Hands on Mass Effect 3

A Londra ancora una volta nei panni di Shepard

hands on Mass Effect 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc

I Razziatori, simpatiche canaglie. Manca ormai che una manciatina di settimane all'arrivo di Mass Effect 3, l'inizio della fine è dunque ad un passo. Intanto, i Razziatori campeggiano lì dove li avevamo lasciati alla Gamescom: sulla Terra, impegnati a far bisboccia coi nostri destini. Riviviamo il loro arrivo con una piccola stretta al cuore, tanto è intensa, e violenta, e infame, la loro follia sterminatrice.
A Londra, in un evento esclusivo griffato EA, abbiamo riprovato la stessa missione di qualche tempo fa (e che presumibilmente costituirà l'offerta dell'ormai prossima demo), un prologo intenso, pregno di vecchie e più fresche emozioni, insieme ad una operazione nuova di zecca, in quel di Marte.
Mass Effect 3 è lo specchio di questa generazione di console: uno spettacolare circo di effetti scenici, di trovate sfavillanti, di commistione fra istanze hardcore e puro intrattenimento. A lato, l'episodio più importante di una saga che ha fatto, con tutte le sue idiosincrasie, epoca.
Pronti a sfidare un destino già bello che segnato?

Un pò di contorno

Prima delle impressioni sul campo, un paio di info di contorno, trapelate dalle quattro chiacchiere scambiate con il portavoce di Bioware. In primis, e nonostante lo script possa far intendere il contrario, torna con nuova impellenza l'esplorazione spaziale, che sarà doppiamente densa: a livello di ambientazioni, con scenari scenograficamente eterogenei e pianeti da esplorare (e non solo depredare), e di level design, che andrà a colmare il moderato appiattimento osservato nel secondo capitolo della saga, dando sfogo alle nuove animazioni (esecuzioni) e al nerbo tattico durante i combattimenti, meno soporiferi che in passato. Per Bioware, Mass Effect 3 è il capitolo non solo più esteso, ma anche più ricco di occasioni esplorative e filamenti secondari. D'altro canto, urge la necessità di riannodare i fili di un discorso narrativo e di un pattern di npc non indifferente, da qui l'esigenza di un ecosistema di gioco più complesso, più ricco di missioni, meno scontato.
Altro giro: il bilanciamento della difficoltà. Il livello Hardcore, il più in voga fra gli utenti che ne sanno, è stato ri-pensato verso l'alto, un discreto innalzamento dell'asticella che fa bene al giocatore che desidera una sfida degna di tal nome, stimolando un ricorso meno superficiale alle possibilità offensive e biotiche di Shepard e compagni. Di converso, l'inserimento del livello Narrative, cavalca l'onda lunga di chi vuole solo gustarsi la storia, senza grattacapi di sorta. Uno spettro di possibilità maggiore che strizza l'occhio al mercato, accontentando un po' tutti.
Infine, la questione porting dei salvataggi. Mass Effect 3 sarà, come trapelato recentemente, più accorto nei confronti di chi non avesse mai affrontato i capitoli precedenti, attraverso un incipit meno sfilettato, cut scene e soprattutto dialoghi differenziati, più focalizzati sul presente che non sul passato, con riferimenti quanto più comprensibili anche ai non avvezzi. Il peso di alcune (non) scelte sarà ricondotto ad un background narrativo accettabile e coerente di Shepard, evitando che la mancata fruizione dei due Mass Effect precedenti possa pesare come uno spadone di Damocle sull'esperienza ricreativa del videogiocatore.
Dal nostro punto di vista, comunque, è un vero peccato privarsi del teatrino inscenato da Bioware nella sua interezza, perdendo così il significato più grande della saga, e dunque il peso che può scaturire o meno da ogni decisione. Giusta o sbagliata che sia. Se non avete mai provato Mass Effect, siete ancora in tempo per rimediare e riversare poi i vostri salvataggi nell'ultimo capitolo.

