Hands on Hunted: La Nascita del Demone

Provata con mano una corposa demo del nuovo hack and slash di Bethesda

hands on Hunted: La Nascita del Demone
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Altro giro, altra demo

Qualcuno lo ha definito “Gears of Warcraft”, qualcun altro ci vede solo l’ennesimo tentativo di creare un mix tra il genere fantasy e il capolavoro di Epic, un po’ come tentò, con risultati tremendi, Quantum Theory. Hunted: La Nascita del Demone, produzione di una Bethesda sempre più attiva e vogliosa di regalare nuove IP, ha già avuto modo di farsi conoscere dagli assidui lettori di Everyeye. Provato con mano lo scorso E3, invitati a un evento londinese organizzato dal publisher stesso, abbiamo potuto mettere le mani su una corposa demo.
Le nostre impressioni, al termine della sessione, sono state piuttosto positive: Hunted: La Nascita del Demone probabilmente non sarà un capolavoro, ma ha tutte le carte in regola per farsi apprezzare dagli amanti del genere e non solo. Vediamo il perché.

Non esistono più le elfe di una volta

Hunted: La Nascita del Demone è un hack and slash fantasy che presenta tanto elementi da RPG, quanto altri da shooter in terza persona con tanto di sistema di coperture ereditato da Gears Of War. Da questa breve descrizione si può avere l’impressione di trovarsi di fronte a un minestrone dal gusto probabilmente orribile, ma in realtà i ragazzi di inXile Entertainment pare siano stati capaci di trovare un buon equilibrio tra gli ingredienti, cucinando una pietanza né eccessivamente speziata, né troppo insipida.
Avviata la demo, immersi nell’oscurità della sala di prova e muniti di un buon paio di cuffie per calarsi completamente nell’esperienza, a colpirci immediatamente è stato il rapporto tra i due protagonisti: i mercenari Caddoc, muscoloso uomo con qualche anno sulle spalle, e E’Lara, affascinante elfa dal vestiario ovviamente poco casto. Il classico nerboruto barbaro e la fragile e caritatevole donzella? Manco per sogno. I due sono legati da un rapporto tutt’altro che scontato e presentano una caratterizzazione che rompe buona parte dei topoi del genere. Se la loro professione li porta ad essere comunque piuttosto coraggiosi e spavaldi, Caddoc tra i due rappresenta l’anima apprensiva, razionale e temporeggiatrice del duo. Tutto il contrario l’elfa: precipitosa, istintiva, spesso irruente. Già dai pochi video e dialoghi visionati nel corso della demo, viene presentata una buona introspezione dei protagonisti, tanto da riuscire persino ad intuire il perché della natura caratteriale dei due: Caddoc è pur sempre un umano dal copro fragile e dalla vita relativamente breve, che quindi deve preoccuparsi maggiormente per i pericoli che può correre. Di contro E’Lara, nonostante l’aspetto, ha già più di mezzo secolo di vita e, grazie alle caratteristiche della sua razza, affronta la sua vita guardando solo da lontano il pallido spettro della morte. Al duo, poi, si aggiunge un misterioso e ancora poco definito personaggio: una donna che, se definire famme fatale è riduttivo, in prima battuta inquieterà i sogni di Caddoc e poi lo costringerà a mettersi alla ricerca di alcune pietre magiche, denominate Death Stone. Sarà questo l’incipit dell’avventura che porterà i due mercenari ad esplorare catacombe, salvare città da invasioni di orchi e a fronteggiare un mastodontico demone.
Il plot appare quindi tanto fedele alla tradizione, sottoponendoci il solito bestiario e tutta una serie di ambientazioni che strizzano l’occhio al Signore Degli Anelli, piuttosto intrigante per quanto concerne l’inedito rapporto tra Caddoc e E’Lara.

