Hands on Halo 4 - Single Player

Provate due missioni della Campagna: la distruzione della Forward Unto Dawn e gli albori della minaccia Promethean

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  • Xbox 360
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Un leggero movimento di capo, la silhouette di Cortana che appare oltre il vetro, il nervoso strappo della leva d'emergenza e l'uscita dalla cabina pressurizzata. Master Chief si risveglia dopo il periodo di riposo post-Halo 3 e come all'epoca del primo episodio (mamma mia era il 2001!) l'alzata dal "letto" coincide con un'astronave sotto pesante attacco. Allora era la Pillar of Autumn, dal 6 Novembre sarà la Forward Unto Dawn (esatto, l'astronave tra pochi giorni protagonista di una webserie).
Con una indovinata citazione prende avvio la campagna single player di Halo 4, capitolo d'esordio della seconda trilogia dedicata allo Spartan John-117 e primo titolo originale realizzato non più da Bungie bensì da 343 Industries.
Abbiamo avuto modo nelle ultime settimane di provare i primissimi livelli di gioco della campagna single player, il primo e il terzo per la precisione. L'impatto è stato davvero travolgente e siamo rimasti colpiti da quanto visto e giocato. La comparsa al termine della demo del logo Halo 4 ci ha purtroppo riportati alla realtà, ma credeteci avremmo voluto seduta stante premere il tasto Start e riaffrontare l'intero livello di gioco!

Oltre al single player abbiamo toccato con mano anche la modalità Infinity, all'interno della quale trovano posto la Fucina, il multiplayer competitivo (Giochi di Guerra) e le missioni cooperative aggiornate settimanalmente (Spartan Ops). Infine Andrea Giolito, Product Manager Xbox in Microsoft Italia, ci ha svelato alcune peculiarità dell'attuale line-up Xbox 360 e dell'importanza del franchise Halo per la storia di Xbox.

Dawn

Halo 4 comincia a narrare proprio laddove si concludeva il terzo episodio. La Forward Unto Dawn (Aurora Nascente) che spiegava le vele in direzione di un misterioso portale sanciva il termine della prima trilogia di Halo.
A dire il vero sono passati quattro anni da quegli eventi, l'anno di grazia è il 2557. Master Chief ha trascorso questo lungo tempo in uno stato di ibernazione a bordo dell'astronave ansiosa di edificare una nuova alba per il genere umano. Un raggio arancione penetra silenziosamente il fasciame della nave spaziale, migliaia di esplosioni ne determinano il collasso e lo Spartan è costretto ad un risveglio più brusco del previsto.
Dopo essersi sgranchito le gambe e aver imbracciato fucile d'assalto e pistola d'ordinanza si lancia all'esplorazione di quel che resta della gloriosa fregata militare. L'ambiente pare deserto, nè umani nè Covenant nei paraggi; l'atmosfera è tutt'altro che pacifica, una serie d'esplosioni accompagna fragorosamente il cammino del Capo, finchè uno sbalzo di pressione non lo catapulta all'interno di una tromba dell'ascensore tutta da scalare. E fu così che anche Halo si mise a strizzare l'occhio ad Uncharted: la scalata è molto semplice e non richiede altro che il movimento dello stick analogico per muoversi in verticale e in orizzontale così da evitare i pezzi d'astronave che cadono dalla sommità.
Il primo incontro con i Covenant avviene con un Elite che si trova proprio in cima alla tromba dell'ascensore. Con un gesto lesto Master Chief lo avvinchia e lo scaraventa da basso. Non sembra invecchiato di un giorno! A questo punto si inizia a giocare seriamente e si incontrano diverse stanze che pullulano di Covenant e Grunt; il fucile non sarà un'arma devastante ma strizzare il grilletto rimane una goduria, rispondere ai "valzer" strategici degli alieni con un mix di granate al plasma e smitragliate ci riporta subito all'Halo che amiamo. 343 Industries, però, non si è limitata ad eseguire il compitino, ma ha voluto andare oltre il gameplay abituale: circa a metà livello approdiamo nel cuore dell'astronave,

