Hands on Kingdom Hearts: Birth By Sleep

Sforderiamo le Keyblade. A qualche mese dall'uscita, provato l'action RPG di Square-Enix

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Già uscito da mesi in Giappone (dove ha raccolto critiche piuttosto positive) e in arrivo a Settembre sugli scaffali nostrani, Kingdom Hearts: Birth by Sleep è il nuovo capitolo della celeberrima serie di Square - Enix che fonde l’universo di Final Fantasy con i magici mondi immaginati da Walt Disney. Un esperimento, quello di Kingdom Hearts che negli anni ha saputo dare risultati decisamente positivi: dopo il primo, splendido capitolo, su Playstation 2, anche il suo sequel non ha deluso le aspettative, mentre Chain of Memories e 358/2 Days si sono mostrati leggermente sottotono rispetto alle aspettative dei fan. Ora, con questo nuovo episodio in esclusiva su PSP, Square Enix intende rimettere in carreggiata la serie, preparando così il campo per l’arrivo del sempre più anticipato (ma mai confermato, come da tradizione nipponica) Kingdom Hearts 3 su console Next Gen. Birth by Sleep, dunque, ha un compito doppio: da una parte rappresenta il titolo di punta del portatile Sony per il prossimo inverno (occidentale), dall’altra cerca di chiarire alcuni punti focali della saga che, fino ad oggi, sono rimasti piuttosto oscuri. Grazie alla versione giunta in redazione, praticamente completa, abbiamo potuto testare le caratteristiche del prodotto.

Birth by Sleep è un prequel; abbandoneremo dunque Sora e Riku per approfondire le vicende che hanno portato al primo capitolo di Kingdom Hearts e, soprattutto, scoprire di preciso cosa sia e a cosa serva per davvero la Keyblade. Il gioco inizia, come da tradizione, presentandoci i nuovi protagonisti, Aqua, Terra e Ventus, giovani apprendisti sotto la guida del saggio Maestro Eraqus, che stanno studiando per imparare ad usare le loro Keyblade. Subito dopo un test che avrebbe dovuto valutare le loro capacità, però, qualcosa comincia ad incrinarsi, laddove Aqua e Ventus non hanno problemi a superare la prova, Terra fallisce per via dell’oscurità che ha nel cuore, mentre una legione di strane creature attacca la scuola e un altro Maestro, Xehanort, sparisce misteriosamente. Terra verrà incaricato da Eraqus di rintracciare i dispersi, mentre gli altri due apprendisti lo seguiranno per dargli manforte e controllare le sue mosse, dato che il timore di un tradimento si fa sempre più fondato. Inizia così la trama di Birth by Sleep, e, fin dalle primissime battute, è immediatamente chiaro che la volontà di Square sia il voler riportare il brand alle atmosfere “mature” del primo episodio della serie, senza indugiare in momenti e situazioni troppo fanciulleschi. Da questo punto in poi la trama si divide in mille rivoli, come sempre basati sull’esplorazione di alcuni mondi ispirati all’universo di Topolino, come il Bosco dei 100 Acri di Winnie the Pooh, L’isola che non c’è, e anche alcune new entry dedicati ai classici Disney più recenti. Un esempio su tutti? Il mondo spaziale di Lilo & Stich, che dovremo attraversare usando la Keyblade come tavola a mo’ di surf interstellare. Il pastiche fra le fantasie Disneyiane, l’epos di Final Fantasy e la necessità di costruire una storia il quanto più coerente è riuscito quasi alla perfezione. Birth by Sleep emoziona, diverte e, soprattutto, fa venir voglia di andare avanti per “vedere come va a finire”, una della caratteristiche più importanti per un RPG, dove le ore di gioco richieste per completare la trama sono sempre un numero piuttosto alto (indicativamente, anche se dipende molto dal vostro stile di gioco, ci si impiega circa dodici - quindici ore per ogni personaggio, senza considerare tutte le sottoquest e l’esplorazione). Alcuni non amano Kingdom Hearts proprio per questa sua particolarità di voler fondere due universi che sembrano fin troppo lontani fra loro, probabilmente non hanno tutti i torti; a tratti vedere Topolino in una scena piena di intensità drammatica fa sorridere, così come ascoltare i discorsi saggi e ponderosi di Dotto, tuttavia l’effetto nel complesso è molto positivo. Certo, agli RPGisti più quadrati Pippo armato di spada non andrà troppo a genio, ma per una volta non si può che lodare una serie che tenta di uscire dagli stilemi classici del suo genere per sperimentare soluzioni, se non innovative, quantomeno non banali.

