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Giochiamo con questo stealth game ad alto tasso disagio!

Hands on LEGO Star Wars 3: The Clone Wars

Provata con mano la nuova avventura "a mattoncini" nell'universo di Star Wars

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • Psp

I videogiochi targati Lego sono riusciti negli anni a crearsi una solida fama, costruita sul tratto distintivo della serie: la capacità di regalare sorrisi rivestendo di mattoncini le saghe cinematografiche più amate, reinventandole in disimpegnate e riuscite parodie.
Dopo i fasti di Hogwarts, Traveller’s Tales torna nello spazio con il nuovo Lego Star Wars 3: Clone Wars: il gioco si ispira ovviamente alla serie animata omonima, con la guerra tra Jedi e separatisti, passata forse un po’ in sordina complice il target cui è rivolta. Inutile specificare però che di carne al fuoco ce n’è molta, in particolare per lo spazio di cui godono finalmente molte figure di contorno delle trilogie classiche, in un arco temporale burrascoso ma affascinante.
Confermato ufficialmente sulle console ammiraglie per il 25 Marzo, Lego Star Wars 3: Clone Wars sarà anche uno dei titoli che accompagneranno il lancio dell’atteso 3DS. In attesa di provare anche questa versione, per ora ci siamo limitati a visionare 5 livelli su Xbox 360, e possiamo sbilanciarci immediatamente: TT Games non ha perso il tocco magico, ed è riuscita a renderci simpatico addirittura l’insopportabile Jar Jar Binks, impresa che rasenta il miracolo.

La guerra dei cloni

Clone wars riempie come detto il periodo che va da l’Attacco dei cloni” a “la Vendetta dei Sith”, e contribuisce ad allargare lo sguardo sulla galassia in piena guerra, a causa del confronto sanguinoso tra Repubblica e Separatisti, velo dietro cui si nasconde Palpatine per l’ormai noto colpo di stato.
Ed è ovvio che, vivendo del brillante e continuo gioco di citazioni, chi più godrà di questo Lego è l’appassionato, in grado di riconoscere dietro gli irridenti mattoncini le reali situazioni della saga. Ma anche i neofiti non potranno che apprezzare le cutscene a modo loro esplicative, dato che, come la serie animata, anche questa ritrasposizione vive di episodi praticamente autoconclusivi. E questo Clone Wars riesce, come ogni episodio Lego, a regalare una smaliziata allegria ad una struttura fedelissima all’originale, in cui ogni particolare è un tributo devoto all’opera originaria di Lucas, oltre che alla serie animata.
Il gioco si apre nell’arena di Geonosis, con Obi Wan, Padme e Anakin alla mercè del pubblico ludibrio, incatenati e pronti a diventare spuntino per bestie. Come nel film i poteri Jedi e l’abilità della ragazza ci permetteranno di sfuggire all’ignobile destino: con il consueto gioco di switch ormai caratteristica del brand utilizzeremo a turno le capacità della ragazza (un comodo rampino per tirare sporgenze, o mettere al guinzaglio le bestie), o dei due scapestrati protagonisti, in grado con la forza di addomesticare gli animali e modificare le strutture cui sono legati. Si inserisce nel sistema anche la necessità di azioni concatenate tra diversi personaggi, tramite azioni contestuali segnalate da simboli colorati. Questo genere di interazione comporta ad esempio l’utilizzo di Padme per catturare al lazo un mostro, per consentire poi ad Anakin di salire comodamente in sella posizionandosi correttamente e premendo il tasto indicato . Ovviamente il gioco premia la cooperazione tra due persone giocanti, ma anche in single l’azione si dimostra gestibile ed immediata. L’arena è ampia, e con l’arrivo di Mace Windu e dei rinforzi si popola in maniera impressionante, con la presenza a schermo di centinaia di personaggi in lotta, laser che mulinano all’impazzata e mattoncini che volano. Il colpo d’occhio è notevole, tanto più che il caos rende benissimo le fasi concitate di guerra dell’originale Star Wars, e consente di far sfoggio di un’apprezzata fluidità d’azione, che rifinisce in meglio quanto già visto nella serie: oltre ai classici attacchi combo con la spada possiamo lanciare la nostra arma su bersagli scelti, utilizzare la forza per catapultare nemici, o costringerli a rivolgere il fuoco dove desideriamo. Sia chiaro, non stiamo parlando di Bayonetta e del suo lussurreggiante combat system, ma il passo in avanti rispetto al passato è evidente.
Ad inframezzare l’azione contribuiscono ancora una volta i meravigliosi filmati, complice un Jango Fett con l’iconografico lanciafiamme pronto a sciogliere il gelato di Mace Windu, che a sua volta darà vita ad una serie di palleggi calcistici con il casco del cacciatore di taglie, spogliando di violenza la celebre scena che vedrà poi Boba appropriarsi della testa del “padre”.
Nei livelli seguenti ci troviamo a guidare squadre di diversa composizione, per saggiare le differenze tra personaggi e il diverso ruolo che possono avere nell’economia del gioco. Effettivamente le dinamiche ci impongono numerosi switch, per sfrondare con le giuste armi e le giuste scelte i puzzle ambientali che ci si offrono, sicuramente diversi da quelli più ragionati (ancorchè semplici) di Harry Potter. In questo caso infatti vincono l’azione e la gestione della squadra, per utilizzare armi rapide a fronte di determinati ostacoli, o più esplosivi lanciarazzi quando serve la potenza bruta, piuttosto che sfruttare con la Forza i droidi nemici e il loro fuoco amico per mettere fuorigioco le postazioni separatiste.
Il discorso cambia poi con D3-B0 (in grado di hackerare alcuni portali riproducendo la sequenza di tasti indicata, via via sempre più intricata), o con C1-P8, che può sfruttare i retrorazzi per raggiungere aree lontane, o Padme con il suo rampino. Spesso sarà necessaria proprio l’azione congiunta del team per aprire l’area, in situazioni tutto sommato immediate ma ben strutturate.
La novità principale emerge però con le battaglie spaziali, in cui potremo volare con il nostro modellino (sempre meravigliose le astronavi Lego, sia virtuali che reali) nel turbinio di laser che ci circonda. Nel livello testato siamo alla guida dello Starfighter di Plo Koon, per abbattere l’enorme incrociatore di Grievous, il Malevolence. La guida è molto semplice, e la battaglia si risolve in determinate azioni da compiere per poter spegnere i deflettori ed entrare nella nave nemica, senza l’adrenalina o gli inseguimenti tra piccoli starfighter (vedi Battlefront 2). Tutto sommato però le fasi sono un piacevole diversivo, in grado di immergere una volta di più il giocatore nella galassia lontana lontana, complice il caos che regna a schermo, che non di rado porterà il povero Plo Koon a esplodere senza aver portato a termine la missione.