"Vecchio e nuovo si combinano e contaminano a vicenda per dare vita a un nuovo corso di Halo, immediatamente fruibile dai fan storici eppure al tempo stesso capace di sorprenderli a più riprese"

l'aeroporto ove decollavano i mezzi aerei umani e all'occorrenza le testate nucleari. A seguito dell'attacco il soffitto è in larga parte collassato, dando le spalle direttamente allo spazio aperto e questo incide sul gameplay FPS nella misura in cui la gravità è minore che nei corridoi della Forward Unto Down. Sia Master Chief che i Covenant si muovono con maggior lentezza, armi e oggetti si trovano sospesi a qualche metro dal suolo, mentre i cadaveri si tuffano nell'oblio spaziale.
Vecchio e nuovo si combinano e contaminano a vicenda per dare vita a un nuovo corso di Halo, immediatamente fruibile dai fan storici eppure al tempo stesso capace di sorprenderli a più riprese. Il primo livello di gioco si conclude in maniera epica con Master Chief ormai in balia della gravità zero cerca di trovare un varco da cui fuggire: lo Spartan è sospeso in aria, anzi vola letteralmente cercando al contempo di schivare i resti dell'astronave in repentino smembramento. Monumentale!

Limited Edition

Per il lancio di Halo 4 Microsoft ha organizzato un party di benvenuto particolarmente ricco. Il 6 Novembre sarà disponibile un bundle gioco+console a tema Spartan al prezzo di 400 euro e un controller wireless con serigrafia UNSC e una luce blu attorno al tasto centrale al costo di 60 euro.
Grandi piani anche per la collector's edition, venduta a 80 euro: all'interno troviamo un manuale/artbook per le reclute UNSC, contenuti scaricabili come mappe, emblemi, avatar, lawebserie completa Forward Unto Dawn.

Requiem

Master Chief è scampato per un soffio al collasso della Forward Unto Dawn: una sequenza vorticosa, dal level design incredibile, ma quello era appena il prologo di Halo 4. Lo Spartan atterra sul pianeta Requiem dove sembra abbia impattato un altro incrociatore spaziale, la Infinity. Il segnale è debole, molto debole: Cortana fatica a tenerne traccia, tant'è che la coppia gira in tondo. Esplorano prima l'interno della crosta dominata da architetture austere e minacciose, tecnologie aliene mai viste. Segni di un'antica civiltà in apparenza estinta...
Nulla di più sbagliato. L'impatto con la morfologia rocciosa del pianeta svela la presenza di un'antica razza, i Promethean.
La missione che ci viene mostrata (Forerunner) ha per protagonisti le tre specie di alieni finora svelate. Di loro si conosce molto poco: perchè si sono risvegliati? Cosa vogliono? Saranno disposti a stringere un'alleanza con gli umani oppure continueranno a sparare indiscriminatamente alle altre razze, Covenant inclusi? Ma sopratutto quali mezzi guidano?
Basta poco per capire quanto la presenza dei Promethean sia in grado di manomettere i tradizionali equilibri di Halo. La specie base (Crawler) ha un'intelligenza pari a quella di un Grunt, un

"Basta poco per capire quanto la presenza dei Promethean sia in grado di manomettere i tradizionali equilibri tra umani e Covenant"

aspetto animalesco e una corazza metallica naturale; se attaccano da soli sono praticamente innocui, ma se hanno il tempo di disporsi in gruppo la loro Intelligenza Artificiale li esorta a circondare il giocatore per un assalto animalesco. Il branco, però, ha un senso di deferenza non appena irrompe sul campo di battaglia un Cavaliere Promethean. La sua statura è eretta, si poggia perfettamente su due zampe e brandisce uno scudo molto resistente quasi impossibile da scalfire: l'unico modo per eliminarlo e visualizzare il suo corpo che si deflagra in mille scintille consiste nell'aggirarlo. Ma occhio ai Promethean Watcher, creature volanti difficili da mirare.
La sostanza è questa: se già i Covenant hanno messo a dura prova Master Chief e il genere umano, immaginatevi cosa possano fare delle creature evolute militarmente e fisicamente come i Promethean. Una risposta proviene già dalle ammissioni di 343 Industries: il livello di difficoltà del single player si è innalzato, ragion per cui possiamo affermare che Eroico è il nuovo Normale, e Leggendario il nuovo Eroico.

