Hands on Lost Planet 3 - Single Player

Benvenuti su E.D.N. III! Provati i primi momenti del prequel di Lost Planet.

Lost Planet 3

Trailer
Lost Planet 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Dopo essere rimasto in ibernazione per alcuni mesi, Lost Planet 3 è riemerso dalle nevi perenni di E.D.N. III con una data di uscita fissata per fine Agosto e una nuova demo giocabile, più completa rispetto a quella testata alla Gamescom. Rispetto alla pubblicazione precedentemente annunciata per Giugno, Capcom e Spark Unlimited si sono presi due mesi ti tempo in più per rifinire il titolo e testarlo con maggior tranquillità ci rivela Andrew Szymanski, il producer per la casa di Megaman.
Durante una corposa mattinata milanese in compagnia di Lost Planet 3 abbiamo potuto saggiare diversi spezzoni della modalità single-player, prima di cimentarci per la primissima volta nel multiplayer competitivo!

La E sta per Estremo

Jim Peyton è appena approdato su E.D.N. dove ha appena trovato lavoro presso la colonia esplorativa NEVEC. A causa della crisi energetica ha dovuto abbandonare la Terra, dove ha lasciato la moglie e un figlio di pochi mesi. Con sè, però, ha portato la terza cosa più preziosa che ha: l'Utility Rig assemblato con le sue stesse mani. Il bestione di latta alto qualche decina di metri è il fido compagno di ricognizioni sul pianeta ghiacciato. Ufficialmente Jim è stato assoldato come addetto riparatore, ufficiosamente il capoccia della colonia, un certo Braddock, è ben disposto a concedergli qualche Credito extra in cambio di capsule di Termoenergia, linfa vitale del pianeta che permea l'intero pianeta, dal nucleo magmatico alle vene degli Akryd in superficie.
La fauna indigena non è per niente erbivora e innocua come pubblicizzava il volantino "Assumiamo!" della NEVEC. Basta una piccola vibrazione del suolo, un rumore sospetto, un prelievo di Termoenergia dal suolo e gli Akryd più vicini si assiepano a centinaia. Ma il volantino non menzionava nemmeno la presenza di un'altra colonia umana riottosa, guidata dal monaco zen So'ichi. Si fanno chiamare Forgotten, ma tutti sanno che sono il germe iniziale dei futuri Pirati Spaziali. "In Lost Planet e Lost Planet 2 il conflitto tra NEVEC e Pirati Spaziali era già ben definito: la NEVEC era la corporazione diabolica, mentre i Pirati Spaziali i bravi ragazzi - ci racconta Szymanski - Ma in Lost Planet 3 volevamo esplorare l'origine del conflitto, rispondendo alla domanda come siamo arrivati allo scontro aperto e senza quartiere. Per quale ragione la NEVEC è passata dall'essere una compagnia scientifica a qualcosa di nettamente più sinistro? Chi furono i primi Pirati Spaziali?".

Durante il nostro hands-on del single player abbiamo anche incontrato il vasto cast di personaggi dal lato NEVEC. Esplorando il quartier generale scavato all'interno di un massiccio roccioso abbiamo stretto amicizia con il dottor Kovach, il pilota di RIG francofono LaRoche, la dottoressa Roman poco interessata all'aspetto lucrevole della spedizione scientifica e dulcis in fundo il giovanissimo stagista Gale. Quest'ultimo è l'imberbe responsabile del reparto Utilità Rig, il luogo dove sono conservati i mech e preparati prima dell'inizio delle missioni: nonostante le sue battute non facciano ridere (Peyton avrebbe una gran voglia di sculacciarlo già al loro primo incontro!), la sua abilità con i robottoni è fuori discussione. Dopotutto gli anime insegnano quanto sono capaci i ragazzini nel pilotare i mech!
Purtroppo durante il nostro hands-on non abbiamo avuto contatti con i Pirati Spaziali. Chiediamo dunque a Szymanski ulteriori informazioni su di loro e su Mira, figlia di So'ichi, intravista nei trailer: "Mira è ossessionata dalla Terra. Dal momento che è nata su EDN III non è mai stata sul pianeta Terra: colleziona così oggetti provenienti dal lontano pianeta, come palle da baseball, action figures, poster..." Sembra una versione futuribile di Arthur Weasley, fervente appassionato di aggeggi babbani! "Mira sembra avere una cotta per Jim sin dal momento in cui lo incontra per la prima volta. Lui viene dalla Terra e questo è sufficiente perchè lei sia attratta da lui. Ma non dimentichiamo che Jim è sposato..."

