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Hands on March of the Eagles

Paradox ci mostra in anteprima un nuovo strategico ambientato durante le guerre napoleoniche.

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La lunghissima serie di titoli strategici targati Paradox Interactive ha permesso ai giocatori di tutto il mondo di apprezzare ogni epoca storica, in quasi tutti i suoi particolari, e di rivivere momenti della storia umana che hanno segnato nel bene e nel male il mondo in cui oggi viviamo. Dai fasti dell'impero romano, in Europa Universalis Rome, passando per il freddo e buio medioevo della serie Crusader Kings che ci ha portati diritti nell'età moderna con il caposaldo Europa Universalis. Le sperimentazioni non sono finite qui e ci han permesso di rivivere il lungo periodo storico attraversato dall'altrettanto lungo regno della regina Vittoria nel titolo omonimo, per combattere poi una cruenta seconda guerra mondiale nella pluripremiata serie di Hearts of Iron.
Si potrebbe pensare che tutto sia stato ormai sperimentato, ma i ragazzi di Paradox Interactive non si sono mai lasciati intimorire da nuove possibili sfide e questo March of the Eagles ne è la prova. Al giocatore verrà infatti chiesto di affrontare e rivivere un periodo storico molto ristretto, quello delle guerre napoleoniche, finora trattato solamente da un'epansione dedicata in Europa Universalis III. Tutti pronti dunque, perché stiamo per tornare sul campo di battaglia.

LA BATTAGLIA DELLE NAZIONI

Il 2 Dicembre del 1804, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, Napoleone Bonaparte venne incoronato come imperatore dei francesi. Idealmente è da questo momento storico che inizia il periodo preso in esame da March of the Eagles, uno dei momenti più turbolenti della lunga storia europea. Incessanti e dolorose guerre di conquista sul fronte francese, e di difesa dall'altra parte con Inghilterra, Russia, Austria e Prussia, per l'eliminazione di quella che per loro era una vera e propria minaccia alla libertà.
Come da tradizione per i titoli Paradox il giocatore sarà libero di prendere le redini di uno qualsiasi degli stati presenti sulla mappa di gioco, anche se in questo caso particolare, dato il contesto, sarà sicuramente più coinvolgente giocare con uno dei grandi protagonisti della storia mondiale piuttosto che con un piccolo staterello di provincia (cosa magari più interessante in Europa Universalis o Crusader Kings). In questa versione beta del titolo è presente un solo scenario, ma non è escluso che possano essere presenti nella versione finale più campagne diversificate e focalizzate su precisi avvenimenti. L'obiettivo del giocatore sarà uno e uno solo, la dominazione sull'Europa, sia che si scelga di giocare con la Francia napoleonica che con la Gran Bretagna. Per ottenere la Dominazione dell'Europa sarà necessario ottenere il controllo totale di terra e mare, stabilito dalla conquista di alcune province chiave sparse per la mappa di gioco, che ricrea in 3D tutta l'Europa e parte del Medio Oriente.
Detto questo, il giocatore con alle spalle un po' d'esperienza con i titoli Paradox si sentirà immediatamente a proprio agio. La sostanza non cambia e l'impianto strategico e gestionale rimane fondamentalmente inalterato. Per i novizi non ci dovrebbero invece essere grandi problemi in quanto un comodo tutorial illustrerà con puntualità tutte le meccaniche di base dando gli elementi necessari per l'inizio di una prima partita. Poi ovviamente sarà la pratica a fare il resto.
La grande mappa di gioco è divisa, come da tradizione, in province che potranno essere sviluppate e conquistate singolarmente. In simultanea dovremo quindi occuparci dell'aspetto economico e di quello militare, che procederanno su binari che spesso andranno ad incontrarsi. Gli elementi che sarà sempre bene tenere a mente saranno diversi: dal flusso di denaro nelle casse del nostro stato (controllabile tramite la comoda schermata del bilancio), la quantità di forza lavoro disponibile che sintetizza il numero di uomini reclutabili nell'esercito, la quantità di prestigio ottenuto, fondamentale durante alcune trattative diplomatiche e lo stress provocato dallo stato di guerra, capace di sfociare in una pericolosa instabilità interna. Ma questo è solo quello che si vede in superficie perchè il gioco si sviluppa molto più in profondità.