Arsenale

In Halo 4 ritorneranno armi, mezzi e armature viste nell'arco della precedente trilogia. Le armi Covenant e umane hanno subito minime variazioni, sia in termini di design che di potenza di fuoco, ma ci sono ugualmente alcune novità. Su Requiem ad esempio facciamo la conoscenza con una nuova Armor Ability denominata Autosentry, un bot a grandezza naturale che intercetta i proiettili avversari mentre Master Chief sgattaiola via verso posizioni strategicamente più rilevanti.
Ma la vera novità sono le armi Promethean. Il design è affascinante: lungo le linee di assemblaggio scorre un neon arancione, mentre la forma dell'arma muta ad ogni pié sospinto quasi fosse investita di vita propria. La nuova razza di Halo 4 deve parte del proprio mistero alla fluida combinazione tra elementi organici e innesti metallici. La luminescenza detta il nome di tutte le armi presenti nel loro arsenale: Boltshot è la pistola al plasma, Lightrifle è il fucile d'assalto e Suppressor un fucile dai tempi di sparo più rapidi. La granata Pulse esce un po' dall'ordinario poichè prima della detonazione crea una microarea in cui tutti coloro che sono all'interno ricevono danni extra prima di essere investiti in pieno dall'esplosione. Non dimentichiamo assolutamente lo scudo del Cavaliere Promethean il cui impatto difensivo sembra superiore a qualsiasi altra protezione o armatura vista nei passati episodi.

Halo 4 è Halo in tutto per tutto anche nella confezione grafica. Gli ambienti sono molto vari tra di loro, passando dalle sofisticate tecnologie di un'astronave ai brulli pinnacoli rocciosi di un canyon. Per quanto l'interazione ambientale sia piuttosto contenuta, ogni microarea all'interno dei livelli provati è immediatamente riconoscibile, ben distinta dal passaggio affrontato un secondo prima. Sono rari gli elementi che si ripetono, la varietà è ai massimi livelli ed ogni nuova zona in cui ci imbattiamo ha un impatto visivo magniloquente, una propria personalità morfologica e bellica. Aiuta a creare l'atmosfera un uso intenso e sapiente del fogging (sbuffi di fumo, nebbiolina), utile anche ad alleggerire i tempi di caricamento e nascondere alcune texture non propriamente esaltanti, specie quando ci avviciniamo troppo alle superfici verticali. Abbiamo notato anche alcuni cali del frame rate, sopratutto nel livello sul pianeta Requiem, ma bisogna segnalare come la build visionata fosse vecchia di più di un mese e senz'altro 343 Industries smusserà questi difetti in tempo per il completamento dei lavori.
Siamo rimasti particolarmente sorpresi dell'illuminazione degli ambienti, dal posizionamento delle fonti luminose all'ombra proiettata dai corpi siano essi statici o in movimento. Il visore di Master Chief presenta un'intera gamma di effetti di rifrazione, in grado di interagire realisticamente con effetti di luce, fumo e quant'altro.

Halo 4 Halo 4 è il solito Halo, nel bene e nel male. 343 Industries ha rilevato il testimone di Bungie impostando una nuova trilogia in maniera da recuperare gli elementi cardine dei primi tre episodi: ritornano Halo e Cortana, messi da parte in Reach e ODST; la storyline molto elaborata cita, ammicca, richiama esplicitamente situazioni e ambienti del videogioco d'esordio su Xbox, salvo poi prendere direzioni inedite spianando la strada a una nuova temibile razza, i Promethean. Non è un Halo di rottura e in verità non ne avevamo bisogno, ma un punto di ri-partenza verso nuove avventure spaziali capaci di mettere in mostra tutta la potenza grafica di Xbox 360!

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