Hands on Lunar: Harmony of Silver Star

Provata la demo giapponese: un remake con i fiocchi per un titolo senza tempo

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A volte risulta difficile seguire le vicende produttive di uno sviluppatore. Prendiamo in esame il caso di Game Arts, casa giapponese molto attiva durante gli anni ’90, particolarmente importante per aver dato alla luce giochi come Grandia (la risposta del Saturn a quel meteorite che fu FFVII su PsOne), o recentemente alla ribalta per l'aiuto nello sviluppo di Super Smash Bros Brawl per Wii, e creatrice, sullo sfortunatissimo Mega Cd (add-on che permetteva la lettura di titoli su formato ottico al MegaDrive), di 2 perle vere e proprie come lo sparatutto Silpheed e, appunto, Lunar.
Considerate che quest’ultimo al tempo dell’uscita era considerato alla stregua dei capitoli di Final Fantasy e delle altre produzioni Square per qualità ed importanza, riuscendo a creare un vero e proprio culto protrattosi sino ai giorni nostri, divenendo in poco tempo uno degli esponenti meglio riusciti del proprio genere. La possibilità di poter immagazzinare una grande quantità di dati offerta dal Cd-Rom, permise ai programmatori nipponici di inserire splendide sequenze animate all’interno del titolo per avvicinare la componente visiva maggiormente agli Anime, inserire parti narrate, nonché lasciare libero sfogo ai diversi compositori che, senza i limiti imposti dalle cartucce, realizzarono una grandiosa colonna sonora ancora oggi considerata un must tra gli appassionati. Per essere un titolo a 16 bit uscito nel giugno del 1992, Lunar è tuttora un ottimo esempio di come un gioco debba essere sviluppato.
Il successo del titolo venne ampliato da un seguito, sempre sullo stesso formato, sottotitolato Eternal Blue del 1994, e soprattutto dalla lenta ma costante riproposta di ambedue i titoli per svariati sistemi, ultimo dei quali proprio la nostra piccola Psp, che si appresta ad accogliere l’ennesimo, per quanto completamente rivisto, remake. Ad oggi, compreso il qui presente Harmony of Silver Star, i giochi sviluppati sotto il marchio Lunar sono circa una decina, con praticamente solo 2 episodi ufficiali ed un “prequel” uscito per Nintendo Ds.

Storia di un Remake

Per tutti i lettori che non hanno mai sentito parlare di questo titolo, la storia è ambientata su di un piccolo pianeta orbitante attorno un enorme stella blu, anni prima terra di origine dell’umanità resa invivibile a causa di guerre e di un uso spropositato della magia. Per fare in modo che la vita non terminasse a causa della stupidità umana, la Dea Althena trasferì persone, flora e fauna su di una stella argentata, Lunar appunto, per regalare un nuovo inizio a tutti. Inoltre vennero incaricati 4 draghi di preservare gli elementi nel nuovo mondo, in modo da difenderne l’equilibrio. Il giocatore segue le vicende di un ragazzo di nome Alex, col sogno di diventare un Dragonmaster, un ordine di guerrieri votati alla difesa del mondo sotto la benedizione della Dea, alla pari del suo eroe, Dyne, che in passato aveva difeso Althena scomparendo di seguito in circostanze misteriose.
Il ragazzo, nato nel piccolo villaggio di Burg, decide di partire insieme alla sua amica Luna, personaggio importantissimo attorno a cui ruotano gli eventi salienti della trama, al suo amico d’infanzia Ramus, oltre che all’inseparabile Nall, un piccolo drago bianco che accompagna il protagonista per l’intera avventura, alla ricerca dei 4 draghi custodi per poter diventare anch’egli Dragonmaster.
Come vedete la storia in se è molto semplice e fiabesca, ma il modo con cui viene raccontata e sviluppata risulta ancora oggi molto gradevole, grazie ad una caratterizzazione dei vari personaggi assolutamente fantastica.

Primo Impatto

La versione in prova, disponibile come demo su PsNetwork per chiunque abbia un account giapponese, ci lascia esplorare il primo villaggio del gioco, permettendo di apprezzarne la bontà del design e del tratto del mangaka Toshiyuki Kubooka ( Fushigi no Umi no Nadia, Beck). Grazie al completo restling grafico subito, simile a quanto fatto da Square-Enix per Star Ocean the First Departure, Lunar ha davvero un look moderno e apprezzabile. La demo permette anche l’esplorazione di un dungeon, per far luce su quello che è l'impianto ludico del titolo. L’impressione avuta da chi ha già avuto modo di addentrarsi nel mondo di Lunar è quella di una versione semplificata, aperta al vasto pubblico. Sacrificando semmai un po' di profondità, a sfavore di chi abbia già dimestichezza con titoli simili. Una scelta alla stregua di Lunar Legend per Gba, altro remake uscito nel 2001, distante dall’elevato grado di sfida che fin da subito costringeva un incessante grinding da parte del giocatore nella versione originale. Eppure, non escludiamo la possibilità che sia una scelta voluta solo per questa prima versione giocabile.
La demo è realmente molto corta, e può essere completata in poco più di una ventina di minuti, tempo assolutamente inadeguato per poter intravedere migliorie sul lato prettamente ludico. Ma vedendo la qualità del lavoro svolto in sede grafica, nitidissima e ridisegnata adattandola alla risoluzione dello schermo Sony, si percepisce un impegno assolutamente di prim'ordine, con la promessa dello sviluppatore di aggiungere almeno una parte inedita ambientata precedentemente i fatti narrati, capace pertanto di attirare anche i vecchi fan.
Il gioco è stato confermato per i primi mesi del 2010 su suolo americano, e sarà pubblicato da XseeD, che ringraziamo per averci portato in lingua comprensibile titoli di assoluto spessore come Little King’s Story per Wii o gli ultimi due episodi della saga di Wild Arms su Ps2. Pertanto siamo assolutamente sicuri della bontà della traduzione anche per questo titolo.

Lunar: Harmony of Silver Star Ultimo episodio della fortunata saga nata su Mega Cd, in dirittura d’arrivo su suolo nipponico nel periodo natalizio, Lunar altri non è che l’ennesimo rifacimento di un gioco datato inizio anni ’90, rivisto su svariati formati nel corso di oltre un decennio. La qualità globale non si mette in discussione, anche se risulta difficile comprendere come mai GameArts stia puntando su di un remake invece che su di un capitolo nuovo di zecca. Magari quel Lunar 3 che da anni gli appassionati richiedono a gran voce. Certo, gli stessi fan sicuramente compreranno anche questa versione, che risulterà gradevole e senza tempo come le (troppe?) altre volte.

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