A pagina 2 tutti i dettagli e le impressioni dalla demo single player

Da Giugno ad Agosto

Lo sviluppo di Lost Planet 3 è praticamente ultimato. Tutti i menù e le modalità di gioco sono già implementate; l'aliasing non è così marcato e le animazioni risultano già fluide. La stessa demo da noi testata era completamente localizzata e doppiata in italiano, ricca peraltro di espressioni gergali capaci di dare colore all'adattamento nella nostra lingua.
Per quale motivo allora Capcom ha deciso di posticipare l'uscita da fine Giugno a fine Agosto? Szymanski ci ha rivelato che la decisione non è dovuta all'arretratezza dello sviluppo o la necessità di aggiungere altre feature, quanto piuttosto alle logiche di business di Capcom. La mancanza di un titolo di richiamo della casa di Osaka nel corso dell'Autunno può essere la causa dietro questo ritardo...

Il battesimo del fuoco

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Quando Dead Space 3 fu annunciato molti lo paragonarono proprio a Lost Planet 3, presentato appena un mese prima. Pianeta ghiacciato, creature aliene e deformi, corporazioni mefitiche eccetera. Ironia della sorte i primi momenti di Lost Planet 3 assomigliano pericolosamente allo schianto iniziale di Dead Space 3. L'astronave che trasportava Jim Peyton su EDN III subisce un'avaria e il protagonista si ritrova privo di sensi.
I primi passi nel mondo di gioco sono contraddistinti da una tormenta impietosa e dalla necessità di raggiungere il veicolo esplorativo Transponder, mandato in ispezione dopo il disastro aereo. Il giocatore si trova senza armamentario per alcuni -lunghi- minuti. Ogni passo è un'impresa: i diversi tipi di terreno, ghiaccio, neve, rocce congelate, nevischio, appaiono tutti instabili, proprio mentre da lontano un branco di Akryd ci sta fiutando.
Gli uomini della NEVEC riescono a rintracciare il nostro segnale, dandoci così appena in tempo una pistoletta con cui far fuori la fauna locale. Ma nulla possiamo fare contro la successiva carica di decine di Akryd imbestialiti: per gli sviluppatori è il momento giusto per familiare con il sistema di copertura, presente anche se non

"Gli scontri a fuoco hanno due punti a favore, ovvero l'ottimo mirino del lancio bombe e la rapida schivata; di contro abbiamo trovato decisamente lento il cambio d'arma, durante il quale il giocatore è ingiustamente esposto alle offensive nemiche"

necessario in tutte le sparatorie.
Jim Peyton è approdato sul pianeta da poche ore ed ha già rischiato la vita in almeno tre occasioni. Ma non per questo desiste e stringe accordi con i membri scientifici e militari della NEVEC. L'esplorazione del quartier generale avviene in maniera libera, un po' come sulla Normandy di Mass Effect, potendo parlare con gli addetti ai vari reparti, scambiare Crediti per armi e potenziamenti, accettare missioni secondarie.
Sin dalle prime fasi Lost Planet 3 mostra di voler approfondire le tematiche narrative più dei precedenti episodi della serie. La folta presenza di coprimari e la popolosità del quartier generale ambiscono senz'altro a rendere l'esperienza più cinematografica. Il discorso vale anche per il gameplay e le fasi shooter: la regia è molto attenta nel sottolineare i momenti più importanti (la carica degli Akryd vissuta da dietro una copertura, l'estrazione della pistola inquadrata in piano americano). Ne consegue un accento maggiore verso sequenze scriptate, in cui il giocatore ha una risicata libertà d'azione rispetto ai precedenti capitoli. La telecamera appena sopra le spalle sdoganata da Resident Evil 4 incentiva l'immedesimazione, senza però rinunciare ai virtuosismi della telecamera dietro le spalle. Gli stessi v-log della moglie, autentiche lettere d'amore, aprono una breccia narrativa durante le missioni a bordo del Rig.
Ma ci sono anche innumerevoli sequenze che possiamo definire di caccia, in cui l'unica attività è sparare agli Akryd. Scontri in ampie arene lontane chilometri dalla base, dalla durata superiore ai 5 minuti in cui orde di nemici ci si pareranno dinnanzi fino all'immancabile boss, nella demo un bestione dal guscio duro come roccia e sensibile solo in alcune insenature dalle quali affiora Termoenergia. Gli scontri a fuoco hanno due punti a favore, ovvero l'ottimo mirino del lancio bombe e la rapida schivata; di contro abbiamo trovato decisamente lento il cambio d'arma, durante il quale il giocatore è ingiustamente esposto alle offensive nemiche.

