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E3 2013

Hands on Lost Planet 3

Una boss fight non troppo indovinata è protagonista della demo dell'E3 dello sparatutto Capcom

hands on Lost Planet 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Capcom all'E3 non si è presentata con una line-up affilata e ben assortita come quella della Gamescom dello scorso anno. Resident Evil 6, Dmc e Remember Me sono ormai una realtà nei negozi di tutto il mondo. Certo non ci aspettavamo l'annuncio di Dead Rising 3 esclusiva Xbox One, ma non essendosi presentato in forma giocabile, al booth Capcom la parte del leone era interpretata da Lost Planet 3.
Il terzo episodio dello sparatutto ora in carico ai californiani di Spark Unlimited non è affatto una novità, né una world premiere in forma giocabile. Lo avevamo già incontrato pad alla mano a Los Angeles dodici mesi fa e a Colonia, ma sopratutto un paio di mesi fa quando giocammo la prima oretta del single player e testammo le modalità multiplayer.
In parole povere, di Lost Planet 3 conosciamo ogni cosa. Ma è davvero così? Capcom ha provato a sorprenderci con una demo incentrata sullo scontro con un immenso boss. Ma il risultato ahinoi non è stato soddisfacente...

Lost Planet prima di Lost Planet

Jim Peyton è appena approdato su E.D.N. III dove ha appena trovato lavoro presso la colonia esplorativa NEVEC. A causa della crisi energetica ha dovuto abbandonare la Terra, dove ha lasciato la moglie e un bambino di pochi mesi. Con sè, però, ha portato la terza cosa più preziosa che ha: il RIG assemblato con le sue stesse mani. Il bestione di latta alto qualche decina di metri è il fido compagno di ricognizioni sul pianeta ghiacciato. Ufficialmente Jim è stato assoldato come addetto riparatore, ufficiosamente il capoccia della colonia, un certo Braddock, è ben disposto a concedergli qualche Credito extra in cambio di capsule di Termoenergia, linfa vitale del pianeta che permea l'intero pianeta, dal nucleo magmatico alle vene degli Akryd in superficie. La NEVEC non è l'unica a setacciare E.D.N. III: lontano da occhi indiscreti si cela una setta di ribelli, intenzionati a preservare il pianeta della sua preziosa energia. Essi sono il nucleo originario dei Pirati Spaziali, al centro dei primi due episodi della serie.
Le missioni di Lost Planet 3 presentano una buona varietà di approcci: si passa da sparatorie pure a ricognizioni sulla superficie ghiacciata, da scampagnate all'interno del RIG ad esplorazioni del sottosuolo. Rispetto ai precedenti episodi si nota una più marcata attenzione verso l'aspetto narrativo e cinematico: E.D.N. III non è un'uniforme superficie ghiacciata, ma presente varie sfumature tra il nevischio e il ghiaccio. Le stesse sparatorie non misurano soltanto l'abilità e l'affiatamento del giocatore, ma ricercano anche la giusta regia della telecamera e la maniera per massimizzare la spettacolarità della situazione.

Gundam contro Godzilla...o qualcosa di simile

Capcom ha una tradizione incredibile in fatto di boss. Dalle macchine robotiche grandi quanto lo schermo di Megaman alle creature fantasy scalabili di Dragon's Dogma, passando per i demoni infernali dei Devil May Cry, i videogiochi della casa di Osaka si sono sempre contraddistinti anche per la qualità delle boss battle. Non capiamo allora perchè il boss della demo dell'E3 appare come una collezione impressionante di cose da non fare per un game designer.
Jim arriva a bordo del proprio RIG presso una base abbandonata dai Pirati Spaziali. In verità ci mette pochissimo per accorgersi che quei ruderi sono presidiati da un'aracnide gigante, la quale non esita ad attaccare il giocatore. Il boss cerca di intrappolarlo all'interno di una stanza molto piccola, lo attacca con una sorta di tentacolo e ad intervalli regolari sputa uova di larve che una volta schiuse attaccano anch'esse.
La strategia emerge dopo un paio di tentativi a vuoto. Schivare continuamente gli attacchi dell'aracnide, far esplodere le uova di larve prima che si schiudano e vomitare caricatori interi contro la capoccia del boss.
10 minuti più tardi lo scontro sembra essere giunto al termine, ma in realtà è solo rimandato...ad una stanza identica poco più in là, a pattern d'attacco spiccicati e uguale strategia. A parte un lieve incremento della velocità del proprio nemico, non ci sono cambiamenti rispetto a prima. Pensare che sia l'ultima occasione per fronteggiarlo è pura follia: qualche corridoio ancora e sul tetto di un edificio ritroviamo la vecchia conoscenza. Lui ben impiantato sul terreno ghiacciato, noi ancora a fronteggiare attacchi già visti, sfoderando la ormai sempreverde tattica, zigzagando sulla sommità i cui metri quadri suonano stranamente familiari.
Nemmeno così il boss viene giù. C'è spazio secondo Spark Unlimited per un'ultima fase, una sorta di match pugilistico a bordo del RIG. Il ritmo di parata e attacco cambia fortemente, mentre la gargantuesca creatura e il mecha di pari grandezza se le danno di santa ragione mettendo a dura prova l'Unreal Engine 3.
Anche se quest'ultima parte ci ha galvanizzato non poco, ripensando all'economia dell'intera boss fight il giudizio non può che essere negativo.

Lost Planet 3 Ci spiace ammetterlo, ma Capcom ha sbagliato completamente lo spirito della demo presente all'E3. Una boss fight tirata per le lunghe oltre ogni umana sopportabilità contro un aracnide indigena di E.D.N III alta quanto un palazzo: quattro fasi inframmezzate da boriose camminate, di cui tre in cui la tattica non cambia di una virgola. Solo l'ultima ha un appeal degno del resto del prodotto e sorprende per spettacolarità e sforzi grafici: il mech RIG del protagonista contro il ragnone in una sorta di Punch Out tra parate e pugni sotto la cintura. Per fortuna, in precedenti occasioni abbiamo saggiato le qualità dello sparatutto sviluppato da Spark Unlimited, la cui forza non è tanto il gameplay, quanto piuttosto una trama prequel robusta e un single-player estremamente vario!

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