Hands on Godus

Gli inglesi di 22cans, alla ricerca della verità videoludica.

hands on Godus
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il god game non è certamente estinto, ma è pur sempre un genere che ha conosciuto tempi migliori: nonostante gli sviluppatori del mondo videoludico si siano spostati su generi più canonici e per certi versi commerciali - dalle etichette maggiori così come le software house indipendenti - guardando agli ultimi anni scorgiamo qualche interessante esempio appartenente ad un genere vecchio quanto il videogioco stesso. Pensiamo a From Dust (Ubisoft), nel quale dobbiamo manipolare gli elementi dell'ambiente naturale per portare in salvo gli abitanti indigeni che popolano i numerosi livelli, oppure a Spore (Maxis) - erede spirituale dei vecchi capolavori di Will Wright - nel quale dobbiamo creare un'intera civiltà, dall'organismo monocellulare fino alla conquista dello spazio; ma come non citare Black & White, probabilmente il più importante successo di tutti i tempi per il genere, assieme a Popolous di Peter Molyneux. Il genere non è prerogativa del PC, perché numerosi sono gli esempi di god game su console, ma in questo caso siamo di fronte ad un gameplay che si adatta certamente di più all'approccio classico mouse & keyboard, proprio per via di un gioco che non lascia molto spazio all'uso delle levette analogiche. 22cans, piccolo studio di sviluppo con base in Inghilterra, assurge a ruolo di dività digitale e ci trasporta in un mondo virtuale da dirigere e orchestrare chiamato Godus.

IL POTERE DI UNA DIVINITÀ

La nuova genesi del god game: con questa frase il dev team di Guildford introduce al pubblico la sua nuova IP, Godus. Le basi sono le stesse che abbiamo nei classici del genere: visuale a volo d'uccello e una serie di strumenti atti a controllare e manipolare la situazione sul mondo di gioco come solo un Dio dall'alto dei cieli. L'interazione è per lo più limitata alla geografia e al terreno, anche se pian piano acquisiremo strumenti e facoltà per agire anche sui singoli edifici della comunità o sulle persone. Per permettere ai primi uomini di costruire un primo insediamento dobbiamo mettere a livello il terreno ed abbattere eventuali alberi o rocce, così da fare spazio per le abitazioni e le rudimentali case in pietra. Il terraforming è in realtà il fulcro e l'essenza del gioco (un po' una prerogativa del genere), un approccio che sarà la costante di qualsiasi partita a Godus. Il primo insediamento avviene su di una piccola isola poco distante dalla costa: eccoci quindi impegnati a modificare il terreno così da unire l'isola alla terraferma e permettere quindi alla popolazione di estendere ed espandere ulteriormente i propri confini.

"Il terraforming è in realtà il fulcro e l'essenza del gioco, un approccio che sarà la costante di qualsiasi partita a Godus."

Proseguendo nella partita il terreno di gioco si inasprisce e diventa più difficile modificarlo ai propri scopi e quindi a edificare come si vorrebbe: ci si trova così costretti a far allontanare i coloni in piccoli gruppi e a costruire in piccoli agglomerati, esponendo a rischi e intemperie i fedeli. Inoltre diventerà sempre più complesso per noi tenere sotto controllo i numerosi centri urbani, motivo per il quale è consigliabile edificare a nuclei concentrati onde evitare un gioco eccessivamente dispersivo e complicato.
L'esplorazione e l'espansione territoriale sono alla base del gioco. Per proseguire rapidamente dobbiamo "catturare" i totem e i templi dislocati sulla mappa, mentre intervenendo con gli strumenti di terraforming troviamo piccoli scrigli e bauli sepolti, nei quali sono presenti materie prime e risorse primarie. L'interfaccia è semplice ed intuitiva: in alto a sinistra c'è il counter della popolazione, che indica il numero di fedeli al nostro seguito e l'obiettivo da raggiungere per passare allo step successivo; in basso invece troviamo l'indicatore del Faith Power (o Cast), ovvero l'elemento che ci permette di interagire e modificare l'ambiente di gioco: se ci comporteremo da buone divinità, ne avremo sempre in abbondanza. A sinistra un menù a scomparsa ci elenca tutti i poteri divini disponibili e relativo cast cost. L'input è solo mouse & keyboard, con il WASD per spostare la telecamera sulla mappa, il mouse tipicamente punta e clicca "drag'n'drop", mentre la rotellina ci permette di avvicinare e allontanare la visuale sullo scenario. Ma la vera peculiarità del titolo di 22cans non è l'interazione con l'ambiente ludico in sé, quando il card system che si affianca al normale e tradizionale gameplay.

