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Proviamo il nuovo gioco degli autori di Castle Crashers!

E3 2010

Hands on Golden Sun: Dark Dawn

Provata una demo sullo Showfloor dell'E3

hands on Golden Sun: Dark Dawn
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS

E’ innegabile che l’E3 portatile di Nintendo sia stato governato quasi interamente dal 3DS, che con le nuove caratteristiche ha saputo mettere un po’ in ombra i prodotti dedicati all’illustre predecessore, quelli che del 3D non sanno proprio che farsene. E’ il caso, ad esempio, del nuovo episodio di Golden Sun, presente in forma giocabile sullo showfloor, che la redazione di Everyeye ha ovviamente provato per voi.
Vediamo le impressioni derivate dalla prova con mano del nuovo titolo Camelot, che fa la sua apparizione su Nintendo DS dopo qualche anno di fermo.

Alba Scura?

Golden Sun è un brand che, almeno fino all’annuncio dell’anno scorso, era morto sullo schermo del GameBoy Advance. Dark Dawn rappresenta il terzo capitolo della serie, che oggi può sfruttare al massimo le caratteristiche peculiari di Nintendo DS, come abbiamo potuto constatare durante la prova con mano effettuata sul grande showfloor Nintendo.
Parliamoci chiaro, prima di tutto: Golden Sun presenta esattamente ciò che tutti potrebbero aspettarsi da un RPG canonico, non mostrando elementi di gameplay davvero rivoluzionari che lo possano attribuire a qualche altro genere o sottogenere. Ma questo, probabilmente, è chiaro a tutti fin dall’uscita del primo capitolo sulla precedente console portatile di Nintendo, in cui elementi RPG si sposavano alla perfezione con un elaborato corpo di puzzle-solving dando origine alla formula che ha da sempre caratterizzato la serie.
Dalla nostra sessione di gameplay sono emersi due distinti aspetti di gioco, abbastanza ovvi e caratterizzanti ogni gioco di ruolo di stampo giapponese: una fase esplorativa, con tanto di enigmi e puzzle da affrontare, ed una rivolta al combattimento.
Durante la prima abbiamo potuto muovere, tramite D-Pad, il nostro protagonista, attraverso ambientazioni verdeggianti con qualche puzzle (piuttosto semplice, ma ottimamente realizzato) da risolvere grazie all’uso delle classiche Spell (Psynergy). Nella demo ne erano presenti solo due: Fire, che permetteva di lanciare e decidere la direzione di sfere infuocate per attivare determinati oggetti; e Move, che usava l’abilità della telecinesi per muovere elementi su schermo tramite un semplice ed efficace uso del touch screen. Buoni gli effetti speciali per entrambe le abilità, perfettamente in linea con lo stile estetico del gioco.
Terminata la fase esplorativa, è durante l’incontro con il combat system che si vede chiaramente quanto Golden Sun sia e sia rimasto legato alle caratteristiche di base degli RPG giapponesi. Gli incontri sono tutti rigorosamente a turni e vedono i personaggi del party poter attaccare tramite classiche offensive fisiche, Psynergy o evocazioni, in un sistema di combattimento che si presenta abbastanza dinamico e mai noioso, esattamente come Golden Sun ci ha abituato negli anni.
Altrettanto gradevole ed apprezzato il lato grafico, che con la sua voluta granulosità ci rimanda, ancora una volta, ai paesaggi visti sugli schermi di un GameBoy Advance di qualche anno fa: l’ottimo level design e la splendida caratterizzazione dei personaggi si sposano con un sistema di combattimento altrettanto bello da vedere, con alcuni effetti speciali di rara magnificenza, e soprattutto da giocare. I personaggi ed i nemici su schermo sono efficacemente realizzati in un 3D molto dettagliato, con la stessa cura dedicata alle ambientazioni tutte, i cui colori e forme risaltano sugli schermi del Nintendo DS costruendo un lato grafico tra i migliori presenti nella ludoteca della console. Stesso discorso si faccia per il lato audio, che ha illuminato le nostre cuffie cullandoci con effetti sonori e bellissimi temi di sottofondo che per qualche minuto ci hanno fatto dimenticare il caos e la folla in cui eravamo immersi, nel bel mezzo dello showfloor di Nintendo.
Terminata, dopo circa venti minuti, la nostra prova con mano, possiamo dire con sicurezza di aver apprezzato maggiormente la prima delle due fasi: non per veri demeriti ma forse a causa della sua eccessiva regolarità, il battle system di Golden Sun non riesce a trovare un vero elemento caratterizzante, al contrario di una particolare cura realizzativa riscontrata durante la fase di puzzle-solving, quella che più di tutte caratterizza ciò che Golden Sun è ed è sempre stato.
Ad ogni modo, se non si fosse capito, entrambe largamente promosse.

Golden Sun: L'Alba Oscura Dark Dawn si presenta esattamente come ciò che è, ovvero un nuovo episodio di Golden Sun. Il gioco non propone particolari innovazioni o rivoluzioni, ma si ferma all’evoluzione di un brand dai tratti sì caratteristici, ma indissolubilmente legati a quelli di un classico RPG. Sempre gradevolissimo il design dei puzzle che contraddistingue la serie, e buono, nei suoi limiti ed in base a quello che vuole proporre, il battle system, entrambi immersi in un concept estetico che si mostra sempreverde nella sua caratterizzazione. Dark Dawn si preannuncia, senza mezzi termini, come il ritorno in grande stile di un marchio assente da troppo tempo, per la gioia sia dei fan che di chi scoprirà per la prima volta la bellezza dorata del sole.