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Hands on GRID 2

Codemasters ci mostra un pizzico di Carriera di GRID 2

hands on GRID 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo il successo di Race Driver GRID, successore dello storico TOCA Race Driver, Codemasters si è riaffermata con discreto successo nel mondo dei racing game su console. Dopo aver fondato l'etichetta Codemasters Racing, la softco britannica sembra quantomai sicura dei suoi mezzi e delle potenzialità delle sue produzioni; in particolare di GRID 2, seguito non solo spirituale al primo entusiasmante capitolo. GRID 2 riprende in tutto e per tutto il concept dell'originale: ibridare in un gioco solo arcade e simulazione tentando di soddisfare entrambe le schiere di appassionati. In un recente hands on abbiamo visto come il dev team cerchi di percorrere questa tortuosa via, dopodiché ne abbiamo brevemente saggiato il multiplayer competitivo. Non resta dunque che "fare un giro" nella promettente modalità Campagna: possibilità gentilmente concessa da Namco-Bandai grazie ad un recente codice ancora non completo.
Ricordiamo che GRID 2 sarà disponibile per PC, Xbox 360 e Playstation 3 a partire dal 30 Maggio.

Community Day

Curiosi di provare il gioco in Anteprima Esclusiva? Everyeye.it organizza l'8 Maggio un community day, accompagnando 10 fortunati giocatori negli uffici milanesi del Publisher per una lunga giornata in compagnia di Grid 2.
Tutte le informazioni su come partecipare a questo indirizzo.

Road to the WSR

Per chi non avesse letto il nostro precedente hands on riguardo al single player (vi consigliamo al più presto di farlo, cliccando qui) è bene fare un breve riassunto di quali sono le prerogative della modalità carriera. Come vero e proprio signor nessuno verremo notati dal facoltoso Patrick Callahan - un uomo con un sogno ben preciso: scoprire chi è il miglior pilota al Mondo. Per farlo, ed unificare tutte le discipline corsistiche sotto un'unica effige, ha bisogno di una scintilla in grado di far scattare l'interesse dei grandi piloti. In questo caso saremo noi il mezzo (nel vero senso della parola) per dare il "LA" alla World Series of Racing, una manifestazione d'interesse globale che sosterrà l'intera progressione all'interno della carriera. Commento ufficiale dai cronisti ESPN, riprese televisive quantomai realistiche ed un'intelaiatura strutturata e complessa sono i biglietti da visita di una modalità che promette d'entusiasmare ogni appassionato di racing che si rispetti.
Proprio da qui è partita, come si diceva, la nostra prova. Non c'è spazio per sontuosi filmati introduttivi o pedanti presentazioni: GRID 2 ci fa subito capire che il focus sarà, da lì in poi, tutto sulle corse (o quasi). Nemmeno il tempo di settare i controlli che veniamo gettati in pista, a bordo di una muscle car statunitense pronta a scatenare sull'asfalto di Chicago tutti i suoi cavalli. Questa primissima gara è, in realtà, una sorta di prova generale - di tutorial adrenalinico per prendere confidenza con il pur amichevole sistema di guida. Servirà infatti da test, superabile senza troppi patemi anche non piazzandosi tra i primi tre ma semplicemente mostrando le attitudini alla guida, quali che siano. Il buon Patrick, a questo punto, ci offrirà il primo garage - un vero e proprio HUB dal quale gestire l'intera carriera. Per quanto il codice non permettesse l'accesso ad alcuna area che non riguardasse le gare, abbiamo potuto già scorgere qualche voce interessante: la lista dei follower su un simil-Youtube, ad esempio, o una sezione dedicata alla personalizzazione del veicolo (ricordiamo a tal proposito che, contratto dopo contratto, potremo aggiungere gli sponsor direttamente alle nostre vetture). Le nostre prestazioni saranno spesso filmate e messe "online" ed i click, a seconda della popolarità, si faranno via via più frequenti.
La componente social, in ogni caso, è solo marginale all'interno della progressione: la "parte del Leone" la faranno invece le gare. Ancora una volta, nostro malgrado, siamo riusciti a testare soltanto una parte delle modalità, sfruttando però un parco macchine leggermente differente da quello dell'ultima volta e dando uno sguardo ad alcuni tracciati in più. Per quanto abbiamo potuto vedere e saggiare con mano GRID 2 non tradisce affatto gli stilemi del predecessore: la maggior parte delle competizioni si svolgerà ancora in tracciati chiusi, resi interessanti da una nuova feature chiamata Live Track. Si tratta della possibilità, giro dopo giro, che alcune intersezioni vengano modificate e si aprano altre porzioni di tracciato, magari creando delle scorciatoie. Non si tratta, beninteso, di una feature alla Split/Second dove starà all'astuzia ed alla prontezza di riflessi prendere una strada nuova (magari per evitare lo schianto); si tratterà semplicemente di nuove variabili atte a rendere sempre interessanti le location.

