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Hands on LittleBigPlanet Karting

Provata la modalità Storia

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Che simpatiche canaglie questi Sackboy! Non paghi di aver dato origine ad uno dei platform game migliori della generazione, di aver instillato nuova linfa in quest'industria grazie alla filosofia Play Create Share e di aver trovato una nuova spaziosissima casa sul touch screen di Playstation Vita, i pupazzetti in iuta di Media Molecule ora si danno al karting.
L'attività sportiva mariesca per eccellenza, che sui lidi Sony vede il proprio capostipite in Crash Team Racing, è stata ben interpretata dai ragazzi di United Front Games (Sleeping Dog) con Modnation Racers, il quale nella componente editor aveva più di un debito nei confronti proprio di Little Big Planet. E così il cerchio si chiude: United Front Games a partire dal 7 Novembre rilascerà LittleBigPlanet Karting, un nuovo episodio del franchise totalmente incentrato sulle gare a bordo di go-kart.
Dopo aver incontrato il team di sviluppo in quel di Colonia durante la Gamescom, nel comfort della Playstation Experience ci siamo seduti su un candido puff ed abbiamo testato più volte le prime competizioni.

Gara sul bagnasciuga

La demo su cui abbiamo messo le mani precludeva al giocatore la possibilità di testare la componente online e quella di creazione del kart dei nostri sogni, mentre offriva tre differenti sfide della modalità Storia. Ci toccherà attendere prima di mettere mano sugli elementi create e share, mentre del play possiamo già dire quasi tutto.
Possiamo quindi dire quanto gli sviluppatori vogliano far leva sulla simpatia dei Sackboy per catturare un pubblico assai eterogeneo e trasversale, tant'è che se ci fosse solamente la componente corsistica LittleBigPlanet Karting rientrerebbe tranquillamente nella categoria "cloni di Mario Kart" e il suo target di riferimento sarebbero i casual gamer.
La trama della modalità Storia vuole fornire una continuazione a quanto raccontato in Little Big Planet 2: dopo che i Sackboy hanno sconfitto il Negativitron, quei teppisti dell'Orda si mettono a fare una gran caciara e toccherà proprio a noi mettersi alla guida di un kart (rubato ad uno degli sbandati) per scacciarli dall'ameno mondo. Si respira un'atmosfera alla CTR e questo è senza dubbio un bene!

La prima tappa è all'Isola della Tartaruga dove lungo le spiagge tropicali si disputa la prima gara. Il circuito è abbastanza lineare, con giusto una scorciatoia (visibilissima) e un design ad anello. La vittoria è a portata di mano: il kart assegnatoci è minimale nelle forme, scattante sul rettilineo e affidabile in curva. Tipologia mediana giusto per impratichirci con i comandi. Anche qui i movimenti sono dinoccolati, volutamente imprecisi come nei platform usciti su Playstation 3: la vettura sembra quasi solcare la sabbia, inframezzare la progressione con limature tramite saltello, ma quando la situazione richiede aderenza assoluta non tradisce le aspettative. Come nel racing Nintendo le curve si affrontano in derapata e agitando lo stick ci si può esibire in un colorato miniturbo. Qualcuno si starà chiedendo se lo snaking è contemplato nella ricetta Media Molecule: ebbene no, vuoi per il fare scanzonato del modello di guida descritto qualche riga più su, vuoi perchè inanellare il miniturbo richiede più tempo rispetto a Mario Kart.
Il percorso lungo il bagnasciuga ad un certo punto invoca un salto poderoso e l'esercizio del rampino già visto negli altri episodi del franchise per aggrapparsi ad una piattaforma e superare agilmente l'estuario di un fiumiciattolo. Non mancano naturalmente armi e potenziamenti: i disegni stilizzati purtroppo non chiarificano immediatamente quali tipologia di bonus abbiamo appena raccolto, ma confidiamo che l'esperienza possa colmare l'impatto iniziale. Naturalmente gli effetti dirompenti delle armi in LittleBigPlanet Karting non vanno oltre le specie dei vari Mario, Wipeout, Crash: ci sono missili a ricerca e missili da sparare dopo aver preso la mira, bombe che esplodono nell'area attorno al kart e bombe che s'involano alla ricerca della prima posizione.
Con il folto background di armi e attrezzi strampalati della serie ci sembra che United Front Games abbia risparmiato in fantasia. L'unico power-up in parte originale è un Fast Forward che proietta in avanti il giocatore alla velocità della luce; è allo stesso tempo turbo e pilota automatico.

