Kratos ha ricevuto un pesante up-grade rispetto al capitolo precedente, mentre gli ambienti, se possibile, sono ancor più ampi e dettagliati. Ottime anche le animazioni dei nemici e la qualità generale delle texture. Dal punto di vista sonoro è ancora troppo presto per sbilanciarsi, ma quanto ascoltato nel corso del primo livello ci fa ben sperare che verrà riposta, anche in questo aspetto, la medesima cura che in passato.

God of War: Ghost of Sparta La demo di prova all’E3 ci fa sperare che nemmeno questa volta Kratos metterà un piede in fallo. Pur non introducendo chissà quali novità, Ghost Of Sparta ci ha divertito e impegnato esattamente quanto gli episodi passati della saga. Se a questo va poi ad aggiungersi un comparto grafico ancor più spettacolare e una trama che farà luce su uno dei periodi più misteriosi della vita di Kratos, capite da soli quanto questo gioco deve stare in cima nella lista dei most wanted dei possessori di una PSP e non solo. Il titolo è previsto per la fine del 2010 o l’inizio del prossimo anno. In ogni caso preparatevi: l’ira di Kratos si abbatterà presto nuovamente su questa Terra.

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