Crash Bandicoot Trilogy Oggi alle ore 21:00

Giochiamo in diretta la prima trilogia di Crash Bandicoot!

Exp 2011

Hands on Killzone 3

Provato l'ultimo Killzone. Impressioni sul 3D, sul Move, e sulla campagna

hands on Killzone 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3

Killzone 3 è sinonimo di kolossal, un blockbuster annunciato, quasi quasi ci scappa anche la nomea di fps definitivo per console. Basti vedere la fiumana di commenti sul nostro forum, e sul www in generale, per inquadrare una situazione piuttosto surriscaldata.
Con il codice review in viaggio verso la nostra redazione (aspettatevi la recensione ai nastri di partenza dalla prossima settimana), a Londra abbiamo assaggiato alcune delle nuove feature, tralasciate -per forza di cose- dalla nostra ultima anteprima basata su un codice incompleto (che trovate QUI).
Hermen Hulst e Mathijs de Jonge, rispettivamente Managing Director e Game Director, hanno aperto la presentazione puntando tutto sul background narrativo che sottende Killzone 3.
Non vogliamo precorrere i tempi né essere accusati di spoiler, tuttavia la scrittura non pare discostarsi in maniera netta dalla noia del precedente episodio.
Alcune cut scene assicurano un’impronta decisamente intrigante (si pensi alla guerra di potere in seno al governo Helghast), infervorate da un doppiaggio che nella versione anglofona ospita gente come Malcom McDowell, Brian Cox e Ray Winstone, altre semplicemente alzano la voce (su tutte, le liti fra commilitoni), tuttavia a mancare sembra lo spessore dei personaggi, poco sfaccettati, poco emozionali anche quando abbandonati a loro stessi.
Una questione che si riallaccia alla varietà delle ambientazioni, finalmente presenti in abbondanza. I collegamenti fra una zona e l’altra di Helghan sembrano piuttosto forzati, slegati da una necessaria omogeneità narrativa. Sul fronte ludico, di converso, funzionano eccome: dall’ambientazione urbana di Killzone 2, si passa attraverso il ghiaccio, il caldo torrido delle foreste, nello spazio. Un’opulenza difficilmente dimenticabile.

Hands-On

Punto numero due, il sistema di controllo. Rivisto e perfezionato (oltre che totalmente personalizzabile), rispetto al prequel guadagna in precisione e fluidità. Di pari passo il sistema di coperture, ora davvero soddisfacente. Spostare un bestione sotto anabolizzanti e armato di tutto punto non è certamente cosa da poco, ma fortunatamente il peso del nostro avatar si fa sentire evitando di intabarrare inutilmente l’esperienza di gioco.
Con l’accoppiata Move e Navigation Controller la situazione cambia, è naturale, senza necessariamente buttare al peggio. Killzone 3 è un banco di prova per la sopravvivenza del motion sensitive nel campo degli hardcore game, un test in prima battuta superato (con riserva). Nella configurazione standard, il controller si occupa del movimento (e dello zoom), con Move deputato all’utilizzo dell’arma, della ricarica (ruotandolo di 90°), della copertura e dei bastardissimi attacchi melee. I parametri (velocità di spostamento e di targeting) sono modificabili a piacimento, tanto che per i neofiti vi è un utile sistema di lock on sull’avversario più prossimo (non utilizzabile nelle partite in multiplayer) che rende l’approccio al gioco davvero morbido. Gli spostamenti laterali della visuale sono ben progettati, con la stessa che si blocca nel punto voluto agendo con un tocco in direzione opposta all’asse di rotazione. Nel caso vi siate persi, vi basti sapere che il tutto è funzionalmente intuitivo.
Per quanto ben implementato, i nostri dubbi permangono, soprattutto in ottica multiplayer. Là dove servono velocità di esecuzione e di pensiero, contro nemici scaltri, svelti e parecchio incattiviti, Move potrebbe arrancare. Il tutto potrebbe essere risolvibile mediante intense sessioni di allenamento, di certo sulle prime il gap tra i metodi di controllo risulterebbe senz’altro evidente.
Un discorso che prende una piega diversa se si gioca con la periferica/fucile ideata da Sony (dal look orribilmente plasticoso, va detto). L’immersione ne trae immenso beneficio, ma a quale prezzo? Agire sulla visuale o seguire un nemico in movimento mentre si cerca a propria volta un riparo pare davvero straniante, stancante e confusionario. Inoltre, la tensione alle braccia, dopo una buona oretta di gioco, è palpabile. Di certo, la configurazione che preferiamo meno.

