Lucca 2012

Hands on Hitman Absolution

L'Agente 47 avvistato nei pressi di Lucca

hands on Hitman Absolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per nulla intimorito dall'approssimarsi della data d'uscita (fissata il 30 Novembre), l'Agente 47 coglie l'occasione per mostrarsi anche nel corso del Lucca Comics & Games, grazie ad una demo giocabile che finalmente ha permesso anche al grande pubblico di toccare con mano Hitman Absolution. Noi di Everyeye.it abbiamo già avuto modo di dare un'attenta occhiata al prodotto IO Interactive, giocando in prima persona le prime quattro ore della modalità principale: il nostro resoconto lo trovate in questo articolo. Ma anche nella cornice dell'evento toscano non ci siamo voluti tirare indietro, ed abbiamo quindi ripercorso il lungo livello che funge da tutorial e introduzione.

Sul campo

La missione dell'Agente 47 è semplice: uccidere Dana Borrough. Non fosse che il bersaglio è stato per lunghi anni il contatto dell'Agenzia con cui 47 si è sempre interfacciato, e pure un killer freddo e spietato come il nostro calvo protagonista ha sviluppato un rapporto particolare con Dana. Sarà proprio in nome di questo rapporto che, una volta freddata la bella fanciulla, 47 deciderà di dare ascolto alle sue ultime parole, accettando un nuovo incarico che poi lo condurrà sulla via dell'assoluzione.
Ma intanto a Dana bisogna arrivare: barricata in una villa sulla scogliera, è sorvegliata a vista da squadre di guardie del corpo, probabilmente consapevole della sua posizione delicata.
La missione comincia all'esterno dell'edificio: un cancello enorme blocca l'accesso ai giardini che circondano la villa, e 47 deve infiltrarsi sfruttando un varco fortunosamente aperto nel muro di cinta.

"L'istinto può essere utilizzato anche nel caso in cui si decida di utilizzare un approccio un po' più letale, eliminando una ad una le guardie che pattugliano la zona. Attivandolo avremo infatti la chiara visione del posizionamento degli avversari, e di quelli che saranno i loro spostamenti"

Fin dai primi momenti di gioco il titolo ci da conto della grande libertà interpretativa che intende concedere al videogiocatore. Confermando la sua natura di Stealth Game, Hitman Absolution suggerisce sempre un approccio discreto, e spinge l'utente a tenere un basso profilo. Ma il sistema di attraversare indisturbato le varie aree di gioco deve trovarlo chi stringe in mano il pad. Anche se il primo stage è molto lineare, quindi, già si intravedono varie possibilità per proseguire.
Una è quella di usare i travestimenti. Il giardiniere che sta curando così meticolosamente le siepi ha sicuramente accesso a tutte le zone del parchetto ed alla piccola serra che sorge vicino all'ingresso. Afferriamo un mattone e ci avviciniamo non visti alla vittima: un colpo alla nuca ed il giardiniere è fuori uso. Una volta indossati i suoi abiti nascondiamo il corpo in un cassonetto, e cerchiamo di aggirare la sicurezza. Gli uomini sono disposti entro tutto il perimetro, e sono piuttosto sospettosi. I loro sguardi si allungano torvi sul nostro protagonista, che deve fare di tutto per non dare nell'occhio. Il tasto dorsale permette di sfruttare "l'Istinto", svuotando lentamente la barra che ne regola l'utilizzo ma evitando le occhiate indiscrete degli avversari. Un gesto distratto, la testa che si abbassa al momento giusto, e nessuno tenderà a fare domande. L'istinto non è una risorsa infinita, ed è quindi meglio pianificare con cura le proprie mosse, evitando sovraesposizioni potenzialmente pericolose.
L'istinto può essere utilizzato anche nel caso in cui si decida di utilizzare un approccio un po' più letale, eliminando una ad una le guardie che pattugliano la zona. Attivandolo avremo infatti la chiara visione del posizionamento degli avversari, e di quelli che saranno i loro spostamenti. Possiamo così pianificare le nostre uccisioni, attendendo i nemici nascosti dietro gli angoli, per metterli fuori combattimento con armi occasionali. La costola di un libro rilegato basta per frantumare la base del cranio, persino una tazza di porcellana, spinta con forza contro la tempia, mette fuori gioco un avversario ignaro. Ma anche un più tradizionale coltellaccio permette di segare di netto la giugulare, strozzando l'urlo della vittima. Gli oggetti possono essere anche lanciati per attirare gli avversari in un punto preciso della mappa, mentre l'abilità di 47 con le lame permette di trasformare ogni coltello in un'arma da lancio. Vedere la lama che fende l'aria e si conficca sicura alla base del collo è una soddisfazione di cui nessun "assassino virtuale" vorrà mai privarsi.
Ma anche la garrotta è piuttosto funzionale: una volta strozzato, l'avversario resta inerte a terra, mentre 47 lo trascina per il collo verso una zona in ombra, per occultare il cadavere.
Ovviamente, nel novero delle possibilità che abbiamo per affrontare la sequenza c'è anche quella di impugnare le armi da fuoco e far piazza pulita a suon di proiettili. Abbiamo testato anche questa soluzione, ma ci pare la meno elegante e persino la più avara di soddisfazioni, dal momento che l'intelligenza artificiale dei nemici non pare pensata per rispondere adeguatamente all'irruenza dei proiettili.

