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Hands on Goldeneye: Reloaded

Goldenyeye Reloaded si svela alla GamesCom 2011

hands on Goldeneye: Reloaded
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

Il vero giocatore, nel sentire pronunciare il nome James Bond risveglia nel suo archivio mentale due e due soli ricordi: Rareware e Goldeneye su Nintendo 64. Il capolavoro inglese che, all’epoca, mostrava come un FPS potesse essere degno di venir giocato anche su console, ha appassionato i giocatori degli anni ’90 e rappresenta il progenitore ideale di tutti i Call of Duty. Oggi, più di dieci anni dopo quello straordinario 1998, Activision ha deciso di raccogliere la pesante eredità dell’agente con licenza di uccidere, riproponendo Goldeneye prima su Wii e, finalmente, su Playstation 3 e Xbox 360. Nel corso di una preview in anteprima, tenutasi qui a Colonia, abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani su una versione abbastanza completa del gioco, vedendo nelle esperte meni degli sviluppatori, prima una parte della campagna in singolo, poi, durante un playtest alcune modalità aggiuntive che andranno a integrare il comparto multiplayer.

Esattamente come già accaduto per la versione Wii, Eurocom ha deciso di apportare solo modifiche minime all’impianto originale permettendoci, ancora una volta, di affrontare la più classica delle avventure moderne di 007 finalmente in alta definizione. La prima parte giocata dagli sviluppatori si ambienta ad Arkhangel, poco lontano dagli Urali, dove Europa e Asia si confondono e la Russia nasconde da secoli i suoi segreti più oscuri. Proprio qui, in una fabbrica grigia e farcita di militari vogliosi di farci fuori, inizia la nostra missione che consiste nel rubare alcuni dati sensibili e, sperabilmente, fuggire senza dare troppo nell’occhio. Fin dalle prime battute si nota il buon lavoro fatto da Eurocom nella scrittura del loro engine proprietario che, nonostante alcune incertezze, probabilmente date dalla mancanza di ottimizzazione (il gioco uscirà non prima di Novembre), regala immediatamente delle ottime animazioni e una resa generale convincente, soprattutto per quanto riguarda effetti particellari ed esplosioni. Certo, le eccellenze tecniche di alcune produzioni rimangono ineguagliate, ma per una volta, fa piacere vedere un gioco che non sia basato sull’ormai onnipresente Unreal Engine 3.
Dopo essersi intrufolato nella base, l’Agente Bond ha il compito di avanzare senza farsi notare troppo, combinando le sue abilità stealth all’uso delle armi silenziate. Fin dai primi minuti si nota come gli sviluppatori si siano sforzati di garantire la massima varietà possibile lasciando sempre l’ultima parola al giocatore: durante una sequenza per esempio, possiamo colpire una guardia e superare la stanza, oppure avanzare tramite i tunnel di areazione per poi uscire in un’altra area della base. Naturalmente l’approccio silenzioso è quello preferito e l’avanza ad armi spianate è disincentivata il più possibile in quanto l’energia del nostro protagonista è abbastanza limitata, così come l’arsenale e le munizioni disponibili. Avanzando si notano altri tocchi di classe, come le kill a mani nude che variano in base alla conformazione dell’ambiente che ci circonda; atterrando un nemico in mezzo a un corridoio useremo la classica combo calcio dell’arma più pugno, ma avvicinandoci alla scenografia potremo fare atterramenti molto più creativi per esempio usando dei posacenere come bisturi o sbattendo la testa del malcapitato nemico contro monitor PC e suppellettili varie. L’interazione sembra abbastanza buona anche se solo un test più approfondito ci permetterà di capire quanto c’è di scriptato e quanto saremo liberi di dare sfogo alle nostre fantasie più perverse.
La seconda parte della demo, invece, si ambienta poco più avanti, con Bond appena uscito dal complesso industriale e disperatamente bisognoso di essere recuperato dai suoi alleati. Qui la componente stealth lascia spazio a una fase più marcatamente action in cui, oltre a sopravvivere ai nemici dovremo anche occuparci di un elicottero pronto a impallinarci con i suoi cannoni da 40mm. In campo aperto il motore sviluppato da Eurocom, pur cedendo qualcosa sul versante della profondità di campo, gestisce in maniera realistica esplosioni e deformazione del terreno, costringendoci a muoverci continuamente da un riparo all’altro per evitare di fare la fine del topo. A metà del livello gli sviluppatori ci hanno mostrato l’integrazione del gioco con Move e il tutto sembra funzionare abbastanza bene, anche se all’inizio il cambiamento di paradigma dato dal fatto che non muoviamo più la visuale ma il mirino stesso dell’arma da qualche problema di adattamento.

La seconda parte della presentazione ci ha permesso invece, di toccare con mano una modalità secondaria, denominata Missioni Mi6, dedicata a tutti i giocatori che desiderano approfondire la loro esperienza di gioco con una serie di sfide hardcore. Al lancio saranno disponibili una decina di livelli (anche se probabilmente questo numero è destinato ad aumentare con i DLC) divisi in tre modalità: elimination, defence e stealth. Durante la demo abbiamo potuto testare solo la prima che consiste nel sopravvivere ad orde sempre più violente e pericolose di nemici fino a sbloccare l’obiettivo del livello. Prima di iniziare la partita, naturalmente, potremo modificare alcuni parametri di base (tempo limite, armi disponibili e livello dell’IA) per venire incontro alle nostre esigenze. Una volta preso in mano il pad ci si sente subito a casa, i controlli (in questo caso su PS3) sono quelli canonici di tutti i FPS e l’agente Bond non ha nulla da invidiare a Soap mcTravish e colleghi. Il livello che abbiamo provato era ambientato in una base immersa nella giungla amazzonica con un canyon ipermilitarizzato a dividere due bunker pieni di stanze, corridoi e feritoie. Il nostro obiettivo era ammazzare almeno cinquanta nemici prima di venire uccisi a nostra volta; peccato però che ogni dieci kill il livello di difficoltà aumenti e oltre ai classici peones cominciano a circondarci cecchini, elicotteri e mezzi corazzati. Le missioni sono abbastanza divertenti anche se, come sempre, si rivolgono a un pubblico di aficionados capace di sviscerare il gioco al di la del classico completamento della storia.

In definitiva 007 Goldenye Reloaded sembra essere un ottimo modo per portare su console HD un grande brand, capace sia di soddisfare i fan dell’episodio originale che i nuovi giocatori. Vedremo a fine anno se Eurocom saprà mantenere le sue promesse, nel frattempo vi diamo appuntamento su Everyeye per la recensione che apparirà su queste pagine nei prossimi mesi.

Goldeneye: Reloaded Goldeneye Reloaded ambisce a un doppio traguardo, riportare l’Agente Bond ai fasti di quindici anni fa e proporsi come FPS stealth di alto livello. Per ora grazie a un buon comparto grafico (basato su un nuovo motore proprietario) e a un ottimo mix fra momenti stealth e azione pura, il titolo ci ha convinti e certamente saprà soddisfare tutti i fan dell’Agente Segreto più famoso del mondo.