Battagliamo?

Ma LittleBigPlanet Karting non è solo composto da eventi sotto forma di canonica Gara. Sono, infatti, presenti ben due modalità Battaglia. La prima è praticamente un omaggio/plagio a Mario Kart 64, un tutti contro tutti all'interno di un'arena circoscritta. Niente palloncini a questo giro, piuttosto un contatore di non semplicissima lettura che registra le dipartite di ciascun giocatore e le morti altrui elargite. Lo stage provato aveva l'inconsueto titolo di Eventi Correnti: come il gioco di parole dovrebbe suggerirvi si tratta di una zona dove l'elettricità scorre copiosa, sia all'estremità poligonali che lungo "canali" interni.
L'altra modalità Battaglia è invece una sorta di Pacman inquadrato dall'alto come nei vecchi Micromachines. Il giocatore manovra un drago artigianale dall'andatura claudicante, la cui bocca sputa fuoco da rivolgere contro camionette piccole ma veloci di nome C.A.M.I.O.N. Lo stage da noi provato chiedeva di eliminarne 20 entro un tempo limite alquanto abbondante. La potenza di fuoco del mezzo del giocatore è sin dal principio soverchiante, ma pian piano i C.A.M.I.O.N. aumentano la velocità di crociera, poi iniziano anche loro a sparare e chissà quali altre insidie negli stage più avanti nel gioco. Si tratta forse della modalità più originale del pacchetto, ma è anche quella che rischia di aver già mostrato tutto sin dal primo livello.

United Front Games non si fatta sorprendere, resistendo alla tentazione di modnationizzare la veste grafica patchwork dei Little Big Planet. Nel passare da una prospettiva 2D ad una completamente tridimensionale dietro le spalle si perde un po' di magia e in nome della stabilità del frame rate anche un po' di dettaglio; tuttavia il lavoro artistico è fedele alla fonte d'ispirazione e vedere delle nuvole sospese con dei fili ad un soffitto ipotetico ci fa sentire immediatamente a casa. Le animazioni dei Sackboy sono buffe proprio come ci aspettiamo e sembrano trovarsi a loro agio anche nel mondo corsistico costruito su misura per loro.
Provando il gioco in occasione dello showcase milanese Playstation Experience abbiamo potuto toccare con mano il processo di localizzazione in atto per la versione italiana. I traduttori ingaggiati da Sony non hanno perso lo smalto dimostrato in Little Big Planet 2 coniando una serie di termini strampalati. Ad esempio, nelle schermate di caricamento leggerete robe del tipo "stesura percorsi", "attività febbrile in corso" o addirittura "creatinizzazione"!

LittleBigPlanet Karting Per mano degli sviluppatori di Modnation Racers Little Big Planet debutta nel mondo dei go-kart. L'obiettivo è palese: fondere la creatività e originalità del franchise Sony con il divertimento popolare garantito da Mario Kart e altri esponenti del genere. In occasione della Playstation Experience abbiamo avuto modo di provare le prime tre sfide della modalità Storia, gareggiando lungo una spiaggia tropicale, battagliando contro altri avversari in un'arena chiusa e assumendo le sembianze di un drago così da incenerire infide camionette in un simil-Pacman. Little Big Planet Karting funziona a dovere, sebbene scarseggino quelle trovate originali capaci di differenziare il titolo Sony da altri esponenti della concorrenza.