Triddì

Killzone 3 è dunque terreno fertile per le sperimentazioni e il 3D non poteva naturalmente mancare all’appello. Dal punto di vista scenico, l’impatto è di assoluto rilievo. In un gioco che fa un uso ampissimo dei particellari (nebbie volumetriche, ceneri) e che tinteggia lo schermo con le traiettorie di decine e decine di spari, Killzone 3 ha vita facile nell’impressionare stereoscopicamente il fruitore. Ghosting praticamente impercettibile, rotazioni laterali prive di sbavature. Profondità generale e volumetria degli oggetti -con impostazioni standard- semplicemente perfetta.
Ovviamente la stereoscopia sortisce effetti diversi a seconda dell’individuo e qui non c’è analisi che tenga.

Multidivertimento

La co-op online non farà parte del pacchetto finale. Le problematiche tecniche da risolvere, in questo senso, sono ingenti, da qui la scelta di escluderla. Non è detto però che non faccia capolino sotto forma di dlc.
La cooperativa è però presente via split-screen, solo verticale. La manciata di minuti trascorsi in compagnia di un collega ci ha permesso di rinvenire un discreto downgrade grafico, soprattutto alla voce filtri e particellari. Vedremo poi in sede di recensione se la cpu tiene effettivamente conto della presenza di due giocatori, magari agendo sul numero di nemici in campo, o sulla loro vulnerabilità.
L’IA, a livello veterano (il penultimo dei quattro previsti), è davvero eccellente. Le diverse tipologie di soldati avversarsi coprono benissimo le diverse zone dell’area di gioco, si spostano con continuità e cercano riparo, coordinandosi fra loro. Le routine sono sensibili all’ambiente circostante e reagiscono in base a quello che combina il giocatore, talvolta attendendo, tal’altra andandolo a stanare per un sanguinoso corpo a corpo. Quest’ultimi sono semplicemente un pozzo senza fondo di splatterosa goduria. Sensibili al contesto (postura, posizione, tipologia del nemico), premendo L1 si dà il la ad una carneficina che può anche prodursi in una lucente lama di coltello infilata nel bulbo oculare dell’avversario. Pegi 3?
Il frame rate appare sostanzialmente solido come nel single player, con alcuni intoppi durante gli scontri più caotici (diversi mech sullo schermo, granate e rpg come se piovessero).
Tre le modalità multiplayer principali, sebbene durante il Playstation Experience ci è stata data l’opportunità di testare quella già apprezzata in Killzone 2, ovvero Warzone, che agglomera challenge di diversa tipologie, da affrontare in compagnia uno dopo l’altra.
Se Guerrilla Warfare è il classico deathmatch, Operation Mode espande quanto visto in Medal of Honor, con macromissioni divise in diversi step e intervallate da brevi scene d’intermezzo. Due squadre in campo, sedici giocatori.
Otto le mappe disponibili, con altre due in arrivo sotto forma di dlc già a Febbraio (Salamun Market, destinato alla modalità Warzone, e Blood Gracht per il Guerrilla Warfare. Già conosciute nel capitolo precedente, saranno però disponibili solo per chi ha preordinato il gioco. Per ora).

Killzone 3 Questa panoramica sulle novità di Killzone 3 potrebbe fungere da utile calmierante per chi non ne può più di attendere il 25 Febbraio. Il gioco è esageratamente spettacolare, e solido sotto il profilo del multiplayer, quindi l’hype è -per una volta- giustificato. Dispiace solo che Guerrilla non sia probabilmente riuscita a compiere quel balzo in avanti spiccato da Bungie tanto tempo fa. Un salto nell’epicità, nelle emozioni che solo uno storytelling adeguato è in grado di regalare. Detto ciò, Killzone 3 rimarrà comunque un motivo di vanto per gli utenti PS3.

Che voto dai a: Killzone 3

Media Voto Utenti
Voti totali: 180
8.7
nd