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GDC 2013

Hands on Joe Dever's Lone Wolf

Testata finalmente con mano la nuova avventura grafica di Forge Reply.

hands on Joe Dever's Lone Wolf
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il primo incontro con Joe Dever's Lone Wolf, interessante progetto mobile dell'italianissima Forge Reply, lo avevamo avuto in occasione del Lucca Comics & Game 2013. In verità il meeting era servito soltanto a tratteggiare i lineamenti generali della produzione: il gioco ci era stato introdotto da Joe Dever in persona, che aveva spiegato la collocazione temporale delle vicende all'interno della complessa continuity di Lupo Solitario, e la filosofia di base di questo "revival videoludico". L'idea, ci dissero all'epoca i ragazzi del team di sviluppo, è quella di ammodernare un'IP un po' anzianotta, recuperando il fascino dell'ambientazione e dei personaggi, ma spingendosi oltre sia dal punto di vista artistico che sul fronte ludico. Da una parte, quindi, artwork molto evocativi ed uno stile molto più vicino ai canoni di un Dark Fantasy di matrice europea, dall'altra uno svolgimento che mescolasse sessioni narrative da Libro-Game con combattimenti in tempo reale da RPG.
Sinceramente entusiasmati da un approccio del genere, capace di rispettare la forza del testo e delle scelte, ma anche di aggiungere sostanza ludica al tutto, nel corso di questa GDC 2013 abbiamo finalmente messo le mani su una versione Pre-Alpha di Lone Wolf.
Un po' sarà merito anche degli splendidi ricordi che conserviamo, ma il gioco ci ha davvero colpiti per stile, struttura e originalità.

Libro digitale

La demo di Joe Dever's Lone Wolf mette subito in chiaro una cosa: il videogame non rinnega la tradizione narrativa della serie di libri game, ed anzi cerca di far rivivere ai giocatori le emozioni di tutte le ore passate fra le pagine ingiallite a selezionare paragrafi e arti Ramas. Sullo schermo dell'iPad, quindi, si manifesta la versione digitale di un vecchio libro a stampa, come fosse illuminato dalla luce tenue di una candela. La prosa densa di Joe Dever si apre davanti ai nostri occhi, raccontandoci le sensazioni del protagonista, e tutto quello che vediamo intorno. La regolare maestria e la capacità di una sintesi piena ed espressiva sono immutate: Joe non ha certo perso il suo smalto. Sfogliamo le pagine con uno swipe, mentre girando il device abbiamo un'inquadratura più ampia su quello che sembra il tavolo di un appassionato di GDR cartacei, che ospiterà, nella versione definitiva, la mappa di gioco e le statistiche del personaggio.
Fra una pagina e l'altra, intanto, compare qualche artwork animato, che mette nuovamente in mostra il comparto artistico della produzione. Lo stile è indovinato, a metà fra quello di Castlevania Lords of Shadow ed il fantasy europeo di The Witcher: un taglio coraggioso, che amplifica le ottime emozioni risvegliate dalla lettura.

"L'avventura di questo nuovo Lupo Solitario, in uscita possibilmente entro l'anno, ci porterà attraverso ambientazioni molto evocative, in quello che è un piccolo villaggio minerario ed i suoi paraggi"

Dopo qualche pagina, troviamo finalmente la prima sezione interattiva. La narrazione si interrompe e ci mette di fronte ad una scelta. Cliccando un'apposita icona entriamo in una schermata che ci permette di selezionare le varie opzioni. Possiamo usare un'arte Ramas (a patto di averla scelta in fase di creazione del personaggio), cercare di cavarcela in altre maniere, oppure -dal momento che siamo intrappolati in una casa fatiscente- cercare di abbattere la porta. In questo caso si attiverà un breve Quick Time Event: una trovata che sicuramente aggiunge dinamismo alla progressione.
Ma non è l'inserimento di un minigame "tattile" a rappresentare il punto di forza di Joe Dever's Lone Wolf: è infatti quello che avviene dopo che ci lascia davvero stupiti. Quando si avvia un combattimento infatti, le pagine del libro svaniscono, ed una schermata di caricamento ci conduce all'interno di un'arena completamente modellata in tre dimensioni. Al centro dello schermo c'è lui, Lupo Solitario, e attorno una città abbandonata, ingrigita dal rigore dell'inverno. Le case di legno sozze ed i carri lasciati a marcire ai lati della carreggiata formano una piccola arena, in cui risuonano le grida di un Giak. Il lavoro svolto dal punto di vista tecnico è impressionante, e mentre la telecamera si avvicina al personaggio notiamo un'ottima costruzione poligonale.
Da qui ha inizio lo scontro, che segue una dinamica interessantissima. Si tratta, sostanzialmente, di un gameplay da RPG che mescola l'azione a turni ed in tempo reale. Il giocatore ha a disposizione un certo numero di secondi per eseguire tutte le azioni che riesce a compiere: quando la barra si svuoterà, dovremo attendere il suo completamento prima di proseguire.
Nel corso del nostro turno, potremo attaccare i nemici selezionando diverse opzioni tattiche. Dimenticatevi la banalità di un Infinity Blade qualunque. Qui l'inquadratura mette in mostra l'equipaggiamento di Lupo Solitario, invogliandoci a cliccare sull'arma principale, sulla spada del Sole, oppure sulla balestra. Cliccando su ogni arma si apre un menù contestuale che permette di usare un attacco. Ci sono colpi di base che consumano stamina, oppure attacchi magici che riducono il mana. Ogni attacco ha anche un tempo di cooldown, quindi all'interno del nostro turno dovremo cercare di variare il più possibile la strategia.
Sarà ovviamente possibile usare pozioni e oggetti curativi per velocizzare il tempo di recupero di stamina e mana o per curare le ferite. E c'è anche la possibilità di usare i poteri Ramas: questa versione di Lupo Solitario era in grado di sfruttare la telecinesi, per alzare gli oggetti sparsi ai margini dello scenario e scagliarli contro i nemici, infliggendo una notevole quantità di danno.
Il ritmo dell'azione è ottimo, la componente strategica ben sviluppata, e tranciare i poveri Giak regala molte soddisfazioni. L'impostazione molto tattica degli scontri viene vivacizzata da QTE che permettono di schivare o contrattaccare: ma anche la probabilità che si avviino cambia a seconda delle statistiche del protagonista, ed anche la parte di crescita dell'eroe avrà quindi un ruolo fondamentale.

Joe Dever's Lone Wolf Purtroppo la demo finisce presto, mentre il nostro eroe esce di scena e la schermata 3D scolorisce per ritornare uno splendido Artwork disegnato. Vogliamo di più. Forge Reply ci promette che lo avremo: l'avventura di questo nuovo Lupo Solitario, in uscita possibilmente entro l'anno, ci porterà attraverso ambientazioni molto evocative, in quello che è un piccolo villaggio minerario ed i suoi paraggi. La volontà è quella di costruire, attorno a Lupo Solitario, una nuova continuity, che venga arricchita da romanzi, videogiochi e fumetti inediti. Noi stiamo con gli occhi ben aperti, in attesa di quello che potrebbe essere un sogno ad occhi aperti di tutti gli amanti del fantasy classico, dei giochi di ruolo, e della potenza evocativa di una narrazione ottimamente tenuta.

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