Tra Gundam e Virtual On

Lost Planet 3 non è certo uno sparatutto qualunque, come dimostrano ampiamente le sezioni di gioco a bordo del'Utility Rig, il mech personale del protagonista. Tali robot da combattimento erano già presenti nei precedenti episodi, ma offrivano solamente una maggiore resistenza e potenza di fuoco, non certo una prospettiva di gameplay completamente differente. In Lost Planet 3 le missioni a bordo del Rig sono presentate attraverso una visuale in prima persona contro la terza dei due capitoli passati. Szymanski ci spiega il perchè: "La decisione di avere il Rig in prima persona è dovuta alle loro dimensioni. Sono i veicoli più alti che abbiamo avuto nell'intera serie: visualizzare l'azione in prima persona da quell'altezza, dall'alto verso il basso, è decisamente d'effetto. Quando salivamo a bordo dei Vital Suit nei precedenti episodi la telecamera si allontanava semplicemente, senza però restituire efficacemente la sensazione dell'altezza e delle dimensioni del mech".
Salire a bordo del Rig attraverso un elastico capace di trasportarci nel giro di un secondo da terra fino al cockpit, compiere i primi passi lungo il corridoio che da verso l'esterno, affrontare gli ultimi check prima di lanciarsi in missione sono sensazioni che gli appassionati di mech adoreranno. Certo le maggiori dimensioni del Rig non vi consentiranno di schizzare da un lato all'altro dello scenario, ma la sensazione di solidità e potenza restituita ci ha decisamente colpito: i suoi arti meccanici stritolano

"La decisione di avere il Rig in prima persona è dovuta alle loro dimensioni. Sono i veicoli più alti che abbiamo avuto nell'intera serie: visualizzare l'azione in prima persona da quell'altezza, dall'alto verso il basso, è decisamente d'effetto"

rocce e stalattiti, avvinghiano gli Akryd grazie al rampino, mentre più avanti nel gioco avremo anche a disposizione un raggio congelante.
La fase finale della demo da noi testata ci vede proprio a bordo del Rig personale di Jim Peyton durante una tempesta di neve Classe Imperiale. L'ordine è di assicurare i tiranti che sorreggono il quartier generale NEVEC precedentemente divelti proprio dalle avverse condizioni metereologiche. In termini di gameplay si tratta soltanto di accostarsi ad alcuni piloni e poi sistemarli affrontando un banale puzzle, ma in termini di immedesimazione si avverte interamente la forza dirompente della tempesta di neve, la pressione dei propri superiori a terminare soddisfacentemente il compito e la fragilità del Rig il cui vetro dell'abitacolo si sta pian piano frantumando.
Dal Rig si può discendere in qualsiasi momento. Non è da escludere la presenza di missioni in cui occorre da appiedati liberare il percorso da eventuali ostacoli, ma una delle feature più interessanti di Lost Planet 3 è rappresentata dalla Modalità Piattaforma. Il fido mech può impiantarsi nel terreno così da trivellare il suolo estraendo Termoenergia; purtroppo basta una minima perforazione per attirare gli Akryd della zona, che assaliranno Jim e il suo Rig. Il giocatore deve così eliminare le orde ostili, che non esiteranno ad arrampicarsi sul bestione metallico e intaccarne i circuiti. Ci sarà quindi la necessità di riparare il Rig così da terminare quanto prima il processo di trivellazione, mentre Jim è contemporaneamente impegnato a salvare la propria pellaccia!

Lost Planet 3 Lost Planet 3 è uno sparatutto non certamente rivoluzionario, eppure dotato di una forte personalità. Il cambio di sviluppatore, dal team interno giapponese ai californiani di Spark Unlimited, ha in parte modificato la natura del titolo, ora più orientato alla spettacolarità e al feeling cinematografico. Nonostante il maggior numero di sequenze scriptate, l'essenza di Lost Planet 3 non è mutata di molto rispetto ai precedenti episodi, anzi per certi versi ne ha guadagnato in immedesimazione (vedi le sequenze in prima persona a bordo del Rig). La trama si configura come un prequel dell'intera serie, indagando attraverso molteplici dialoghi e innumerevoli personaggi l'origine del conflitto tra i Pirati Spaziali e la NEVEC. Attendiamo con fiducia la data di uscita fissata per il 30 Agosto nella speranza che il team di sviluppo possa donare agli ambienti di gioco e alle missioni quella varietà e freschezza che ci auspichiamo.

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