Hands on Hyrule Warriors

Link è diventato manesco

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Quando lo scorso dicembre, dall'ormai consueto palcoscenico virtuale di Nintendo Direct, Satoru Iwata annunciava al mondo l'esistenza di Hyrule Warriors, molti dei fan della Grande N pensarono ad un pesce d'aprile fin troppo anticipato: le meccaniche esplorative e gli intelligentissimi puzzle tipici della fortunatissima serie di action RPG creata da Shigeru Miyamoto, infatti, sembravano legare poco con la struttura chiusa ed estremamente iterativa di Dynasty Warriors. Era grande, quindi, l'attesa per poter mettere mano alla demo giocabile mostrata in anteprima da Nintendo in occasione dell'E3 2014 appena conclusosi, e non solamente in senso figurato: le code formatesi presso le postazioni di gioco del beat'em up sviluppato in collaborazione con Omega Force e Team Ninja erano infatti seconde solamente a quelle createsi in prossimità di Super Smash Bros, assoluto dominatore della tre giorni losangelina targata Nintendo. Da sempre, in terra statunitense, la serie Dynasty Warriors gode di un mercato di tutto rispetto ma, per quanto prevedibile, l'attesa che circonda la 'joint-venture' con la serie Zelda ha probabilmente superato ogni più rosea aspettativa degli analisti della casa di Kyoto: Everyeye, ovviamente, non poteva lasciarsi scappare l'occasione di testare per voi il brawler Nintendo e, dopo le impressioni a caldo che potete trovare sul nostro canale Youtube, ecco a voi un resoconto completo sulla decina di minuti scarsi passati in compagnia di un Link più manesco del solito.

LA PRINCIPESSA GUERRIERA

Se non fossero bastate le inequivocabili parole dello stesso Iwata a chiarire la natura di spin-off della serie di Hyrule Warriors (lontano, quindi, da qualsiasi legame con la continuity 'principale' della di Zelda), dopo pochi secondi di gameplay è lo stesso titolo Nintendo a riportarci con i piedi per terra: struttura e dinamica dell'azione ripercorrono infatti in tutto e per tutto quelli classici della serie Dynasty Warriors; persino il set di controlli risulta pressoché identico, incentrato su una sequenza di combo piuttosto semplici da assimilare e votato al button mashing più puro. La demo portata sullo showfloor losangelino da Nintendo, si apriva con la più classica delle scelte: all'interno di un roster completo di nove personaggi, gli unici selezionabili (e svelati al pubblico) erano quelli dei due protagonisti per antonomasia della saga, con un impavido Link ed una Zelda in versione valchiria che già mostravano caratteristiche in grado di differenziarne l'approccio al gameplay: più equilibrato nel caso dell'Eroe della Triforza, e più rapido e scattante nel caso della principessa più famosa dei videogiochi; il vero ago della bilancia in grado di diversificare l'azione su schermo risultava essere quello relativo alla scelta dell'arma principale da utilizzare in-game. Nel caso di Link, ad esempio, la scelta avveniva tra la leggendaria Master Sword (essenziale per uno stile di combattimento sulla corta e media distanza) e la rinomata Fire Rod (più adatta a chi preferisce tenersi a distanza di sicurezza dal nemico, anche in fase di attacco), mentre Zelda poteva affidarsi solamente allo stocco sfoggiato in occasione del meraviglioso Twilight Princess.