Magia, frecce e botte da orbi

Dal punto di vista del gameplay, abbiamo avuto modo di testare due livelli: uno in singolo e narrativamente posizionato nell’incipit, l’altro in co-op a circa metà dell’avventura.
La prima sessione è servita da vero e proprio tutorial, utile per farci prendere dimestichezza con il sistema di controllo e intuire il concept che sorregge l’intera esperienza.
Ambientato in una foresta rigogliosa e ricca di corsi d’acqua, il livello ci vedeva inizialmente nei panni della bella E’Lara. Diversamente da quanto si possa pensare, Hunted: La Nascita del Demone vi spingerà continuamente a interpretare entrambi i personaggi, grazie alla presenza di particolari pietre che, quando toccate, cambieranno l’alter-ego mosso dal giocatore. Sebbene i due possano contare su capacità differenti (Caddoc ad esempio sarà l’unico che potrà sfondare determinate porte) un sistema di comandi contestuali permetterà, nel gioco in singolo, di utilizzare quelle del personaggio controllato dalla CPU nel momento richiesto. Non solo, ma tanto il guerriero quanto E’Lara godranno di incantesimi e armi d’offesa estremamente simili. La differenza, ovviamente, sta nelle capacità dell’uno e dell’altro nell’utilizzarle: E’Lara se la caverà meglio con l’arco e le magie, mentre Caddoc, che vanta una potente balestra dai lunghissimi tempi di ricarica, gode di una copiosa barra di salute ed è il più indicato negli scontri a corto raggio a suon di spade e mazze.
Questa caratteristica ha interessanti risvolti dal punto di vista del gameplay.
Nel primo livello, ben supportati da una CPU sufficientemente reattiva e sempre smaniosa di menare le mani, ci siamo fatti largo tra orde di animali troppo cresciuti grazie all’arco di E’Lara. Qui abbiamo avuto modo di testare il sistema di coperture messo a punto da inXile Entertainment e, purtroppo, se l’idea è intrigante e utile in molteplici occasioni per schivare le frecce avversarie, bisogna annotare un difetto piuttosto fastidioso: non tutte le superfici permetteranno al personaggio di trovare riparo, ma non viene dato modo di sapere quali siano quelle interattive e quali no. Ciò significa che alcune volte vi capiterà di correre speranzosi verso un muro, solo per rendervi tristemente conto che non potete prendere la copertura. La cosa non è solo frustrante, ma può anche risultare mortale in alcune occasioni.
Al di là di questo piccolo difetto tuttavia, il gameplay si è comportato egregiamente. In linea generale ogni nemico si fronteggia inizialmente cercando l’approccio sulla lunga distanza armati di arco, si continua con attacchi magici e, quando necessario, si arriva allo scontro corpo a corpo armati di spada e scudo. Per quanto il combat system a corto raggio esprima ben poca profondità, visto che le mosse eseguibili sono pochissime e nel gioco non esiste un vero e proprio sistema di combo, i diversi modi di approcciare un nemico donano estrema varietà all’azione, visto anche che ogni tipologia richiederà una strategia differente. Contro gli scheletri arcieri sarà tanto efficace l’utilizzo dell’arco, quanto la fisicità e la potenza di Caddoc. Al contrario contro alcuni mostri, sarà consigliabile lo sfruttamento degli incantesimi.
A rendere le cose ancora più intricate, e quindi interessanti, ci pensa poi l’estrema necessità di collaborare continuamente con l’altro personaggio. Ci sarà sempre il bisogno di difendere E’Lara dai nemici più forti fisicamente e Caddoc da quelli che lo bersagliano dalla distanza. Il secondo livello, giocato in co-op con uno degli sviluppatori del titolo, è stato ulteriormente efficace per mettere in evidenza il concetto. Muovendoci all’interno di un borgo medievaleggiante di discrete dimensioni, abbiamo prima dovuto abbattere una gigantesca torre grazie a una pesante balista, preoccupandoci di proteggere il collega mentre armeggiava con il macchinario. In seguito, raggiunti degli umidi sotterranei, ci è stato chiesto di raccogliere quattro chiavi runiche per aprire un passaggio. Per raggiungere lo scopo abbiamo prima dovuto vedercela con un gigantesco scheletro, da abbattere a suon di magie e armi incantate, e in seguito di proteggere E’Lara, portatrice di frecce magiche utili per proseguire nel dungeon.
L'ultima cosa interessante da dire in merito al gameplay, riguarda la telecamera. Questa scivolerà alle spalle del personaggio, similmente a quanto visto in Gears Of War, quando imbracceremo l’arco o la balestra. Al contrario si allontanerà maggiormente non appena ci armeremo di spada e scudo. La telecamera insomma, si adeguerà in maniera estremamente intelligente al tipo di attacco che vi appresterete a portare, offrendo, in tutte le occasioni, un ottima visuale di ciò che sta accadendo.
Terminata la demo siamo rimasti piacevolmente soddisfatti da quanto provato con mano. Il gameplay, a fronte di un combat system piuttosto povero sul corto raggio, ha proposto una sufficiente varietà grazie agli ingaggi a lunga gittata e alle tante magie presenti. La presenza poi di diversi nemici, dagli scheletri, agli orchi, passando per animali non meglio identificabili, ha richiesto sempre un diverso approccio.
Sostanzialmente insomma, Hunted: La Nascita del Demone ci ha divertito e intrigato al punto giusto. Purtroppo i problemi legati al sistema di coperture e ad un combat system non molto profondo, paiono limitare le possibilità di quello che da l’impressione di essere un gioco in grado di soddisfare gli appassionati del genere.

