Hands on Lost Planet 2

Testata approfonditamente la modalità cooperativa

hands on Lost Planet 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

La nuova fatica di Capcom si ripresenta ai nostri occhi forte di un codice quasi definitivo e di una natura ormai dichiarata, votata quasi esclusivamente al multiplayer: ed è bastata una sessione di prove prolungata a confermare la bontà del titolo, nella speranza che il gioco completo (che promette 10 ore di campagna principale) non ci tradisca. Accompagnati da Takeuchi, (già produttore di Resident Evil 5) ci siamo così addentrati non solo nel pianeta E.D.N. III, ma anche nel cuore del gioco, testato per voi nella sua componente coop in alcuni livelli inediti.

Cooperazione Spinta

Un breve incipit giocabile ci accompagna dai ghiacci di Wayne Holden a questo secondo episodio, che si rivela decisamente più lussurreggiante e vario: l’orientaleggiante eroe del primo Lost Planet passa infatti il testimone a 5 nuovi personaggi, ognuno protagonista di un episodio dedicato, insieme alla propria fazione di Snow Pirates, fino alla reunion prevista per il 6 e ultimo capitolo. Questa struttura consente ai giocatori di sfiorare ambientazioni ampiamente caratterizzate e decisamente differenti tra loro, frutto di 10anni di terraforming che hanno portato allo scioglimento di E.D.N. III. Le aree intraviste mostrano tra l’altro estensione e costituzione diversa, dai corridoi piuttosto stretti e guidati ambientati nella giungla ai labirinti cittadini, per arrivare a zone di maggior respiro, con sviluppo anche verticale, come quelle sperimentate durante l’attacco ad una fortezza NEVEC. Proprio in quest'ultima sessione abbiamo potuto apprezzare l’intelligente gestione dello spazio che per ampiezza e conformazione si mostra in grado di disperdere il team, ma anche di permettere strategie di accerchiamento che si prestano ad un approfondimento tattico: dopo un’avventuroso sbarco siamo approdati infatti in una baia piuttosto ampia nella quale era possibile optare per l’approccio diretto piuttosto che per il libero aggiramento delle mura di difesa, sfruttando magari il rampino per arrivare a livelli sopraelevati e proteggere col fuoco di copertura i compagni impegnati in campo aperto. La ripartizione in macroaree e la mancanza di un protagonista sono indizi di una campagna chiaramente votata al multiplayer, che infatti non punta i riflettori su trama e immedesimazione nel main character per focalizzarsi sulla cooperazione, vero fiore all’occhiello del gioco. Pur non fregiandosi del sistema “drop in-drop out” Lost Planet 2 consente una partecipazione piuttosto “dinamica” alla campagna coop, per consentire alle persone di aggiungersi alla sessione o di disconnettersi con relativa libertà: il gioco presenta infatti una struttura a checkpoint (non frequenti) nei quali è prevista una pausa di circa 7 secondi necessaria per caricare i giocatori in sala d’attesa. La soluzione, funzionale e ben implementata, presenta purtroppo una controindicazione, poiché tende a frammentare un’esperienza altrimenti frenetica ed eccitante. Nonostante questa piccola pecca è innegabile la cura degli sviluppatori nel versante multiplayer, che apre la campagna principale fino a 4 giocatori online, con la conferma dello splitscreen à la Resident Evil 5 per supportare la coop a 2 in locale. E se rimane purtroppo necessaria la predisposizione mentale del giocatore a “fare spogliatoio” e a ragionare in maniera collettiva, bisogna dare atto a Capcom di aver infarcito il gameplay di trovate che spingono alla collaborazione, con discreto successo. Le possibilità di sviluppare sinergie infatti non mancano, specialmente per abbattere i boss: in un episodio è possibile infatti organizzarsi per maneggiare un cannone attivabile solo con sforzi congiunti, il cui utilizzo impone poi una distribuzione fordista del lavoro. Avremo così un primo giocatore con il compito di mirare, mentre gli alleati si occuperanno di cercare e caricare i proiettili (eventualmente potenziabili con manovre ad hoc), senza dimenticare il fuoco di copertura sui nemici minori. Ancora, è possibile guidare mech su cui sorreggere un compagno, per intensificare la potenza di fuoco e mirare punti diversi e indipendenti, feature particolarmente utile per sgomberare le zone gremite da nemici. Inoltre vital suits e torrette potranno essere riparati da altri membri della squadra, così come sarà possibile collaborare nell’attivazione dei datapod, sia per velocizzare la manovra, sia per difendere gli altri intenti all’azione. Ad incentivare il lavoro di gruppo contribuiscono i nemici, che già a difficoltà normale sono piuttosto coriacei (anche se con un’intelligenza un po’ ondivaga), e la mostruosa mole dei boss, per affrontare i quali è necessaria una buona dose di coordinamento, sfruttando strategie di accerchiamento per colpirne i punti sensibili. Inoltre, pur mancando la suddivisione in classi, è possibile caratterizzare il proprio personaggio con una discreta libertà, che apre altri spiragli alla cooperazione.