Il ritorno di elementi classici presi direttamente dalla ormai quasi trentennale storia del franchise è ovviamente un elemento che pervade ogni aspetto di Hyrule Warriors: avvicinatevi ad una cassa del tesoro per aprirla e tanto l'animazione quanto il jingle che seguiranno il vostro comando vi riporteranno agli stessi, inconfondibili, momenti vissuti insieme a Link lungo innumerevoli dungeon; sfogliate la lista di oggetti a vostra disposizione all'interno del menù di gestione del personaggio e l'impressione che la vostra WiiU vi abbia catapultato all'interno di un Link to the Past o un Ocarina of Time 'qualsiasi' si insinuerà in voi. Il primo gadget sbloccabile all'interno della demo era il tradizionale set di bombe con il quale Link da sempre si diverte a scoprire passaggi secondari a suon di esplosioni: in Hyrule Warriors gli ordigni (upgradabili come tutto il resto dell'equipaggiamento secondario dei nostri eroi) rivestono ovviamente un ruolo fondamentale anche come strumento puramente bellico, data la loro efficacia nello sfoltire in un batter d'occhio grossi assembramenti di nemici, ma la loro funzione 'esplorativa' ritorna in precisi frangenti dell'azione di gioco. Bloccati in una caverna da un fastidioso gruppo di Moblin, ad esempio, dovremo farci strada attraverso i giganteschi massi che sbarrano l'entrata tramite i nostri fedeli esplosivi, mentre al cospetto del boss finale della demo il loro utilizzo si è fatto ancor più interessante: una volta liberate le aree e le fortezze sparse per la mappa di gioco (come nella più classica progressione alla Dynasty Warriors) da unità nemiche e mid-boss, ha infatti fatto il suo ingresso sul campo di battaglia il celeberrimo King Dodongo. Chiunque abbia affrontato il gigantesco rettile nel leggendario Ocarina of Time, saprà già come l'utilizzo delle bombe fosse fondamentale nel pattern di attacco che permetteva di liberarsi del bestione sputafuoco e, in Hyrule Warriors, anche tali accorgimenti faranno il loro ritorno: prima di poterne intaccare in qualsiasi modo la salute, infatti, dovremo stordire il boss facendogli ingurgitare una buona dose di ordigni esplosivi durante la fase di aspirazione che precede il rilascio della sua speciale fiammata. L'unica cosa, all'interno della boss fight, che ci è sembrata funzionare in modo leggermente troppo zelante è stato lo sfruttamento del punto debole di King Dodongo: una volta tramortito l'avversario, infatti, una zona del suo ventre ha iniziato a pulsare di una luce verde che, quando colpita con il giusto tempismo, ha permesso di sbarazzarci in un sol colpo del nostro avversario. Rimane ovviamente da appurare se tutto ciò non fosse dettato da tempistiche ed esigenze 'fieristiche' o, come meno ci auguriamo, da un'apertura verso un pubblico estremamente casual.

Ciò che sicuramente risultava impostato su standard pressoché nulli era invece il livello di difficoltà generale della demo, questa volta in modo palesemente riconducibile al bisogno di soddisfare un numero di giocatori incredibilmente alto nel minor tempo possibile, e quindi attualmente non giudicabile.
Convincente, d'altra parte, ci è sembrato il comparto tecnico e artistico di Hyrule Warriors, forse non in grado di sbalordire come altri titoli presenti allo stand Nintendo, ma estremamente efficacie soprattutto in chiave di rilettura di personaggi, oggetti e ambienti storici della serie; tanto il design dei protagonisti quanto quello di nemici e personaggi secondari (presenti, nella demo, anche Impa ed un ufficiale dell'esercito Goron) declina la concezione classica e fiabesca del cast della serie principale in una veste più realistica (in termini di proporzioni) e accattivante, talmente convincente da farci augurare un suo utilizzo anche in un episodio 'maggiore' della saga. Il motore di gioco, dal canto suo, gestisce l'esplosione di effetti speciali ed il numero di personaggi su schermo in modo sempre fluido e costante, il che lascia ben presagire sul risultato visivo finale che sarà possibile ottenere il prossimo agosto, quando il gioco farà finalmente il suo debutto sul mercato giapponese. Immancabili, ovviamente, anche moltissime delle classiche melodie che in questi anni hanno accompagnato gli avventurieri virtuali di tutto il mondo lungo le terre di Hyrule, rivisitate per l'occasione ma sempre cariche di una potenza comunicativa che ben pochi titoli possono vantare nel loro curriculum.

Hyrule Warriors La demo di Hyrule Warriors messa a disposizione da Nintendo durante lo scorso E3 ci ha permesso di dare una prima e fugace occhiata a quello che sarà il prossimo spin-off di due delle serie più amate dai giocatori giapponesi: il risultato si propone come un insieme dei punti di forza di entrambi i franchise, dal quale le dinamiche tipiche di Dynasty Warriors escono sicuramente arricchite di quel leggero bagaglio di novità atteso anche dai più accesi sostenitori della serie targata Koei. Proprio grazie a quest'ultimo aspetto e all'innegabile magia che l'universo di Zelda riesce sempre ad infondere in qualsiasi cosa entri nel suo raggio d'azione, Hyrule Warriors sembra già avere tutte le carte in regola per rivelarsi uno dei più riusciti capitoli dell'action-brawler più famoso al mondo; solo il tempo, ora, potrà dire se tutto ciò basterà ad accaparrarsi un posto in quella nuova generazione di titoli Nintendo che tanta salute sta nuovamente regalando ad un mercato WiiU sempre più in bilico: se le file davanti alle postazioni di gioco sono indicative di quelle che troveremo di fronte ai negozi il prossimo agosto (settembre in Europa e America), a Kyoto possono dormire sonni (leggermente) più tranquilli.