A proposito di location non possiamo esimerci dal lodare una volta in più l'ottima caratterizzazione messa sullo schermo da Codemasters. Nel corso della prova ci siamo imbattuti in una torrida Dubai, nell'uggiosa Chicago e ci siamo trovati a duellare nelle tortuose strade di Barcellona. Partendo dai colori fino ad arrivare agli spot di riferimento come la Tour Eiffel, ogni particolare sembra messo al posto giusto, in un tripudio visivo che lascerà senza fiato anche i meno attenti al "contorno".
Venendo invece alle gare, oltre alle già descritte Eliminazione e Time Attack, siamo stati in grado di cimentarci in una Point-to-Point Race ed addirittura in una Drift Challenge. Le particolarità non sono troppo differenti da come siamo abituati ad intendere questa tipologia di competizioni nei racing più comuni - anzi non lo sono per niente. In Point-to-Point il tracciato chiuso viene sostituito da un percorso lineare di qualche chilometro (spesso totalmente immerso nella natura), mentre per quanto riguarda il Drift, come logico, verremo trasportati in questa o quella località montana (spesso in Giappone) per affrontarne i temibili tornanti. A differenza delle classiche competizioni di tipo Drift però, GRID 2 inserisce qui anche la variabile degli altri concorrenti - uno in questa nostra prima prova. Le partenze saranno in sostanza dilazionate come nel rally, dando il tempo a ciascuno di completare almeno un settore prima della partenza successiva. Ogni tipologia di gara, in ogni caso, si è dimostrata all'altezza delle aspettative, lasciandoci favorevolmente colpiti soprattutto dal diverso approccio necessario da parte del giocatore. La necessità di "dare spettacolo" nei Drift non ha ad esempio nulla a che fare con il tatticismo di una gara sui dieci giri, o con l'impellenza del sorpasso in una Elimination Race, dove ogni quindici secondi l'ultimo pilota viene escluso. Molta varietà, dunque, che si amalgama piuttosto bene all'altrettanto sfaccettato modello di guida.

"L'idea che ci siamo fatti da questa manciata di gare è dunque quella di un GRID 2 non troppo distante dal predecessore: più vario, più completo e sicuramente più affascinante in termini di game modes e quant'altro; ma forse non del tutto "universale" a livello di gameplay"

