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Hands on HearthStone: Heroes of Warcraft

Blizzard si da al free-to-play, con un promettente gioco di carte collezionabili ispirato al suo celebre MMORPG.

hands on HearthStone: Heroes of Warcraft
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra piccoli e grandi annunci dei mesi scorsi, la kermesse losangelina dell’E3 e il PAX, il modesto Heartstone: Heroes of Warcraft è riuscito a ritagliarsi discreto spazio e incuriosendo non poco il pubblico internazionale. Il gioco si propone come un trading card game, per certi versi simile a quello cartaceo realizzato anni fa e dal quale recupera l’idea e qualche meccanica. Ma cosa più importante, il curioso titolo di carte collezionabili di Blizzard Entertainment è il primo gioco free-to-play di una software house e di un publisher che si è sempre dimostrato lontano da tale modello di business. Inversione di rotta o mera coincidenza? La qualità del nuovo prodotto realizzato per PC e mobile device può essere la risposta. Sullo showfloor di Colonia abbiamo avuto occasione di provarlo: inevitabile è il paragone con gli altri esponenti di un genere sempre più popolare e intrigante, specialmente su piattaforma mobile.

CUORE DI WARCRAFT

Heartstone è davvero semplicissimo, forse uno dei giochi di carte collezionabili più facili che abbiamo mai avuto modo di provare su computer o tablet. Il gameplay è tanto immediato che la session non viene nemmeno introdotta da un tutorial, bensì veniamo gettati a capofitto in una partita online contro un altro giocatore presente all'evento, situato nella postazione di fronte alla nostra. All'inizio del match selezioniamo uno tra i nove eroi disponibili, ognuno dotato di un’abilità unica, utilizzabile nel corso del nostro turno come diversivo o a scopo offensivo, a seconda dei casi. Per tutto l’arco della partita il nostro avatar, l'eroe appunto, si scontrerà con quello avversario schierando sul campo di battaglia i propri minion, fino a quando uno dei due non terminerà i 30 punti ferita a disposizione. Peschiamo 4 carte e selezioniamo quelle che vogliamo sostituire perché doppie o poco adatte alle prima mani di gioco (un solo cambio è possibile), proprio come nella fase cosiddetta di mulligan che contraddistingue molti trading card game, digitali e non. Terminata la fase di preparazione, suona il gong che da il via al match: il giocatore che ha turno pesca una carta e si prepara a giocare dalla propria mano. In Heartstone, come in molti altri giochi, ci sono due tipi di carte: le creature, permanenti che posizioniamo sul campo di battaglia e che utilizziamo per attaccare il giocatore e le sue creature nel corso della partita, e le magie di utilità, che si consumano all'istante portando effetti temporanei a creature, eroi o altro. Le creature appena posizionate sul campo di battaglia soffrono di debolezza da evocazione, pertanto non possono attaccare l’avversario nello stesso turno in cui entrano in gioco. Per aggiungere un po’ di pepe, alcune creature hanno abilità particolari: taunt per esempio, obbliga l’avversario a selezionare la nostra creatura come unico bersaglio delle sue in attacco. In pratica i minion con taunt fungono da muro difensivo per il nostro eroe, oppure da diversivo per permettere alle altre di restare sul campo di battaglia. In alcuni rari casi anche il nostro eroe potrà scattare all'attacco, anche se nella maggior parte dei casi la mossa si rivelerà solo un gran rischio per l’incolumità dello stesso. Dopo aver giocato un paio di partite, ci siamo resi conto di trovarci al cospetto di un gioco la cui impostazione non è molto diversa da quella di molti altri TCG, con difetti al seguito. Il gioco di Blizzard infatti verte intorno alla casualità delle carte che si pescano e quindi alla fortuna di riuscire ad ottenere subito quelle vincenti o necessarie ad uscire da una situazione di gioco ostica. È difficile comprendere se il grado di customizzazione dei deck sarà tale da permettere al giocatore di prevalere sul fato. Ciò che sappiamo per certo ora è che una carta sbagliata per noi ed una fortunata per l’avversario, possono mutare rapidamente l’esito di una partita. Graficamente parlando ci troviamo di fronte ad un gioco semplice e poco complesso, ma comunque molto gradevole grazie allo stile cartoon che ormai contraddistingue tutte le produzioni fantasy dello sviluppatore americano. Ad accompagnare un comparto grafico di buon livello, troviamo anche un audio dotato di interessanti campionature oltre che di un parlato in grado di coinvolgere e vivacizzare un po’ le partite.


Hearthstone: Heroes of Warcraft Heartstone è un titolo con il suo fascino e che desta notevole interesse soprattutto in virtù della sua semplicità e immediatezza d’utilizzo. Complice la coloratissima ambientazione e i personaggi di World of Warcraft, il gioco si esprime Molti sono tuttavia i dubbi in merito alla nuova IP di Blizzard, in primis le reali dinamiche free-to-play legate all'acquisto di carte e booster, ma anche il deck building e gli eroi selezionabili. Questi dubbi di grande entità ci impediscono di capire quale sia la reale essenza di questo TCG, nonché l’anima del titolo. Il gioco è gratuito, un motivo in più per tenerlo sotto controllo e per iscriversi al programma di beta, ufficialmente in arrivo per il territorio italiano con una localizzazione completa di voci e parlato. Le informazioni in nostro possesso sono ancora molto limitate e solo una prova approfondita potrà allontanare definitivamente la cortina di nebbia che ancora aleggia intorno a questo gioco. Stando alle ultime notizie, la closed beta potrebbe arrivare in territorio italiano per la fine del mese di settembre.