ECONOMIA E STATO

Per portare avanti una lunga e logorante guerra c'è necessariamente bisogno di un'economia forte, e la fede incrollabile di un popolo pronto a tutto, elementi che sono satti ben trasposti in March of the Eagles. Ogni provincia della nostra nazione, regno o impero sarà sviluppabile in più di una direzione. Da un lato avremo la facoltà di erigere difese più o meno resistenti, strutture necessarie per zone di confine o che consideriamo importanti per la nostra prosperità, dall'altro potremo sviluppare la provincia su due strade diverse, ma entrambe (ducati permettendo) possibili. Un miglioramento generale dell'economia della porzione di territorio in questione darà benefici sia dal punto di vista del reddito fiscale che dal punto di vista della forza lavoro, a costo però di un maggior esborso di denaro e di tempo. In alternativa potremo semplicemente migliorare la capacità di accumulo degli approvvigionamenti tramite la costruzione di depositi sempre più capienti. Questo è un aspetto fondamentale del titolo in quanto nessun esercito renderà mai al meglio se non sarà ben rifornito durante le campagne di guerra. Il titolo costringe quindi il giocatore a fare bene i suoi calcoli: un esercito sproporzionato rispetto alla capacità di rifornimenti garantita dallo stato non sarà utilizzabile al meglio, con conseguente perdita di morale delle truppe e di efficacia in battaglia. Al contrario sarebbe invece inutile accumulare approvvigionamenti in misura maggiore rispetto alle reali necessità che la politica inrapresa impone. L'economia di March of the Eagles quindi si basa tutta sul rapporto che intercorre tra il numero di truppe e la quantità di rifornimenti disponibili, senza dimenticare mai le entrate generate dalla tassazione, necessarie per mettere in piedi strutture ed eserciti. Semplice ad un primo impatto, ma complicato quando, al comando di Imperi o Nazioni composte da decine o centinaia di province, dovremo dar fondo a tutta la nostra capacità di pianificazione.
Accanto all'aspetto meramente economico viaggia il nuovo sistema delle Idee, che ha visto la sua introduzione in Europa Universalis III. Si tratta sostanzialemente di indirizzi che sarà possibile dare alla nostra nazione e che garantiranno bonus di vario tipo. Per ottenerne una si dovrà essere in possesso dei necessari punti Idea, prodotti naturalmente e mensilmente dalla Nazione scelta ed accumulabili in maggior numero in caso di vittorie in guerra.
I campi entro cui scegliere le Idee saranno tanti e spazieranno dall'aspetto militare a quello economico, fino a giungere alle Idee personalizzate per ognuna delle Nazioni principali. Ad esempio la Gran Bretagna potrà adottare l'Idea che porterà alla creazione della Banca d'Inghilterra, che farà si che gli interessi da pagare in caso di prestiti richiesti (nel qual caso le nostra casse dovessero essere all'asciutto) siano più bassi. Un altro esempio è quello dell'Idea che da il via libera al sistema parlamentare il cui scopo è quello di garantire un'instabilità dovuta alla guerra meno marcata. Una volta scelta l'idea non si potrà più tornare indietro e ciò fa si che ogni decisione in tal senso sia ben ponderata, anche perchè gli effetti maggiori si avranno sul lungo periodo e quasi mai immediatamente.

