Hands on Medal of Honor: Warfighter

La prova con mano del livello presentato allo scorso E3

hands on Medal of Honor: Warfighter
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Medal of Honor è un nome importante dell'industria videoludica, che ha sempre ottenuto consensi da parte di pubblico e critica sin dall'esordio della serie nell'ormai lontano 1999. La serie di Electronic Arts si è sempre mantenuta fedele all'ambientazione sulla World War, ma ha deciso di cambiare direzione due anni fa per venire incontro ad un mercato nuovo, in continuo movimento e con esigenze diverse dal passato. Abbiamo fatto tappa in Svezia, presso gli uffici di Electronic Arts di Stoccolma, per avere un assaggio del nuovo gioco di Danger Close, seguito diretto del successo del 2010 che a suo tempo aveva cercato di dare una svolta nella serie Medal of Honor con un completo reboot del franchise. Abbiamo finalmente avuto modo di provare il nuovo capitolo Warfighter di prossima uscita, nel livello del single player ambientato in Somalia e mostrato in video per la prima volta durante lo scorso E3 di Los Angeles.

I TIER ONE ANCORA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Pur non creando un nuovo standard qualitativo, Medal of Honor ci delizia con un solido impianto grafico.


L'idea alla base dello studio losangelino di Danger Close è quella di proporre una situazione ibrida a cavallo tra una simulazione a tutti gli effetti - con un feeling il più possibile realistico per quanto riguarda le situazioni in battaglia e gli scontri a fuoco - e al tempo stesso un gioco ricco di colpi di scena e di azione, come quella spettacolare dei migliori film di guerra made in hollywood. Questa veloce prova ci ha piacevolmente impressionato, mettendoci al comando della Special Mission Unit "Tier 1" e dei suoi soldati più capaci.
Giungiamo sulla costa nei pressi di Mogadisho grazie a dei grossi gommoni. Saltiamo in acqua e ci acquattiamo dietro ad alcuni scogli per osservare la situazione prima di avanzare: nessun rumore, ma sappiamo che tra i grossi edifici di fronte a noi, ormai scheletri giallastri di una guerra senza tregua, si nascondono nemici armati fino ai denti che ci stanno aspettando con le armi cariche e pronte a uccidere. Non appena mettiamo fuori la testa il nemico inizia a sparare. Raffiche di colpi giungono da ogni direzione e noi approcciamo l'avversario da destra, dove è più vulnerabile e scoperto. Il feedback delle armi è veramente positivo: il tem ha dato molta importanza all'aspetto simulativo, proponendo bocche da fuoco che si comportano in maniera splendidamente realistica e sempre credibile, con un rinculo diverso per ogni tipo di fucile d'assalto da noi impugnato. Anche la ricarica delle armi sembra essere stata concepita per un approccio più realistico rispetto al passato. La scena è la stessa mostrata allo scorso E3, anche se meno cinematografica e montata in maniera leggermente diversa. L'acqua è appare molto più realistica che in passato, un upgrade che ci viene confermato anche dallo staff di EA e di Danger Close presenti all'evento.

"L'idea di Danger Close è di proporre una situazione ibrida, a cavallo tra una simulazione e un film"

La dimostrazione ci ha permesso di mettere le mani anche su una particolare sequenza dove controlliamo un piccolo robot da infiltrazione, che passando per uno stretto cunicolo pieno di detriti ci ha permesso di sgombrare l'area da alcuni nemici che ci avrebbero reso il compito ancor più difficile. Il sistema di controllo non è proprio user friendly, con il movimento dei piccoli cingoli controllato dai tasti direzionali, mentre telecamera e mitragliatore sono controllati dal mouse. Nelle prime manovre incespichiamo sul percorso e ci blocchiamo tra i detriti delle macerie, ma una volta presa un po' di dimestichezza, eliminiamo i nemici e per lasciare lo spazio all'arrivo dei soldati.
Poco dopo si presenta l'occasione di sfondare una porta per fare irruzione in una stanza piena di nemici. Esattamente come nello scorso capitolo di Medal of Honor, spacchiamo la serratura ed entriamo ad armi spianate: appena sporgiamo la testa oltre il muro, il bullet time ci permette di osservare la situazione con calma ed eliminare i nemici presenti con dei colpi mirati e quasi sempre letali. I modelli hanno subito un sostanziale miglioramento, così come le animazioni, che risultano più curate e interessanti. La mappa risulta lineare e molto chiusa, una considerazione che però si limita al solo livello da noi testato e che ci riserviamo di confermare solo quando avremo avuto modo di provare anche altri livelli per la modalità single player. Il livello si chiude con una sequenza nei panni di un cecchino. Da uno dei piani alti di un edificio in rovina, dobbiamo eliminare alcuni bersagli scomodi e muniti di RPG-7 per dar modo ai nostri elicotteri di avvicinarsi e far piazza pulita con dei missili. Per aggiungere ulteriore realismo - al quale il team di sviluppo ha voluto strenuamente puntare - giochiamo una sequenza forse non paragonabile a quella proposta da alcuni recenti sniping game, ma comunque realistica e molto attenta ai dettagli. Premendo Shift sulla tastiera, il nostro cecchino trattiene il respiro per guadagnare in fermezza, quindi punta il bersaglio considerando la forza di Coriolis e la traiettoria parabolica del proiettile, così da far fuoco con il solito pulsante sinistro del mouse.

GUERRA SIMULATA

Graficamente parlando, notiamo delle texture incredibilmente dettagliate e realistiche, in grado di valorizzare al meglio ogni tipo di superficie, a partire dagli edifici, fino ai più piccoli elementi dello scenario. Nella norma invece gli effetti particellari, in grado di aggiungere il giusto realismo alle esplosioni e alla detonazione delle granate e degli esplosivi. Meno interessanti invece fumo e fuoco, che non sfoggiano la qualità ormai raggiunta da alcuni giochi della stessa categoria. Complessivamente abbiamo l'impressione di trovarci di fronte ad un ottimo Frostbite 2, certamente ottimizzato e più flessibile rispetto al passato, che però non offre lo stesso incredibile livello di dettaglio raggiunto con Battlefield 3. Quasi certamente avremo una maggior scalabilità per quanto riguarda la versione PC, e ci auguriamo un'esperienza fluida e performante anche su home console - versioni che sfortunatamente non abbiamo potuto analizzare in questa speciale occasione. Il pannello delle opzioni ha rivelato anche la presenza dell'anti-aliasing di tipo super sampling, che però non ci è stato possibile testare.
La prova è stata effettuata su dei PC di fascia alta, di cui purtroppo non conosciamo le specifiche tecniche esatte, tutti equipaggiati con schermi Benq XL2420T, tastiera Corsair Vengeance K60 e mouse Vengeance M60: un kit che ci ha dato modo di apprezzare al meglio le finezze del Frostbite 2, giocando con degli input device precisi e reattivi.

Medal of Honor: Warfighter Il nuovo Medal of Honor sembra avere una marcia in più rispetto al capitolo precedente, anche se, come vuole la tradizione, il confronto con gli altri importanti franchise del mondo videoludico può essere fatto solo a fronte di una modalità multiplayer ben strutturata e ricca di novità. Le premesse ci sono tutte, a partire da un gameplay bilanciato e divertente, fino ad un comparto tenico decisamente al passo coi tempi. Naturalmente la nostra trasferta in Svezia ci ha dato modo di provare anche il multigiocatore, motivo per il quale vi consigliamo di restare sintonizzati sulle nostre pagine, per un reportage del nuovo e promettente multiplayer di Medal of Honor: Warfighter.

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