Xena e altre piccole chicche

Naturalmente il titolo non manca di presentare anche alcuni elementi RPG. Innanzi tutto, raccogliendo particolari sfere, sarà possibile imparare e potenziare le tecniche magiche. Queste saranno sia di tipo attivo, ovvero da innescare tramite la pressione di un tasto, che passive, nel senso che, indipendentemente dalla nostra volontà, elargiranno diversi bonus all’alter-ego. Non solo, ma richiamando giochi come Diablo, nel corso dell’esplorazione dei dungeon entrerete in possesso di un gran numero di strumenti d’offesa. Ognuno di questi sarà caratterizzato da un diverso potere offensivo, o difensivo nel caso degli scudi, e, nell’eventualità, di particolari effetti magici. Di volta in volta quindi dovrete scegliere quale strumento lasciare a terra e quale portare con voi.
Altro elemento importantissimo del gameplay è rappresentato dalla presenza di enigmi più o meno facili da superare. A detta degli stessi sviluppatori solo una certa percentuale saranno necessari per progredire nell’avventura, ma la maggior parte, alcuni dei quali dalla difficoltà inaudita, celeranno sub-quest e oggetti particolarmente rari. Purtroppo nel corso della demo non siamo andati oltre l’accensione di ceppi in un certo ordine, ma gli sviluppatori ci hanno assicurato che alcuni richiederanno tanta abilità con il pad quanta materia grigia.
Uno dei membri del team si è lasciato inoltre sfuggire che sarà presente un editor di mappe. Purtroppo, incalzato sull’argomento, si è trincerato dietro a un, forse tardivo, "no comment".

Dal punto di vista grafico Hunted: La Nascita del Demone ci ha ben impressionato. Pur non settando nuovi picchi qualitativi, tanto tecnicamente quanto artisticamente il titolo ci ha convinti. Buoni i modelli poligonali, così come le animazioni che li muovono. Dettagliate e fantasiose le location mostrate. Certo non mancano dejà-vu, su tutti gli orchi fin troppo simili a quelli visti nelle pellicole de Il Signore Degli Anelli, ma ciò non vanifica un lavoro comunque ottimamente svolto.
A livello sonoro, al di là delle classiche musiche fantasy e medievaleggianti, si deve annotare il doppiaggio -in lingua inglese ovviamente- di Graham McTavish (che interpreterà Caddoc), noto in ambito videoludico per aver prestato la voce in altri videogames come Metro 2033 e Uncharted 2. E’Lara, invece, godrà del doppiaggio della bellissima, affascinante e indimenticabile Lucy Lawless, già temibile guerriera nel telefilm Xena Principessa Guerriera. La qualità del doppiaggio insomma è già da ora fuori d’ogni dubbio.
Parlando di longevità, per quanto non possiamo sbilanciarci in prima persona, gli sviluppatori ci hanno parlato di almeno 20 ore per portare a termine la main quest. Una cifra assolutamente in linea con altre produzioni simili e che potrebbe ricevere un ingente boost volendo esplorare ogni anfratto del mondo di Hunted: La Nascita del Demone.
Per concludere una piccola nota sul multiplayer. Sebbene il titolo sia interamente giocabile da soli, facendosi aiutare dalla CPU, gli sviluppatori hanno deciso di offrire ogni opportunità possibile per divertirsi insieme a un altro utente umano. Dal system link, all’online, passando per il mai dimenticato split-screen, ogni configurazione sarà sempre disponibile. In quest’ambito non si può far altro che un grande applauso a inXile Entertainment per il lavoro svolto.

Hunted: La Nascita del Demone Appare chiaro sin da oggi che Hunted: La Nascita del Demone non sarà mai un capolavoro degno di memoria negli anni a venire. Un combat system non eccessivamente profondo e il sistema di coperture non perfetto rappresentano due limiti che difficilmente verranno eliminati nella versione finale del gioco. Tuttavia il prodotto Bethesda ha tutte le carte in regola per essere un buon gioco capace di intrattenere e divertire chi è alla ricerca di un’avventura fantasy da condividere, magari, con un amico. La demo provata all’evento londinese ci ha convinti della bontà del lavoro svolto da inXile Entertainment. A questo punto non ci resta che aspettare la release sul nostro territorio per un definitivo parere.