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Hands on GTA 4: The Ballad of Gay Tony

Prova diretta della seconda espansione di GTA IV

hands on GTA 4: The Ballad of Gay Tony
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

The Lost and Damned, primo DLC firmato Rockstar North, aveva spalancato le porte ad un modo diverso di intendere il valore dei contenuti aggiuntivi veicolati tramite digital delivery. Definirla una mera espansione di GTA IV era ed è veramente riduttivo. Troppo. Semplicemente, LaD è stato progettato quasi fosse un gioco a sé stante, con dinamiche diverse dall’offerta di GTA IV ed un comparto multiplayer estremamente solido. In pratica, un piccolo grande capolavoro capace di alzare di qualche tacca il livello di aspettative suscitate da una produzione richiedente 1600MP, con somma gioia di quella parte dell’industria capace di sponsorizzare la distribuzione digitale solo con prodotti di basso profilo.
Tralasciando il valore commerciale, Lost and Damned corroborò gli intenti originali di Rockstar North di dare voce a figure diverse all’interno del micromondo di Liberty City, ognuna con storie, motivazioni e molle emotive diverse, pronte a scattare qualora si fosse presentata l’occasione. Quella giusta, quella che si aspetta per una vita intera.
La vera e unica protagonista è la metropoli. Coi suoi anfratti pieni di vita, di pericoli, di situazioni spassose e irriverenti. Il resto ? Solo burattini, protagonisti di quella grande favola chiamata Liberty City.
Impersonare Niko, Johnny o Luis Lopez equivale a cambiare le lenti con cui si osserva quell’insieme informe e bellissimo di grattacieli, locali, strade. Occhiali nuovi per il giocatore, dunque, che ogni volta scopre realtà sempre diverse eppure familiari all’interno di un’ambientazione trasformista, che cambia di volta in volta, di episodio in episodio, spiazzando le convenzioni e spezzando i déjà vu.
Narrazione e gameplay sono sempre state unite a doppio filo, in un gioco dall’alto tasso cinematografico. Se il motore propulsivo di The Lost and Damned erano le dinamiche di gruppo, in The Ballad of Gay Tony torna alla ribalta un tema tanto caro alla serie: l’esagerazione. L’estremizzazione spettacolare delle situazioni, dello svolgersi delle missioni trae spunto dai parossismi di San Andreas, filtrati però dall’eleganza filmica acquisita sul campo con GTA IV.
Provato negli studi italiani di Take 2, The Ballad of Gay Tony promette di bissare il successo conseguito dal primo DLC, offrendo nuovi ed entusiasmanti motivi per innamorarsi di una serie che non trova eguali nel panorama ludico odierno.

EPISODES FROM LIBERTY CITY

The Ballad of Gay Tony uscirà come contenuto scaricabile il prossimo 29 Ottobre, al costo di 1600MP.
Sarà inoltre disponibile su supporto ottico come parte del pacchetto “Episodes from Liberty City”, che includerà anche The Lost and Damned, disponibile nei negozi anch’esso dal 29 Ottobre a 39.90 euro.
“Episodes from Liberty City” sarà naturalmente stand alone: per funzionare, quindi, non necessiterà di una copia di GTA IV.

Luis Lopez is coming to town

Luis Lopez lavora per Tony Prince. Gay Tony, il principe della vita notturna di Liberty City. Suoi sono i locali notturni più in. Quelli più frequentati. Quelli in cui la parte più viscida e meschina della città si ritrova. Per ballare, gozzovigliare, soddisfare le proprie esigenze più piccanti.
Ma Tony è anche un dannato avido, con una spiccata propensione ad incancrenire le cose. Cose come i rapporti con i propri debitori. La vera gente che conta. Che decide che vive e chi muore con un cenno del capo. Dopo un paio di raggiri di troppo, possiamo ben dire che Tony non è più persona gradita, non solo a Liberty City, ma nell’intero globo terraqueo. La gente di cui sopra ha gentilmente prenotato per lui una suite nei piani alti, quasi celestiali.
Fortuna che c’è Lopez. Luis è la sua guardia del corpo, duro come la roccia su cui ha scolpito i propri valori. Nato e cresciuto a Liberty, Luis ha bazzicato e trafficato in quelle parti della città dove non batte mai il sole. Se non quando muore, al tramonto, e si tramuta in un globo rosso sangue.
Una vita segnata dalla droga, dalla volontà di tirate fuori la madre dallo schifo povero in cui vive. Come? Arrangiandosi.
Dal punto di vista narrativo, sebbene nell’arco del nostro playtest abbiano fatto capolino almeno due figure già memorabili (per comportamento e intrinseca pazzia), il punto nodale verterà sullo scontro fra la realtà della vita notturna di Liberty -scintillante, frizzante, ma anche segnata da un malessere incurabile e soprattutto insaziabile- e quella che coinvolge la famiglia di Luis Lopez, braccata dalla miseria, dall’impossibilità di riscatto, dai soprusi perpetrati nei confronti della gente di colore.
Una dicotomia forte, che probabilmente inietterà contenuti ancor più maturi di quelli importati da Niko, e che in parte compenseranno l’ironia goliardica e pazzerella degli NPC di contorno.
La linea temporale, così come occorso in The Lost and Damned, sarà quella che ha scandito il ritmo in GTA IV. Luis Lopez incontrerà Niko, incontrerà Johnny, seguendo un modello di intreccio atipico e sicuramente intrigante (per la cronaca, nel caso vi venisse voglia di rigiocare il quarto episodio di GTA, date un’attenta occhiata alla mitologica rapina in banca. The Impossible Trinity è lì che vi attende).