"Ma la vera peculiarità del titolo di 22cans non è l'interazione con l'ambiente ludico in sé, quando il card system che si affianca al normale e tradizionale gameplay."

Molti elementi di gioco infatti, come i poteri del Dio che incarniamo e i traguardi raggiunti dai nostri fedeli, sono riassunti in carte del tutto simili a quelle di un normale trading card game, tutte raccolte per nostra comodità in un raccoglitore virtuale, accessibile con il semplice click del mouse. Al momento sono presenti 88 diverse carte, utili a portare la popolazione dall'età della pietra alla bronze age. Le god card sintetizzano i poteri che possiamo utilizzare in qualità di divinità, per plasmare il mondo di gioco a nostra utilità e piacimento. Le society e le science card sono quelle che invece permettono di portare progresso sociale e scientifico ai nostri popolani, per avere case più grandi e città più sicure, un sistema stradale e le tecnologie per la lavorazione delle materie prime. Infine abbiamo le resource card, ognuna delle quali simboleggia una risorsa o una materia prima, da utilizzare per sbloccare nuove tecnologie e progressi scientifici. Alcune carte sono uniche, come quelle dei poteri divini, mentre altre si ottengono doppie, triple o in quantità maggiore, come quelle relative all'espansione del territorio o le risorse stesse.

TRACCE DI VITA

In aggiunta al gioco in single player, 22cans ha ben pensato di corroborare con delle modalità multiplayer legate a doppio filo alla normale partita in solitario. L'accesso anticipato non ci permette il testa a testa con gli altri giocatori di Steam, bensì vede integrato una sorta di "emulatore" provvisto d'intelligenza artificiale, che ci permette di saggiare quanto sarà disponibile nella versione completa del gioco. Partecipando e portando a termine con successo le sfide, saremo in grado di portare a casa qualche carte risorsa, dando così un bel boost alla nostra partita e alla civiltà che ci idolatra. In un sistema piramidale, dovremo portare a termine sfide sempre più difficili e complesse per dei bonus progressivamente più ricchi e interessanti.
La grafica è semplice e minimale, ma noi preferiamo considerarla funzionale ad un gioco che non necessita certo di un comparto tecnico particolarmente virtuoso per raccontarsi e per divertire. Le textures sono appena accennate, mentre la palette cromatica è ridotta ai minimi termini, eccezionale grazie ad una serie di colori pastello in grado di rendere il tutto molto vivace e festoso. Per incorniciare il tutto, sarebbe sufficiente un filtro anti-aliasing in grado di smussare le scalettature (fin troppo accentuate dei numerosi elementi poligonali a schermo), una mancanza che speriamo possa essere sistemata con una della prossime patch o nella versione completa del gioco. Campionature audio essenziali, mentre fa capolino una colonna sonora composta più da jingle che da vere e proprie tracce audio.

Godus Nonostante l'eccezionale bontà del lavoro ad opera di 22cans, Godus risulta un gioco difficile da inquadrare, specialmente per via di uno sviluppo ancora lontano dal completamento (ricordiamo infatti che mancano più di metà dei contenuti). In qualità di sandbox game, uno dei maggiori problemi dell'attuale versione è che pare avere poche variabili di gioco e una certa ripetitività degli eventi in-game. Un titolo di questo tipo necessiterebbe innanzi tutto un sistema di generazione casuale delle mappe, invece l'accesso anticipato ha messo in mostra un solo ed unico contesto di gioco, uguale ad ogni nuovo avvio della partita. Perplessità a parte, il team di 22cans offre un titolo dagli spunti decisamente originali, che unito alla componente online e alle sfide in multiplayer potrà forse riportare una ventata d'aria fresca ad un genere malauguratamente bistrattato. Noi continueremo a giocarci, quindi restate sintonizzati per ulteriori informazioni.

Quanto attendi: Godus

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 23
52%
nd