Scelte

Prima scelta: quale esperienza di gioco vogliamo affrontare? Mass Effect 3, ancora più che gli episodi del passato, allarga le braccia verso un ventaglio quanto più ampio di giocatori. Una scelta condivisibile, considerando i costi intrinseci di un'opera di una tale portata, che denuncia comunque una modularità di fondo non indifferente, per un'azione di gioco customizzabile a piacimento.
Action, RPG o Story: cosa scegliamo? Il primo è rivolto a chi vuole uno shooter in terza persona senza grosse criticità narrative o diramazioni ruolistiche. Addio quindi ai dialoghi, che si trasformano in cut scene, e alla customizzazione del personaggio o del team.
Laddove RPG ripropone la dinamica classica, l'opzione Story si abbassa alle esigenze di chi vuole gustarsi in santa pace la sceneggiatura, l'incedere di un plot che ha fatto storia, interagendo qua e là con nemici in modalità cascatore, da abbattere nel modo più spettacolare possibile, tanto sono poco più che pupazzi nelle mani di chi impugna il pad.
In modalità RPG, si prosegue con la costruzione del proprio personaggio, con una doppia attenzione al profilo psicologico (nel caso, ovviamente, non si importino i propri salvataggi) e alla scelta di chi salvare fra Kaidan ed Ashley. Fatto ciò, si parte.
Destinazione? Marte. La Terra è andata. Anderson è rimasto lì, ma nessuno si fa illusioni, tantomeno Shepard. Rivederlo vivo? Pura utopia.
Marte è un ordine come un altro, e ora più che mai Shepard vuole sentirsi utile, attivo. Vivo. E' lì che ritroviamo Liara, gli amici di Cerberus ed il primo tassello di un puzzle che si preannuncia piuttosto complesso. Si può davvero ancora sperare?
Il livello affrontato, particolarmente esteso sotto il profilo planimetrico, s'è rivelato una pepata sorpresa anche sotto il profilo del design e dei cambi di direzione, con uno sviluppo verticale apprezzabile e una curva di sfida generalmente meno morbida. Ottimi i cambi di ritmo (con la necessità talvolta di studiare per bene il campo di gioco in modo da imbastire vere e proprie imboscate), l'alternanza fra scenari chiusi ed altri più estesi, meno sfruttabili con la classica carta delle coperture. In generale, gli scontri a fuoco si sono fatti più intensi, meno raffazzonati e più equilibrati: sul finire del livello, affrontiamo un'autentica guerriglia in uno spazio angusto, con decine di nemici bramosi di sangue, poche munizioni (e difficili da recuperare) e la necessità di coordinarsi continuamente col proprio team. Un vero banco di prova per chi è abituato agli scontri "controllati" di Mass Effect 2. L'IA dei due compagni è stata ulteriormente rifinita, per un apporto più performante, ma ovviamente il salto più grande è stato concesso a quella che governa i nemici, finalmente più reattivi e ricettivi. Si mostrano ancora un tantino in bambola durante gli attacchi melee o le esecuzioni da tergo (di soppiatto), tuttavia il passo in avanti c'è, e si vede.
Le animazioni godono sicuramente dell'implementazione di qualche frame in più, e di un'interazione ambientale meno scompaginata, tuttavia oggi, nel 2012, la rigidità di movimento di Mass Effect 3 è piuttosto palese, in special modo nelle situazioni più congestionate. Un marchio di fabbrica della serie su cui si può tranquillamente soprassedere, fermo restando che -specificità dell'engine a parte- un'iniezione ulteriore di dinamismo non avrebbe di certo guastato. Anzi.
La trama prende sempre e comunque il sopravvento: la situazione in sottofondo è insostenibile, lo sappiamo bene, e Bioware si dimostra maestra nel giochicchiare con questa tensione, plasmando continui cliffhanger che inaspriscono viepiù la carica emotiva del prodotto. La coda del capitolo affrontato, per esempio, è un perfetto pugno in faccia da parte degli sviluppatori, un modo schietto per mettere da subito le carte in tavola, chiudendo col più bastardo dei "e il meglio deve ancora venire, cocco".
Sfumata invece la possibilità di testare la customizzazione delle armi: i tavoli da lavoro ci sono, sulla scorta di quanto visionato in Dead Space, e con loro le possibilità di modificare le varie bocche da fuoco: sfortunatamente eravamo a corto di upgrade.

L'estetica è semplicemente sontuosa. Il chara design, già ricco, già variegato, si cristallizza con una texturizzazione accorta e cromaticamente generosa. Le espressioni facciali, necessarie per veicolare un carico emotivo quasi eccessivo, puntellano ancora una volta un lavoro certosino, autentico. Il risultato è eccezionale, e stavolta corroborato da un motion capture che rincara la dose empatica degli avatar. Ottimo l'uso delle luci, mentre gli effetti speciali meritano decisi applausi, con una buona carica di particellari d'alto livello. Su tutto, comunque, ricade l'ombra lunga di una senso scenico spettacoloso: la tempesta di sabbia che cinge Marte, per dirne una, mozza semplicemente il fiato. Alla faccia dell'aliasing che talvolta seghetta la composizione dell'immagine.

Mass Effect 3 Mass Effect 3 dimostra di avere le carte in regola per sfondare, ancora una volta, i cuori degli appassionati. Bioware non si dimentica dei giocatori veri né di quelli della domenica, confezionando un pacchetto che ben si adotta ai palati più disparati, anche tramite una co-op interessante, ma per ora solo a livello concettuale (qui il nostro approfondimento). La scansione del ritmo di gioco, la necessità di un ricorso più accorto del proprio team, l’IA migliorata, l’ampiezza complessiva dell’avventura, suonano come campane di festa per chi aspetta con ansia -e a ragione- la chiusura di una trilogia epocale.

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