Hands on Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure

Provata la collection di esperienze Pixar

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Settimana scorsa vi abbiamo raccontato il nerdismo e la buona offerta di contenuti (5 modalità di gioco, alcune valide altre decisamente superflue) di Kinect Star Wars. A fronte di un gameplay non sempre impeccabile il titolo si dimostra solido graficamente, sperimentando alcune tecnologie innovative come ad esempio il libero movimento del Rancor.
Ironia della sorte, un videogame tutt'altro che sotto i riflettori come Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure è in grado di sviluppare ulteriormente tali tecniche presentandole in tutte le prove con buoni risultati. Purtroppo, però, un videogioco in cui l'occupazione primaria è correre forsennatamente non pare l'ambiente più indicato per sperimentare una capacità di muoversi liberamente all'interno dello scenario e non su percorsi prestabiliti come hanno proposto fino ad ora i videogame pensati per Kinect. Attendiamo quindi l'annuncio da parte di Microsoft di un action o adventure, magari il fumoso Ryse di Crytek!
Sterili dissertazioni a parte sulle future potenzialità del sensore Microsoft, un'esperienza come Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure (fino a qualche mese fa conosciuto come Kinect Heroes) si propone ad una platea familiare forte del carisma dei personaggi Pixar. L'uscita è fissata per il 23 Marzo: ci starà una confezione Xbox 360 nel ventre cavo dell'uovo di Pasqua?

Guarda mamma, sono un giocattolo!

La software house francese Asobo si è occupa recentemente delle versioni videoludiche di Ratatouille, UP, Wall-E, Toy Story 3 e Cars 2. E anche se tutte queste produzioni non sono dei capolavori, è innegabile che lo studio conosca i polli Pixar e sappia dialogare con uno dei più importanti studi d'animazione del mondo, anche se in fatto di esperienza nell'industria videoludica è alquanto carente.
Ad esclusione di un ripescato Gli Incredibili (ci stiamo preparando ad un seguito?), tutte le precedenti esperienze tie-in di Asobo (tranne Wall-E) sono tutte dentro Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure.
Un calderone ben assortito di grafica computerizzata assai fedele alle fonti filmiche d'ispirazione, dolce nelle scelte cromatiche e spiccato nelle animazioni. Solo Gli Incredibili fanno eccezione con una direzione artistica già datata nel 2004 e oggigiorno palesemente anacronistica rispetto alle ultime tecnologie dello studio di Emeryville, viste all'opera in Toy Story 3 e UP.
Il comparto in-game è sempre squisito, ben steso ed efficace, ma è stata una funzione di Body Scanningad aver attirato la nostra attenzione. A inizio partita il giocatore si posiziona davanti al sensore Kinect e in cinque secondi è scansionato il suo corpo, in altri cinque la sua testa. Sullo schermo compaiono delle linee entro le quali posizionarci, così da facilitare e velocizzare la scansione. La creazione dell'avatar è raffinata da successive scelte tra opzioni predefinite circa il colore degli occhi, il taglio dei capelli o la montatura degli occhiali, ma il software riconosce da solo le diverse sfumature di vestiti e capigliatura, nonché la lunghezza dei nostri vestiti (una t-shirt o un cappotto?).
Vederlo all'opera è abbastanza impressionante, testarlo sulla propria pelle forse un po' meno, ma senza dubbio una simile tecnologia potrà essere implementata e migliorata in futuro.
Anche perchè Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure impiega questi avatar modellati sul profilo di chi gioca solo per brevissime cut scene introduttive, dato che i livelli veri e propri vedono protagonisti i personaggi dei film. Un vero spreco di risorse...
Prima di passare all'analisi del gameplay vi confermiamo la presenza del doppiaggio italiano e delle rispettive voci italiane, spesso appartenenti a volti noti del mondo dello spettacolo, che avevano doppiato le pellicole originarie.

Corsa a perdifiato!

