GDC 2012

Hands on Mario Tennis Open

Un pò di tennis dalla GDC

hands on Mario Tennis Open
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo l'annuncio di alcune settimane fa, Nintendo ha mostrato una demo giocabile di Mario Tennis Open per 3DS sullo show floor della GDC di San Francisco.
Mario torna quindi con un titolo sportivo appartenente ad una serie che, incredibilmente, ha saltato una generazione, raggiungendo la gigantesca base installata di Wii solo con un porting da Game Cube, all'interno della collana intitolata New Play Control.
Mario Tennis Open, invece, è un prodotto del tutto nuovo, che cerca di sfruttare le potenzialità della console per il quale è stato concepito, convincendo sotto alcuni aspetti ma risultando per lo meno particolare su altri.

Struttura classica

Il gioco si presenta con menu e pannelli di selezione del tutto classici, nel pieno spirito Nintendo, e mettono in luce la possibilità di giocare singoli e doppi, sia in single player che in multiplayer, sfruttando la connessione WiFi della console per sfide locali o online.
Il roster di giocatori selezionabili presenta i classici personaggi di Nintendo, suddivisi in categorie che ne sottolineano le abilità peculiari, come la velocità per quanto riguarda Yoshi o la forza per Wario, vero e proprio re dei lungolinea.
Una volta scelto il proprio giocatore e l'eventuale compagno si passa allo sfidante, con la successiva opportunità di decidere dove svolgere l'incontro, su campi e terreni del tutto sopra le righe, ambientati nell'universo che Miyamoto e il suo team hanno costruito nel corso di trent'anni di carriera.

Touch and move

Se la parte preliminare non lascia spazio a troppe sorprese, è una volta raggiunto il campo di gioco che si iniziano a notare le novità: il sistema di controllo si basa sull'uso dei tasti o del touch screen, con la possibilità di alternare entrambe le modalità di interazione in quanto lo schermo inferiore è completamente occupato da pulsanti virtuali, al cui tocco seguiranno direttamente i colpi su quello superiore.
L'accoppiata circle pad per i movimenti e tasti frontali per i colpi è classici è ben rodata, mentre l'uso del touch screen nell'ambito degli scambi veri e propri risulta innovativo, anche se non sempre comodo.
Malgrado tutto, però, ogni scambio è fluido e poco prevedibile, con i personaggi che danno libero sfogo alle proprie energie, piazzando tiri sempre più potenti o al limite della fisica, con effetti grafici di vario tipo a sottolinearne le peculiarità.
Il gameplay è comunque più assimilabile ad un arcade rispetto alle moderne simulazioni, avvicinandosi più alla scuola di Virtua Tennis rispetto a quella di Top Spin, anche se la profondità nascosta dal gioco, come potranno ricordare gli appassionati dei capitoli precedenti, appare notevole e da svelare poco alla volta, scoprendo colpi e abilità impensabili nelle prime partite.
Stupisce in modo controverso la telecamera, da gestire direttamente muovendo la console, attivando quindi i giroscopi e i sensori di movimento nascosti all'interno dello chassis: posizionando la console in orizzontale si otterrà una visuale dall'alto, utile per avere un punto di vista soprelevato che permette di dominare tutto il campo.
Alzando invece la console la camera si sposterà alle spalle del giocatore, offrendo un punto di vista del tutto differente, che coinvolge maggiormente nell'azione, a scapito però dell'effetto 3D. Malgrado la posizione dello slider posto sulla parte destra dello schermo superiore, infatti, il 3D verrà attivato in presenza della visuale aerea e disattivato con quella posteriore, senza possibilità di intervenire.
Un scelta tutto sommato discutibile, in quanto proprio con la telecamera posteriore il 3D avrebbe permesso di giudicare al meglio la profondità, in modo da calibrare la potenza di tiro, magari in risposta ad un colpo particolarmente ben piazzato.

Mario Tennis Open Mario Tennis Open appare già da ora come un titolo divertente e ben confezionato, con alcuni dubbi che emergono nell'uso dei controlli touch e nella gestione della telecamera, comoda per quanto riguarda i movimenti tramite giroscopio, ma con una politica di attivazione del 3D discutibile. L'inclusione della modalità online garantirà sicuramente una longevità invidiabile, pari a quella del campione di incassi Mario Kart 7, anche se l'appeal è sicuramente inferiore, per un franchise che solo ora ha avuto il coraggio di tornare in forze dopo una generazione di relativo abbandono.

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