Una volta superato il giardino e la serra, il nostro protagonista riesce ad infiltrarsi all'interno dell'edificio camminando su un cornicione che da sulla scogliera. Prima di tentare l'impresa una rapida pressione del tasto che attiva l'istinto ci rende note le considerazioni di 47, che esamina a mente fredda la struttura e conferma che il cordolo di mattoni può reggere il carico. Nel corso dell'avventura sarà possibile esaminare rapidamente oggetti, personaggi e situazioni, intuendo come funziona il cervello di un killer freddo e calcolatore. Una trovata che sicuramente serve per costruire la giusta atmosfera.
Una volta all'interno della villa, il nostro protagonista ha nuovamente molte possibilità, ma stavolta l'utilizzo dei travestimenti è seriamente incentivato, dal momento che gli agenti sono davvero dappertutto. Ecco allora che si può indossare il vestito di una delle guardie del corpo (opportunamente messa fuori gioco) e poi muoversi (quasi) indisturbati all'interno della villa, magari per narcotizzare il capo della sicurezza, sciogliendo una dose di barbiturici nel suo caffè. Lo seguiamo mentre barcolla e raccogliamo il suo corpo quando cade a terra, per sfilargli dalle tasche una scheda di sicurezza che da accesso alle stanze più interne della villa. Siamo ormai vicini alla preda. L'ultimo ostacolo è un piccolo drappello di quattro uomini, e stavolta dobbiamo passare alle maniere forti. L'istinto serve anche a questo: blocchiamo il tempo per qualche istante, giusto il tempo di piazzare dei "marker" sulla teste dei nemici: appena il tempo torna a scorrere regolarmente 47 estrae la pistola e piazza quattro pallottole proprio dove volevamo. Le guardie cadono senza neppure rendersene conto. L'espediente, utilizzato anche in altre produzioni action/stealth (pensiamo agli ultimi Splinter Cell), è sicuramente efficace, ma forse manca una telecamera che sottolinei adeguatamente la pulita compostezza dell'azione e la cruenta spettacolarità delle uccisioni.
In ogni caso, ormai siamo alla fine. Gli agenti della sicurezza giacciono al suolo, e 47 si avvicina alla porta della stanza di Dana. Afferra la maniglia, la apre. Quello che succede dopo dovreste saperlo. Diversamente, potete leggerlo qui.

Hitman Absolution Hitman Absolution è pronto a raggiungere gli scaffali dei negozi. Questa sua ultima apparizione in pubblico conferma che il titolo punta tutto sulla pluralità di approcci e spinge l'utente a procedere con attenzione e cautela. Chi aveva paura che le dinamiche di gioco si fossero piegate alle logiche action può stare tranquillo: anche se le sparatorie rappresentano una delle tante opzioni per arrivare al bersaglio, il level design è pensato per esaltare chi deciderà di tenere un basso profilo. Anche in questo stage introduttivo si intravedono molte possibilità per raggiungere, non visti, il target, beffando le guardie o uccidendole con precisione chirurgica, e addirittura scegliendo quale strada prendere per infiltrarsi nella villa. Insomma: l'Agente 47 sembra più in forma che mai rispettoso di una tradizione ludica che dal primo capitolo si muove fino all'ottimo Contracts. Se siete fan di vecchia data, potrete dirvi sicuramente soddisfatti.