Hands on Lightning Returns: Final Fantasy XIII

Torniamo a provare l'ultima avventura di Lightning. La svolta action in previsione di Final Fantasy XV?

hands on Lightning Returns: Final Fantasy XIII
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Tra i personaggi più amati e al contempo odiati dell'universo di Final Fantasy, l'algida e distaccata Lightning è riuscita nell'invidiabile impresa di portare un capitolo della serie principale della saga RPG di Square-Enix a spingersi fino a un terzo episodio, evento più unico che raro per la serie partorita più di venticinque anni fa dalla mente di Hironobu Sakaguchi; la globalizzazione che ha colpito anche il mercato videoludico e la necessità di aprire il proprio bacino d'utenza ad un numero sempre più ampio di persone, ha portato Final Fantasy ad allontanarsi in modo sempre più sensibile dalla struttura tradizionale tanto amata dai fan di vecchia data, per esplorare sistemi di gioco e modalità di crescita del personaggio inedite. Il risultato più palese di questi cambiamenti porta il nome di Final Fantasy XIII, campione di incassi quanto calamita per le feroci critiche di una fedele fanbase ritenutasi abbandonata o, nei casi peggiori, tradita. Consapevole degli appunti mossi a quello che può comunque considerarsi come il capitolo più rivoluzionario dell'intera saga, Square Enix è sembrata ritornare (almeno parzialmente) sui suoi passi con il secondo capitolo del progetto Fabula Nova Crystallis, quel Final Fantasy XIII-2 che fornì ai giocatori un più ampio margine di libertà nell'esplorazione di scenari e sotto-missioni, registrando ancora una volta un ottimo risultato in termini di vendite pur senza convincere pienamente gli scettici. E' quindi con una certa curiosità che l'intera community di appassionati di JRPG e fan della saga attende Lightning Returns, terza iterazione della tredicesima fantasia finale, che abbiamo avuto modo di provare ad un evento milanese organizzato da Square Enix per mostrare alla stampa un'inedita sezione di gameplay e scambiare due chiacchiere con Motomu Toriyama e Yuji Abe (rispettivamente Director e Game Design Director del gioco), che leggerete domani su queste pagine.

TREDICI GIORNI

Il ritorno di Lightning nei panni di protagonista della serie coincide con il risveglio del Caos sull'arcipelago di Nova Chrysalia, ultimo baluardo di un'umanità ormai vicina alla fine dei suoi giorni: più precisamente, saranno tredici le giornate che separeranno il genere umano dalla propria estinzione per mano dell'entità proveniente dal Valhalla e, in questo lasso di tempo limitato, Lightning avrà il compito di scegliere attentamente in quali missioni principali e secondarie imbarcarsi. Ognuna di esse, infatti, avrà ripercussioni sul tempo a disposizione della nostra eroina per salvare il pianeta, prolungandolo se sceglierà di aiutare determinate cause o riducendolo nel caso decida di seguire altri obiettivi. Lo scorrere delle giornate verrà scandito da un ciclo giorno/notte in grado di influenzare tanto le tipologie di nemici che incontreremo nelle aree di gioco quanto la possibilità di intraprendere determinati tipi di missioni piuttosto che altre, aggiungendo un ulteriore layer alla struttura 'decisionale' che caratterizza tutto il titolo.

La durata approssimativa delle giornate è calcolata intorno alle due ore di gioco nel mondo reale, ma è già noto come navigare tra i menù, dialogare con gli NPC e perdersi nella miriade di possibilità di personalizzazione disponibili per la nostra eroina sospenderà lo scorrere del tempo in-game, garantendo quindi una longevità complessiva che, secondo le recentissime parole dello stesso Abe, si attesterà sulle cinquanta ore di gioco circa, raggiungendo quindi livelli simili a quelli della prima avventura di Lightning. Proprio la personalizzazione della protagonista del nuovo titolo Square Enix è stata una delle caratteristiche che ha catalizzato la nostra attenzione durante la prova con mano che ha seguito il breve filmato introduttivo mostratoci: la sezione di gioco presentata ci ha infatti visto muovere i primi passi in un'estesa ambientazione chiamata Wildlands, dove, ad attenderci tra una miriade di nemici e side quest, abbiamo trovato un sistema di customizzazione di equipaggiamento e stili di combattimento molto profondo e in grado di soddisfare qualsiasi palato.