Se la vicenda, come abbiamo detto, ha subito un deciso shift verso la maturità, il gameplay non è da meno, e come aveva già anticipato il producer durante lo scorso E3, le novità non mancano e sono sostanziali. Pur non rinnegando la sua anima profonda di action RPG, Birth by Sleep raffina il battle system dei suoi predecessori, correggendo alcuni dei difetti più impopolari fra i fan della saga. Il sistema di Lock on sui nemici è stato migliorato, permettendo una gestione più intuitiva (e intelligente) degli scontri, mentre come sempre nell’angolo in basso a sinistra dello schermo, troviamo un semplice menu a tendina che elenca gli attacchi disponibili. Dopo averne usato uno, naturalmente, dovremo aspettare che si ricarichi per poterlo sferrare di nuovo, per cui dovremo essere bravi a concatenare le combo per non rischiare di rimanere senza opzioni proprio al momento in cui dobbiamo dare il colpo di grazia.
La seconda innovazione è la “command board”, un nuovo sistema di livellamento dei personaggi simile per certi versi a un gioco dell’oca all’ennesima potenza dove, vincendo determinati minigiochi, avremo accesso a nuove skill e caratteristiche. Detto così può sembrare disarmante, ma vi assicuriamo che questo sistema non è per nulla banale e permette di gestire i Deck command dei protagonisti modificando il loro stile di combattimento. Inoltre, una nuova feature, denominata Command Style, controlla come si evolve il nostro stile di gioco e permette di sbloccare nuove mosse e attacchi alternativi nel momento in cui il personaggio raggiunge determinati obiettivi. Questi colpi, denominati Finish Command, sono potenti e spettacolari, e ripagano l'utente del grande impegno necessario, dal punto di vista tattico, per attivarli.
Come ciliegina sulla torta abbiamo, infine, le diversità dei tre personaggi che, per una volta, mostrano attacchi, stili di combattimento e mosse decisamente diverse fra loro, che costringono il giocatore ad adattarsi ai cambiamenti, senza poter sviluppare una sorta di strategia ombrello che vada bene per tutti. Terra, per esempio, è il character più potente, ma sconta una certa lentezza in fase di movimento e una difesa non perfetta; Ventus invece è velocissimo ma debole, mentre Aqua mischia le caratteristiche di entrambi senza particolari eccellenze. L'utilizzo dell'opzione D-Link, che permette di prendere in prestito un attacco caratteristico dei compagni di gioco, garantisce comunque una discreta libertà strategica, riuscendo a modificare lievemente lo stile del personaggio, che può in tal modo adattarsi ad ogni situazione.
Fra le "New Entry" anche il cosiddetto Shotlock Command, che permette, alla pressione di entrambi i dorsali, di effettuare dei Lock-On multipli sui nemici, con una visuale in prima persona, per poi colpirli contemporaneamente.
Per quanto riguarda le boss fight segnaliamo l’introduzione di alcuni quick time events piuttosto elementari che variano il livello di sfida e rendono tutto decisamente più intuitivo e snello.

Tecnicamente Square Enix non delude le aspettative e, con Birth by Sleep va a posizionarsi al vertice delle produzioni per PSP. La grafica è colorata e piena di dettagli, mentre sia per i personaggi che per le strutture il numero di poligoni è ottimo per gli standard portatili. Qualche rallentamento occasionale, soprattutto durante le battaglie più concitate, ci farà comunque compagnia, in ogni caso è innegabile che lo sforzo degli sviluppatori vada promosso quasi a pieni voti. Forse una leggera ottimizzazione in più avrebbe migliorato ancora un motore grafico già di per sé ottimo. Riguardo il multiplayer non possiamo ancora sbilanciarci perché non essendo il gioco ancora uscito sui nostri mercati non abbiamo avuto modo né di testare le modalità locali né quelle online. Non appena il gioco sarà stato lanciato in Europa provvederemo a fornirvi tutti i dettagli.

Kingdom Hearts: Birth By Sleep Kingdom Hearts: Birth by Sleep sembra mantenere tutte le promesse, portando su PSP il meglio della saga e rilanciando un brand che, dopo le sue ultime sortite su DS, sembrava star perdendo smalto. Le innovazioni introdotte funzionano piuttosto bene e la trama, tutta incentrata su quello che è avvenuto prima dell’arrivo di Sora, non mancherà di soddisfare i fan più sfegatati. In attesa, ovviamente, di un terzo sequel ufficiale.

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