Gira la Moda

Abbiamo infatti dato uno sguardo approfondito all’editor dei personaggi, che appare ricco e ben fatto, tra l’altro con una deriva ironica che non guasta l’atmosfera. Dal punto di vista estetico sarà possibile modificare gambe, torso, testa e “zaino” del nostro eroe, con un centinaio di skin ispirate, tra cui troviamo anche Frank West (direttamente da Dead Rising), tutte intersecabili tra loro. Ma la customizzazione principale riguarda le capacità belliche: il giocatore dovrà scegliere un’arma preferita per ogni categoria (standard, short, long, heavy e supporto), pescando in un’arsenale di tutto rispetto, tra cui riscontriamo anche alcuni strumenti pensati per un approccio più tattico. Tra questi non possiamo non citare lo scudo, impugnando il quale si potranno proteggere i compagni ma sarà impossibile attaccare, le granate rigeneranti per medicare gli alleati, o un radar per monitorare la dislocazione dei nemici. Deciso l’armamento utilizzabile sarà possibile anche selezionare 2 particolari abilità per personaggio, che miglioreranno sprint, capacità di recupero o di attacco e via dicendo. Questa caratterizzazione trova terreno fertile anche nel multiplayer competitivo, aperto fino a 16 giocatori, che permetterà per di più di sciorinare speciali mosse di scherno di sicuro impatto, anch’esse personalizzabili tramite editor del personaggio.

Un buon motore sotto il telaio

Lost Planet 2 offre un colpo d’occhio maestoso grazie all’ottimo motore grafico MT Framework 2.0, e regala sprazzi di entusiasmo, solo lievemente macchiati da qualche piccola imperfezione. Il quadro generale pare davvero positivo, forte di shaders, che amplificano il realismo di rocce e specchi d’acqua, ed effetti particellari in grande spolvero, ben coadiuvati da un numero di poligoni invidiabile. Decisamente promosso anche il comparto animazioni, molto credibile specialmente per quanto riguarda i boss, nonostante la loro mole esagerata. Dobbiamo solo denotare un sistema di collisioni che non sembra raffinatissimo, oltre a qualche sporadico calo di framerate nelle fasi più animate, ma nulla che possa inficiare la qualità del progetto, che graficamente sembra davvero squisito.

Lost Planet 2 Ormai è assodato, l’anima di Lost Planet 2 risiede nel multiplayer, che anche in questa prova su strada sembra avere le carte in regola per sfondare. La campagna offre infatti buoni spunti per sviluppare sinergie strategiche con gli alleati, offrendo un sistema di coop curato e divertente, tra l’altro accompagnato da un comparto grafico di livello che ne impreziosisce l’esperienza. Il gioco uscirà il 18 maggio ed è ancora presto per decretarne il successo, ma il titolo Capcom è da tenere senza dubbio sott’occhio, specie se sacrificate volentieri il singleplayer per un comparto online che si prospetta davvero scoppiettante.