SCHEMATA

La cura profusa dagli sviluppatori nell'allestire un sistema di gestione del personaggio tra i più completi del suo genere, è visibile in ogni aspetto dell'impianto allestito da Square Enix: dal design dei menù che permette di selezionare le combinazioni di oggetti più adatte agli avversari in campo (e al proprio stile di gioco) in poche e rapide mosse, alla possibilità di editare il colore degli abiti di Lightning (strizzando l'occhio al fascino che il personaggio esercita sulle schiere di aspiranti cosplayer), tutto è pensato per offrire una quantità enorme di opzioni tra le quali, però, navigare con una discreta semplicità. La parola chiave di questa sezione di gioco dedicata alla customizzazione è senza ombra di dubbio 'Schemata': dietro questo termine, si celano le combinazioni di Abito, Armi, Scudi, Accessori, Ornamenti e Abilità che conferiranno a Lightning i diversi bonus e set di abilità utilizzabili durante gli scontri. In modo analogo al sistema di Paradigm Shift conosciuto nel primo capitolo della serie, potremo scegliere tre degli Schemata a nostra disposizione come 'set base' da portare in battaglia e, tramite i tasti dorsali del joypad, switchare in modo immediato tra ognuno di essi. Attacchi e magie, assegnati ai tasti frontali, potranno essere utilizzati in tempo reale tramite il consumo di preziose porzioni dell'indicatore ATB, in costante ricarica con il passare del tempo e diverso per ognuno degli Schemata. Quest'ultima, in particolare, risulta essere una delle caratteristiche più interessanti del combat system: grazie alla capacità di rigenerare punti ATB anche quando il rispettivo Schemata non è utilizzato, infatti, raramente vivremo momenti in cui Lightning si ritroverà senza possibilità di attacco durante i combattimenti, rendendoli un flusso molto dinamico di stili di combattimento, mosse e contromosse. Una più accentuata componente action all'interno delle battaglie è comunque percepibile sin dai primi scontri, nei quali, il controllo diretto sui movimenti di Lightning (ora unico membro del party a disposizione) e la possibilità di selezionare diversi tipi di parate e schivate come abilità dei diversi Schemata, chiarisce immediatamente la volontà di Square Enix di fornire più dinamicità agli scontri presenti in questo capitolo.

Durante nostra esplorazione delle Wildlands, il bestiario nemico ci ha spesso messo di fronte esemplari standard di nemici sui quali è stato semplice avere la meglio, ma girovagando per la mappa abbiamo avuto modo di scontrarci anche con nemici più impegnativi come alcuni Behemoth: in questi casi, è stato essenziale conferire più potenza ai nostri attacchi utilizzando la nuova funzione Overclock. Al costo di due EP, tramite essa, sarà infatti possibile rallentare il normale scorrimento del tempo, rendendo più semplice il concatenamento dei nostri attacchi e l'utilizzo di spettacolari colpi speciali (disponibili solamente in questa modalità) in grado di collegare tra loro un numero impressionante di colpi, portati grazie a scambi repentini e coreografici dei diversi Schemata a disposizione. L'esborso di EP potrà anche permetterci di utilizzare le abilità di cura di Lightning che, diversamente, potrà affidarsi solamente agli item curativi all'interno del proprio inventario: gli HP della nostra eroina, infatti, non si rigenereranno tra una battaglia e l'altra, inducendo il giocatore a continui pellegrinaggi verso il vicino villaggio, dove presso ristoranti e negozi potremo rifocillarci ed equipaggiarci nuovamente a dovere. In caso di estrema necessità fuggire da una battaglia costerà invece un'ora del tempo a nostra disposizione per salvare il pianeta, rendendo quest'ultima scelta un'opzione da valutare attentamente anche in base ai propri progressi. A livello narrativo, la nostra missione era strettamente collegata al ritrovamento di un esemplare unico di Chocobo Bianco (per motivi non meglio precisati nella demo, ma riguardanti alcuni suoi poteri speciali), che ha dimostrato una certa linearità nella sua esecuzione, pur mostrando come le critiche portate al primo episodio della serie non siano rimaste inascoltate da Square Enix: gli sviluppatori hanno infatti deciso di riportare in vita NPC con i quali dialogare e scoprire elementi secondari riguardo agli avvenimenti della trama principale, oltre che negozi e villaggi più vicini alla concezione classica degli RPG, sicuramente ben accetti dai fan di vecchia data.

Lightning Returns: Final Fantasy XIII Ultimo capitolo delle avventure dell'eroina dai capelli rosa di Square Enix, Lightning Returns Final Fantasy XIII si rivela come una gradevole svolta 'action' all'interno della saga. Insieme alle sterminate varianti e personalizzazioni possibili per Lightning, in grado di influenzarne tanto l'aspetto quanto lo stile di gioco, sono infatti le meccaniche di combattimento la componente che più affascina del titolo Square Enix: queste, pur mantenendo classici elementi RPG, hanno infatti subìto un piacevole rinnovamento all'insegna della dinamicità che, forse anche in previsione di un quindicesimo episodio principale caratterizzato da un'azione ancora più marcata, riesce già a porre basi convincenti per il futuro rinnovamento della serie.

Che voto dai a: Lightning Returns: Final Fantasy XIII

Media Voto Utenti
Voti totali: 45
6.8
nd