Cinque sono gli universi Pixar considerati, per ognuno saranno presenti tre sfide ambientate in zone differenti e con eroi differenti (sempre e comunque due, così da rendere possibile una co-op drop-in drop-out).
Le demo proposte erano strutturate come porzioni del livello totale, corrispondenti a circa un terzo dello stesso per una durata di cinque minuti. Facendo due conti, quindici minuti per prova sono più che sufficienti specie considerando la grande fatica prodotta dal gioco con Kinect. Come per Kinect Star Wars abbiamo provato tutte le modalità di gioco, tranne UP, la quale presumibilmente sarà svelata solo alla vigilia dell'uscita.
In ogni caso tutte le proposte si rifanno al sottotitolo "rush", ovvero corse fulminee verso la conclusione dello stage: azione primaria è il correre che grazie al cielo non è accompagnato dalla falcata vista nei 100m di Kinect Sports, ma da un movimento ondulatorio con le braccia. Tale gesta acquista una sua meccanicità e richiede una marginale concentrazione, così da concedere al giocatore di focalizzarsi sull'esplorazione del livello (a 360° grazie al riconoscimento del movimento delle spalle così da impartire la direzione di marcia) e la risoluzione di minimi enigmi ambientali.
In Toy Story 3 vi trovate all'asilo Sunnyside, dove Bonnie ha malauguratamente il porcospino tirolese Mr. Pricklepants; mentre la bambina sta lasciando la struttura il giocatore deve correre e raggiungerla così da inserire il giocattolo nello zaino da cui era precedentemente caduto. In questa situazione vi è una prima parte in cui si richiede l'apertura di alcuni cancelli in legno dietro risoluzione di alcuni puzzle, seguita da una corsa a perdifiato verso l'auto dove sta salendo Bonnie.
Così va anche per Ratatouille, dove seguiremo la perigliosa fuga di Emile, fratello di Remy il topolino protagonista, lungo i condotti fognari di Parigi. E mentre una imbarcazione scivola sopra i flutti delle "fuoriuscite" della Ville Lumiere, il giocatore potrà meglio sfruttare condotti, semplici piattaforme edificate dai suoi fratelli roditori e - in manca d'altro - nuotare per brevi tratti. La dinamica natatoria avviene mimando con le braccia l'ampia bracciata dello stile Rana. Da quanto provato sembra maggiore la componente enigmi rispetto a quella velocistica, grazie ad aree in cui il ritmo si placa e dovrete azionare meccanismi, grazie sopratutto ad una forte diversificazione del level design che porta con sé più di una strada per progredire nell'inseguimento. Sta al giocatore scegliere quella più veloce, tenendo fede a più di una acrobazia!
Maggiormente improntato sulla corsa è il livello provato de Gli Incredibili, ambientato all'interno di un laboratorio scientifico sull'isola di Nomanisan. Qui nei panni di Mr Incredible si saetta tra asettici corridoi e si evitano fluidi/trappole disseminate dai robotici Omnidroidi.
Si chiude infine con una pista ispirata alla affascinante Tokyo di Cars 2, in cui Saetta McQueen si lancia all'inseguimento della monoposto Francesco Bernoulli, sul cui alettone è posizionata una bomba a orologeria. Qui siamo davvero dalle parti di un racing game in tutto e per tutto con piste, cordoli e barriere da abbattere sparando qualche colpo d'arma da fuoco. Il modello di guida ricorda quello di Kinect Joy Ride e della modalità Podracing di Kinect Star Wars, ma a dispetto del primo e sulla falsariga del secondo si dimostra maggiormente reattivo e più preciso nel tradurre i movimenti del giocatore. Anche se manovrare un volante solido come l'aria rimane un sistema di controllo scomodo!

Kinect Rush: Un'avventura Disney Pixar Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure prosegue sulla linea dettata lo scorso Natale da Disneyland Adventure, ovverosia accoppiare le più avanzate tecnologie Kinect e l'esperienza accomunata da Microsoft con il carisma degli eroi Disney classici come Topolino o Biancaneve e moderni quali Ratatouille o Woody di Toy Story. Kinect Rush è definito come un “race story driven”, ovverosia una escursione alla velocità della luce all'interno di cinque universi fuoriusciti dalla mente degli animatori di stanza ad Emeryville. Generalmente si corre, ma talvolta ci sono elementari enigmi da risolvere. C'è sopratutto la simpatia dei personaggi, sorretta da un motore grafico che coglie il meglio delle pellicole d'ispirazione. Per questo il videogioco è particolarmente indicato per bambini o famiglie grazie alla modalità cooperativa presente in ogni livello.