Hands on Gravity Rush

La PS Vita gioca con la gravità

hands on Gravity Rush
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PS Vita e la gravità

Alla GamesCom di quest'anno, nella già foltissima Line-up di Playstation Vita, era comparso l'interessante Gravity Rush, distinguendosi subito per l'ispirazione dello stile e per dinamiche di gioco potenzialmente molto interessanti.
Sviluppato da Sony Japan Studio, il titolo è tornato a mostrarsi nel corso dell'evento londinese dedicato a Playstation Vita, stuzzicando nuovamente il nostro interesse.

Storie da toccare

Gravity Rush ha impiegato il tempo di una cut-scene per attirare tutto il nostro interesse. Kat, splendida ragazza dagli occhi rossi, si risveglia senza un motivo specifico nella metropoli di Hexaville. E’ un mondo strano il suo: fantascientifico, dominato da colori acidi, pieno di case in sasso e vestiti vagamente medievaleggianti. Lei non sa perché si trova lì, tanto meno si ricorda chi è. Senza un reale motivo, viene attirata da uno strano gatto che quasi sembra chiamarla a sé. Non senza un pizzico di timore, la nostra lo raggiunge. Come per magia -è proprio il caso di dirlo- l’animale infonde Kat il potere di controllare la gravità, abilità che le permette di compiere inimmaginabili salti, correre sulle pareti delle case e piombare da centinaia di metri senza riportare alcun danno.
Presa confidenza con questa skill, la protagonista intravede volare tra i tetti di Hexaville una giovane con le sue stesse capacità. Desiderosa di conoscerla, forse per saperne di più anche sul proprio conto, Kat si getterà all’inseguimento, avviando così la demo che abbiamo avuto modo di testare.
Ancor prima che il gameplay, che descriveremo dettagliatamente tra poco, a colpirci è stato lo stile che gli sviluppatori hanno scelto per sviluppare la trama. Al fianco di canoniche cut-scene infatti, i dialoghi vengono rappresentati mediante strip fumettistiche che è possibile sfogliare tramite un tocco sul touch-screen o ruotare a proprio piacimento sfruttando gli accelerometri di PS Vita. Per quanto non si tratti di una trovata completamente originale, questa debole interazione che era richiesta all’utente nel momento dei dialoghi aiutava il ritmo a non scemare eccessivamente nelle fasi non interattive.

Salti impossibili e combattimenti gravitazionali

La demo è di fatto un tutorial utile per imparare a controllare Kat e per darci una prima infarinatura sul sistema di combattimento.
Se con lo stick analogico si controllava l’avatar e X serviva per saltare, premendo il trigger destro si attiva il potere speciale della protagonista. Si sospende in questa maniera la gravità, cominciando a fluttuare in aria: a questo punto, un mirino permette all’utente di selezionare la posizione esatta dove far atterrare la giovane, ri-direzionando la forza d'attrazione. Così facendo abbiamo iniziato a inseguire i vari checkpoint sparsi per l’ambientazione. Ci siamo ritrovati a correre sui fianchi di altissimi palazzi e raggiungere con un giganteschi balzi piattaforme sospese a centinaia di metri dal suolo. La sensazione di libertà mentre ci si libra in aria è immediata e potente. Se è pur vero che permane una vaga sensazione di non controllare perfettamente il mirino quando si fluttua, il piacere che si prova nel direzionare i balzi di Kat è innegabile. Cominciare una vertiginosa discesa, e poi fermarsi a metà del percorso per cambiare repentinamente obiettivo, in un balletto aereo sinuoso e avvolgente, è un'esperienza che appare già densa, ludicamente parlando.
Sfortunatamente il level design non ci è parso all’altezza dell’idea che sorregge Gravity Rush, ma trattandosi di un tutorial è prevedibile e giustificato il trovarsi di fronte ad un’ambientazione piuttosto lineare e di facile lettura. Gli sviluppatori hanno comunque creato un passaggio estremamente coreografico, pieno di fascinazioni artistiche, e perfetto per mettere in risalto le capacità ginniche di Kat.
Prima che la demo finisse, c’è stato anche il tempo per un paio di combattimenti contro nemici. Questi strani blob possono essere eliminati con combo basilari, eseguite premendo i front button, oppure annichiliti utilizzando un potente calcio volante, che si esegue prendendo la mira su di loro una volta attivato il potere speciale di Kat, e sfruttando il tasto d'attacco. La demo si concludeva con lo scontro tutto aereo con un boss di fine livello, da attaccare in specifici punti sensibili, cercando di muoversi con cognizione di causa in uno spazio aereo invaso dai tentacoli neri dell'enorme creatura. C'è da dire che il ritmo dei combattimenti gravitazionali non è molto serrato, e che per irretire il giocatore ci sarà bisogno di un profilo ludico in grado di evolvere, con nuove capacità della protagonista. La speranza, insomma, è che Japan Studio abbia superato la sua fase "minimalista" (già abbondantemente lesiva in Patapon), e voglia adesso proporre un action più vario nelle dinamiche.

Graficamente, Gravity Rush stupisce grazie a uno stile che ci ha ricordato il toon-shading visto in Jet Set Radio. Colori acidi e tratti netti dipingevano un mondo dall’aria irrespirabile e persino claustrofobica. Tecnicamente, animazioni convincenti e modelli poligonali piuttosto dettagliati, lasciavano pochi dubbi sulle capacità del chip grafico della PS Vita. Anche da questo punto di vista insomma, il lavoro di Japan Studio sembra piuttosto promettente.

Gravity Rush Gravity Rush è un titolo decisamente promettente. Dietro un gameplay che assomiglia sulle prime a quello di un action game classico, si nasconde una libidine fatta di vertigini ed inversioni gravitazionali, che sembra aprirsi ad una lettura davvero libera dell'ambiente di gioco, sposandosi poi con combattimenti aerei che potrebbero vivacizzare una formula già accattivante. Ma è ovvio che il tutto dovrà incontrare un level design adeguato, in grado di valorizzare le abilità della protagonista, nonchè un impianto action (o, perchè no?, Puzzle) più corposo. Per il momento, l'eccellenza del comparto artistico e tecnico non si mette in discussione. Insomma, se il team saprà lavorare al meglio con gli elementi in suo possesso, la possibilità di trovarci di fronte a uno dei primi capolavori della PS Vita non è poi così remota.