In questa nostra prova abbiamo potuto mettere le mani su diverse Muscle Car, su una Honda S2000 preparata per il Drift, su una Nissan GTR da Gran Turismo ed, infine, su una Veyron di tipo stradale. Sin dal primo approccio a ciascuna gara è chiaro come il comportamento di ognuna sia drasticamente differente da quello delle altre: un feeling che Codemasters ha saputo egregiamente far trasparire attraverso il gamepad. Il sistema di cui abbiamo abbondantemente parlato (il driving system modellato vettura per vettura, modulare rispetto alla progressione e senza possibilità di intervenire sugli aiuti) sembra funzionare piuttosto bene, restituendo dal primo istante un gradevole senso di sfida ma, allo stesso tempo, la sensazione di poter controllare senza troppe preoccupazioni ciascun veicolo. Si tratta però, lo dobbiamo ammettere, di sensazioni che i puristi della guida simulativa non gradiranno - così come l'assenza di visuale cockpit (oramai confermata) e l'impossibilità di agire sugli aiuti alla guida. Dopo poco, infatti, almeno in questa breve prova, controllare qualsiasi autovettura non è stato un problema ed il senso di sfida è sceso vertiginosamente. Le valutazioni andranno ovviamente fatte al test finale, dato che non è stato possibile proseguire andando ad incontrare questo famigerato incremento automatico della difficoltà. Tuttavia, soprattutto rispetto all'assenza di tweaking sugli aiuti, dobbiamo ammettere che il nostro entusiasmo è leggermente scemato: ci si sente sempre un pizzico "guidati" in pista e, a livello di trazione sull'asfalto, la sensazione che i veicoli non si comportino correttamente è ancora forte. A questo proposito sottolineiamo infine la forte differenza tra guidare con visuale dal cofano ed esterna, a favore della prima. La seconda fa trasparire chiaramente come spesso il retrotreno rimanga sin troppo incollato al terreno, senza sfociare in "effetti perno di sorta" (anche se dovrebbe essere al contrario, in questo caso) ma restituendo sensazioni non sempre gradevoli. Il problema sembra essere insito nella distribuzione dei carichi, forse del tutto trascurata in fase di programmazione. Anche in questo caso, tuttavia, non vogliamo dare alcun giudizio prematuro - non prima di aver saggiato l'evoluzione che Codemasters ha promesso e che, effettivamente, avevamo in parte saggiato in una delle gare del nostro primo playtest.
L'idea che ci siamo fatti da questa manciata di gare è dunque quella di un GRID 2 non troppo distante dal predecessore: più vario, più completo e sicuramente più affascinante in termini di game modes e quant'altro; ma forse non del tutto "universale" a livello di gameplay.

EGO Sovradimensionato

A livello visivo GRID 2 ha confermato quanto di buono ci aveva già fatto vedere in precedenza. La versione console gira fluidamente a 30fps, restituendo, soprattutto dalla visuale confano un senso di velocità soddisfacente (meno bene la visuale esterna). Ottima la quantità di poligoni a formare ciascun veicolo, ed ottimo anche lo sviluppo dei tracciati - quando non estremamente vari nel track design ricchssimi di elementi collaterali in movimento. L'occhio cade però, ricordando i fasti di GRID, sul sistema di danneggiamento dei veicoli, implementato in questa build sia a livello estetico che meccanico. Gli incidenti, in GRID 2, sono di un livello completamente differente rispetto alle altre produzioni. Le lamiere si contorgono, le fibre di carbonio si squarciano e i vetri si frantumano lasciando ogni genere di detriti sull'asfalto. Un groviglio di effetti particellari gestito da un motore fisico di alto livello, i cui risultati uniti ai danni meccanici rendono altamente spettacolare ed allo stesso tempo realistico il risultato. Buona anche la gestione delle fonti d'illuminazione, anche se, com'è spesso accaduto con l'EGO Engine (che muove anche GRID 2), l'effetto bloom appare leggermente troppo accentuato. Convincono invece le campionature dei motori, l'ideale per ogni appassionato di guida ad oltre 200 Km/h.

GRID 2 In una prova ancora una volta un po’ stringata GRID 2 dimostra di avere quasi tutte le carte in regola per regalare ancora grandi soddisfazioni agli amanti della guida su quattro ruote. Ci riserviamo, in questa sede, un’opinione ancora solo marginale riguardo al driving system, che ci ha convinto -per ora- solo in parte. Presa la mano dopo qualche gara, infatti, ci siamo accorti di un’eccessiva facilità nell’handling, persino di auto poderose come la Bugatti Veyron. I bolidi sembrano un po’ troppo incollati all’asfalto e l’assenza di tweaking ai canonici “aiuti alla guida” non aiuta. Nel prodotto finito tutto questo dovrebbe sparire, grazie ad una difficoltà che si modulerà col prosieguo della carriera. Una carriera dimostratasi già varia e convincente, per un videogame da annoverare, nonostante tutto, tra i più attesi dell’estate.

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