QUANDO VIEN LA GUERRA

March of the Eagles non è solo pianificazione economica e politica di stato, ma anzi è soprattutto politica estera e guerra, inevitabile e necessaria per giungere alla vittoria finale. Il gioco offre numerosi spunti in questi due settori e delle novità che faranno felici tutti gli appassionati. Parlando di politica e diplomazia vediamo come le classiche alleanze siano state rimpazzate dalla più consone coalizioni, ovvero aggregazioni di stati con intenti comuni, pronti a combattere il nemico comune. Come la storia ci insegna numerose sono state le coalizioni nate nei ripetuti tentativi di sconfiggere Napoleone, e la prima dura sconfitta, quella di Lipsia, avvenne per mano della Sesta Coalizione guidata dalla Russia della Zar Alessandro. Il sistema socio-politico-economico è ricreato in modo abbastanza fedele, quanto più possibile alla realtà. Solo una delle Nazioni maggiori (Gran Bretagna, Russia, Austria ecc.) potrà dare vita ad una vera e propria coalizione ed invitare a farne parte altri membri (ci sarà spazio anche per adesioni spontanee). Come capo della coalizione il giocatore avrà molteplici possibilità: dal richiedere o mandare forze di spedizione, ovvero truppe cedute ad una nazione per aiutarla nella guerra in corso, o richiedere e donare denaro sottoforma di importanti sussidi di guerra. Il semplice membro della coalizione avrà invece il compito di tenere fede al patto, pena un pesante malus alla stabilità interna, e non avrà la possibilità di stringere una pace separata. Sarà infatti il capo della coalizione e lui soltanto, a poter trattare la fine del conflitto. Un motivo in più per preparasi al meglio e pensarci due volte prima di prendere scelte avventate. Giocare con il Regno di Sicilia ed entrare in coalizione con la Gran Bretagna, e quindi in guerra contro la Francia, vorrà dire vedere decine di migliaia di francesi entrare nei nostri confini, senza permetterci di difenderci se non adeguatamente preparati. Questa è solo una delle tante possibilità.
Terminate le azioni diplomatiche si passa dunque al combattimento vero e proprio, ed è qui che i ragazzi di Paradox si sono dati veramente da fare per ricreare le complesse tattiche che hanno contraddistinto le battaglie napoleniche. Il sistema di gestione automatica dei conflitti ovviamente rimane, dopotutto non ci troviamo di fronte ad un Total War, ma stavolta al giocatore è demandato un ruolo molto più attivo che in passato. Le armate sono suddivise in quattro sezioni: fianco sinistro, centro, fianco destro e riserva. Per ognuna di esse avremo la facoltà di eleggere un leader, una sorta di comandante di reparto, tra i tanti che avremo a disposizione ed in base alle loro attitudini e statistiche. Oltre a ciò ci sarà data la possibilità di scegliere per i fianchi una strategia da adottare in battaglia (contrattacco, ritardo nell'ingaggio, difesa a oltranza, assalto deliberato, ecc.), che si riveleranno fondamentali una volta presa dimestichezza con il sistema di gioco. All'inizio della battaglia va specificato che saranno le batterie d'artiglieria a dare inizio alle danze e solo dopo ci sarà lo scontro tra gli uomini e le brigate avversarie. E qui entra in gioco una nuova ed interessante novità: il concetto del fronte di battaglia. In campo aperto (e qui conta notevolmente il terreno sul quale si combatterà, la cui conformazione sarà consultabile semplicemente passandoci sopra col puntatore del mouse) un esercito numeroso potrà schierare in linea un maggior numero di fanti, avendo di conseguenza una gran potenza di fuoco, mentre al contrario in un passo montano il numero non farà la differenza in maniera così marcata, mettendo innvece in gioco altri fattori, come la composizione delle armate e l'abilità dei generali impegnati nello scontro. Il tutto poi sarà gestito da un sistema che terrà conto del terreno, del meteo, delle statistiche delle unità (oltre venti per nazione tra cui annoveriamo semplici milizie, artiglieria, guardia, cavalleria, prima linea e tante altre) e di quelle dei vari generali e comandati di reparto schierati sul campo, restituendo un feedback assolutamente positivo in praticamente tutti i casi. Si ha davvero la sensazione che i ragazzi di Paradox abbiano fatto le cose in grande anche sotto questo aspetto, una componente maggiormente bistrattata nei titoli precedenti.

A PASSO DI MARCIA

Dal punto di vista grafico March of the Eagles rimane negli standard tracciati da Crusader Kings 2, con una mappa in tre dimensioni dal discreto dettaglio grafico che fa bene il suo lavoro, modelli di unità molto semplici ma che nel complesso funzionano bene: vista l'enorme scacchiera su cui muovono le minuscole pedine, non si richiedono certo meraviglie grafiche e incredibili quantitativi di poligoni. Stesso discorso per l'interfaccia, che ha molto in comune con il titolo prima citato, anche se riadattata in alcune finestre: il risultato è positivo in quanto essa si rivela essere estremamente pratica e fruibile, oltre che gradevole alla vista. Di grande impatto invece la colonna sonora, che in piena tradizione Paradox può essere tranquillamente ascoltata anche al di fuori del contesto del gioco, rivaleggiando senza problemi con altre di prodotti ben più blasonati.

March of the Eagles March of the Eagle si appresta ad essere l'ennesimo masterpiece targato Paradox Interactive. Il titolo che ci siamo trovati davanti condensa anni e anni di esperienza, presentando un gameplay che sembra solido e ben collaudato, a cui si è riusciti ad aggiungere ancora qualcosa, specialmente per quanto riguarda l'aspetto militare, difficile da trattare in giochi con un'impostazione del genere. Non ci resta che aspettare la build completa e saggiare tutte le feature del titolo: Restate sintonizzati sulle nostre pagine per la review dell'ultimo gioco di Paradox Interactive in uscita il 18 di febbraio.

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