Just another brick in the wall? Si, per fortuna...

Lo premettiamo, Lego Star Wars: Clone Wars, con le sue migliorie e lo sterminato database di personaggi e collectibles, sembra non uscire dalla formula TT Games: consolida e rifinisce le meccaniche, gioca con il materiale a disposizione, ma non segna rivoluzioni degne di nota. Ma ancora una volta, almeno nei 5 livelli provati, riesce a regalare quel divertimento disimpegnato made in Lego che ammalia gli appassionati, e qualunque neofita che si avvicini al brand. E’ probabile che qualcuno cominci a non sopportare più la sovraesposizione del brand, ma è innegabile che, joypad alla mano, risulta difficile cancellare l’ombra del sorriso che emerge dal viso di chi gioca, vista l’esperienza sempre divertente, anche se vittima di qualche dejavu.
Tanto più che, pur senza avvicinarsi ai mostri sacri della generazione, graficamente questo Clone Wars è ispirato a dir poco: le aree viste aggiungono all’atmosfera ridanciana anche dei teatri epici ed enormi, ricchi di animazioni e di azione. L’impressione è quella immergerci nei campi di battaglia insieme ai Jedi e alle lightsaber che mulinano, in un vortice di colori e luci impressionante. Inoltre la plastica di mezzi, strutture e personaggi (assolutamente definiti e puliti, che farebbero gridare al miracolo gli amanti della modellistica) si innesta in ambienti assolutamente naturali, in una commistione pregevole. Vedere questi due stili che si compenetrano e si integrano ci ha riportato ai tempi d’oro dell’infanzia, quando un ciuffo d’erba diventava giugla per i nostri soldatini e non distinguevamo tra realtà e fantasia. Graficamente ottimo, pulito e spassoso, Clone Wars si permette anche numerose perle, come ad esempio un D3-B0 che (come d’abitudine) perde i pezzi cammin facendo a seconda dei colpi ricevuti, saltellando qua e là con una mimica da film muto di alto livello.

LEGO Star Wars 3: The Clone Wars Lego Star Wars: Clone Wars non sembra uscire dal seminato, e si innesta sulla scia del brand, levigando, limando e migliorando l’esperienza di gioco, specialmente per quanto riguarda le meccaniche d’azione. Qualcuno comincia a non sopportare più la sovraesposizione del franchise, ma, mani sul joypad, anche questa volta Traveller’s Tales pare molto ispirata, pronta a sedurre appassionati e non: la parodia al solito è godibile e spassosa, forte di una mimica esagerata ed ammiccante (spettacolari i facepalm di Obi-Wan alle sbruffonate del suo padawan) e di cutscene sempre divertenti e devote. In attesa di provare il gioco completo - anche nella versione 3DS - vi ricordiamo la data ufficiale d’uscita, prevista per il 25 Maggio 2011.

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