Sotto il profilo delle meccaniche, l’esagerazione citata in apertura si è manifestata a tutta forza nelle missioni che abbiamo potuto provare. Un atto d’amore a San Andreas quanto ai film made in Usa anni ’80, in cui esplosioni, deflagrazioni, acrobazie ai limiti dell’umano davano quel tocco in più ad un certo modo di fare film.
La prima missione, una classica irruzione in un palazzo zeppo di sgherri pronti a farsi riempire di piombo, si è conclusa in un modo inusuale. Arrivati all’ultimo piano, scorgiamo il nemico fuggire. Su un camion, cinquanta piani più sotto. I rinforzi stanno arrivando, e la situazione potrebbe degenerare da problematica ad impossibile nel giro di pochi attimi. Che si fa? Semplice. Si prende la scorciatoia, gettandosi nel vuoto. Il controllo del paracadute, e della fisica che lo governa, non è dei più semplici -soprattutto in fase di atterraggio- ma basta qualche minuto perché le soddisfazioni comincino ad arrivare copiose. Raggiungere il traino del camion, schivando ponti, ponteggi e pali della luce è estremamente divertente, mentre la mente corre coi ricordi all’anno di grazia 2004, l’anno di GTA San Andreas.
Il Base Jumping coprirà anche una serie di minigiochi specifici, in cui dare libero sfogo alla propria voglia di acrobazie.
Mutuata da Chinatown Wars per DS, farà capolino nel gioco finale anche la possibilità di ripetere subito le missioni, che inoltre presenteranno un’intrigante -in ottica Live- percentuale legata al completamento.

Anche la seconda consegna non è parsa meno pregna di anabolizzanti: rubare un vagone di un treno in corsa, a diverse decine di metri di altezza, mentre cecchini appostati sul tragitto ed elicotteri della polizia ci vomitavano addosso una pioggia piuttosto rovente di fuoco non era propriamente una passeggiata di salute.
Il tasso spettacolare è però innegabile anche per via delle nuove armi inserite nel gioco: dalla P90, al mitragliatore M249 fino alla bocca da fuoco utilizzata nel giro in treno: un gingillo a lunga gittata dotato di proiettili esplosivi assolutamente devastanti.
Per la terza missione, Rockstar ha preferito puntare sullo scontro in mare aperto. Uno Yacht -enorme- da affondare e tante piccole e velenose imbarcazioni da inabissare usando le armi in dote al caro elicottero. La fisica non è cambiata di una virgola rispetto a GTA IV, e questo significa un modello di guida che non ammette errori grossolani.
Tutto tace sul fronte multiplayer, sebbene news al riguardo siano attese nei prossimi giorni.

Tecnica

Il comparto tecnico, poggiandosi sulle ultime librerie del motore Rage e di Euphoria, segna un nuovo punto nel processo di ricostruzione digitale di una città. La draw distance disegna un orizzonte sicuro e scevro di evidenti effetti di fogging, confessando una profondità equiparabile a quanto ammirato nella versione per PC (ninja) di GTA IV.
Rifinite le texture, più particolareggiate e soprattutto varie, al pari delle animazioni e delle routine fisiche, che palesano una miglior interazione con l’ambiente di gioco. Ci sorprende però la mancanza di caratterizzazione, perlomeno nella corsa, di Luis: un particolare che lo rende più comune rispetto a Niko o Johnny (beninteso, può anche essere letto come un effetto voluto).
Anche i particellari sono da ascrivere al catalogo dei miglioramenti: fumo volumetrico, dinamiche delle deflagrazione, spruzzi dell’acqua.
Liberty è ancora una volta meravigliosa e fasciata da effetti di luce intensi, che le donano un qualcosa di romantico ed insieme micidiale. Evocativa.

Grand Theft Auto 4: The Ballad of Gay Tony The Ballad of Gay Tony, ancora una volta, segna la strada per i DLC che verranno. Sul fronte longevità, Rockstar ha dichiarato una durata vicina alla quindicina di ore per il single, proiezione che ovviamente non include il girovagare fra le missioni secondarie ed i mini giochi che saranno presenti in quantità saporite. Una nuova storia, nuovi personaggi, nuove e spettacolari situazioni di gioco. Se avete amato GTA IV, cerchiate rosso fuoco il 29 Ottobre sulla vostra agenda.